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domenica 16 dicembre 2012

H.A.A.R.P. sguinzaglia il “raggio della morte” di Tesla

Stanno emergendo inquietanti prove circa un uso di H.A.A.R.P. come arma. Il fisico brasiliano, Dottor Fran De Aquino, ha recentemente affermato che la rete completamente funzionale di H.A.A.R.P. non è atta solo a modificare gli eventi geofisici: infatti può anche influire sul continuum spazio-temporale e sulla gravità.

Le onde radio di H.A.A.R.P. possono essere modulate e dirette verso qualunque bersaglio del pianeta: la tecnologia degli impianti H.A.A.R.P. è fondata su alcune delle ricerche più avanzate del leggendario inventore e scienziato serbo, Nikola Tesla. Tesla lavorò per decenni ad una tecnologia rivoluzionaria denominata “teleforce”, un potente raggio che, secondo il suo ideatore, avrebbe cambiato per sempre le strategie belliche.

Recentemente, bizzarre aurore boreali ed aberrazioni di varia natura hanno richiamato l'attenzione sulla possibilità che gli elementi della tecnologia H.A.A.R.P. siano stati dotati del “raggio della morte”, dispositivo inventato da Tesla. E’ un raggio che funziona con la propagazione di frequenze radio capaci di distruggere i legami che tengono insieme le molecole.

Sparizioni misteriose

Già nel 2009 la superarma H.A.A.R.P. lasciò la sua firma su una piccola isola messicana nel Golfo del Messico, l'isola Bermeja che un giorno c’era e semplicemente il giorno successivo era scomparsa.

Il mistero non è mai stato risolto. La spiegazione ufficiale chiama in causa il "riscaldamento globale" e l’aumento del livello del mare, ma il livello dell’acqua non era salito nel 2009 né risultarono fenomeni di subsidenza.

Cleo Paskal, docente associato presso il Royal Institute of International Affairs di Londra, osserva: "Nel settembre 2009 è stato riferito che, pur essendo sulle mappe per secoli, la piccola isola di Bermeja, nel Golfo del Messico, non poté all’improvviso più essere trovata. Il governo messicano inviò aerei e navi ed usò i satelliti per cercare di localizzare l’isola, ma invano. […]

Prima che l'isola cessasse di esistere, strani fenomeni furono segnalati nel Golfo del Messico. Furono visti archi chimici associati ad una massiccia irrorazione di chemtrails. Furono scorti vortici misteriosi nelle acque normalmente calme. I marinai nelle vicinanze dell’isola di Bermeja, il giorno della sua scomparsa, riferirono di una bizzarra rifrazione della luce nel cielo. La testimonianza dei pescatori fu liquidata come “avvistamento di U.F.O.” (sic) Tuttavia gli archi chimici ed i vortici sono segni rivelatori di attività H.A.A.R.P. e non ci riferiamo a studi della ionosfera.

Un'altra isola è recentemente scomparsa. Anche questa era lì un giorno ed è sparita il dì successivo. Si tratta di New Moore Island, un isolotto rivendicato dall’ India e dal Bangladesh. Potrebbe essere che entrambe le sparizioni sono state causate da sperimentazioni di una tecnologia radicalmente nuova basata sulle armi congegnate da Nikola Tesla?

Dicono di H.A.A.R.P.

H.A.A.R.P. è stata sempre considerata un’arma dalla compianta scienziata Dottoressa Rosalie Bertell che ha scritto: "Gli effetti non lineari di un miliardo di watt di potenza effettiva irradiata sono diretti verso la ionosfera dal trasmettitore H.A.A.R.P. I livelli di potenza irradiata possono toccare i 4,7 miliardi di watt! L’energia in determinate frequenze, quando raggiunge le parti esterne della ionosfera, può essere amplificata fino a 1.000 volte da processi naturali. Questo fenomeno è stato registrato dagli scienziati della U.C.L.A. (Università di Los Angeles, n.d.t.): essi hanno osservato i risultati di queste amplificazioni di potenza. […]

Alcuni ricercatori degli impianti H.A.A.R.P. in Alaska e Perù credono che la potenza irradiata sia ora di circa 10 miliardi di watt. Questo campo elettromagnetico configurato attraverso il “teleforce” potrebbe non solo vaporizzare le isole e le montagne, ma intere città. E 'una capacità bellica che Tesla affermava di aver creato più di novant’anni fa.

Il fisico Dottor Fran De Aquino lancia l'allarme circa le micidiali capacità di H.A.A.R.P.

"H.A.A.R.P. è un sistema che può essere impiegato per abbattere missili e aerei, interferendo sui loro sistemi di guida e provocare perturbazioni atmosferiche che possono causare il malfunzionamento dell’avionica. […] Abbattere velivoli era la funzione originaria dell'arma “teleforce” che potrebbe teoricamente deviare un intero pianeta dalla sua orbita, come la Morte Nera nella celebre saga cinematografica di George Lukas, ‘Star wars’.

L’arma di Tesla

In un articolo pubblicato dal “New York Times” il giorno 8 dicembre 1915 si legge: “E' perfettamente possibile trasmettere l'energia elettrica senza fili e produrre effetti distruttivi a distanza. Ho già costruito un trasmettitore wireless che rende possibile tutto questo ed è descritto nelle mie pubblicazioni tecniche, tra le quali mi riferisco al mio numero di brevetto 1.119.732, registrato di recente. Con i trasmettitori di questo genere siamo in grado di trasmettere energia elettrica in qualsiasi quantità a qualsiasi distanza e possiamo applicarla in campi innumerevoli, sia in guerra sia in pace. Attraverso l'adozione universale di questo sistema, le condizioni ideali per il mantenimento della legge e dell'ordine saranno realizzate, perché allora l'energia necessaria per l'applicazione del diritto e della giustizia sarà disponibile in qualsiasi momento per l'attacco come per la difesa. […]

L’episodio della Tunguska, risalente al 1908, quando una parte della taiga fu incendiata, si deve ad un esperimento di Tesla con l’arma “teleforce”? Nonostante l’inventore serbo non potesse più contare su cospicui finanziamenti, Tesla non smise mai di lavorare sul suo “raggio della morte”.

Un altro articolo su Tesla apparso sul “New York Times” il 22 settembre 1940 riferisce: "Nikola Tesla, uno dei veri grandi inventori, che ha celebrato il suo ottantesimo e quarto compleanno il 10 luglio, asserisce di essere pronto a divulgare al governo degli Stati Uniti il segreto della sua 'teleforce', con la quale i motori dei velivoli possono essere fusi ad una distanza di 250 miglia, in modo da costruire una sorta di invisibile muraglia cinese a protezione degli Stati Uniti”. La ‘teleforce’, ha spiegato Tesla, si basa su un principio completamente nuovo della fisica, che nessuno ha mai sognato, un principio diverso da quello alla base di invenzioni relative alla trasmissione di energia elettrica a distanza. […]


Ringraziamo l’amico Ron per la preziosa segnalazione.

Fonte: beforeitsnews.com

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Range finder: come si sono svolti i fatti

venerdì 1 aprile 2011

Bye bye blue sky

Patrick Pasin è un editore e documentarista francese. Ha suscitato scomposte e livorose reazioni dei negazionisti (i soliti legati al C.I.C.A.P ed al boia di Lugano, Paolo Attivissimo) la messa in onda su R.S.I. di un documentario realizzato da Pasin, il cui titolo è "Bye bye, blue sky": R.S.I. ed il Canton Ticino sono feudi appartenenti allo scampaforca di Lugano. Subito i famigli del famigerato scombiccheracarte si sono scatenati per oltraggiare Pasin e per lanciare invettive contro la redazione della rete elvetica, colpevole di lesa maestà.

"Bye bye blue sky" è un'eccellente produzione, agli antipodi dell'insulso ed esangue "Warology": l'autore ha intervistato Rosalie Bertell, ricercatrice in biometria ed epidemiologia ambientale, responsabile della Commissione medica internazionale Bhopal (India), fondatrice dell'Istituto internazionale di interesse per la salute pubblica (Toronto). La Bertell ha compiuto meticolosi studi sui terremoti artificiali e sulle scie chimiche, denunciando i governi per l'uso di armi esotiche. Pasin ha ascoltato poi Alan de Tourtoulon, ex pilota della British Airways e della Swissair; Claire Henrion, cofondatrice di "Acseipica", associazione tra le più prestigiose in Francia per lo studio delle attività d'irrorazione e di geoingegneria; Belinda McKenzie, attivista britannica. Non manca l'intervento di Nikos Katsaros, ricercatore al Centro nazionale di scienze fisiche "Demokritos" di Atene, esponente del Comitato nazionale per l'ambiente nonché del Comitato "Enouranois" che indaga sulle attività d'irrorazione e geoingegneria. Pasin ha anche inserito il contributo di Rosario Marcianò, presidente e fondatore del Comitato Tanker enemy e del fisico, Corrado Penna.

A prescindere comunque dai vari ricercatori ed attivisti interpellati, il documentario si segnala per il taglio oggettivo e per l'efficacia con cui viene presentato lo spinoso tema. Il reportage è stato preceduto da una fase di indagine e di selezione delle fonti che ha consentito a Pasin di snocciolare dati, brevetti, attestazioni ufficiali (tra i numerosi, un documento che dimostra l'acquisto deciso dall'Aeronautica militare francese di quantità abnormi di bario!), prove di ogni tipo.

Già le immagini di cieli sfregiati sono eloquenti, ma Pasin sa che è necessario addurre argomenti incontrovertibili e così ci offre un esauriente ed inquietante spaccato della bio-ingegneria clandestina. Né riteniamo che il berciare dei soliti babbei (sarebbero più utili al consorzio umano se tagliassero l'erba che cresce nel giardino della magione del loro guru) possa solo sfiorare Pasin che, in qualità di direttore delle "Edizioni Carnot", stabilì di pubblicare "Les armes de l'ombres" di Marc Filterman, l'ex militare d'oltralpe, specializzato in sistemi elettronici, uno dei primi insider a denunciare l'impiego di micidiali armi elettromagnetiche e le attività illegali volte alla manipolazione del clima.

Nel 2002 Pasin pubblicò il noto libro di Thierry Maussan, "L'incredibile menzogna", (2002) il primo saggio in cui è contestata la patetica versione ufficiale sul 911. Dopo il lancio del libro, Pasin subì forti pressioni che lo costrinsero ad abbandonare l'editoria: da allora si è dedicato alle ricerche culminate nell'ottimo "Bye bye blue sky".

Il dossier di Pasin, trasmesso con doppiaggio in Italiano, il 28 febbraio 2011 scorso da R.S.I., sarà presto proposto da canali televisivi francesi. La guardia svizzera e gli altri grulli cerchino di rinnovare l'armentario delle loro "critiche": già ora quasi più nessuno si beve le loro frottole. Si corre il rischio di vederli rottamati.


Qui il documento inviato da Pasin alla redazione R.S.I., in confutazione alle speciose obiezioni degli sgherri di regime.






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Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 1 febbraio 2010

Haiti e l'arma sismica

Pubblichiamo un articolo di Thierry Meyssan di Réseau Voltaire ed intitolato "Haiti e l'arma sismica". Il testo, scelto e tradotto da Matteo Bovis di www.comedonchisciotte.org, si sofferma sulla possibilità che il terremoto occorso nello stato di Haiti sia stato di origine artificiale. L'inchiesta, scevra da sensazionalismi, focalizza l'attenzione sulle armi sismiche impiegate dai Sovietici e dagli Statunitensi e, pur accennando solo al sistema H.A.A.R.P., lo inquadra nel corretto contesto delle inquietanti manipolazioni climatiche, meteorologiche e tettoniche. Un'affermazione di Meyssan ci lascia perplessi, ossia la seguente: "Nulla differenzia un sisma artificiale da un sisma naturale, tuttavia non si è in grado di causare che sismi superficiali, come quello di Haiti". Riteniamo che la profondità dell'ipocentro tipica dei terremoti artificiali, profondità corrispondente a 10 kilometri, sia già un indizio per stabilire che il sommovimento è causato con armi ad hoc. Altre peculiarità concernenti i prodromi del sisma, le caratteristiche delle onde sismiche etc. possono contribuire a stabilire l'origine del terremoto.

La polemica aperta dalla pubblicazione sul nostro sito di un articolo che evocava la possibile origine artificiale del terremoto nello stato di Haiti richiede qualche precisazione.

Sì, l'arma sismica esiste e gli Stati Uniti, tra gli altri, ne sono in possesso. Sì, le forze armate statunitensi erano già in posizione pronte a dispiegarsi sull'isola. Ciò non è sufficiente per giungere a conclusioni, ma merita una riflessione.

Con la pubblicazione dell'articolo Gli Stati Uniti hanno provocato il terremoto ad Haiti?", il nostro obiettivo è stato quello di rilanciare una questione che agita gli ambienti militari e mediatici in molti paesi, ma che è ignorata in altri [1].

Ciò non equivale ad una presa di posizione. Semplicemente, fedeli al nostro metodo, anche se spesso mal compreso, riteniamo che non si possano capire le relazioni internazionali, se non studiando quello che pensano i dirigenti del pianeta. Il conformismo diffuso fa sì che, quando rendiamo conto dei dibattiti che si svolgono a Washington nessuno si offende, ma quando riferiamo dei dibattiti nei paesi non allineati assistiamo ad una levata di scudi in Europa. E' come se gli Europei giudicassero a priori che solo i problemi "occidentali" siano pertinenti e che le altre siano irragionevoli.

Uno dei nostri collaboratori ha cercato di rintracciare l'origine dell'accusa secondo la quale il terremoto nello stato di Haiti potrebbe essere artificiale. Si è preoccupato che si potesse trattare di pura disinformazione, iniziata da un certo David Booth (alias Sorcha Faal), che si sarebbe propagata negli ambienti di governo mondiali. In definitiva, non sappiamo con certezza quale sia la fonte iniziale, ma sappiamo che la questione viene dibattuta ai massimi livelli in numerosi stati in America meridionale, in Europa ed in Asia.

In qualità di responsabile della pubblicazione del Réseau Voltaire, ho scelto di tradurre il servizio di ViveTV, che era stato redatto sotto forma di comunicato sul sito web del Ministero dell'Informazione in Venezuela e di pubblicarlo con il video di Russia Today, facendoli precedere da una nota preliminare:
"Stranamente, la fonte televisiva venezuelana indica come fonte delle sue accuse l'esercito russo, mentre la televisione russa indica come origine delle stesse accuse il presidente Chavez.".

Se questi elementi sono stati ripresi fedelmente da numerosi giornali, specialmente in Medio Oriente, essi sono stati deformati dalla stampa atlantista che si è basata sull'articolo di Sorcha Faal. Questi ha estratto dei passaggi dal testo di ViveTV e li ha posti tra virgolette in bocca al presidente Chavez. Quella che era un'ipotesi di lavoro è diventata allora una posizione governativa. Alcuni di questi giornali si sono spinti ancora più lontano, inventando di sana pianta il contesto nel quale il presidente venezuelano si sarebbe pronunciato, in modo da concludere che il presidente ed il suo uditorio erano in preda a delirio anti-americano acuto e che il Réseau Voltaire condividesse la stessa patologia.

Non lasciamoci intimidire da questa manipolazione e approfondiamo l'ipotesi.

Che cosa sappiamo al momento dell'arma sismica?

Durante la Seconda guerra mondiale, alcuni ricercatori neozelandesi hanno tentato di creare una macchina in grado di provocare tsunami che potesse essere usata contro il Giappone. I lavori furono diretti dall'australiano Thomas Leech dell'università di Auckland, sotto il nome di "Progetto Seal". Furono compiuti numerosi esperimenti su piccola scala, nel 1944-45, a Whangaparaoa. Gli esperimenti furono coronati da successo.

Gli Stati Uniti consideravano questo programma tanto promettente quanto il "progetto Manhattan" per la fabbricazione della bomba atomica. Fu designato il dottor Karl T. Compton per collegare le due unità di ricerca. Compton era il presidente del M.I.T. [Massachusets Institute of Technology, n.d.t.]. Aveva già reclutato numerosi esperti per lo sforzo bellico ed era una delle otto persone incaricate di consigliare il presidente Truman sull'uso della bomba atomica. Egli pensava che la bomba avrebbe potuto fornire l'energia necessaria all'équipe di Leech per provocare grandi tsunami.

I lavori di Thomas Leech proseguirono durante la Guerra fredda. Nel 1947, Giorgio VI innalzò lo scienziato alla dignità di Cavaliere dell'Impero britannico per ricompensarlo di avere costruito una nuova arma. Essendo il Progetto Seal ancora un segreto militare, non fu rivelato all'epoca che Leech aveva ricevuto un'onorificenza per la bomba a tsunami. In seguito, i servizi statunitensi si sono applicati affinché si credesse che queste ricerche non fossero mai esistite e che tutto fosse una finzione per impressionare i Sovietici. Tuttavia, l'autenticità degli esperimenti di Leech è stata stabilita, nel 1999, quando una parte della documentazione è stata declassificata dal ministero neozelandese degli Affari esteri. Ufficialmente, ora gli studi sono stati ripresi all'università di Waikato [2].

Si ignora se le ricerche anglo-sassoni siano proseguite negli anni '60, ma esse sono per forza ricominciate, quando fu deciso di abbandonare i test nucleari nell'atmosfera a vantaggio dei test sottomarini. Gli Stati Uniti temevano di provocare involontariamente terremoti e tsunami. Volevano saperlo fare volontariamente.

Ufficialmente, alla fine della guerra del Vietnam, gli Stati Uniti e l'Unione sovietica hanno rinunciato alle guerre ambientali (terremoti, tsunami, distruzione dell'equilibrio ecologico di una regione, modificazioni delle condizioni atmosferiche - nubi, precipitazioni, cicloni e uragani - modificazioni delle condizioni climatiche, delle correnti oceaniche, dello strato di ozono o della ionosfera), firmando la "Convenzione sul divieto di impiego di tecniche di modificazione dell'ambiente per scopi militari o per altri fini ostili" (1976).

Tuttavia, a partire dal 1975, l'U.R.S.S. ha cominciato nuove ricerche di Magnetoidrodinamica (MHD). Si trattava di studiare la crosta terrestre e di prevedere i terremoti. I Sovietici studiarono la possibilità di provocare piccoli terremoti per evitarne uno grande. Tali ricerche furono ben presto militarizzate. Sfociarono nella costruzione di Pamir, la macchina per i terremoti.

All'epoca della disgregazione dell'U.R.S.S., alcuni responsabili del programma decisero di passarlo agli Stati Uniti per denaro, ma essendo la loro ricerca incompiuta, il Pentagono rifiutò di pagare. Nel 1995, quando la Russia era governata da Boris Eltsin e dall'oligarca Victor Chernomyrdin, l'US Air Force reclutò i ricercatori e il loro laboratorio a Nijni Novgorod. Vi costruirono una macchina molto più potente, Pamir 3, che fu sperimentata con successo. Il Pentagono acquisì allora gli uomini ed il materiale e li trasportò negli Stati Uniti dove furono integrati nel programma H.A.A.R.P.



Negli ultimi anni sono stati suggeriti alcuni usi dell'arma sismica, particolarmente in Algeria e in Turchia. Tuttavia, il caso più discusso è quello del sisma del Sichuan (Cina), il 12 maggio 2008. Durante i 30 minuti che hanno preceduto il terremoto, gli abitanti della regione hanno osservato colori insoliti in cielo. Se certuni vedono in questi eventi il segno che il Cielo ha ritirato la sua fiducia nel Partito comunista, altri li interpretano in maniera più razionale. L'energia adoperata per provocare il sisma avrebbe anche determinato le perturbazioni della ionosfera. Nei mesi seguenti, la Rete ed i media cinesi hanno diffuso e discusso questa ipotesi che oggi viene data per certa dall'opinione pubblica cinese.

Ritorno ad Haiti

Nulla differenzia un sisma artificiale da un sisma naturale, tuttavia non si è in grado di causare che sismi superficiali, come quello di Haiti.

Quello che provoca turbamento è la reazione degli Stati Uniti. Mentre i media atlantisti si accontentano di rilanciare la polemica sulle violazioni della sovranità haitiana, i media latino-americani si interrogano sulla rapidità nello spiegamento di soldati: fin dal primo giorno, più di 10 000 soldati e contractors sono arrivati ad Haiti. Questa prodezza logistica si spiega semplicemente. Questi uomini erano già stati dispiegati nell'ambito di un'esercitazione militare. Sotto l'autorità del vice comandante del SouthCom, il generale P.K. Keen, partecipavano ad una simulazione di una operazione umanitaria, anello stato di Haiti, dopo un uragano. Keen e la sua squadra erano arrivati qualche giorno prima. Al momento preciso del terremoto si trovavano tutti al sicuro, nella sede dell'ambasciata statunitense che è costruita secondo le norme antisismiche, ad eccezione di due uomini che si trovavano all'hotel Montana e che sarebbero rimasti feriti.

Il generale Keen ha rilasciato numerose interviste alla stampa statunitense che ha moltiplicato i servizi e le trasmissioni circa le operazioni di soccorso. Egli ha fatto spesso menzione della sua presenza a Port-au-Prince durante il sisma, ma senza mai accennare ai motivi della sua presenza.

Tra gli obiettivi dell'esercitazione militare, figurava il test di un nuovo software finalizzato a coordinare gli sforzi umanitari delle O.N.G. e dei soldati. Nei minuti che hanno seguito la catastrofe, questo software è stato messo in linea e 280 O.N.G. si sono iscritte.

E' legittimo chiedersi se queste coincidenze siano o no dovute al caso.

Thierry Meyssan

Analista politico francese, presidente-fondatore del Réseau Voltaire e della conferenza Axis for peace. Pubblica ogni settimana delle cronache di politica estera nella stampa araba e russa. Ultima opera pubblicata: L’Effroyable imposture 2 , edizione JP Bert.

Note:

[1] « Les Etats Unis ont-ils provoqué le tremblement de terre à Haiti ? », Réseau Voltaire, 22 gennaio 2010.
[Traduzione italiana: "Haiti. Un terremoto artificiale provocato dagli USA?", Comedonchisciotte.org, 23 gennaio 2010]
[2] « Tsunami bomb NZ’s devastating war secret » e « Devastating tsunami bomb viable, say experts », di Eugene Bingham, New Zealand Herald, 25 e 28 settembre 1999. « Experimental bomb to create huge tidal wave was tested in 1944 » di Kathy Marks, The Independent, 27 settembre 1999.



Leggi qui l'articolo tratto da www.voltaire.org e qui il testo tratto da www.comedonchisciotte.org



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Range finder: come si sono svolti i fatti

venerdì 22 gennaio 2010

Il vaso di Pandora

Pubblichiamo un estratto da un articolo elaborato dal Professor Alessio Di Benedetto, il maggiore esperto di H.A.A.R.P. in Italia. Come è noto, alcuni ricercatori hanno attribuito a H.A.A.R.P., quindi ad emissioni elettromagnetiche artificiali, il sisma che ha colpito il 12 gennaio scorso lo stato di Haiti e soprattutto la popolosa capitale Port Au Prince. E' ancora prematuro addivenire ad una conclusione, ma vari indizi raccolti dagli scienziati indipendenti e la conoscenza del potere distruttivo che connota H.A.A.R.P. inducono ad ipotizzare che il disastroso terremoto sia stato scatenato con micidiali armi tettoniche. Il Professor Di Benedetto pare propendere per l'artificialità del fenomeno tellurico. E' anche possibile che i sismi di questi ultimi anni siano stati provocati da una sinergia tra situazioni naturali (presenza di fratture, slittamenti tettonici, fenomeni di subsidenza...) e sollecitazioni esterne (armi tettoniche) che hanno determinato il cedimento delle faglie con le tragiche conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.

La scienziata indipendente, esperta in Fisica delle alte energie, Elisabeth Rauscher, avverte che si stanno artificialmente irradiando “energie spaventose all’interno di una configurazione molecolare estremamente delicata” qual è la ionosfera, una sorta di bolla di sapone che si muove a mulinello intorno alla superficie terrestre. Un foro sufficientemente grande potrebbe farla scoppiare. La
Dottoressa Rosalie Bertell denuncia che “gli scienziati militari statunitensi si stanno occupando dei sistemi meteorologici come potenziale arma. Le metodologie comprendono l’aumento delle tempeste e la deviazione delle correnti di vapore dell’atmosfera terrestre allo scopo di causare siccità o inondazioni mirate…”

Anche il fisico Daniel Winter (Waynesville, North Carolina) puntualizza che le emissioni ad alta frequenza potrebbero unirsi con le pulsazioni ad onde lunghe presenti nella griglia terrestre (la magnetosfera n.d.r.) e causare effetti non previsti e collaterali alla “danza della vita nella biosfera”. Le emissioni in Gigawatt (miliardi di W) del Centro H.A.A.R.P. incideranno un lungo taglio sulla ionosfera come un coltello a microonde. H.A.A.R.P. potrebbe far vibrare ogni corda armonica di Gaia con frequenze discordanti. Questi rumorosi impulsi scombussoleranno le linee di flusso geomagnetico, distruggendo le bioinformazioni che mettono in risonanza le corde della vita, predisponendo ogni cosa alla malattia ed alla morte. Due dei maggiori oppositori al sistema globale di distruzione di massa H.A.A.R.P., gli scienziati indipendenti Begich e Manning, autori del libro Angels don’t play this H.A.A.R.P. Advances in Tesla Technologies, avvertono che addizionare energia al substrato ambientale potrebbe avere effetti molto vasti, indefinibili ed incontrollabili.
[...]

Essi affermano, senza mezzi termini, che il genere umano ha già aggiunto sostanziali quantità di energia elettromagnetica nel suo ambiente, senza aver la benché minima idea di che cosa potrebbe essere la massa critica o il punto del non ritorno. Stiamo per imbarcarci in un altro assurdo esperimento sull’energia che sguinzaglierà un nuovo e terrificante assortimento di demoni dal vaso di Pandora.

Già il consigliere della sicurezza nazionale del presidente Carter, Brzezinski, metteva sull’avviso che una società, dominata da un gruppo elitario (Brzezinski appartiene alla stessa élite, n.d.r.) e non ostacolato dalle restrizioni tradizionali dei valori liberali, non esiterebbe ad usare le tecniche più moderne per influenzare il comportamento pubblico e tenere la società sotto stretta sorveglianza e controllo. È del resto un fatto ormai assodato che la U. S. Air Force punti sui sistemi elettromagnetici (E.M.) e sulle armi vibrazionali per produrre scompiglio psicologico, distorsione percettiva o disorientamento, per annullare da una parte le capacità di combattimento del nemico e dall’altra accrescere le potenzialità paranormali di altri. Come conferma il geofisico Gordon Macdonald, bombardamenti elettronici prodotti artificialmente produrrebbero pannelli o vortici magnetici in determinate zone terrestri che potrebbero danneggiare seriamente le funzioni cerebrali d’intere popolazioni. Tra le ripercussioni fisiche ricordiamo le seguenti: dolori articolari, mal di testa, vertigini, bruciore agli occhi, nausea, affaticamento, difficoltà respiratorie, allergie, asma, disordini circolatori e cardiaci (infarti che aumentano di circa il 50%), caduta della capacità reattiva, embolie polmonari e trombosi... A livello psicologico, le onde H.A.A.R.P. provocano squilibrio emozionale, irritazione, avversione alla vita, al lavoro ed alla scuola, insicurezza, ansia e depressione (specialmente tra i 40-50 anni), tendenza al suicidio (aumentata del 20% negli ultimi tempi, un milione di morti all’anno specialmente tra i giovani), tossicodipendenza ed omicidi.



H.A.A.R.P. ha la capacità, lavorando in collaborazione con lo Spacelab, di produrre energie elevatissime, paragonabili alla bomba atomica e può provocare distruzioni epocali e di massa in qualsiasi parte della Terra. Naturalmente il programma può modificare l’ambiente vibrazionale naturale e scatenare inondazioni, uragani e terremoti di qualsiasi entità. Eppure esso sarà “venduto e spacciato” al pubblico come un’arma di difesa, ossia lo “Scudo stellare” o addirittura di studio sull’Aurora Boreale (Alice nel paese delle meraviglie)! La stampa straniera e gli stati occidentali hanno comunque denunciato che il piano antimissile e di laser orbitali “Joint Vision 2020” è estremamente pericoloso: il suo fine è il dominio degli U.S.A. su tutto il mondo.


Qui il sito del Professor Alessio Di Benedetto.




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giovedì 21 febbraio 2008

La Terra come arma nel XXI secolo

Il testo che proponiamo, pur richiamandosi ad un saggio non recente della scienziata statunitense Rosalie Bertell, è di grande attualità, alla luce della documentazione reperita, in primis su H.A.A.R.P., riferita al nesso tra micidiali armi segrete da un lato, fenomeni meteorologici e sismici, dall'altro.

La Terra come arma nel XXI secolo

Di Rahab S. Hawa


Mentre gli scienziati, i governi, i gruppi di cittadini si preoccupano delle emissioni di gas serra e dei loro effetti sul pianeta, il ruolo dei militari sui cambiamenti climatici è spesso ignorato.

“Quando si manifesta una crisi ambientale, di solito solo l’economia civile è coinvolta per modificare i bilanci, mentre raramente sono chiamati in causa i programmi militari”, afferma la dottoressa Rosalie Bertell, nota scienziata ed attivista contro il nucleare.

Secondo la scienziata, i militari agiscono impunemente quando inquinano l’ecosistema e causano disastri ecologici.

Nel suo libro intitolato “Pianeta terra: l’ultima arma (2000)”, ella cita molti esempi, dal conflitto nel Vietnam alla guerra del Golfo, ai bombardamenti della N.A.T.O. nel Kosovo.

Queste conflagrazioni non solo hanno distrutto delle vite umane, ma anche contaminato estese regioni.

Vari scienziati hanno previsto monsoni più rovinosi, piogge acide, forti tempeste ed alluvioni in tutto il globo. Tuttavia queste devastazioni impallidiscono se confrontate con i danni che i militari sono in grado di infliggere al pianeta terra.

Gli esperimenti che i militari, soprattutto statunitensi, hanno compiuto in questi ultimi decenni, esperimenti che coinvolgono lo strato di ozono, la manipolazione del tempo e l’uso di tecnologie per sondare l’interno della terra, sono un preludio delle guerre che saranno scatenate nel corso del XXI secolo.

“Hanno intenzione di portare i conflitti nello spazio”, afferma la Bertell.

Secondo la Bertell, 300 megatoni di esplosioni nucleari tra il 1945 ed il 1963, hanno ridotto lo strato di ozono del 4%. Secondo gli scienziati, una perdita dell’1% potrebbe significare tra l’1 ed il 3% in più di radiazioni ultraviolette che raggiungono la terra. Questo potrebbe causare un incremento dei melanomi e danneggiare le forme di vita.

Negli anni ’90 del XX secolo, esperimenti militari statunitensi, con razzi propulsi ad energia nucleare, erano diventati attività di routine. Queste missioni spaziali erano molto pericolose, poiché il plutonio potrebbe essere disperso in ampie regioni della terra, in seguito ad un incidente. […]

Secondo la Bertell, armi elettromagnetiche “sono in grado di causare terremoti in siti scelti come bersaglio, sprigionando energie equivalenti alle più forti esplosioni nucleari”. Negli ultimi 40 anni, l’esercito degli Stati Uniti ha condotto esperimenti nell’atmosfera, usando onde elettromagnetiche e sostanze chimiche.

Per ottenere il controllo del clima si usano il laser e le sostanze chimiche, per verificare se è possibile danneggiare lo strato di ozono al di sopra del territorio nemico, causare danni alle colture ed alla salute degli esseri umani, attraverso l’esposizione ai raggi ultravioletti.

Elementi come il bario ed il litio sono stati rilasciati al di sopra dello strato di ozono, creando spettacolari aloni luminosi e nubi artificiali risplendenti, che sono state viste nel Nord America negli anni ‘80 e ’90 del XX secolo.

Secondo la Bertell, “I cambiamenti nell’atmosfera provocano conformi cambiamenti nel tempo e nel clima terrestre”.

Un altro sistema è l’uso onde elettromagnetiche a bassa frequenza che possono attraversare la crosta terrestre e gli oceani e sono state usate per scandagliare gli strati superiori dell’atmosfera e la struttura interna della terra.

Queste onde, inoltre, sono impiegate per trasmettere effetti meccanici e vibrazioni anche a grande distanza. Possono manipolare il tempo, creando tempeste e piogge torrenziali in un’area. Queste onde possono generare sommovimenti della litosfera. Si sa che i terremoti interagiscono con la ionosfera: infatti molti dei sismi che sono occorsi negli anni recenti, sono stati preceduti da fenomeni inspiegabili. Ad esempio, il terremoto che squassò il Tang Shan in Cina, del 28 luglio 1976, in cui morirono 650.000 persone, fu preceduto da un bagliore causato dalle onde a bassa frequenza irradiate dai Sovietici per riscaldare la ionosfera.

Il 12 settembre 1989, a San Francisco, in California, furono rilevate inusuali onde a bassissima frequenza. Queste onde crebbero in intensità, quindi diminuirono il 5 ottobre. Il 17 ottobre, esse furono di nuovo registrate, con segnali così forti che andarono a fondo scala. Tre ore dopo avvenne il terremoto.

Il Washington Times, nel marzo del 1992, riportava la notizia secondo la quale i satelliti ed i sensori di terra rilevarono misteriose radioonde ed un’attività elettromagnetica prima di disastrosi fenomeni tellurici in California, Armenia e Giappone tra il 1986 ed il 1989. Il sisma che colpì Los Angeles il 17 gennaio 1994 fu preannunciato da inconsuete radioonde e da due boati.

Il segretario della Difesa statunitense, nel 1977, commentando le nuove minacce dei movimenti terroristici, affermò: “Essi possono alterare il clima, causare terremoti ed eruzioni vulcaniche, usando onde elettromagnetiche”.

“I militari hanno l’abitudine di accusare altri di possedere capacità che essi hanno”, chiosa la Bertell.

Secondo la scienziata, El Nino, nel 1997/98, cui sono state imputate anomalie meteorologiche in tutto il mondo, era stato preceduto da violenti interventi di destabilizzazione climatica.

A causa della stretta connessione tra l’atmosfera terrestre ed il clima, non sorprende di trovare che le attività militari hanno avuto un impatto sui modelli meteorologici.

Il fatto che queste attività possano determinare anomalie come parte di una deliberata guerra geofisica, è una prospettiva terribile per il pianeta.

Evidentemente “Il contributo dei militari è uno dei problemi di sopravvivenza più inquietanti per il XXI secolo”, conclude la Bertell.


Fonte: twnside.org.sg

Titolo originale: The Earth as a weapon in 21st Century of Wars
Traduzione a cura di Tanker Enemy


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