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giovedì 4 gennaio 2018

Incendi in California: qualcosa non quadra



Da alcuni lustri la California è afflitta da una siccità di naturale artificiale: questa aridità è stato il presupposto per favorire devastanti incendi che, negli anni passati, hanno incenerito foreste di conifere ed altre aree coperte da vegetazione e da colture, mentre nelle ultime settimane molti roghi, invece di bruciare alberi e siepi, hanno distrutto solo le abitazioni e gli autoveicoli. Sembra che le case siano state incendiate usando spesso come "inneschi" i contatori stupidi ("smart" meters), ormai installati in parecchi appartamenti e case unifamiliari. Non solo, numerosi testimoni hanno riferito fenomeni singolari, riconducibili all'uso di armi al plasma, di dispositivi elettromagnetici e di apparati laser. Anche in Piemonte, le fiamme che hanno ridotto in cenere nei mesi passati vaste superfici boschive, lambendo pure zone abitate, sono state spesso associate a sfere (sfere di plasma?).



Con ferocia inaudita, il governo segreto cui lo stesso esecutivo statunitense deve sottostare, sta applicando l’Agenda 21, ossia il piano che, con la scusa di proteggere la Terra dai cosiddetti cambiamenti climatici attribuiti falsamente ad un presunto aumento della concentrazione di biossido di carbonio in atmosfera, implica, tra le altre efferatezze, il trasferimento di intere popolazioni dai loro territori d’origine in ghetti affollati di casermoni che ospitano mini-alloggi. La California, fino a qualche decennio fa, il golden state contraddistinto da clima mediterraneo, da angoli incantevoli, da zone prestigiose disseminate di ville e parchi appartenenti a stelle del cinema e della musica, sta diventando una desolata, immensa necropoli.


Non è un caso se le periferie delle maggiori città californiane hanno visto recentemente sorgere squallidi edifici dove si intende deportare le persone cui sono state carbonizzate le case o che sono state costrette ad abbandonarle con i ricatti più disparati: dove, infatti, non giungono le fiamme, si ricorre alla coercizione.



Non pochi californiani si sono accorti che i roghi non hanno alcunché di naturale: sono consapevoli che i piromani non sono i soliti squilibrati solitari, ma che agenzie paragovernative, settori militari e corporations sono i responsabili di questa apocalisse ignea. Essi stanno denunciando i crimini perpetrati dagli apparati: a questa denuncia ci uniamo anche noi, visto che i media di regime, se dedicano qualche servizio o articolo all””emergenza” californiana, censurano le vere cause ed i veri scopi.



«Esiste un governo ombra dotato di una propria forza aerea e navale, di un proprio sistema di autofinanziamento, capace di manipolare l'opinione pubblica e di perseguire i propri ideali di interesse nazionale, privo da ogni forma di controllo e non sottoposto al rispetto della legge stessa».

Daniel K. Inouye, Senatore degli Stati Uniti


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La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.

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Range finder: come si sono svolti i fatti

martedì 10 aprile 2012

Buona la Pasqua, la Pasquetta un po' meno (articolo di Silver)

Le improvvise ed inaspettate precipitazioni pasquali, intervallate a sprazzi di firmamento terso, sono state lo sfogo di una natura da mesi schiacciata sotto il calcagno dei militari: alla natura è stato concesso un inopinato interludio. Ce ne offre un resoconto ironico ed amaro l’amico Silver che ringraziamo. Purtroppo passata la festa, gabbato lo santo, anzi... lo cielo.

Acqua e grandine sono scese nei giorni scorsi a Torino, regalando ai Piemontesi un dono che pochi avranno saputo cogliere. Forse grazie alla complicità di una domenica di festa con ferie obbligatorie per i piloti dei tanker spargiveleni, il cielo di domenica ha mostrato tutta la sua bellezza con un azzurro intenso e i cumuli da bel tempo. Chi, come me, vive con gli occhi rivolti al cielo sperando in un castigo divino per questi delinquenti brevettati, sa che è ormai uno spettacolo raro. Domenica è stata una giornata talmente bella che era un delitto starsene chiusi in casa. Questo si che è un bel regalo di Pasqua - ho pensato tra me e me - e chissà che non ci regalino una Pasquetta altrettanto bella!"

Punto dritto sul portale più preciso che conosco ovvero “3Bmeteo” e le previsioni erano più o meno queste: "Alti strati in ispessimento in serata". E precisi come non mai, la settimana comincia con un lunedì di Pasquetta all'insegna delle scie chimiche così che il cielo azzurro del giorno prima è tornato ad essere striato di bianco. Chi segue questo blog da tempo saprà ormai tradurre il gergo "politically correct" in "only correct".

Pur di scappare ancora un po' da questo ritorno "alla normalità", cerco un po' di aria migliore in uno dei posti più riservati e incantevoli del Piemonte: il lago di Malciaussia. Ci si arriva a piedi dopo una camminata di 5 Km in salita. Una della particolarità di questo lago artificiale è che raramente sullo zenith si possono vedere le nuvole. Le nubi provenienti dalla Francia, infatti, si rarefanno sopra la tua testa per poi condensarsi, mentre scendono verso la pianura padana. A questo bell’evento naturale, però, se ne aggiunge un altro artificiale. Molti aerei rilasciano le scie chimiche pochi kilometri, dopo aver passato il confine italiano, ossia, mentre sorvolano le Alpi, non ne rilasciano alcuna, ma quando proseguono per la pianura padana, abbassandosi di quota, ecco che iniziano a generare l'inconfondibile scia.

In tre occasioni sono riuscito a riprenderne uno: arriva senza scia e poi ecco che inizia a diffondere aerosol mortali. Si vedono anche le chemtrails degli aerei precedenti. E' un particolare che si osserva molto bene dalla collina di Torino (da Superga o dal Faro della Maddalena), guardando in direzione Francia: le scie iniziano sempre dalla fine delle Alpi e spesso le vedi terminare qualche kilometro dopo aver oltrepassato la città. Dalla mia posizione privilegiata del lago vedevo gli aerei tornare anche indietro, per ripresentarsi dopo qualche minuto. "Toh guarda! aveva finito il materiale venefico ed è andato a fare rifornimento? – ho pensato - E da quale base francese decollano e si approvigionano? Domande destinate forse a veder passare molto tempo prima di ottenere una risposta. [1]

Le feste sono finite; i voli abusivi e mortiferi purtroppo no.


[1] In verità, sono domande che hanno già trovato risposte esaurienti: tra l’altro si moltiplicano le fotografie e le testimonianze di aerei chimici beatamente parcheggiati sulle piste di scali civili, in attesa di decollare per le consuete criminali missioni o atterrati dopo aver compiuto il loro sporco lavoro. Si legga l’articolo “Aeroporti chimici”.

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mercoledì 15 aprile 2009

Fiori mutanti nelle ex aree industriali. L'esperto: "E' l'inquinamento" (articolo di Alessandro Mondo)

Pubblichiamo un articolo, tratto dal quotidiano La Stampa, in cui è riportata un'inquietante, ma non sbalorditiva notizia per chi, da anni, studia le scie tossiche ed i loro disastrosi effetti sull'ambiente e sulle persone. A Torino, città come tante altre sottoposta a devastanti irrorazioni chimico-biologiche, sono stati osservati dei tarassaci colpiti da mutazioni genetiche: come prevedemmo tempo fa, le chemtrails stanno causando una catastrofe ecologica senza precedenti né si può dimenticare - ce lo spiega Marc Filterman, autore del saggio Les armes de l'ombre - che le mutazioni genetiche possono essere indotte anche dall'irradiazione di particolari onde elettromagnetiche. Sicuramente i lettori torinesi ci potranno confermare che le aree in cui si sono manifestate le anomalie, oltre ad essere sorvolate dagli aerei della morte, sono punteggiate di antenne.

Abbiamo tolto l'explicit di un articolo già ambiguo e tentennante, poiché concludere con una battuta, di fronte alla volontaria, indiscriminata ed impunita distruzione del pianeta, ci è parso davvero fuori luogo.

Ringraziamo il gentilissimo Alexander per la segnalazione.



Fiori mutanti nelle ex aree industriali. L'esperto: "E' l'inquinamento" (articolo di Alessandro Mondo)
E’ una piccola galleria degli orrori: vegetali, ma pur sempre orrori. Anzi: «mostruosità», come le definiscono autorevoli esperti dell’Università. Piantine con due teste, cioè con due fiori al posto di uno. Altre con uno stelo insolitamente tozzo e spesso, scandito da piccole protuberanze. Altre ancora, affette da «gigantismo», svettano su quelle vicine o si allargano al suolo, allungando in tutte le direzioni diramazioni simili a tentacoli.

Piante mutanti sotto il cielo di Torino. Il discorso, a parziale consolazione, riguarda solo il tarassaco, caratterizzato dal fiore di un bel giallo vivace. Roberto Topino, medico e sentinella delle compromissioni ambientali in città, l’ha immortalato in tutte le sue stravaganze contro natura, perché, se è vero che la natura è fatta di anomalie e che, in periodo di piena fioritura, queste ultime possono presentarsi in maggior numero, colpisce la frequenza con cui si stanno manifestando.

Al nostro dottore è bastata una giornata per fotografarne svariate decine in punti diversi della città: vecchie aree industriali riconvertite a funzioni diverse - ex-Materferro, ex-Fergat (davanti alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo), Spina3 (chiesa del Santo Volto) -, il distributore *** su corso Racconigi, ma anche la Crocetta e la Pellerina. Persino l’«igloo» di Mario Mertz convive con queste creature surreali che sembrano appena uscite dalla provetta di qualche scienziato pazzo.

In assenza di prove di laboratorio basate su esami sofisticati, uno per tutti quello sul codice genetico degli esemplari, le ipotesi si sprecano. La prevalenza di ex aree industriali del tutto o in parte bonificate nella carrellata delle fotografie porta Topino a supporre che il tarassaco mutante sia il frutto di sostanze nocive tuttora presenti nel terreno (cromo esavalente, diossine, idrocarburi , policlorobifenili, a seconda delle zone).

Allo stesso modo, il fatto che alcune delle misteriose presenze vegetali riguardino aree storicamente non interessate da lavorazioni industriali spinge altri ad escludere una correlazione diretta tra la singolare metamorfosi ed eventuali inquinanti. E’ il caso di Paolo Miglietta, agronomo in servizio alla Divisione comunale ambiente (Grandi opere), che non ha mancato di interrogarsi quando gli abbiamo sottoposto le foto: «Non mi risulta nemmeno che zone verdi come la Crocetta o la Pellerina siano state interessate da riporti di terra proveniente da aree contaminate».

Allora come si spiega? Colpa di un’altra forma di inquinamento ambientale, quello dell’aria (scie chimiche n.d.r.), o dietro il curioso fenomeno (e diciamolo, pure un po’ inquietante) c’è lo zampino di qualche patogeno (diffuso con le chemtrails, n.d.r.) che spinge il tarassaco a reagire? [...]


Addendum by Ginger

Gli "esperti" asseriscono che si tratta di inquinamento dovuto a residui di sostanze tossiche come il cromo esavalente e simili, in aree industriali dismesse. Peccato che la Crocetta, uno dei luoghi in cui sono stati rinvenuti i fiori di tarassaco mutati (dei mostri con due-tre sommità fiorite su uno stesso stelo, tutto deformato) sia un tipico quartiere residenziale di Torino con molti giardini. Non è MAI stato un sito industriale.




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