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sabato 18 giugno 2016

Boati in Romania



5 giugno 2016: sono stati uditi assordanti boati in Romania. Per quanto ci consta, queste deflagrazioni non erano mai state segnalate nel paese dell’est europeo: lo conferma anche il fatto che le autorità rumene non si sono ancora inventata la solita frottola per “spiegare” l’evento e tranquillizzare la popolazione, ossia il fragore dovuto ad un aviogetto che ha superato la barriera del suono. Ribadiamo che l’ipotesi più accreditata circa l’origine dei “tuoni” chiama in causa l’impiego di sistemi laser che reagiscono con il carbonato di calcio diffuso in atmosfera in concomitanza con operazioni igroscopiche.

Di seguito la cronaca.


Molti cittadini hanno avvertito uno strano boato che ha fatto tremare le finestre, alcune delle quali sono andate in frantumi. Il fenomeno si è ripetuto nell’arco di quindici minuti. I clangori, che sembravano venire dal cielo, hanno spaventato molte persone.

Un giovane residente di Nicolina ha riferito: "Ero intento a studiare, quando ho sentito il suono rintronante. E’ stato come se fosse caduto un gigantesco foglio di metallo”. I testimoni dicono che i rombi sono stati uditi in un raggio di 50 - 75 km (da 31 a 46 miglia) intorno a Iasi. […] Un nostro lettore di Iasi ha testimoniato: "Sono state come due gigantesche ondate sonore. Nell’appartamento alcuni vetri si sono infranti ed il mobilio ha tremato, quasi fosse stato un terremoto. Il secondo schianto è durato più del primo, anche è stato meno forte. Dopo il botto, le luci di casa ed il televisore si sono spenti per tornare a funzionare pochi secondi dopo”. […]

Secondo Marius Bodea, direttore dell'aeroporto di Iasi, è stata in effetti rilevata una detonazione, ma nella zona non si trovavano aerei in grado di produrre questo rumore. L'unico velivolo militare che ha sorvolato l'aeroporto non era supersonico. I responsabili della Quindicesima Brigata Meccanizzata della Romania hanno comunicato che non era in corso alcuna esercitazione militare.

Fonte: Yournewsire.com


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sabato 7 marzo 2015

Ci rubano le nuvole



Negli anni '80 del XX secolo, gli agricoltori di Soria (Spagna), denunciarono le operazioni clandestine in atmosfera, in particolare le attività igroscopiche che causano siccità. Naturalmente furono bollati dalle autorità come visionari. Ora altri agricoltori di Levante e di Zamora protestano per lo stesso motivo, ma la reazione delle istituzioni non è cambiata.

Tuttavia i documenti ufficiali mostrano che in Spagna si sta "sperimentando" la modificazione dei fenomeni atmosferici a partire dal 1979: il tutto è eseguito per mezzo di aeromobili e nascosto dietro la solita cortina fumogena del segreto militare.

La stessa cosa accadde qualche anno fa in Catalogna. I cittadini si rivolsero al mediatore (equivalente del difensore civico o Ombudsman presente in altri paesi), per chiedere che le irrorazioni nella regione dei Pirenei fossero sospese. Le attività erano collegate alla morte del bestiame e ad una siccità persistente. Il mediatore spiegò che non poteva indagare più di tanto, trincerandosi dietro il solito segreto militare. Perché l'esercito può sempre agire impunemente?

Per fortuna si sta creando un movimento che esige una volta per tutte ammissioni ufficiali su questi crimini ambientali: il movimento è guidato dall'attivista Josefina Fraile che ha organizzato il primo incontro di agricoltori, allevatori ed apicoltori danneggiati dalla geoingegneria illegale. Il simposio, che si è tenuto il 28 novembre scorso, ha indicato chi sono i responsabili delle chemtrails, gli scopi e le modalità delle operazioni e soprattutto come agire per porre fine a questa feroce follia. Abbiamo un solo pianeta, la Terra, ed è la nostra casa.

Se permettiamo ad una cricca di psicopatici di manipolare il sistema climatico naturale, il risultato sarà la distruzione di tutta la catena della vita. Abbiamo bisogno di diffondere la verità e di affrontarla.

Intervista a Josefina Fraile che illustra gli aspetti della "guerra climatica" qui.

Fonte: Joseppamiesblog


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