L'idea di sostituire i satelliti spaziali molto costosi e l'Aircraft Airborne Warning And Control Systems (A.W.A.C.S.) con piattaforme fisse in atmosfera è stata ventilata per decenni. Anche se i veicoli più leggeri dell'aria o i dirigibili che potrebbero adempiere questo ruolo, volano da oltre trecento anni, l'idea sta solo ora decollando. Il contractor per la "difesa" degli Stati Uniti, la Lockheed Martin è stata scelta dalla Defense Advanced Research Projects Agency (D.A.R.P.A.) con un contratto di quattrocento milioni di dollari, per progettare, creare, sperimentare e far volare un modello in scala 1:3 di una piattaforma di sorveglianza e telecomunicazioni denominata High Altitude dirigibile (H.A.A.).H.A.A. è un veicolo più leggero dell'aria e senza equipaggio, che opera al di sopra della corrente a getto (a più di 70.000 piedi/21 km di quota) in una posizione geostazionaria. Da questa posizione, con un sistema di volo autonomo, può operare per novanta giorni ed in grado di scandagliare una zona di 600 miglia (970 km) di diametro ed un'area coincidente con milioni di chilometri cubi di spazio aereo per trasmettere dati meteorologici, relé di telecomunicazioni o di sorveglianza. H.A.A. sarà in grado di rimanere in orbita fino a dieci anni.
Un mezzo geostazionario offre le stesse funzionalità dei satelliti, ma ad una frazione del costo (uno o due ordini di grandezza inferiore) ed è anche significativamente meno dispendioso da gestire rispetto ad altre piattaforme aeree come A.W.A.C.S. o come il Joint Surveillance Target Attack Radar System (J.S.T.A.R.S.).
L'aeronave opera nella stratosfera appena entro i limiti esterni dell'atmosfera terrestre. La posizione geostazionaria di 70.000 piedi (21 km) è stata scelta, perché ci sono le condizioni minime di vento durante una parte significativa dell'anno a questa altitudine ed in quanto la densità dell'aria è solo il cinque per cento di quella riscontrabile sulla superficie. H.A.A. sarà costruito, usando tessuti ad alta resistenza per ridurre al minimo il peso dello scafo. [...]
Fonte: gizmag.com
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In "Ombre sulle stelle", Peter Kolosimo offre una conferma (l'ennesima) delle ipotesi ventilate circa la funzione dell'alluminio disperso nell'atmosfera. L'ulteriore prova è contenuta in un libro che fu pubblicato in tempi non sospetti, ossia nell'ormai lontano 1966. Rincresce che Kolosimo, divulgatore non scevro di meriti, soprattutto per aver avvicinato il pubblico a temi eccentrici, con una scrittura piana ed un modo avvincente di porgere la materia, si esprima in toni entusiastici nei confronti dell'avventura spaziale. La celebrazione delle "magnifiche sorti o progressive", il panegirico dell'era missilistica, con i razzi corruschi, i satelliti, le stazioni orbitanti... stride con la realtà.