In "Ombre sulle stelle", Peter Kolosimo offre una conferma (l'ennesima) delle ipotesi ventilate circa la funzione dell'alluminio disperso nell'atmosfera. L'ulteriore prova è contenuta in un libro che fu pubblicato in tempi non sospetti, ossia nell'ormai lontano 1966. Rincresce che Kolosimo, divulgatore non scevro di meriti, soprattutto per aver avvicinato il pubblico a temi eccentrici, con una scrittura piana ed un modo avvincente di porgere la materia, si esprima in toni entusiastici nei confronti dell'avventura spaziale. La celebrazione delle "magnifiche sorti o progressive", il panegirico dell'era missilistica, con i razzi corruschi, i satelliti, le stazioni orbitanti... stride con la realtà.
Erano altri tempi e questo giustifica almeno in parte il fanciullesco slancio di Kolosimo. Invero, i "progressi" tecnologici si sono tradotti in ben pochi benefici per la popolazione (nonostante le mirabolanti promesse), portando, invece, alla militarizzazione dello spazio circostante la Terra: oggi ruotano attorno al pianeta satelliti di ogni tipo e con le funzioni più disparate. Gli apparati per le telecomunicazioni e le "previsioni" meteorologiche si sono trasformati in strumenti di controllo e di morte. La gloriosa conquista dello spazio è culminata nella costruzione di una macchina bellica in grado di provocare terremoti e catastrofi climatiche, di devastare intere regioni, di controllare il pensiero. Lo scenario fantascientifico, evocato ingenuamente da Kolosimo, si è concretizzato in un incubo ad occhi aperti.
Scrive l'autore all'interno del capitolo Preludio cosmico: "Il 12 agosto 1960 entra in orbita il satellite Echo 1 che rimanda sul nostro globo un messaggio indirizzatogli da Washington. Il funzionamento dell'Echo è semplicissimo: la sua superficie di materiale plastico è rivestita da una pellicola di alluminio che riflette le onde elettromagnetiche; in altre parole, le emissioni radio dirette contro il pallone rimbalzano sulla Terra e possono essere captate (data la velocità a cui Echo si muove) da riceventi poste a grande distanza dalla stazione trasmittente. L'Echo è un satellite per le comunicazioni di tipo 'passivo': esso si limita, cioè, a rilanciare le onde che gli vengono inviate. Attivo è invece, il Courier 1-B, lanciato nell'ottobre 1960. Il nuovo ordigno è fornito di un cervello elettromagnetico capace di immagazzinare o trasmettere circa 340mila parole in cinque minuti. Viene poi, il 23 luglio 1962, il Telstar 1 che riceve la trasmissioni terrestri, le amplifica e le rispedisce verso la Terra. Questa microluna che apre l'era della mondovisione è un prodigio tecnico".
L'alluminio che riverbera i campi elettromagnetici: ecco perché, come scriviamo da anni, l'atmosfera è oggi un gigantesco forno a microonde, con tutte le immaginabili conseguenze sulla vita di chi abita sul nostro martoriato pianeta.
Fonte: P. Kolosimo, Ombre sulle stelle, Milano, 1966
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