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giovedì 23 febbraio 2017

I terremoti artificiali secondo il fisico brasiliano Fran De Aquino



Lo scienziato brasiliano Fran De Aquino è uno fra gli esperti che da anni denunciano sia l’uso di armi tettoniche, attraverso l’impiego dei riscaldatori ionosferici (impianti H.A.A.R.P.) sia le operazioni chimico-biologiche in atmosfera. A proposito di terremoti artificiali, De Aquino, che è un fisico quantistico, ha elaborato un’ipotesi che integra ed affianca quella di Brooks Agnew. [1] Come tutte le ipotesi, potrà essere convalidata o falsificata (Karl Popper docet) in tutto o in parte. Fatto sta che i sismi causati più o meno deliberatamente dal complesso militare-industriale per i suoi loschi fini sono una realtà: in molti disastrosi sommovimenti tellurici di questi ultimi lustri, madre natura non c’entra alcunché.

De Aquino ritiene che la propagazione attraverso i sistemi H.A.A.R.P. di onde a bassissima frequenza (E.L.F.), interagisca con gli ioni (particelle elettricamente cariche che hanno ceduto o acquisito elettroni) presenti nelle fasce di Van Allen. [2] L’’interazione fra campo elettromagnetico e campo gravitazionale porta ad una riduzione della gravità sopra una certa zona della superficie terrestre.

Tale diminuzione di gravità innesca un decremento della pressione della colonna d’aria posta sopra un’area della Terra, generando, a mo’ di rinculo, un sollevamento dello strato superficiale della litosfera. E’ come collocare su una mano la punta di una siringa senza ago, per poi tirare lo stantuffo: a causa della diminuita pressione sopra la mano, si vedrà la pelle sollevarsi.

Secondo i calcoli del Professor De Aquino, un riscaldatore ionosferico può causare un terremoto persino del nono grado (!) della scala Richter, la scala che misura l’energia sprigionata da un sisma.


[1] il Dottor Brooks Agnew, un fisico esperto nel tema delle prospezioni geologiche atte alla ricerca di giacimenti di idrocarburi, spiega che le E.L.F. hanno proprio gli esiti di quelle sprigionate da un sub-woofer dell’impianto audio in un’auto: si possono effettivamente percepire le vibrazioni attraverso il corpo. Le onde E.L.F. fanno vibrare la litosfera e, alle frequenze di risonanza giuste, possono avere effetti devastanti. ”Il Dottor Agnew aggiunge: "Certe pre-condizioni sono già presenti nel suolo: tutto quello che serve è un’opportuna attivazione per ottenere il desiderato rilascio di energia". La Geologia e la Fisica riconoscono che le onde (vibrazioni) possono provocare terremoti ed altre calamità. I disinformatori (coloro che sono stati cooptati dalla Dottoressa Signora Laura Boldrini) sostengono che le alte frequenze dei sistemi H.A.A.R.P. non provocano gli effetti delle onde a bassa frequenza, ma, come ha dimostrato tra gli altri il Professor Alessio Di Benedetto, i riscaldatori ionosferici inviano in rapida successione due fasci di alta frequenza. Uno dei due ha, però, frequenza un po’ maggiore: ne risulta uno scarto così che il fascio riverberato sulla Terra, vi ritorna come E.L.F.

[2] Le cinture di radiazione (o fasce) di Van Allen sono due zone di intense radiazioni catturate dalla magnetosfera che avvolgono la Terra principalmente al di sopra delle regioni equatoriali. Furono scoperte dall'astrofisico statunitense James Alfred Van Allen (1914) nel gennaio del 1958. La cintura più interna è formata per lo più da protoni; la radiazione di questa banda risente delle tempeste geomagnetiche e varia col ciclo solare di 11,1 anni. La fascia esterna è costituita principalmente da elettroni.

Articoli correlati:

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domenica 11 dicembre 2016

Luoghi comuni sui terremoti



Circolano alcuni luoghi comuni circa i terremoti. In prima battuta, si ritiene che siano tutti dovuti a cause naturali; inoltre si continua a ripetere che non si possono prevedere; si asserisce infine che essi avvengono solo in regioni sismiche.

Vediamo di smentire questi cliché circa i fenomeni tettonici disastrosi.

Parecchi eventi sismici, da alcuni decenni, cioè da quando sono diffusi interventi che alterano i delicati equilibri della litosfera, sono artificiali o comunque si verificano quando una situazione geologica è destabilizzata da una serie di fattori antropici scatenanti.

Vediamo i principali.

• La costruzione di dighe, riempimento e svuotamento ciclici, i cui invasi agendo sulle pareti delle montagne producono spinte tali da provocare cedimenti delle faglie.

• La realizzazione di grandi edifici, quelli che superano i 5-600 metri d’altezza.

• L’immissione di liquidi in profondità.

• L’estrazione di gas naturale e di petrolio dal sottosuolo. E’ la funesta pratica nota come fracking, ossia fratturazione dello strato litico.

• L’immissione di gas in profondità, come quando si introduce biossido di carbonio (CO2) per sottrarlo dall’atmosfera.

• Lo sfruttamento di giacimenti di carbone o di altri minerali, allorché si devono aprire grandi miniere a cielo aperto.

• Esperimenti per lo studio dei fenomeni tettonici compiuti facendo brillare delle cariche.

• La geolocalizzazione.

• L'uso di armi tettoniche (H.A.A.R.P., Pamir, ordigni nucleari, dispositivi ad infrasuoni etc.).

I sommovimenti tellurici indotti dalle attività estrattive, dalla creazione di infrastrutture, dalle armi sismiche, presentano una firma pressoché inconfondibile, l’ipocentro superficiale (tra gli 8 ed 15 chilometri circa), laddove i terremoti naturali hanno di solito ipocentro molto più profondo.

Si noti che la faglia appenninica lungo la quale sono occorsi i fenomeni tellurici in questi ultimi mesi è costellata di impianti (pozzi per la trivellazione in primis) per l’estrazione di gas da rocce scistose. E’ una perniciosa attività che negli Stati Uniti d’America ha già provocato scuotimenti tellurici in regioni a bassa sismicità, contaminazione delle falde freatiche, risalita di composti tossici ed infiammabili nelle tubazioni di abitazioni private.

I terremoti artificiali possono essere previsti? Diciamo che si possono individuare degli indizi che possono lasciar presagire scosse più o meno violente. Vediamo i precursori salienti.

• Aumento della concentrazione di gas radon: si leggano gli studi di Gianpaolo Giuliani.
• Comportamento inusuale ed irrequietudine tra gli animali domestici e selvatici.
• Avvistamento di luci sismiche che non sono, a differenza di quanto comunemente si scrive, i prodromi di un terremoto naturale, non essendo quasi mai correlate al movimento delle faglie, bensì a pesanti manipolazioni dell’atmosfera con la dispersione di metalli elettroconduttivi che danno origine, ad esempio, ad archi chimici o iridescenze.
• Malfunzionamenti nelle comunicazioni della telefonia mobile: sono problemi riconducibili ad aberrazioni elettriche in atmosfera legate alle operazioni di geoingegneria clandestina alias scie chimiche (chemtrails in inglese). L’aria, infatti, è resa simile al plasma e, un po’ come il plasma, è contraddistinta da elevata elettroconducibilità con tutte le conseguenze del caso.

Concludiamo questa rassegna sui tòpoi inerenti ai sismi con un paio di precisazioni. E’ vero che le alterazioni della ionosfera preannunciano un terremoto, ma non per qualche misterioso sincronismo jungiano, ma in quanto gli impianti H.A.A.R.P. riscaldano e gonfiano alcune parti della ionosfera, propagando potenti campi elettromagnetici. (E’ il cosiddetto effetto punching, letteralmente “raggruppamento”). Quando l’irradiazione è interrotta, lo strato ionosferico recupera la sua configurazione, spingendo verso il basso gli strati di atmosfera sottostanti. Con un contraccolpo, si sprigiona verso il suolo l’energia cinetica accumulata che può far cedere una faglia già in equilibrio precario o stimolare uno scorrimento tettonico, in una zona di subduzione.

Recentemente è stato pubblicato uno studio secondo cui i georadar potrebbero essere usati per anticipare i sismi. La verità è ben diversa! Sono sistemi di questo tipo che, essendo basati sull’irradiazione di campi elettromagnetici per scandagliare gli strati superficiali della crosta terrestre, a determinare sommovimenti tellurici. Non a caso, come ci ricorda lo scienziato statunitense Brooks Agnew, sia le energie elettromagnetiche sia le onde sonore, impiegate per la prospezione del sottosuolo con il fine di localizzare giacimenti di idrocarburi, sono in grado di produrre terremoti.

Articoli correlati:

- Sismi e fracking: la rivista 'Science' conferma le conclusioni di Tanker Enemy, 2014
- Sisma e trivelle, il giornalista di Science: 'Pressioni per non pubblicare il rapporto', 2014
- I rospi possono 'prevedere i terremoti' e l'attività sismica, 2010


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martedì 29 giugno 2010

Luci sismiche ed archi chimici

A proposito delle manifestazioni atmosferiche foriere dei terremoti indotti, bisogna distinguerle dalle luci sismiche: si osservano, infatti, spesso nembi iridescenti e "cirri" opalescenti che si formano in seguito al passaggio di aerei chimici. Sembra che, tra i diversi possibili segni anticipatori dei movimenti tellurici, si debba concentrare l'attenzione proprio su queste striature nel cielo, indizio di una pesante manipolazione delle condizioni naturali. La disinformazione basa, tra l’altro, il suo inganno sull’equazione tra le cosiddette "luci sismiche" e le iridescenze artificiali. Le prime sono naturali, benché la loro genesi non sia molto chiara; gli arcobaleni chimici sono, invece, il risultato della dispersione di quarzo, di alluminio e di etilene dibromuro (additivo nei carburanti JP8).

"Durante gli eventi sismici, in taluni casi è possibile notare, oltre al caratteristico rumore, anche delle luci che possono manifestarsi come lampi o fiammate.

La teoria dell’effetto piezoelettrico prevede che rocce con composizione cristallina soggette alle compressioni generate dai sismi, siano in grado di produrre luce, grazie alle scariche elettriche. L’effetto di piezoelettricità è presente in un gran numero di cristalli ed avviene sottoponendo due facce del cristallo a compressione: si ottiene così sulle facce trasversalmente opposte una differenza di potenziale anche elevata. La difficoltà della produzione di luci sismiche, mediante questo fenomeno, risiede nella necessità dell’allineamento dei cristalli nelle rocce in modo tale da conseguire la variazione di potenziale necessaria a generare la scarica elettrica e quindi il lampo.

Altri effetti elettrici si possono sviluppare mediante la separazione o il contatto tra strati rocciosi, circostanza che si verifica appunto in corrispondenza di fenditure causate da sismi. Sembra che il gradiente elettrico provocato da queste fratture o dai successivi contatti, potrebbe essere in grado di sviluppare sufficiente tensione da giustificare i bagliori.

Anche la diffusione di calore nei cristalli può generare la produzione di cariche elettriche, trasformando il calore in differenza di potenziale. L’attrito delle rocce sottoposte a compressione e rilascio, evento tipico di un sisma, potrebbe essere in grado di generare sufficiente energia termica per provocare questo fenomeno.

Alcuni ricercatori affermano che, durante il terremoto, si possono formare delle forti correnti ascensionali d’aria dovute alle vibrazioni del suolo. Queste correnti possono caricarsi elettricamente e sprigionare scariche elettriche luminose.

Altri fenomeni che sviluppano luce comprendono le scariche elettrochimiche che si formano per elettrolisi dell’acqua che scorre in anfratti e spaccature della litosfera.

La stessa compressione delle rocce può causare l’emissione di elettroni che, a seguito di collisioni con le molecole dell’atmosfera, possono determinare fiochi fenomeni luminosi.

In altre occasioni, successivamente ad un sisma si è potuta constatare la presenza di tracce di combustione. In tali casi, si ipotizza che il fenomeno sia dovuto alla fuoriuscita di gas infiammabili dal terreno. Risulta comunque difficile comprendere le ragioni dell’innesco della combustione".


Da questa carrellata sulle possibili cause e sulla natura delle luci sismiche, si evince che esse, comunque rare e sovente deboli, sono fulminee. Assomigliano dunque ai lampi di un temporale e non sono manifestazioni durevoli, a differenza delle nubi colorate e dei fasci iridati che non sbaglieremo a considerare, se non i prodromi di un sisma innaturale, un'aberrazione atmosferica dovuta ad interventi militari. Queste nuvole artificiali manifestano interferenze prismatiche con lunghezze d'onda luminose che avvengono solo con "materiale solido estremamente fine", come spiega il fisico canadese Neil Finley. Queste microparticelle sospese nell'aria "generano campi di interferenza attorno ad ogni particella, cambiando il colore della luce".


Fonti:

Autore non indicato, Le luci sismiche
W. Thomas, Le scie chimiche compromettono la vita sulla Terra, 2006





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