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sabato 21 agosto 2010

La Lockheed Martin sviluppa un’aeronave geostazionaria ad energia solare (articolo di Paul Evans)

Sarà presto messo in orbita un veicolo geostazionario alimentato dall'energia solare. Questa sorta di dirigibile, privo di equipaggio, ufficialmente servirà per raccogliere e trasmettere dati meteorologici e per la sorveglianza. E’, però, più che legittimo il sospetto che il sistema, denominato H.A.A., High Altitude Airship, sarà usato per controllare e spiare le persone e, poiché è in grado di operare alla quota delle correnti a getto, potrà essere impiegato, in sinergia con altri apparati, per modificare il clima. D’altronde non è casuale se la piattaforma H.A.A. è il risultato di una collaborazione tra l’industria militare e la famigerata D.A.R.P.A., l’Agenzia statunitense specializzata nella creazione di dispositivi bellici. Alla storiella dei militari che difendono i cittadini non abbiamo mai creduto.

L'idea di sostituire i satelliti spaziali molto costosi e l'Aircraft Airborne Warning And Control Systems (A.W.A.C.S.) con piattaforme fisse in atmosfera è stata ventilata per decenni. Anche se i veicoli più leggeri dell'aria o i dirigibili che potrebbero adempiere questo ruolo, volano da oltre trecento anni, l'idea sta solo ora decollando. Il contractor per la "difesa" degli Stati Uniti, la Lockheed Martin è stata scelta dalla Defense Advanced Research Projects Agency (D.A.R.P.A.) con un contratto di quattrocento milioni di dollari, per progettare, creare, sperimentare e far volare un modello in scala 1:3 di una piattaforma di sorveglianza e telecomunicazioni denominata High Altitude dirigibile (H.A.A.).

H.A.A. è un veicolo più leggero dell'aria e senza equipaggio, che opera al di sopra della corrente a getto (a più di 70.000 piedi/21 km di quota) in una posizione geostazionaria. Da questa posizione, con un sistema di volo autonomo, può operare per novanta giorni ed in grado di scandagliare una zona di 600 miglia (970 km) di diametro ed un'area coincidente con milioni di chilometri cubi di spazio aereo per trasmettere dati meteorologici, relé di telecomunicazioni o di sorveglianza. H.A.A. sarà in grado di rimanere in orbita fino a dieci anni.

Un mezzo geostazionario offre le stesse funzionalità dei satelliti, ma ad una frazione del costo (uno o due ordini di grandezza inferiore) ed è anche significativamente meno dispendioso da gestire rispetto ad altre piattaforme aeree come A.W.A.C.S. o come il Joint Surveillance Target Attack Radar System (J.S.T.A.R.S.).

L'aeronave opera nella stratosfera appena entro i limiti esterni dell'atmosfera terrestre. La posizione geostazionaria di 70.000 piedi (21 km) è stata scelta, perché ci sono le condizioni minime di vento durante una parte significativa dell'anno a questa altitudine ed in quanto la densità dell'aria è solo il cinque per cento di quella riscontrabile sulla superficie. H.A.A. sarà costruito, usando tessuti ad alta resistenza per ridurre al minimo il peso dello scafo. [...]

Fonte: gizmag.com






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sabato 24 luglio 2010

Vivere e morire in un forno a microonde

In "Ombre sulle stelle", Peter Kolosimo offre una conferma (l'ennesima) delle ipotesi ventilate circa la funzione dell'alluminio disperso nell'atmosfera. L'ulteriore prova è contenuta in un libro che fu pubblicato in tempi non sospetti, ossia nell'ormai lontano 1966. Rincresce che Kolosimo, divulgatore non scevro di meriti, soprattutto per aver avvicinato il pubblico a temi eccentrici, con una scrittura piana ed un modo avvincente di porgere la materia, si esprima in toni entusiastici nei confronti dell'avventura spaziale. La celebrazione delle "magnifiche sorti o progressive", il panegirico dell'era missilistica, con i razzi corruschi, i satelliti, le stazioni orbitanti... stride con la realtà.

Erano altri tempi e questo giustifica almeno in parte il fanciullesco slancio di Kolosimo. Invero, i "progressi" tecnologici si sono tradotti in ben pochi benefici per la popolazione (nonostante le mirabolanti promesse), portando, invece, alla militarizzazione dello spazio circostante la Terra: oggi ruotano attorno al pianeta satelliti di ogni tipo e con le funzioni più disparate. Gli apparati per le telecomunicazioni e le "previsioni" meteorologiche si sono trasformati in strumenti di controllo e di morte. La gloriosa conquista dello spazio è culminata nella costruzione di una macchina bellica in grado di provocare terremoti e catastrofi climatiche, di devastare intere regioni, di controllare il pensiero. Lo scenario fantascientifico, evocato ingenuamente da Kolosimo, si è concretizzato in un incubo ad occhi aperti.

Scrive l'autore all'interno del capitolo Preludio cosmico: "Il 12 agosto 1960 entra in orbita il satellite Echo 1 che rimanda sul nostro globo un messaggio indirizzatogli da Washington. Il funzionamento dell'Echo è semplicissimo: la sua superficie di materiale plastico è rivestita da una pellicola di alluminio che riflette le onde elettromagnetiche; in altre parole, le emissioni radio dirette contro il pallone rimbalzano sulla Terra e possono essere captate (data la velocità a cui Echo si muove) da riceventi poste a grande distanza dalla stazione trasmittente. L'Echo è un satellite per le comunicazioni di tipo 'passivo': esso si limita, cioè, a rilanciare le onde che gli vengono inviate. Attivo è invece, il Courier 1-B, lanciato nell'ottobre 1960. Il nuovo ordigno è fornito di un cervello elettromagnetico capace di immagazzinare o trasmettere circa 340mila parole in cinque minuti. Viene poi, il 23 luglio 1962, il Telstar 1 che riceve la trasmissioni terrestri, le amplifica e le rispedisce verso la Terra. Questa microluna che apre l'era della mondovisione è un prodigio tecnico".

L'alluminio che riverbera i campi elettromagnetici: ecco perché, come scriviamo da anni, l'atmosfera è oggi un gigantesco forno a microonde, con tutte le immaginabili conseguenze sulla vita di chi abita sul nostro martoriato pianeta.

Fonte: P. Kolosimo, Ombre sulle stelle, Milano, 1966





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