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mercoledì 4 settembre 2013

Veleni e vecchi pennelli

Marco Preve, redattore del quotidiano “La Repubblica”, merita un plauso per i suoi reportages sulla cementificazione della Liguria e sulle innumerevoli altre aggressioni al territorio. E’ anche autore, insieme con Ferruccio Sansa, di un libro-denuncia intitolato “Il partito del cemento - Politici, imprenditori, banchieri: la nuova speculazione edilizia”, con la prestigiosa prefazione di Marco Travaglio. Il saggio è apparso per i tipi di Chiarelettere, la casa editrice dalle connessioni non molto chiare.

Viviamo in un mondo paradossale: i rivoluzionari sono dei pantofolai, i distruttori della Terra promuovono iniziative in “difesa” dell’ambiente, i “giornalisti d’inchiesta” danno voce a pettegolezzi estivi. Ci attenderemmo di vedere sulla pagina Facebook di Marco Preve tra gli amici figuri come Angelo Nigrelli alias Mario Lipuma etc. o Achille Pennellatore alias Kiki?

E’ perfetta e coerente la vicinanza a S.E.L., quella specie di serraglio in cui bivaccano pseudo-ambientalisti ed i superstiti di una pseudo-sinistra sfatta, disfatta e rifatta. Già il nome del partito è ridicolo: Sinistra, Ecologia e Libertà. Nella denominazione figura una disciplina, l’ecologia. Analfabetismo all'ennesima potenza.

Sorvoliamo e torniamo ad occuparci dei nostri eroi. Angelo Nigrelli alias Mario Lipuma è figura arcinota, famigerata. Come nel caso dell’eccelso Pennellatore, è arduo immaginare essere più distante dalla vera attenzione per la natura. Un negazionista incarna il totale, irredimibile disprezzo, anzi odio per la vita, l'ambiente e la verità. Ciò vale anche per il celebre meteorologo matuziano. Le sue liriche, alate previsioni del tempo nascondono un'indole ben diversa, livorosa e trista. Dalla bocca scorre il miele, ma l’animo è pieno di fiele. Così si esprime il Nostro: “Sono mezzo tentato di andare sul Ponte di Baragallo e farlo scendere in strada: poi vediamo di che cocomero si tratta. Sono una testa calda, che non scherzino con il fuoco... ma con l'acqua, come la mia amica Cinzia! Achille”.

Perbacco! Che intenzioni pacifiche, che tenui pennellate!

Ci informa Fabrizio Tenerelli: “Si chiama ‘I Kikibannati protervi’ ed è un gruppo su Facebook creato da tutti quegli utenti che sono stati ‘bannati’, ovvero cacciati dal profilo del meteorologo di Portosole, Achille Pennellatore, di Sanremo. Si parla di una lista composta da oltre trecento nomi di professionisti e no, uomini, donne, anziani e piccini, finiti sulla sua black list, molti dei quali colpevoli di aver osato criticare, in bacheca e quindi sotto gli occhi di tutti, le sue previsioni del tempo non sempre azzeccate.

In molti, tuttavia che con lui non avrebbero avuto nulla a che fare, si domandano ora il perché di questo atteggiamento. La Rete si è quindi ribellata.

Persone che non solo sono state cancellate dalla lista degli ‘amici’ di Facebook, ma che addirittura sono state ‘bloccate’, quindi ‘bannate’, dal suo profilo, che risulta non più accessibile. Sul gruppo si è scatenato un vero e proprio fenomeno sociale, con commenti di ogni genere. E se da una parte, c'è chi attacca le sue previsioni del tempo; dall'altra c'è chi, pur non essendo stato bannato, avrebbe voluto esserlo per solidarietà e si è ‘bannato’ da solo. Insomma centinaia di commenti, che non possono certo passare inosservati”.

Altro che le liste di proscrizione compilate da Silla!

Un’altra chicca fra le tante: “Le possibilità che ho sono due: o mi c'incazzo o li prendo per il culo con ironia e sarcasmo. Preferisco la seconda”.

Come si può constatare, è uomo molto mite dall’eloquio forbito.

Che cosa ha da spartire il compassato Preve con quei due scapestrati? Che cosa accomuna il lessico da taverna dei negazionisti sanremesi con la prosa sciatta e storpia ma misurata del Dottor Preve? Come si può conciliare l’ambientalismo (sia pure di facciata) del cronista con l’avversione incoercibile dei negazionisti per il creato?

Fili sottili e quasi invisibili legano i buffi personaggi di questa atellana: Pappus, il vecchio rimbambito, Bucco, il fanfarone che parla a vanvera, Dossennus, il gobbo astuto. Intanto cimentiamoci nell’attribuzione dei ruoli, poi vedremo gli sviluppi della commedia…

To be continued…


La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

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domenica 29 aprile 2012

Chiaroveggenza

Anni addietro conobbi un brillante liceale che, dopo aver conseguito con il massimo dei voti il diploma, decise di iscriversi a Giurisprudenza. Superati con la lode i primi due esami del curriculum, lo studente decise, tra lo sconcerto di familari, amici e docenti universitari, di interrompere gli studi. La sua fu una sorta di chiaroveggenza: aveva compreso, con un misto di orrore e vertigine, la vera natura di un abominevole realtà, avendone solo osservato una sfaccettatura con una potentissima lente d’ingrandimento.

Nella fattispecie, il giovane fu folgorato dalla consapevolezza che un abisso spaventoso separa la giustizia vera da quell’accozzaglia di gride che è il corso di laurea in Giurisprudenza. Se si esclude, infatti, la Storia del diritto romano, corso in cui, pur a fatica, ancora sopravvive qualche principio dei prischi padri, tutti gli altri insegnamenti sono un ginepraio di norme, codicilli, articoli, commi… In re publica corruptissima, plurimae leges, scrive Tacito, ossia “in uno stato assai corrotto, le leggi pullulano”. Mai massima fu più vera ed aderente allo sfacelo della giurisprudenza italiana (e non solo) attuale (e non solo). Il binomio stato-giustizia poi è il trionfo dell’aberrazione. Esistono lodevoli eccezioni (si pensi al giudice Paolo Ferraro), ma il quadro generale è avvilente. E’ palese che il “tribunale umano” è distante anni-luce dall’equità: se non è il tempio diroccato di un potere polveroso, è il tetro vestibolo di una camera di tortura. Non si afferma nulla di nuovo: già Manzoni aveva censurato i giudici terreni, le loro collusioni con la classe dirigente, l’ampolloso formalismo legalitario, l’iniquità di una legge debole con i forti ed implacabile con gli umili. Né l’autore dei “Promessi sposi” si riferiva solo alla giustizia secentesca che anzi reputava esemplare di una condizione inveterata e radicata nelle diseguaglianze e nelle sopraffazioni di cui si nutre un potere perverso sino al midollo. Pure Kafka fotografò la stritolante macchina della giustizia, benché egli avesse evocato per lo più, con la sua prosa grigia e disadorna, un male metafisico.

Non stupiamoci quindi, se anche oggi la giustizia non è quasi mai ispirata ad ideali alti: essa è un paradosso, una parodia di sé stessa. Non stupiamoci dunque, se, in un mondo al contrario, criminali incalliti possono accusare innocenti ed ottenerne persino la condanna, intraprendendo le loro iniziative “legali”: è sufficiente sapersi muovere negli oscuri meandri di un labirinto in cui brulicano e si affannano cancellieri, assistenti, legulei, pubblici ministeri, magistrati… la giustizia come verminaio. Tutto è stravolto, nulla è certo: le interpretazioni più balorde schiacciano regole auree. Calunniatori e sicofanti traggono immensi benefici dal loro modus operandi, mentre reati gravissimi restano impuniti, con fascicoli archiviati, procedimenti che si estinguono misteriosamente, norme procedurali violate ad ogni piè sospinto… E’ una giustizia super-mercato in cui chi è più danaroso acquista sentenze a lui favorevoli.

Si stigmatizza - ed a ragione spesso - la casta dei “politici”, ma si trascura di deplorare la popolazione dei palazzi di giustizia dove talora gli avvocati formano la corte di certi influenti personaggi o di taluni giudici, verso i quali provano la soggezione che si palesa all’interno di una struttura gerarchica, feudale.

Si accennava all’orrore: si inorridisce, quando ci si avverte che esistono due dimensioni parallele e tangenti che, però, sono divise da una barriera invalicabile. Con raccapriccio si constata che la gente comune “vive” in una sfera fittizia, irreale, costruita su solide illusioni, su un’aberrante regolarità, tra casa, posto di lavoro, luoghi di divertimento… La gente ordinaria non si avvede che il sistema avvelena in modo deliberato l’intero pianeta, demolisce gli ultimi baluardi di civiltà, sbrana l’identità. Anche in quei rari casi in cui l’uomo della strada si accorge delle innumeri storture, accetta ogni feroce spoliazione, come fosse la cosa più normale.



In alcuni lustri abbiamo visto il cielo subire un’oscena metamorfosi: da magnifico scenario di fenomeni naturali, da suggestiva cornice di paesaggi, emozioni, significati, a teatro di devastanti attività militari. Lo splendore della luce solare si è offuscato: la nostra stella è stata soffocata da una plumbea coltre che lascia appena trasparire un barlume spettrale. Tutto, però, è accolto con noncuranza, con cieca consapevolezza che nulla è cambiato, anzi con il convincimento che il progresso avanza glorioso e fulgido.

Come si può continuare a vivere normalmente, quando si è gettata un’occhiata nell’abisso? Ormai si è sicuri non che il sistema è corrotto, ma che la corruzione più immedicabile è eretta a sistema. Non paiono aprirsi vie d’uscita nell’intricato dedalo, brecce nella poderosa muraglia. Della tanto sospirata crescita di coscienza non pare intravedersi neppure una labile ombra.

Fino a quando, però, resterà anche una sola testimonianza di verità, si saranno perse molte battaglie, ma non l’ultima, quella decisiva.


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Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 12 luglio 2011

Wasp: atto III

Wasp, chi era costui? Uno dei disinformatori più subdoli ed insultanti ha agito indisturbato per tre anni, disseminando calunnie, diffamazioni e contenuti scatologici a iosa... Dio, però, non paga il sabato e così eccolo identificato, con volto, nome e cognome, in tutto il suo splendore. Per Wasp è arrivata Filippi: presto sarà la volta dei suoi amichetti.

E' il 19 novembre 2007, allorquando mio fratello Antonio riceve questa email:

"Caro Antonio, ho assistito alla conferenza sui cambiamenti climatici e, dato che i relatori non erano giornalisti e tantomeno "scientifici, ma meteorologi, quindi tecnici, ho trovato interessante l'esposizione documentata sulla realtà dei cambiamenti climatici nella nostra zona. Detto questo, condivido il proposito di tener desta l'attenzione sulle scie inviando di quando in quando lettere a Sanremonews. Tuttavia sarei curiosa o meglio, interessata, a conoscere la disponibilità della stampa locale sull'argomento. A giudicare dalla totale assenza di notizie in tal senso, temo che sia nulla, ma vorrei da Lei una conferma ed eventualmente la motivazione che i responsabili adducono per giustificare il loro silenzio. Grazie e buona, buonissima giornata anche se, questa mattina, strisciavano in mezzo alle nuvole! Teresa"

A questo messaggio ne seguirono altri, più verbosi che significativi. La signora Teresa chiese pure un incontro di persona, visto che ella risiedeva a Sanremo. Sembrava uno dei tanti contatti che quasi tutti i giorni si instaurano nell'ambito della nostra lotta alle attività di aerosol clandestine cominciata nelll'ormai lontano 2005. In seguito Teresa non scrisse più e la matronale donna fu dimenticata, così come dimenticammo che era stata proprio lei a procurarci il libro "Polvere di Stel", scritto dal figlio, con una prefazione di Achille Pennellatore. La vanità le è stata fatale.

Più recentemente siamo venuti a conoscenza del fatto che sul citofono dell'abitazione di Angelo Nigrelli (Wasp) appare anche il cognome "Barazzetti". A quel punto ci è tornata in mente Teresa... Teresa Barazzetti di Sanremo.

Abbiamo quindi proceduto ad una ricerca delle email ricevute in passato ed è saltato fuori l'incredibile: Teresa Barazzetti scriveva usando l'account del marito (nigrelli.angelo@tiscali.it), ovvero Angelo Nigrelli alias Wasp: il padre di Enrico Nigrelli, l'autista di autobus le cui azioni di stalking, in collaborazione con il padre Angelo, avevamo evidenziato nei mesi trascorsi.

Teresa Barazzetti era l'anello mancante per ricostruire l'organigramma ed i ruoli di una famiglia dedita alle ingiurie ed alla maldicenza, attraverso blog, canali video ed altri mezzi disponibili sulla Rete. Qual era il ruolo di Teresa? In tutta evidenza la moglie di Nigrelli si era prestata, nel 2007, per carpire informazioni personali, cercando di infiltrarsi nel nostro Comitato, spacciandosi per cittadina sensibile al problema "scie chimiche". E' un espediente collaudato in certi ambienti: Wasp è, a tutti gli effetti, una creatura (o un aborto?) dei servizi, protetta dalla Magistratura e dalla Polizia. A conferma di ciò, abbiamo raccolto altri elementi probanti, su cui qui non indugiamo, ma che saranno esposti al nostro legale, nel momento in cui sporgeremo denuncia/querela nei confornti dell'agente di Sanremo, Angelo Nigrelli.

Teresa, signorile nei modi, a differenza del marito zoticone, garrula, sofistica (i direttori di Sanremo News e di Riviera 24 ne sanno qualcosa) e vanagloriosa, ha costruito, insieme con i familiari, una cellula di delatori non privi di una certa scaltrezza, ma troppo sicuri di sé.

Wasp ora ha un volto ed un nome, insieme ad altri suoi colleghi. Il suo ruolo di diffamatore di professione è alla luce del sole. Chi lo dovesse incontrare, saprà che si tratta di individuo spregiudicato e dalla dubbia moralità così da regolarsi di conseguenza.



Descrizione dell'episodio delle riprese video:

Sono le 18:30 circa delll'11 luglio 2011. La regale consorte di Angelo Nigrelli (Wasp), Teresa Barazzetti, esce dalla tipografia per dirigersi verso casa, non molto distante, e, voltando il cantone, mi riconosce. Sbianca in volto per la sorpresa, si precipita in un antro del parcheggio sotteranneo di fronte, adagia sul marciapiede le sporte della spesa e chiama l'augusto consorte. Costui esce dalla tipografia e, sapendo in quale angolo mi trovo, inizia ad inquadrarmi in quella direzione.

Conscio che deve essere "buona la prima" lo riprendo anch'io, pur sapendo che mi ha scorto. Poi il raffinato locutore tenta una provocazione, berciando: "Vaffanculo te e quello stronzo di tuo fratello!" (sic). Avrebbe certamente cercato di prendermi la videocamera, così decido di allontanarmi. Tenta di rincorrermi, ma, arrancando, dopo un po', deve rinunciare. Ora mastica amaro, perché un agente scoperto è bruciato ed i primi a "scaricarlo" saranno i suoi sodali. Sarebbe stato preferibile se si fosse dedicato alla tipografia: meglio un misconosciuto, ma onesto artigiano che un famoso spione malato.

Le perle di Wasp al secolo Angelo Nigrelli


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