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mercoledì 29 agosto 2012

L'araba Fenice

Si avvicendano le aberrazioni climatiche dovute alle incessanti manipolazioni dell’atmosfera. In Italia, ma non solo (si pensi a quanto sta accadendo negli Stati Uniti), ormai la sequenza classica comprende lunghi o lunghissimi periodi di siccità, intercalati a brevi interludi contraddistinti da nubifragi, trombe d’aria, tempeste elettriche… Come si è giunti a questi rovinosi risultati? La perversa tecnologia delle modificazioni climatiche ha compiuto un salto “qualitativo”, mediante il pressoché totale controllo delle correnti a getto.[1]

Soggiogare la natura significa gestire il clima ed il tempo in modo da provocare il maggior nocumento possibile agli ecosistemi ed alle attività produttive, segnatamente il settore primario. Dallo scenario meteorologico sono quasi del tutto scomparse le piogge dalla cadenza più o meno regolare ed i temporali estivi, sostituiti da fenomeni violenti ed effimeri con cui l’energia, accumulatasi nel corso di protratti cicli di aridità indotta, si scarica in modo subitaneo e con formidabile irruenza. Ecco allora le tempeste elettriche con fulmini che si susseguono rapidi, i temporali che in pochi minuti rovesciano decine di millimetri di pioggia con il consueto corollario di danni e purtroppo talora di vittime. Le condizioni dell’atmosfera, satura di particolato elettroconduttivo ed igroscopico, favoriscono le electric storms e concentrano in un lasso di tempo circoscritto le precipitazioni.

Infatti una strategia recentemente adottata dagli avvelenatori prevede che le perturbazioni non siano aggredite per essere distrutte o indebolite, quando si sono già in gran parte formate, ma che siano prevenute, diffondendo, nei giorni che precedono l’arrivo di un fronte umido, tonnellate di composti che prosciugano l’aria, spesso a formare barriere chimiche. In questo modo, le celle temporalesche, via via che si generano, come per magia, dopo essere entrate a contatto con il medium igroscopico, si dissolvono. In altri casi, le aree di bassa pressione, cui si accompagnano solitamente le piogge, perdono la loro naturale configurazione ed il normale sviluppo, manifestandosi o con acquerugiole insignificanti o con “bombe d’acqua” e grandinate, a seconda delle energie che entrano in gioco.

Morale: le precipitazioni, quelle benefiche per l’agricoltura, le riserve idriche, né troppo veementi né troppo deboli e che costellavano i mesi tradizionalmente piovosi nell’ambito del clima mediterraneo, sono quasi del tutto scomparse, insieme con la rugiada ed i rinfrescanti acquazzoni estivi. Nel contempo i centri meteorologici militarizzati inculcano nell’opinione pubblica il convincimento secondo cui le piogge sono pericolose tout court. Allora sono preferibili – conclude il popolino - temperature alte e condizioni secche tutto l’anno: così si risparmia sulle spese di riscaldamento (sic), mentre il razionamento dell'acqua ed il crollo della produzione agricola, nonostante la gravità della situazione, sono considerati innocui spaventapasseri.

Spesso, persuasi dai menzogneri bollettini delle fonti ufficiali, alcuni cittadini, preoccupati per la penuria d’acqua, indulgono a favoleggiare di copiosi rovesci che, in realtà, non sono mai caduti o che si sono infiacchiti in patetici piovaschi. La pioggia, quella vera, quella di un tempo è come l’araba Fenice: “Che vi sia ciascun lo dice, ove sia nessun lo sa”.

[1] Sulle caratteristiche di questi “fiumi atmosferici” e circa i sistemi con cui sono dirottati o spezzati, si leggano i fondamentali e documentati studi Correnti a getto deviate e siccità e La deviazione della corrente a getto: un approfondimento, 2012.


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martedì 31 maggio 2011

Ahmadinejad accusa i paesi europei di aver impedito l'arrivo delle nubi da pioggia in Iran

Rilanciamo un'agenzia che riferisce alcune dichiarazioni del presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad. Ahmadinejad ha accusato non specificati stati europei di aver usato delle armi climatiche per impedire che cadessero le precipitazioni nello stato medio-orientale. Sulla falsa contrapposizione tra "buoni" e cattivi nello scacchiere internazionale, ci siamo già pronunciati e non ci ripeteremo. Si legga Made in Russia, 2010. Tuttavia è indiscutibile che è in atto una guerra contro le popolazioni e siamo certi che le piogge si possono inibire del tutto o intensificare in modo parossistico: così, mentre molte regioni sono afflitte dall'aridità, nel Midwest statunitense si abbattono uragani e precipitazioni torrenziali. Scie chimiche e H.A.A.R.P., come è arcinoto, sono all'origine di questi fenomeni meteorologici estremi e distruttivi.

SHAZAND – Rivelazione shock del presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad: “I paesi europei, usando sistemi particolari, avrebbero cercato di impedire l’arrivo in Iran di nubi da pioggia per creare siccità nel nostro paese e metterlo sotto pressione”. Secondo l’agenzia ufficiale IRNA, tale dichiarazione è stata rilasciata giovedì mattina a Shazand al momento dell’inaugurazione della diga Kamal Saleh.

Il presidente iraniano ha spiegato: “La prima volta questa notizia ci è giunta attraverso alcuni rapporti di intelligence e, dopo gli accertamenti, ci siamo accorti che gli stati europei hanno realmente cercato di agire con questo scopo”. Secondo Ahmadinejad, la guerra del futuro sarà la guerra per il controllo dell'acqua ed entro i prossimi trent'anni il prezioso liquido inizierà a mancare seriamente.

Il presidente iraniano ha spiegato che “le operazioni per creare siccità non hanno colpito solo l’Iran, ma anche la Turchia ed i paesi limitrofi". Mahmoud Ahmadinejad ha spiegato che esistono enti giuridici internazionali in grado di esprimersi a riguardo e che l’Iran denuncerà di sicuro le azioni di certe nazioni con lo scopo di provocare la siccità in Iran.

Fonte: italian.irib.ir





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