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domenica 26 luglio 2015

Guerra del clima: il ciclo dell’acqua è sistematicamente interrotto



Il ciclo idrologico non ha un punto di partenza, ma un buon luogo da dove cominciare è il mare. Il Sole, che innesca il processo, riscalda l'acqua dell’idrosfera (oceani, mari, fiumi…). Parte del prezioso liquido evapora nell'aria.

Sui continenti, l'evotraspirazione, che è l'acqua traspirata dagli esseri viventi (soprattutto dalle piante; al confronto, la frazione prodotta dagli animali è trascurabile) è trasformata in vapore dal Sole. Una piccola quantità d'acqua nell'atmosfera proviene dalla sublimazione che è il passaggio allo stato di vapore direttamente dallo stato solido (ghiaccio, neve, brina), saltando la fase di fusione. Le correnti d'aria ascensionali sollevano il vapore nell'atmosfera dove la temperatura più bassa ne provoca la condensazione in goccioline microscopiche che, insieme con i nuclei di condensazione, formano le nuvole.

I venti trasportano i sistemi nuvolosi in tutto il pianeta, mentre i nuclei di condensazione delle nubi collidono, si accrescono e cadono sotto forma di precipitazioni piovose o nevose. La neve forma calotte glaciali o ghiacciai. Nei biomi più caldi essa si scioglie con l'arrivo della primavera e l'acqua di fusione fluisce come ruscellamento.

Mentre per lo più le precipitazioni interessano i mari, una quota scende sulle terre emerse dove, a causa della gravità, fluisce come ruscellamento superficiale. Parte del ruscellamento superficiale raggiunge i fiumi e si muove come flusso incanalato verso il mare, mentre una quota alimenta bacini lacustri e fiumi.



Non tutto il ruscellamento scorre su corpi idrici superficiali: una buona percentuale permea il terreno (infiltrazione), alimentando le falde freatiche, interstizi tra le rocce saturati con acqua mobile che affiora in sorgenti o estraibile con pozzi o gallerie. Le falde immagazzinano enormi quantità di oro blu ipogeo per lunghi periodi di tempo. Una porzione dell'acqua sotterranea scorre vicino alla superficie e può filtrare di nuovo in corpi idrici esterni (e nel mare), mentre una parte scaturisce in sorgenti e fontanili. Nel tempo, tuttavia, quest'acqua continua a muoversi ed una quota si riversa nei mari dove il ciclo termina e ricomincia… Teoricamente.

Perché dunque alcune regioni restano a secco? Il ciclo dell'acqua è interrotto. E’ bloccato attraverso la dispersione di composti igroscopici, ossia prosciuganti, o con l’impiego di frequenze elettromagnetiche che scindono il legame molecolare tra idrogeno ed ossigeno. Non solo è possibile impedire le piogge: è prassi comune!

Osserviamo quelle occasioni in cui al di sopra di zone in cui i militari hanno deciso che la pioggia è off limits: vedremo i nembi aggregarsi ed ingrossarsi, forse udremo un paio di tuoni, quindi noteremo un certo numero di aerei chimici (velivoli civili) che voleranno per lo più alla base del corpo nuvoloso. Questo comincerà a sfaldarsi fino a sparire quasi del tutto. Cadrà qualche goccia sporca e basta. Nel cielo resteranno cirri artificiali ed i centri meteo che avevano preannunciato piogge copiose dimostreranno ancora una volta che non si elaborano previsioni senza l’oste. A dimostrazione di ciò è sufficiente osservare il livello di pressione atmosferica (quello reale), che indica immancabilmente valori compresi tra 980 e 992 millibar, contraddicendo i bollettini ufficiali, in cui si ciancia di alta pressione di origine africana.

La prova della manipolazione ci è fornita su un piatto d'argento. Infatti con le temperature torride di questa estate 2015 e con la forte evotraspirazione indotta dal Sole dovrebbero formarsi ammassi di cumuli e di altre nubi imbrifere, dovrebbero scatenarsi temporali di calore. Dove sono, se non nei filmati di repertorio delle becere televisioni di regime?

Articoli correlati

- Le microonde: arma contro la biosfera , 2008
- Il cloud seeding igroscopico: come e perché sono distrutte le nuvole naturali, 2013
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mercoledì 11 settembre 2013

Il cloud seeding igroscopico: come e perché sono distrutte le nuvole naturali

Sono spesso pubblicate fotografie con cieli “nuvolosi”: sono coperture chimiche di bassa quota (non oltre i 2.000 metri), create ad hoc tramite la dispersione di chemtrails durevoli che, allargandosi, formano quelle che i meteorologi del sistema (ed anche i medici ora... ) definiscono "innocue velature".

Le scie che intersecano i cumuli di quota non superiore ai 1.800 metri (i cumuli sono notoriamente nubi basse) dimostrano che si tratta di aerosol indotti. Altro che scie di condensazione ad alta quota! Queste scie, che possono essere a bassa, media ed alta persistenza, sono usate nel "cloud seeding igroscopico", il cui principale target coincide proprio i con cumuli che, in quanto generati dall’umidità relativa, possono svilupparsi e portare a precipitazioni. Sia le nubi sia le pioggia causano il fenomeno dello scattering, per cui i segnali dei satelliti e dei radar in alta risoluzione funzionanti nel range delle microonde (banda KA) sono indeboliti e diradati. [1] Lo stesso Generale Fabio Mini afferma che le nuove apparecchiature per le tele-comunicazioni sono praticamente "cieche" in presenza di nubi. Per questa ragione i militari sostituiscono alla nuvolosità naturale coltri artificiali, sovente formate da pseudo-cirri che la N.A.S.A. definisce "smart clouds".







Le cosiddette "scie chimiche" sono in gran parte composte da trimetilalluminio (TMA), bario, stronzio, manganese etc. La scia, non di rado scambiata per contrail, è generata dal TMA che, a contatto con l'ossigeno, reagisce in modo violento, assorbendo l'acqua contenuta nell'aria. Si produce così la classica traccia che vediamo nei propulsori per la missilitica, per i quali si usa proprio TMA. La N.A.S.A. impiega questo composto nelle sperimentazioni in quota per misurare lo spostamento delle correnti, sfruttando la persistenza delle scie prodotte da razzi propulsi con trimetilalluminio. Già nel 1958 erano stati risolti i problemi legati alla facile incendiabilità del TMA, quando lo si adoperò come efficace comburente additivato nei carburanti aeronautici. Si legga questo articolo.

Dunque ignoriamo i "normalizzatori" che cercano di tranquillizzare e di circuire l’opinione pubblica con “spiegazioni pseudo-scientifiche”, prive di qualsiasi fondamento empirico e teorico.



Ribadiamo che le scie di condensazione sono un fenomeno molto raro e che dipende dall’infrequente concomitanza di quattro fattori: temperatura, umidità relativa, altitudine, pressione. Scrivono G. Sansosti ed A. Giuffrida: "L’immissione in atmosfera dei gas di scarico degli aerei, ricchi di nuclei di condensazione e di vapore acqueo, determina la sovrassaturazione del vapore acqueo e quindi la formazione di scie. Le scie di condensazione di formano ad altezze in cui la temperatura dell’aria è molto bassa (inferiore a -40 °C), con umidità relativa almeno del 60%. Le scie possono essere più o meno durare nel tempo, a seconda della stabilità dell’aria e della quantità di vapore presente".

[Girolamo Sansosti, Alfio Giuffrida, Manuale di meteorologia, Una guida alla comprensione dei fenomeni atmosferici e climatici in collaborazione con l'U.A.I. (Unione Astrofili Italiani) - 2006 – pag. 86]



Sono osservazioni, tutto sommato corrette, anche se mancano indicazioni precise in merito all’altitudine e sebbene non siano menzionati i valori barici. Non solo: è vero che le contrails possono durare, ma tale permanenza può in casi eccezionali spingersi fino ad un minuto o due ed è già moltissimo. La persistenza per ore e la loro espansione presupporrebbe una sovrasaturazione sull'acqua con valori di UR (umidità relativa) che dovrebbero superare il 150%, ma ciò non è fisicamente possibile. Non si confondano, però, le scie chimiche evanescenti con il fenomeno della condensazione: le scie brevi ed effimere di bassa quota sono sempre il risultato di una dispersione deliberata, con la differenza che, diminuendo la quantità di TMA, si producono tracce fugaci, comunque rilasciate ad altitudini da cloud seeding igrospico (1.600 metri circa).

UN AIUTO PER TANKER ENEMY - Il Comitato "Tanker enemy" dal 2006 è impegnato nella divulgazione e nella denuncia dello spinoso tema noto come "scie chimiche" o "geoingegneria clandestina", tramite la pubblicazione di articoli, video, documenti, traduzioni e per mezzo di varie iniziative (ad esempio, l'indagine sulle polveri sottili).

Questo lavoro ha richiesto e richiede un impegno quotidiano con il conseguente dispendio di energie e risorse. In questi anni il blog "Tanker enemy" e quelli collegati hanno garantito, anche grazie al contributo di lettori e sostenitori, un'informazione indipendente e circostanziata a tal punto da suscitare la reazione del sistema. Questa reazione si è tradotta, oltre che in attacchi di ogni genere, nell'apertura di procedimenti "legali", volti all'oscuramento del blog e dei siti ad esso correlati. Sono procedimenti all'origine di notevoli difficoltà pratiche e di cospicui esborsi per avvocati e consulenti tecnici.

Auspichiamo perciò un fattivo sostegno sotto forma di donazioni e di altri interventi (gratuito patrocinio, consulenze...) affinché il Comitato possa continuare ad agire nell'interesse della collettività. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che accoglieranno, per quanto nelle loro possibilità, il presente appello. Il Vostro contributo è assolutamente fondamentale al fine di permetterci di proseguire con il nostro operato. Qui la pagina per eseguire una donazione.

[1] Che cos’è lo scattering? Scattering significa letteralmente “dispersione, sparpagliamento” ed è un fenomeno per cui un segnale elettromagnetico si dirada e si indebolisce, quando incontra un ostacolo. Come tutte le connessioni, l'antenna emittente e ricevente devono trovarsi preferibilmente in linea di vista. Ciò significa che il segnale e la velocità di connessione decadono drasticamente se fra le due antenne si frappongono ostacoli quali alberi o edifici, ma anche la pioggia, la neve o la nebbia danno luogo a fenomeni di scattering (le gocce d'acqua o di nebbia hanno una dimensione paragonabile alla lunghezza d'onda del segnale trasmesso). Le idrometeore determinano una sensibile attenuazione del campo elettromagnetico.

La complessità dell'ambiente di propagazione, paragonato alla lunghezza d'onda, causa fenomeni di multipath, cioè nella ricezione di un gran numero di repliche del segnale da parte della stazione ricevente che deve quindi essere in grado di ignorare tali repliche. Nel dominio della frequenza tale fenomeno corrisponde ad un'alta selettività del canale radio e ad una forte distorsione da esso indotta nei segnali a banda larga. Per tale ragione si ricorre alla tecnica di modulazione OFDM. L'OFDM suddivide il segnale in un gran numero (fino ad alcune migliaia) di sottoportanti fra loro ortogonali (cioè con prodotto nullo fra sottoportanti diverse) ognuna delle quali ha una banda stretta.

Le conseguenze della geoingegneria in sintesi:

a) diminuzione dell'umidità relativa
b) diminuzione dell'ossigeno
c) aumento del nanoparticolato, solfuri, metalli, polimeri nell'aria
d) aumento delle temperature massime
e) aumento delle radiazioni UVB (oltre il 70%)
f) aumento dei patogeni quali batteri, funghi e parassiti
g) piogge acide ed alcaline


Testi per approfondire

- La guerra climatica in pillole.
- Le nubi che non ci sono più
- Atlante dei cieli chimici
- Un libro sulle strategie militari spiega perché i velivoli chimici distruggono le nuvole
- Contrails aerodinamiche? No! Inseminazione igroscopica delle nubi
- Rosso di sera: litio in atmosfera
- La N.A.S.A. ammette le scie chimiche


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