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giovedì 26 agosto 2010

Aeroporti chimici

Tra le "eccezioni" che muovono i negazionisti nell’ambito del tema “chemtrails”, una delle più frequenti si riferisce alla presunta mancanza di testimonianze e fotografie circa gli aeroporti da dove decollano ed in cui atterrano gli aerei chimici. E' un'"obiezione" gratuita, strumentale e facilmente confutabile. Solo per proporre un esempio, nello scalo militare di Falconara Marittima (Ancona), centro industriale sull'Adriatico ed in cui sorge una raffineria di petrolio, sono stati immortalati degli inconfondibili velivoli chimici. Sono bianchi e senza le regolari marche.

Collegato all'aeroporto civile, "Raffaello Sanzio", si trova quello militare da cui partirono i bombardieri, durante l'aggressione alla Serbia nel 1999: era allora Presidente del Consiglio l'atroce Massimo D'Alema. Nei dintorni si notano, mimetizzate fra le abitazioni di Marina di Montemarciano e di Chiaravalle, installazioni militari di alimentazione elettrica, difese da filo spinato. Sono anche visibili cartelli con su scritto "No trespassing" ed il simbolo della “Rosa dei venti”, emblema della N.A.T.O.[1]


Visualizzazione ingrandita della mappa

Sulla pista si scorgono due modelli di aeromobile molto simili, se non identici, a quelli che incrociano a bassa quota sulla Liguria occidentale, senza lasciare tracce radar e privi di contrassegni identificativi. Uno dei due è un bimotore ad elica, con i motori verniciati di rosso. Molti cittadini hanno osservato, fotografato e ripreso apparecchi di questo tipo in varie regioni d'Italia. Falconara Marittima, con il suo aeroporto "a stelle e strisce", è località strategica, data la sua posizione all'interno della penisola. Un'altra base in cui sono gestiti i voli della morte è quello di Pratica di Mare.

L'aeroporto di Pratica di Mare fu istituito nel 1937 nella tenuta di Campo Ascolano e qualificato come campo di allenamento aereo. Negli anni che seguirono, il complesso conobbe continui ampliamenti. Nel dicembre del 1942 diventò Scuola Strumentale di Volo. Gli adeguamenti logistici ed infrastrutturali sono proseguiti fino ai giorni nostri, tanto che è divenuto il più grande aeroporto militare italiano: oggi ospita anche alcuni Reparti aerei della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e della Polizia di Stato.

Altri scali incriminati sono i seguenti: Orio al Serio (Bergamo), Linate (Milano), Caselle, (Torino), Federico Fellini (Rimini), Galileo Galilei (Pisa).

Usando queste ed altre strutture, lo stato italiano con un’apposita aviazione, per quanto gli compete, ma nel contesto di un programma globale, si avventa contro i cittadini ed il territorio nazionale, coordinando le operazioni clandestine di aerosol. Inquinamento dei biomi, incendi, alluvioni, frane, danni all’economia, diffusione di patologie… sono le conseguenze di un’istituzione che, simile ad una malattia autoimmune, aggredisce l’organismo stesso.

[1] E’ curioso che proprio da questo scalo siano giunte le visite relative alla telefonata ad un impiegato dell’Ufficio stampa dell’E.N.A.V.


Ringraziamo i nostri lettori per averci fornito le foto qui pubblicate.






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CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 11 ottobre 2008

Boato nel Vesuviano: caccia F16 intercettano un aereo libico sospetto?

Si susseguono strani episodi nei cieli: le versioni ufficiali si riferiscono a caccia militari che, per intercettare velivoli "sconosciuti" e privi del piano di volo (?), superano la barriera del suono, generando il caratteristico bang. Un aereo libico sospetto sarebbe stato al centro, nel cielo sopra Napoli, di uno di questi eventi. La versione ufficiale non convince, poiché è sempre identica e, tutte le volte, non solo in contraddizione con le testimonianze dei cittadini, ma anche priva di riscontri.


La versione ufficiale recita:

Due forti boati uditi dagli abitanti dell'area vesuviana e di diversi quartieri di Napoli, in apparenza provenienti dalla zona del Vesuvio, hanno fatto arrivare decine di telefonate ai vigili del fuoco questa mattina intorno alle 8.15 anche dalla provincia.

Poi si è scoperta la verità (sic!). Il boato è stato provocato da due caccia F16 che hanno superato la velocità del suono, provocando il cosiddetto bang supersonico, durante l'intercettazione di un velivolo sospetto.

I due velivoli, dello Stormo di Trapani, erano decollati in seguito alla segnalazione di un velivolo sconosciuto, perché senza regolare piano di volo. Stava tornando da un volo di rifornimento in Ciad nell'ambito della missione europea Eufor.

Durante le fasi dell'intercettazione i due F16 hanno raggiunto e superato la velocità del suono, provocando il bang supersonico. Il velivolo intercettato, secondo quanto ricostruito dall'Aeronautica, risultava sia sconosciuto, sia privo del piano di volo. Gli enti civili del traffico aereo hanno dunque subito allertato la catena militare e, alle 7:18, è stato dato l'ordine di "scramble", cioè di decollo immediato su allarme. Dal 37/o Stormo dell'Aeronautica di Trapani - dopo sei minuti, alle 7:24 - si sono alzati in volo due caccia F16.

L'aereo nel frattempo era stato identificato, ma il pilota aveva fornito dati non chiari (?). Inoltre, informato che era oggetto di una intercettazione, ha fatto sapere che avrebbe cambiato rotta, confermando il suo atteggiamento sospetto. Il velivolo è stato raggiunto sulla direttrice Foggia-Napoli alle 7:45 e in pochi minuti è stato scortato fino a nord delle isole Tremiti, fuori dallo spazio aereo nazionale. Cessato l'allarme i due F16 sono tornati alla base.


I boati uditi dalla popolazione non saranno, invece, stati causati da una collisione tra tankers, visto l'intenso traffico chimico? In effetti le prime notizie trasmesse dalla radio nazionale indicavano una collisione in volo tra due aerei!

Ogni volta in cui si odono questi fragori assordanti, militari e protezione civile forniscono le stesse rassicuranti dichiarazioni.

Si può udire, però, un bang generatosi a 40.000 piedi (12.000 metri circa) così forte da suscitare panico tra gli abitanti o il suono da quella quota non dovrebbe risultare attuttito?

La velocità del suono nell'atmosfera diminuisce con l'altitudine perché la pressione dell'aria diminuisce.

Infine non è stata mostrata, come nei casi precedenti, alcuna fotografia del presunto aereo intercettato che sarebbe stato un Ilyushin 76 di fabbricazione russa. Inoltre appare inverosimile la necessità di raggiungere la velocità del suono (circa 1200 km/h - Mach 1) per intercettare un velivolo che non supera i 780 km/h di velocità massima. Come nei casi precedenti, le autorità ci ammanniscono una versione non plausibile, se consideriamo la contraddizione tra le testimonianze e, subito dopo, la solita storiella dell'intercettazione per opera di caccia. Chissà perché poi tutti quei velivoli impegnati nelle operazioni clandestine di aerosol, quelli sì davvero senza piano di volo e non rilevati dai radar, non vengono nemmeno presi in considerazione dal controllo aereo nazionale.


La NASA continua ad effettuare studi mirati a ridurre l'intensità dei bang sonici. Nel programma del 2004 denominato "Shaped Sonic Boom Demonstration project", un team composto da tecnici NASA del Langley Research Center e del Dryden Flight Research Center insieme alla ditta aeronautica Northrop Grumman, hanno portato avanti sperimentazioni presso la Edwards AFB sui profili aerodinamici di un F5-E per esplorare i margini di diminuzione del fenomeno, nell'ottica di poter rendere possibile agli aerei di nuova generazione il volo supersonico anche su aree abitate.

Nell'ottobre 2005, Israele utilizzò degli aerei F-16 per creare dei boom sonici sulla striscia di Gaza come metodo di guerra psicologica. La pratica fu condannata dalle Nazioni Unite. Una fonte dell'intelligence israeliana riportò che la tattica fu adottata per contrastare il supporto da parte della popolazione civile ai gruppi armati Palestinesi, specialmente quelli che lanciavano i razzi Qassam verso i centri abitati israeliani. Nello stesso articolo veniva riportato il controverso rapporto di uno psichiatra palestinese che denunciava come i boom sonici avessero prodotto seri effetti sulla salute dei bambini di Gaza, inducendo ansietà, panico, diminuzione della concentrazione e del rendimento scolastico, oltre ad un aumento degli aborti spontanei. Il rapporto è stato contestato dalla parte opposta ed accusato di assenza di credibilità scientifica e riscontri clinici.



Fonti iconografiche e scientifiche tratte da Wikipedia.

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CHEMTRAILS DATA

mercoledì 18 giugno 2008

Le prove

Con noiosa insistenza e con pervicace ottusità, i disinformatori (meteorologi, militari, giornalisti a mezzo servizio etc.) affermano che non esiste prova alcuna dell'esistenza delle scie chimiche. Nulla di più falso!

Abbiamo pensato quindi di raccogliere, in un unico post, le prove-cardine che distruggono le menzogne costruite ad arte per ingannare la popolazione e volte a giustificare gli sfregi nel cielo come semplici ed innocue scie di condensazione. Il fulcro di tutta la questione, benché recentemente siano state stravolte le leggi della fisica per tentare di negare la realtà delle scie velenose, è rappresentato dalle quote di sorvolo dei tankers chimici. Si tratta di quote assolutamente non compatibili con la formazione di contrails che sono - lo ribadiamo - un fenomeno rarissimo.

Eccole qui di seguito:

- The range finder proof (La prova del telemetro)
- Scie chimiche: osservate strane modifiche sui jetfan di velivoli non identificati
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La prova del cumulo
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La prova dello stratocumulo
- La prova trigonometrica
- La prova del focale
- La prova del radar Airnav
- La prova del laser verde
- La prova del suono
- La prova di Google Earth
- La prova U.S.A.F.
- Dispositivi di irrorazione su velivoli MD-80
- Le analisi del CNR (il video)
- Il trimetialluminio nelle scie chimiche
- Dossier scie chimiche (a cura del fisico Corrado Penna) anche in versione da masterizzare su CDRom.
- Il documento di confutazione alle FAQ del C.I.C.A.P.
- Jet fuel, Stadis 450, sali di bario: tossicità organica




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