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domenica 24 aprile 2016

L'alluminio frena la crescita delle piante (articolo di Beatrice Salvemini)



Un recente studio conferma quanto da anni asseriamo: l’alluminio nel suolo, ormai presente in concentrazioni di gran lunga superiori alla norma, alluminio quasi sempre di origine aerea, inibisce la crescita dell’apparato radicale delle piante. Peter Kopittke, primo autore della pubblicazione scientifica, invece di dichiarare la causa della contaminazione, ossia l’alluminio usato nei carburanti ed additivi avio e per la missilistica, suggerisce di selezionare colture più resistenti (leggi transgeniche) a questo metallo tossico e nocivo. Pazzesco!!!

Allarme alluminio: scoperti i meccanismi di tossicità del metallo che limita la crescita delle piante

Negli ultimi quarant’anni un terzo dei terreni coltivabili di tutto il mondo è stato perduto perché sterile. Uno degli elementi maggiormente responsabili di questo processo è l'alluminio, che costituisce un problema in particolare per i suoli acidi: circa il 40% dei terreni agricoli del mondo.

In questi suoli i minerali si dissolvono e rilasciano in soluzione il metallo, che poi limita la crescita delle piante. Nonostante gli effetti dell'alluminio fossero noti sin dal principio del XX secolo, le ragioni alla base della sua tossicità non sono mai state comprese fino in fondo.

Grazie ad una combinazione di tecniche ed all'impiego del microscopio TwinMic, che usa la luce di sincrotrone di Elettra, il team di ricerca ha "fotografato" per la prima volta le modalità d'accumulo dell'alluminio nelle radici dei semi di soia, in funzione dei tempi di esposizione.

Lo studio ha dimostrato che gli effetti tossici dell'alluminio sono estremamente rapidi, esercitandosi già a partire dai primi cinque minuti di esposizione al metallo e sono dovuti ad un'inibizione diretta dell'allungamento di determinate cellule situate all'apice della radice e direttamente responsabili della sua crescita.

"Usando TwinMic e la tecnica della fluorescenza ai raggi X - commenta Alessandra Gianoncelli, ricercatrice di Elettra - siamo riusciti ad ottenere una serie di mappe chimiche, che hanno evidenziato come l'alluminio si concentri nelle pareti di queste cellule, impedendone l'allentamento e l'allungamento necessari. In questo modo le radici non possono crescere e la pianta non potrà accedere all'acqua ed ai nutrienti indispensabili per portare a termine il ciclo riproduttivo. L'effetto è già chiaramente visibile in pochi minuti, ma, anche lasciando passare 24 ore, le cellule in cui l'alluminio si è concentrato sono sempre quelle collocate nella stessa zona della radice".

"Questo studio - commenta Peter Kopittke dell'Università australiana del Queensland, primo autore della pubblicazione - è una chiave importante per la corretta costruzione di strategie atte a contrastare la perdita dei suoli agricoli. Una possibile soluzione per tutelare la produzione agricola passa, infatti, attraverso la produzione di colture più resistenti all'alluminio. (sic!) A questo scopo la conoscenza dei meccanismi d'accumulo e d'azione del metallo, a livello cellulare e subcellulare, è di fondamentale importanza".

La ricerca, pubblicata sulla rivista “Plant physiology”, ha visto la collaborazione dei seguenti centri accademici: Università del Queensland (Australia), Università dell'Australia del Sud, Università di Oxford ed Elettra Sincrotrone Trieste in AREA Science Park.

Fonte: Ilquieora.blogspot.it


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