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sabato 8 febbraio 2025

“Filamenti tossici” piovono dal cielo: intervista a Christian Oesch, Presidente dell’Associazione Svizzera WIR

Nel 2014 pubblicammo i risultati relativi alle analisi da noi commissionate sui cosiddetti "filamenti di ricaduta". Analisi eseguite dal laboratorio francese "Analytika", in spettrometria e che confermarono l'origine artificiale di tali materiali aviodispersi. Oggi, a distanza di dieci anni, un laboratorio svizzero ha eseguito nuovi esami: essi aggiungono un'ulteriore tessera all'annosa questione. Non si tratta quindi di "innocue tele di ragno volante", così come vaneggiato da "pezzi da 90" come il sedicente "controllore dei fatti" (o "fact checher"), David Alehandro Anzil Puente ed altri luminari dell'informazione ufficiale, ma di materiali altamente tossici, prodotti con il preciso scopo di fungere da vettori per sostanze chimiche di vario genere. Secondo Christian Oesch, Presidente dell’Associazione Svizzera WIR, che ha finanziato le nuove analisi sui campioni di filamenti di ricaduta, le fibre contenevano oltre 30 diversi composti chimici, molti dei quali sono altamente nocivi e infiammabili.

Tra i composti identificati si annoverano derivati del benzene (noto oncogeno), epossidi e derivati dell’istamina, alcuni dei quali sono noti per essere pericolosi per la salute umana e l’ambiente. Alcune dei composti rilevati non sono elencati in alcun archivio di dati: ciò suggerisce che potrebbero essere di recente sviluppo o sperimentali. La struttura cava delle fibre potrebbe fungere da meccanismo di trasporto per sostanze chimiche, rilasciando lentamente tossine nell’ambiente, come dimostrato nei brevetti rilasciati. È stata anche individuato l'alluminio in concentrazioni elevate, il che potrebbe indicare una dispersione per via aerea.

La ricerca è stata condotta ricorrendo a molteplici metodi scientifici ad alta tecnologia per determinare sia la struttura fisica sia la composizione chimica delle fibre. Le tecniche analitiche applicate includono:

• Spettroscopia infrarossa a trasformata di Fourier con riflessione totale attenuata (FTIR-ATR) per esaminare la struttura molecolare.
• Gascromatografia-spettrometria di massa (GC-MS) per l’identificazione precisa dei composti chimici.
• Analisi elementare mediante spettrometria di massa ad accoppiamento induttivo (ICP-MS) per rilevare tracce di elementi nel materiale.
• Microscopia elettronica a scansione dotata di raggi X a dispersione di energia (SEM-EDX) per studiare la struttura fine e la composizione a livello microscopico almeno a risoluzione nanometrica.

La composizione chimica delle fibre non corrisponde ad alcuna seta di ragno. Le fibre sono cave all’interno, altamente strutturate e si fondono con i metodi di combustione tradizionali ed inoltre contengono composti chimici di sintesi che hanno applicazioni industriali, ma non che si trovano in natura. Il contatto diretto con la pelle o gli occhi potrebbe causare irritazioni, reazioni allergiche o ustioni chimiche. L’esposizione respiratoria potrebbe causare risposte infiammatorie, potenzialmente in grado di influire sulla funzionalità polmonare. Alcuni composti rilevati (ad esempio derivati ​​del benzene, epossidi) sono noti per essere cancerogeni.

L'intervista completa al Dr. Christian Oesch e tradotta in italiano da Andrea Caldart per quotidianoweb.it, può essere letta a questo link.

Qui e qui i nostri due articoli, pubblicati nel 2014 e nel 2017 sul blog Tanker enemy.

Qui e qui le due interviste concesseci dal Dottor Bernard Tailliez (titolare del laboratorio "Analytika"), ormai purtroppo scomparso.

Ringraziamo l'amico nonché collaboratore Nicola Giannoni per la segnalazione.

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Range finder: come si sono svolti i fatti

domenica 2 aprile 2017

Contaminazione da ftalati: sotto accusa le fibre dovute alla polimerizzazione dei carburanti avio



Gli endocrinologi hanno recentemente lanciato l’allarme: sono sempre più frequenti i casi di neonati dal sesso incerto e di maschi che manifestano più o meno spiccate caratteristiche biologiche e fenotipiche di tipo femminile.

Qual è la radice del problema? L’inquinamento ambientale e, per la precisione, la contaminazione dovuta agli ftalati, composti chimici polimerici. Gli ftalati, infatti, interferiscono sul sistema endocrino, quindi sul normale sviluppo dei caratteri sessuali. Quali sono le fonti della contaminazione? Vediamo le principali.

• Le pellicole con cui si avvolgono gli alimenti
• Gli oggetti per i neonati: poppatoi, succhiotti etc.
• Le bottiglie di plastica
• Molti cosmetici
• Alcuni antidoloricici
• Molti profumi
• I prodotti per la pulizia domestica
• Le vernici
• Contenitori vari
• Last, but not least, i carburanti aeronautici la cui polimerizzazione (vedi filamenti di ricaduta) genera appunto ftalati. D'altronde questo fenomeno ha registrato un drammatico incremento solo negli ultimi anni, per cui è evidente che le altre cause citate non sono determinanti.

Siamo chiari: checché ne dicano i vari Kapò negazionisti, i filamenti che anche in questi ultimi mesi di spaventose operazioni di geoingegneria criminale, abbiamo visto in ogni dove, non sono ragnatele di Aracnidi migratori, ma fibre polimeriche. Queste fibre, che cadono sul terreno, nei laghi, nei fiumi… entrano nella catena alimentare, provocando poi gli effetti sopra descritti. Che tale forma di inquinamento sia intenzionale, deliberata o involontaria, essa comunque traduce la geoingegneria in bioingegneria, ossia in uno snaturamento ed in un’alterazione dei processi biologici: lo scenario prospettato nel romanzo distopico di Aldous Huxley, Il mondo nuovo, (Brave new world) è sempre più vicino, sempre più attuale.

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Range finder: come si sono svolti i fatti

giovedì 8 maggio 2014

Il Carnicom institute si accinge ad esaminare i batteri reperiti nei filamenti diffusi con le operazioni di biogeoingegneria

Vincent Freeman del Carnicom institute dà conto delle ricerche che saranno a breve intraprese a proposito di batteri reperiti nei filamenti (le fibre estratte dalla pelle delle persone affette dal Morgellons ed i filamenti dispersi in atmosfera, n.d.t.): sembrano essere forme di vita anomale, probabilmente frutto di bioingegneria. Vi terremo informati sulle risultanze delle analisi, non appena saranno disponibili.



Il Carnicom institute ha raccolto con successo fondi per eseguire delle analisi attraverso le API, strisce reattive. Queste strisce permetteranno di analizzare i C.D.B., ossia i cross domain bacteria (C.D.B.), che sono stati isolati da Clifford Carnicom. I C.D.B. sono peculiari forme batteriche che sono state reperite nei filamenti: sono stati individuati sia nell’aerosol sia in talune forme biologiche. I cross domain bacteria sembrano essere la più piccola forma di vita auto-replicante finora scoperta nei filamenti. Paiono altresì la chiave per la crescita e lo sviluppo delle fibre. Infine la presenza di cross domain bacteria nel sangue rende gli esami prioritari.

Dal momento che i C.D.B. sembrano svolgere un ruolo cruciale nel ciclo di vita dell'organismo, abbiamo scelto di concentrare i nostri sforzi di ricerca verso l'individuazione di una possibile retrobioingegneria. I C.D.B. sembrano essere una nuova specie vivente e, attraverso apposite osservazioni, intendiamo trovare una conferma di questa ipotesi. I fondi che abbiamo raccolto con successo ci permetteranno di confrontare i non identificati C.D.B. con tutti i principali ceppi noti di batteri.

Le strisce API sono essenzialmente piccole schede di cartone, con circa venti cellette di plastica ciascuna. Abbiamo collocato campioni di batteri nelle cellette. A seconda del ceppo batterico e delle sue proprietà, si hanno dei cambiamenti di colore. Queste variazioni cromatiche forniscono informazioni sui batteri, sulla loro struttura e metabolismo.

Possiamo quindi convertire i risultati cromatici in un codice numerico, inserire questo codice in un data base e confrontare ciascun marker con i codici di ceppi batterici conosciuti. Così le strisce API sono fondamentali per le nostre esigenze di ricerca e ci aiuteranno ad esaminare ed a comprendere la natura dei C.D.B., siano essi batteri, funghi o una combinazione tra miceti e batteri o forse qualcosa di completamente diverso.

Fonte: Carnicom institute

Articoli correlati:

- Colonie di batteri killer nei carburanti avio: la contaminazione arriva dal cielo
- Filamenti aviodispersi: ulteriori conferme che le compagnie civili sono all'origine dell'inquinamento della biosfera


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domenica 20 aprile 2014

Denuncia-Esposto sui carburanti ed additivi aeronautici


La lotta alla geoingegneria illegale e clandestina si deve combattere su più fronti. Come molti dei nostri lettori già sanno, stiamo lavorando al primo documentario professionale inerente al tema della guerra ambientale, da molti conosciuta con l'espressione "scie chimiche". Sui fini di queste operazioni abbiamo spesso dibattuto e non bisogna lasciarsi ingannare da vecchi e nuovi paladini dell'informazione indipendente (in realtà gatekeepers): costoro affermano che "non ci sono prove", "non si deve definirle scie chimiche", "il vero scopo è il solar radiation management"... E' fumo negli occhi. Le prove raccolte sono granitiche e ci permettono ora di presentare un esposto circostanziato. Deve essere chiaro che la guerra ambientale in corso è attuata in gran parte per mezzo di comunissimi velivoli civili. Il trucco sta nell'uso di particolari additivi e carburanti, messi a disposizione all'uopo, senza colpo ferire, negli scali aeroportuali. Alcuni addetti al rifornimento carburante ci hanno confermato che i vapori provenienti dalle cisterne sono particolarmente tossici e diversi tecnici hanno dovuto lasciare anticipatamente il loro posto di lavoro a causa di seri problemi di salute. Altri addetti alla manutenzione dei turbofan ci riferiscono che i tempi tra una pulizia e l'altra dei propulsori si sono ridotti e che è aumentata in maniera considerevole l'usura anticipata delle palette dei jetfan.



Ufficialmente si racconta che tale logoramento è dovuto al fatto che "volando più bassi di quota, i velivoli subiscono l'azione corrosiva della salsedine". [1] Noi sappiamo, invece, come stanno in realtà le cose. E' dunque giunto il momento di puntare dritti al bersaglio, aggirando l'ostacolo determinato da quel muro di gomma che si presenta allorquando si osa denunciare le "scie chimiche" nel modo classico a tal punto che innumerevoli interrogazioni parlamentari si sono arenate. Le autorità preposte si trincerano dietro alle solite ridicole spiegazioni pseudo-scientifiche in stile cicappino, blaterando di comuni "scie di condensazione". E' vero, invece, che tutti gli aerei che sorvolano a bassa quota i nostri centri abitati, percorrendo di volta in volta corridoi appositamente studiati in funzione delle condizioni meteorologiche del momento, generino o no scie, diffondono veleni pericolosi per l'ambiente e la salute. Ciò a causa dei carburanti e degli additivi impiegati per attività volte all'ottimizzazione dei segnali elettromagnetici e quindi mirate alla modifica dei fenomeni atmosferici in funzione di mere esigenze strategiche.

UN AIUTO PER TANKER ENEMY - Il Comitato "Tanker enemy" dal 2006 è impegnato nella divulgazione e nella denuncia dello spinoso tema noto come "scie chimiche" o "geoingegneria clandestina", tramite la pubblicazione di articoli, video, documenti, traduzioni e per mezzo di varie iniziative (ad esempio, l'indagine sulle polveri sottili). Questo lavoro ha richiesto e richiede un impegno quotidiano con il conseguente dispendio di energie e risorse. In questi anni il blog "Tanker enemy" e quelli collegati hanno garantito, anche grazie al contributo di lettori e sostenitori, un'informazione indipendente e circostanziata a tal punto da suscitare la reazione del sistema. Questa reazione si è tradotta, oltre che in attacchi di ogni genere, nell'apertura di procedimenti "legali", volti all'oscuramento del blog e dei siti ad esso correlati. Sono procedimenti all'origine di notevoli difficoltà pratiche e di cospicui esborsi per avvocati e consulenti tecnici. Auspichiamo perciò un fattivo sostegno sotto forma di donazioni e di altri interventi (gratuito patrocinio, consulenze...) affinché il Comitato possa continuare ad agire nell'interesse della collettività. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che accoglieranno, per quanto nelle loro possibilità, il presente appello. Il Vostro contributo è assolutamente fondamentale al fine di permetterci di proseguire con il nostro operato. Qui la pagina Paypal per eseguire una donazione.

Abbiamo quindi approntato il testo per un esposto che noi stessi abbiamo presentato alla Procura di Imperia e ad altre sedi giudiziarie. Dell'iniziativa abbiamo dato conto, pubblicando copia vidimata, che è stata inoltrata alle principali testate giornalistiche. E' palese, però, che questo esempio dovrà essere seguito anche da altri cittadini. La guerra per la vita non si combatte a colpi di "mi piace" su Facebook.

Qui il link al testo per l'esposto. Inoltre da qui potrete scaricare il file compresso con i documenti che dovranno essere allegati su supporto digitale.



[1] Testimonia un manutentore a tale proposito: "Un consiglio... io mi informerei sulle procedure di lavaggio delle turbine, poiché negli ultimi anni sono diventate alquanto maniacali, dopo che un'ispezione boroscopica ha scoperto che le palette delle turbine erano mangiate dal sale (marino dicono), giacché compiamo voli a bassa quota sotto i 6000 piedi. Ora, considerando gli additivi nel carburante, non vorrei che la storia della salsedine fosse una sciocchezza. L'unico modo è capire se velivoli che non incrociano a bassa quota hanno intensificato le procedure di lavaggio negli ultimi anni".

24 aprile 2014 - Denuncia-Esposto consegnata nelle mani di agente del Commissariato di Sanremo. Copie sono state inviate a diverse Procure d'Italia ed alle maggiori testate del paese. QUI copia vidimata.



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martedì 8 aprile 2014

Filamenti aviodispersi: ulteriori conferme che le compagnie civili sono all'origine dell'inquinamento della biosfera


Un plauso agli attivisti francesi che si stanno muovendo nella direzione giusta con azioni incisive. In particolare i curatori del sito Acseipica hanno commissionato e finanziato analisi di filamenti polimerici ad un istituto certificato: il Dottor Bernard Tailliez, del laboratorio "Analytica" ha compiuto di recente dei nuovi esami da cui risulta in modo inoppugnabile che le fibre raccolte NON sono ragnatele, con buona pace di Simone Angioni e degli altri negazionisti, bensì composti artificiali contenenti i micidiali ftalati. E' una ratifica di quanto abbiamo scritto negli articoli di seguito riportati. Quando anche in Italia riusciremo ad ottenere qualche esito analogo? Se la classe "politica" rispecchia, almeno in una certa misura, il livello del cittadino medio, con Matteo Renzi, quale Presidente del Consiglio, abbiamo ben poche speranze

La svolta: la geoingegneria clandestina carbura con la nuova generazione di carburanti aerei
Il coinvolgimento delle compagnie aeree civili nelle operazioni di geoingegneria clandestina
E' confermato: i filamenti di ricaduta derivano dai carburanti aeronautici!

Le analisi sono state eseguite su quattro campioni di "filamenti aviodispersi” su richiesta di diverse persone in diversi luoghi in tutto il territorio francese. (Vedi il nostro rapporto 20131030_Dumas - 18_Rapport_analytique_AnAlytikA).

In particolare un campione proviene dalla regione di Saint Martin de Crau: è stato analizzato su richiesta di Séverine Laxenaire.

Una grande somiglianza è evidente tra i risultati ottenuti sullo specimen (la cui origine non può essere messa in discussione, poiché la raccolta è stata compiuta sotto la supervisione di un ufficiale giudiziario) e le conclusioni cui si era giunti in precedenza sulla base di campioni raccolti da cittadini in tutto il paese: le fibre aviodisperse sono il risultato di un processo di polimerizzazione e di decomposizione termica di carburanti aeronautici. Infatti, tra i molti prodotti la cui descrizione viene rivelata dal nostro studio, è stato rintracciato un gran numero di composti organici (acidi grassi e particolarmente ftalati a catena lunga ): sono composti che entrano nella composizione dei carburanti e dei lubrificanti, in seguito a reazione termica.

L'osservazione che abbiamo ripetuto giustifica la preoccupazione che abbiamo già palesato, quando abbiamo pubblicato il nostro primo rapporto su questo argomento, tanto più che le osservazioni del fallout da "filamenti aviodispersi" continuano a crescere in Francia, in altri stati europei e nel mondo. Le conclusioni sono allarmanti, in quanto è ormai dimostrato che i composti chimici esaminati sono interferenti endocrini e che queste ricadute possono avvenire su tutta la superficie del globo.

Se, come noi sospettiamo fortemente, l'impatto dei "filamenti di ricaduta" è il risultato dello sviluppo del traffico aereo, la responsabilità dei funzionari preposti al monitoraggio delle conseguenze sulla salute di queste attività è evidente, così come la responsabilità dei produttori di carburanti e di lubrificanti per aerei. [1]

L’inquinamento atmosferico causato dal trasporto aereo deve essere studiato, controllato e regolamentato.

Bernard TAILLIEZ
Docteur ès Sciences
Directeur Scientifique – Fondateur
Responsable Assurance-Qualité

Qui il documento originale.

Fonte: acseipica.blogspot.it


[1] Polimeri e pulviscolo di ricaduta da geoingegneria clandestina. Ecco che cosa respiriamo!
VIDEO

I filamenti prodotti dal passaggio di questi aerei da cosa sono composti?

Nel 2012 i filamenti di ricaduta (che la disinformazione istituzionalizzata spaccia per tele di ragni volanti) sono stati analizzati da un laboratorio certificato francese (http://www.labo-analytika.com).

I dati sono stati interpretati ed i risultati sono descritti in questo rapporto analitico. Tali filamenti aviodispersi sono polimeri organici complessi a base di composti chimici sintetici, come dimostra l'analisi eseguita su molti prodotti della loro decomposizione termica, tra cui diverse molecole che si trovano comunemente nei carburanti e nei lubrificanti per motori aeronautici. I quattro campioni studiati contengono diversi composti aromatici sintetici tossici (ftalati) e tre di essi includono DEHP, un rappresentante di questa famiglia di prodotti particolarmente temuto per la sua proprietà d'interferente endocrino. Tutte le molecole organiche, in particolare composti eterociclici, presenti nei campioni di "filamenti aerodispersi" sono fonte di preoccupazione, sia in termini di salute pubblica sia per il loro impatto ambientale. I tecnici francesi scrivono: "Riteniamo che questi filamenti potrebbero derivare dalla ricombinazione di sostanze rilasciate nell'atmosfera dai motori degli aerei".

I carburanti contengono idrocarburi non saturi e sono pertanto soggetti all'ossidazione la quale determina un peggioramento del combustibile, reso manifesto dalla formazione di gomme, sviluppo di colore ed abbassamento del numero di ottani. La polimerizzazione implica la formazione di catene. Da qui i filamenti di ricaduta. Non a caso l'additivo STADIS 450 è un antipolimerizzante.


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