Recentemente è andata in onda una puntata della nuova trasmissione di RAI 3, “E se domani”. Il fiacco programma, condotto da Alex Zanardi, avrebbe l’ambizione di illustrare e prefigurare scenari futuri e futuribili, sempre nel segno dell’idolatria della Scienza, sulla scia di format come il menzognero “Superquark” ed il polveroso “Ulisse”.
La puntata era dedicata alle mirabolanti “prospettive” della geo-ingegneria (il controllo del tempo e del clima) con fini “benevoli”, come l’indebolimento o la diversione degli uragani. E’ stato quindi ostentato il lato buono delle manipolazioni climatiche. Sorvoliamo sulla partecipazione al programma di Massimo Cacciari, sedicente filosofo, personificazione dell’ignoranza imbellettata di saccenteria e su un altro insulso ospite che ha tessuto il consueto elogio degli scienziati, trascegliendo le figure di Galileo Galilei, Isaac Newton, Charles Darwin, Albert Einstein. Sono tutti scienziati sopravvalutati, le cui acquisizioni sono oggi discusse o ridimensionate, soprattutto quelle di Darwin. Già questo denota la pochezza e la banalità del programma.
Accantoniamo, però, questo aspetto per evidenziare, invece, il ruolo di Franco Prodi, responsabile del C.N.R. per i cosiddetti studi sui “cambiamenti climatici”. Prodi è apparso il classico finto tonto che ha simulato di saper poco sulle tecniche di manipolazione meteorologica, lui che in Italia è dentro fino al collo alle attività di geo-ingegneria. L’esperto ha descritto tecniche archeologiche per intervenire sui fenomeni atmosferici (come l’uso di cannoni anti-grandine), evitando accuratamente di sfiorare temi che potessero apparire collegati alle chemtrails.
Il fine è evidente e l’anticipammo tempo fa nell’articolo “Scie chimiche: le possibili menzogne future”, ossia abituare, un po’ alla volta, l’opinione pubblica ad accettare le massicce operazioni chimiche e biologiche come "rimedi" contro l’"effetto serra" o come extrema ratio per indebolire e deviare tempeste tropicali e cicloni: l’ineffabile Cacciari ha pure sinistramente evocato “un dittatore buono” in grado di ponderare rischi e vantaggi di operazioni meteorologiche e climatiche per decidere in vista del male minore.
“E se domani”, quindi, non ci è parso una sia pur parziale divulgazione circa le scie chimiche, quanto una strategia di assuefazione e depistaggio dietro la parziale ed ambigua ammissione che qualche esperimento potrebbe essere compiuto nei nostri cieli, qualora dovesse essere necessario.
La prossima “verità” futura inerente alle chemtrails sarà quasi certamente riferita alla fandonia del cosiddetto “effetto serra”, anzi questa versione di regime comincia già a fare capolino: infatti “in questa trasmissione si è ammesso palesemente che siamo a buon punto nell'asservimento delle forze della natura e si sono persino forniti dei dati impressionanti sull'uso di certe tecnologie all'estero, in particolar modo in Cina ed in Russia”. (C. Penna). Tuttavia non crediamo di sbagliarci, se pensiamo che la successiva “verità” ufficiale riguarderà l’esigenza di garantire l’energia elettrica ed i servizi essenziali che da essa dipendono, quando una formidabile tempesta solare (naturale? Artificiale? Naturale, ma diretta e rafforzata con dispositivi ad hoc?) causerà un black out in quasi tutto il pianeta. E’ plausibile che le operazioni chimiche saranno presentate come la lungimirante attività atta ad approntare una gigantesca rete wireless o come l’implementazione di un progetto volto a connettere gli abitanti di Gaia ad un sistema informatico centrale, anche a prescindere da eventi cosmici dirompenti.
E se domani... ci ritrovassimo al buio, con un cielo di pece in cui continua ad echeggiare il sordo rombo degli aerei?
La puntata era dedicata alle mirabolanti “prospettive” della geo-ingegneria (il controllo del tempo e del clima) con fini “benevoli”, come l’indebolimento o la diversione degli uragani. E’ stato quindi ostentato il lato buono delle manipolazioni climatiche. Sorvoliamo sulla partecipazione al programma di Massimo Cacciari, sedicente filosofo, personificazione dell’ignoranza imbellettata di saccenteria e su un altro insulso ospite che ha tessuto il consueto elogio degli scienziati, trascegliendo le figure di Galileo Galilei, Isaac Newton, Charles Darwin, Albert Einstein. Sono tutti scienziati sopravvalutati, le cui acquisizioni sono oggi discusse o ridimensionate, soprattutto quelle di Darwin. Già questo denota la pochezza e la banalità del programma.
Accantoniamo, però, questo aspetto per evidenziare, invece, il ruolo di Franco Prodi, responsabile del C.N.R. per i cosiddetti studi sui “cambiamenti climatici”. Prodi è apparso il classico finto tonto che ha simulato di saper poco sulle tecniche di manipolazione meteorologica, lui che in Italia è dentro fino al collo alle attività di geo-ingegneria. L’esperto ha descritto tecniche archeologiche per intervenire sui fenomeni atmosferici (come l’uso di cannoni anti-grandine), evitando accuratamente di sfiorare temi che potessero apparire collegati alle chemtrails.
Il fine è evidente e l’anticipammo tempo fa nell’articolo “Scie chimiche: le possibili menzogne future”, ossia abituare, un po’ alla volta, l’opinione pubblica ad accettare le massicce operazioni chimiche e biologiche come "rimedi" contro l’"effetto serra" o come extrema ratio per indebolire e deviare tempeste tropicali e cicloni: l’ineffabile Cacciari ha pure sinistramente evocato “un dittatore buono” in grado di ponderare rischi e vantaggi di operazioni meteorologiche e climatiche per decidere in vista del male minore.
“E se domani”, quindi, non ci è parso una sia pur parziale divulgazione circa le scie chimiche, quanto una strategia di assuefazione e depistaggio dietro la parziale ed ambigua ammissione che qualche esperimento potrebbe essere compiuto nei nostri cieli, qualora dovesse essere necessario.
La prossima “verità” futura inerente alle chemtrails sarà quasi certamente riferita alla fandonia del cosiddetto “effetto serra”, anzi questa versione di regime comincia già a fare capolino: infatti “in questa trasmissione si è ammesso palesemente che siamo a buon punto nell'asservimento delle forze della natura e si sono persino forniti dei dati impressionanti sull'uso di certe tecnologie all'estero, in particolar modo in Cina ed in Russia”. (C. Penna). Tuttavia non crediamo di sbagliarci, se pensiamo che la successiva “verità” ufficiale riguarderà l’esigenza di garantire l’energia elettrica ed i servizi essenziali che da essa dipendono, quando una formidabile tempesta solare (naturale? Artificiale? Naturale, ma diretta e rafforzata con dispositivi ad hoc?) causerà un black out in quasi tutto il pianeta. E’ plausibile che le operazioni chimiche saranno presentate come la lungimirante attività atta ad approntare una gigantesca rete wireless o come l’implementazione di un progetto volto a connettere gli abitanti di Gaia ad un sistema informatico centrale, anche a prescindere da eventi cosmici dirompenti.
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