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giovedì 31 luglio 2025

La guerra dei dazi e la geoingegneria clandestina

Il 4 aprile 2025, la Cina ha introdotto restrizioni all’esportazione di sette terre rare e magneti usati nei settori della "difesa", dell'energia e dell'industria automobilistica, in risposta all’aumento dei dazi statunitensi sui prodotti cinesi.

Molto probabilmente per questo motivo le operazioni di geoingegneria clandestina (che sono coordinate dai militari, ma affidate alle compagnie civili per la loro attuazione), hanno subìto un rallentamento, in attesa di una riorganizzazione della logistica, in merito all’approvvigionamento di bario, litio, alluminio, manganese etc., solitamente additivati ai carburanti della N.A.T.O.

Si noti che, in questi giorni, nonostante gli alti valori di umidità relativa, non si vedono scie nel cielo, semplicemente perché quelle rilasciate dai velivoli non sono formate da vapore acqueo.

Ciò dimostra che la “guerra climatica” e l'attacco sferrato alla biosfera sono globali e che avvengono sotto l’egida di un unico centro di potere mondiale: infatti molti non sanno che sia le materie prime sia i composti chimici impiegati nelle “chemtrails” sono originari della Cina, sebbene pure l’Ucraina e il Sud America siano piuttosto ricchi di giacimenti. D’altronde l’ex Impero Celeste cooperò con i vari governi del pianeta nell'operazione "COVID-19", con tutti i corollari che conosciamo, anzi fu Wuhan (武漢, 武汉) la città dove tutto cominciò.

Il conflitto commerciale scatenato da Trump, il cui vero fine non è quello di proteggere e rafforzare l’economia statunitense - gli Stati Uniti da decenni producono quasi esclusivamente trapani elettrici spacciati per autovetture ed il colbertismo è quasi sempre deleterio - piuttosto quella di affossarla e di danneggiare nel contempo il sistema produttivo europeo, determina questo effetto collaterale positivo per l'ambiente.

Sia gli Stati Uniti sia l'Europa sono in condizioni molto precarie sul piano economico, sociale, demografico..., ma ciò non è una conseguenza di politiche errate, piuttosto il risultato di un preciso progetto ideato ed eseguito da chi decide i destini del mondo. Comunque sia, speriamo che la pausa nelle attività di ingegnerizzazione del tempo e del clima duri a lungo.

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La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

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Range finder: come si sono svolti i fatti

lunedì 21 luglio 2025

Abbiamo ancora bisogno del vostro aiuto

Antonio e Rosario Marcianò cominciarono ad occuparsi di geoingegneria clandestina, alias "scie chimiche" sin dal lontano 2005 e già da allora si scatenarono attacchi ad personam e minacce. Poi, dal 2011, allorquando morì il padre, la banda dei bulli negazionisti si orientò verso un livello superiore, impiegando le norme penali sulla "diffamazione". Fu così che, coloro che oggi amano definirsi "controllori dei fatti" - "fact checkers", divennero parti lese in una dozzina di processi penali a carico dei due fratelli. Attualmente Rosario Marcianò sta scontando una pena detentiva di dodici mesi, convertita in affidamento ai servizi sociali. Ciò sulla base di un processo che si è svolto, però, con una serie di violazioni inerenti a norme del Codice di procedura penale. Nel contempo sono ancora in corso altre tre azioni penali nei confronti di Rosario Marcianò ed è concreto il rischio che egli subisca ulteriori condanne, poiché le prove a difesa non sono considerate dai Giudici. Infatti essi di solito ritengono che il "profilo criminale" di Marcianò non consenta di ritenere le sue dichiarazioni nonché le prove fattuali, addotte a discolpa, valide.

Tutto questo avviene, dopo vent'anni di battaglie, nel totale disinteresse per opera della cosiddetta "informazione libera", salvo rarissime eccezioni. Il focus dei divulgatori "antisistema" si è spostato altrove. I fratelli Marcianò, attraverso i loro canali divulgativi ed in primis con il loro blog denominato "Tanker enemy", hanno portato alla luce informazioni dirimenti in merito alla "guerra climatica". Hanno fornito dati ed analisi, studi referati, traduzioni da collaboratori esteri e sono stati i primi che, nel 2014 e nel 2017, commissionarono le analisi - presso un laboratorio certificato francese - dei filamenti di ricaduta nonché dei carburanti per aviazione. I campioni di jet-fuel furono loro forniti dall'amico Enrico Gianini, ora ospite, suo malgrado, di una struttura destinata a cittadini ritenuti socialmente pericolosi.

In questi anni i fratelli Marcianò hanno dovuto sostenere ingenti esborsi per difendersi nelle aule di giustizia. Si arriva ad oltre 80.000 euro. Grazie alla generosità di tanti amici, una percentuale di questa enorme mole di denaro è arrivata tramite le donazioni, ma non è finita, purtroppo. I prossimi mesi saranno cruciali per il destino dei Marcianò e per l'informazione indipendente e senza compromessi. Antonio e Rosario hanno ancora bisogno del vostro aiuto. Seguite le indicazioni in descrizione.

Un grande abbraccio.



🔷 DA GIUGNO 2006 AUTONOMIA ED INDIPENDENZA. IL TUO SOSTEGNO E' DECISIVO. SOSTIENI ANTONIO E ROSARIO MARCIANO'. SOSTIENI TANKER ENEMY. CLICCA SU QUESTO LINK.

🔷 Nota: nel caso la donazione tramite la piattaforma Donorbox non dovesse avere buon fine, scrivete a: sostienitankerenemy@gmail.com.

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Range finder: come si sono svolti i fatti

giovedì 1 maggio 2025

TANKER ENEMY SPEGNE LA SUA VOCE

"Tanker enemy" è il nome che abbiamo scelto per il nostro blog ed il canale video, nati nel lontano 2006. In quasi vent'anni abbiamo pubblicato oltre 5000 articoli di informazione alternativa, che trattano in gran parte di geoingegneria clandestina. Con taglio obiettivo e rigorosamente scientifico abbiamo affrontato un tema che ci è costato caro, sia in termini economici sia dal punto di vista della tranquillità. Infatti abbiamo subìto minacce, diffamazioni, discredito, infine decine di procedimenti penali. Lo scopo? Zittirci. E ci sono riusciti. Così tra poche settimane Tanker enemy spegnerà la sua voce nel Web. I fratelli Marcianò oggi devono affrontare l'esperienza più dura del loro percorso. Infatti Rosario Marcianò, a causa della sua attività di divulgazione, ha subìto una condanna a dodici mesi di reclusione, da scontare nelle patrie galere o, nella migliore delle ipotesi, in detenzione domiciliare. Nel frattempo, altri processi sono in corso e potrebbero peggiorare lo stato delle cose.

Questo comunque non è un addio, ma in un anno possono accadere molte cose e non sappiamo in che modo questa storia finirà. Un particolare ringraziamento va a tutti coloro che ci hanno seguito in questi anni e che ci hanno fattivamente sostenuto. Un grande abbraccio da Antonio e Rosario Marcianò.

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sabato 27 marzo 2021

Corrente del Golfo: mai così debole negli ultimi mille anni

Recenti studi confermano che il complesso meccanismo che trasporta calore attraverso l'Oceano Atlantico si sta indebolendo. Se si somma tale fenomeno alla diminuita attività solare, si comprende che ci stiamo avviando verso una nuova era glaciale e che aumenti di temperatura più o meno repentini, più o meno diffusi, sono di origine artificiale. Vedi alla voce “geoingegneria clandestina”. Una glossa: la situazione descritta nell’articolo, che si deve alla penna di Mario Giuliacci (la radicale revisione linguistica è a cura di Tanker enemy), fu da Alessandro De Angelis e da noi, “profeticamente” annunciata già nel 2010 (vedi articolo). Persino individuammo gli stessi fattori evidenziati ora da prestigiosi atenei.

Se il clima invernale, in Europa, è sensibilmente più mite di quanto non sia nelle regioni del Nord America ubicate alle medesime latitudini, il merito è di quel complesso circuito di correnti oceaniche noto come AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation) o Nastro Trasportatore del Nord Atlantico. Un enorme fiume di acqua calda, la ben nota Corrente del Golfo, si muove, infatti, dal Golfo del Messico verso Nord Est, in direzione dei mari settentrionali d'Europa dove poi si inabissa, per tornare quindi verso Sud come corrente fredda e profonda. E’ un circuito che si alimenta grazie alle variazioni di salinità, quindi di densità, delle acque marine: l'acqua della Corrente del Golfo, infatti, non si mescola con quella circostante e, a mano a mano che si dirige verso Nord e verso regioni più fredde, parte di essa evapora, rendendo questo fiume d'acqua via via più salato (l'acqua evapora, il sale no). Quando arriva a lambire il Circolo Polare Artico, nei bacini tra l'Islanda e la Scandinavia, è ormai così fredda e salsa da risultare molto più pesante dell'acqua circostante, perché l'acqua salata pesa più di quella dolce: ecco che allora sprofonda e, nel farlo, richiama dietro a sé altra acqua, alimentando di continuo il circuito che porta acqua calda, quindi calore, dal Golfo del Messico fin sul Nord Europa.

E’ un meccanismo che appunto consente di mitigare i rigori dell'inverno in gran parte del nostro continente: i venti gelidi provenienti dalle regioni polari, infatti, soffiando al di sopra di queste acque più calde, tendono ad intiepidirsi. Tutto ciò significa che, come già capitato in alcune occasioni nel lontano passato, un eventuale blocco di questo grande “fiume” oceanico potrebbe rendere all'improvviso il clima europeo assai più freddo, con inverni stretti nella morsa del gelo. Ecco perché uno studio ("Current Atlantic Meridional Overturning Circulation weakest in last millennium") pubblicato a fine febbraio 2021 sulla rivista scientifica “Nature Geoscience” risulta, al tempo stesso, interessante e preoccupante: secondo gli autori della ricerca, mai come negli ultimi 1000 anni l‘AMOC - dunque anche la Corrente del Golfo - era stata così debole come attualmente.

Gli studiosi, provenienti dalla Maynooth University, Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK) e dalla University College London, hanno analizzato i dati raccolti nel corso di numerosi precedenti indagini, per ricostruire l'intensità del Nastro Trasportatore dal V secolo d.C. fino ai giorni nostri, giungendo alla conclusione che è in atto un celere affievolimento di questo complesso circuito di correnti oceaniche. In particolare, in base a quanto emerso dalla loro analisi, dopo un lungo periodo caratterizzato da una sua sostanziale stabilità, l’AMOC avrebbe cominciato a indebolirsi nel corso del XIX secolo, ma è soprattutto a partire dalla metà del XX secolo, quindi dagli anni '50 del XX secolo, che avrebbe mostrato un veloce declino, fino a giungere alla situazione attuale.

Dobbiamo perciò attenderci un cambiamento del clima invernale, con gelo estremo e frequenti bufere di neve anche in Italia?! Un’altra indagine ("Deep-water circulation changes lead North Atlantic climate during deglaciation"), condotto da ricercatori della Columbia University e del Norvegian Research Center, pubblicato nella primavera del 2019 sulla rivista scientifica “Nature Communications”, suggerisce che l’affievolimento del Nastro Trasportatore di solito precede di circa 400 anni il suo blocco totale e il conseguente brusco raffreddamento della regione. Poiché il fenomeno di indebolimento pare in atto da ormai quasi 200 anni, ci rimarrebbero ancora più o meno due secoli, prima di un brusco cambiamento dei nostri inverni.

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Range finder: come si sono svolti i fatti

domenica 17 novembre 2019

Disponibile il volume "Attacco dal cielo: geoingegneria clandestina ed altri crimini governativi"

ATTENZIONE: Il Governo Conte, a seguito dell'illegale ed incostituzionale "decreto emergenza Coronavirus", ha colto la palla al balzo e, con questa scusa, ha vietato la vendita delle nostre pubblicazioni, per cui esse non sono più disponibili su Amazon.it. Consiglio quindi di iscriversi ad Amazon.co.uk, in modo tale da poter acquistare comunque "Attacco dal cielo: geoingegneria clandestina ed altri crimini governativi" e gli altri libri.



E' da oggi disponibile [ LINK VERSIONE CON TAVOLE IN SCALA DI GRIGI ] [ LINK VERSIONE CON TAVOLE A COLORI SU CARTA LUCIDA ] il volume (autopubblicato) "Attacco dal cielo: geoingegneria clandestina ed altri crimini governativi". Di seguito la prefazione del libro a cura di Tanker enemy.

Nel 2015 pubblicammo “Scie chimiche: la guerra segreta”. A distanza di quasi un lustro, proponiamo un nuovo saggio sul tema: è un testo che è la necessaria prosecuzione del precedente e dove trovano spazio sia le nuove acquisizioni circa il problema della biogeoingegneria clandestina (alias “scie chimiche”, in inglese chemtrails) sia tutti quegli addentellati che, per ragioni editoriali, non poterono essere inclusi nel volume sopra citato. Quindi con “Attacco dal cielo” ci cimentiamo in un doveroso approfondimento tale da abbracciare àmbiti e questioni che sono collegati al tema centrale. Passati circa cinque anni, possiamo confermare sia il quadro tracciato in precedenza sia le diverse osservazioni: nulla è stato smentito né in parte né in toto.

Tuttavia abbiamo ritenuto opportuno da un lato chiarire certi aspetti, dall’altro aggiungere le informazioni che contribuiscono a focalizzare con sempre maggiore accuratezza il fenomeno, un fenomeno che, come avemmo occasione di scrivere, non è un problema, ma il problema. Cogliemmo nel segno: infatti sempre più la “guerra climatica” si rivela, ca va sans dire, il mozzo da cui si diramano tutti i raggi della ruota. Fuor di metafora, occuparsi di scie chimiche implica, volenti o nolenti, una full immersion nelle discipline più disparate, dalla biologia alla medicina, dalla storia alla psicologia, dall’ingegneria aeronautica alla meteorologia, dall’economia alla politica, dalla chimica alla fisica quantistica e via discorrendo.

Non è possibile esaurire tutti i risvolti, perché il saggio, se ambisse ad essere completo, risulterebbe ponderoso e forse disorganico, mentre intendiamo privilegiare un taglio divulgativo, benché puntuale, sempre nutrito di fonti, di dati, di riscontri, dove le ipotesi sono esaminate con metodo scientifico e le conclusioni espresse con senso critico, aperte ad ulteriori sviluppi, ad eventuali emendamenti.

Rispetto al volume che lo ha preceduto, “Attacco dal cielo” si discosta da un taglio monografico per abbracciare diversi ambiti correlati: ne risulta un’impostazione più varia ed accattivante, talora inquietante. Ci riferiamo, in particolare, al capitolo “Misteri nel cielo”.

Se, come si accennava, la cornice del problema è rimasta invariata, bisogna ricordare altresì che la geoingegneria illegale è un complesso di progetti e di attività in continua evoluzione, in fieri: è un “progresso” che non è facile seguire in ogni sua dinamica spesso assai rapida. Fine precipuo di questa nuova fatica è appunto dar conto delle più recenti tendenze ed applicazioni, ma – i lettori potranno constatarlo – quasi sempre esse trovano l’impulso iniziale in premesse già esplorate: si pensi al 5G, il sistema di radiofrequenze millimetriche che è una perniciosa estensione della struttura di telecomunicazioni (e di sistemi bellici) che usano le microonde.

Mandiamo alle stampe questo tomo in un periodo particolarmente difficile, cruciale per la storia dell’umanità e del pianeta sotto il profilo politico, strategico, socio-economico, ambientale, etico… Non è un’affermazione iperbolica. Se facciamo tabula rasa della disinformazione circa i cambiamenti climatici di origine antropica e dovuti al biossido di carbonio, ci accorgiamo che siamo sull’orlo dell’abisso a causa non di una generica (e falsa) impronta umana, ma soprattutto a motivo dei numerosi crimini governativi, attribuibili ad una cupola mondialista, apolide, cinica, rapace e spregiudicata che predica bene e razzola malissimo. Il guaio maggiore è, però, il seguente: le sedicenti élites sanno come imbrogliare l’opinione pubblica, come generare le reazioni più utili al mantenimento dello status quo ed alla realizzazione dei loro diabolici piani. Esse si avvalgono di un’arma molto più letale degli arsenali chimici, biologici, elettromagnetici etc: quest’arma è la propaganda, la guerra psicologica, spacciata per informazione. Il negazionismo ha nella sua faretra moltissime frecce e molto acuminate. Per questo siamo consapevoli di essere come una vox clamantis in deserto. Per questo siamo consapevoli che questo nostro contributo è simile ad un messaggio in una bottiglia. Qualcuno troverà mai il messaggio scritto dal naufrago? Se lo troverà, non sarà troppo tardi? Non lo sappiamo. Nondimeno abbiamo affidato la bottiglia alle correnti dell’oceano, perché – ci rammentano gli Stoici – la virtù è premio a sé stessa.


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Range finder: come si sono svolti i fatti

venerdì 10 maggio 2019

Romanzo criminale



La geoingegneria clandestina è solo uno fra i capitoli del romanzo criminale il cui intreccio si dipana, di giorno in giorno, nel nostro martoriato pianeta. Una panoramica sulle questioni più scottanti di questo periodo ci mostra un inasprimento delle controversie internazionali: alla guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina, si aggiungono i focolai medio-orientali e la crisi venezuelana con i conseguenti attriti tra Federazione russa e Stati Uniti. E’ evidente che la feccia mondialista, su cui veglia l’eretico Francesco, sta accendendo varie micce affinché divampi un conflitto su larga scala, non importa con quale pretesto, con quale casus belli. Da anni si grida “al lupo, al lupo”, da tempo ci si sente sul limitar di Dite e poi non accade alcunché di decisivo: infatti chi può sapere quando e come gli eventi deflagreranno? Con la costruzione del Terzo Tempio a Gerusalemme? Con un duello all’ultimo sangue tra N.A.T.O. e Russia?

Intanto continua lo stillicidio di iniziative, volte, di là da una facciata di politica per il bene comune, a vessare i cittadini, a ridurre gli spazi già esigui di libertà. Un caso vale per molti: la persecuzione nei confronti dell'ex lavoratore aeroportuale Enrico Gianini, “reo” di aver dimostrato, con le sue incontrovertibili e dirompenti testimonianze l’atroce realtà della “guerra climatica”. L’intemerato Gianini ha di recente subìto delle misure restrittive con accuse menzognere oltre che ridicole: il sistema non agisce con altrettanto accanimento nei confronti dei veri mascalzoni, che sono quasi sempre scarcerati o assolti da giudici “comprensivi”. Insomma, le istituzioni, come è consuetudine, sono deboli con i forti e forti con i deboli.



Prosegue anche l’implementazione del letale 5G: ci si chiede come si possa evitare di essere irradiati da dannosi campi elettromagnetici. Purtroppo non si può confidare nella classe “politica” di “destra” o “sinistra” che sia, divisa solo all’apparenza o per la spartizione e l’accaparramento di privilegi, ma unita saldamente quando si tratta di opprimere e danneggiare la popolazione: si pensi all’attuale esecutivo che ha per giunta inasprito le norme incostituzionali della Legge Lorenzin. Qui occorre chiarezza: i vaccini, spacciati per obbligatori non sono tali, visto che la convenzione di Oviedo, che è un trattato internazionale, ratificata dall’Italia con una legge ad hoc, prevale su qualsiasi regolamento nazionale. I genitori che ricevono dagli enti preposti intimazioni affinché i figli siano immunizzati, dovrebbero sapere che tali richiami sono del tutto illegittimi. Essi possono rispondere che è necessario osservare la convenzione di Oviedo (dura lex, sed lex) e che, qualora si insista con simili notifiche, si potranno adire le vie legali per il reato di atti persecutori oltre che per altri delitti ravvisabili nella condotta intimidatoria.

Accennavamo al 5G: è meritorio l’operato di Maurizio Martucci, autore dell’ottimo libro intitolato "Manuale di autodifesa per elettronsensibili", 2018. Nel volume sono contenuti preziosi consigli operativi. E’ ovvio che siamo sulla difensiva, ad esempio si possono schermare le abitazioni con idonee tende o pellicole o vernici oppure mettendo a dimora in vasi sui terrazzi o nei giardini piante che filtrano i campi elettromagnetici (in particolare la tuia), si possono diffidare i sindaci, presentando degli esposti, si può tentare di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema… [1] Ci sembra, però, di lottare contro i mulini a vento, perché il sistema è sempre più potente e prepotente: la sua perversa tracotanza non si afferma tanto attraverso la coercizione, bensì per mezzo della propaganda. La propaganda ed il negazionismo, sotto le false e scintillanti sembianze di “informazione”, “scienza” e “cultura”, si insinuano in ogni dove: negli apparati, nei media, nelle scuole, nelle università, nelle organizzazioni non governative, nei movimenti “ambientalisti”…, giungendo a colonizzare e ad infettare le coscienze e le menti, ormai ottenebrate, incapaci di ragionare in maniera autonoma e critica, inclini, invece, a ripetere i luoghi comuni del regime, i dogmi dell’ideologia dominante.

Si vive così sempre più in una situazione di precarietà, di fronte ad un bivio: una strada potrà portare, superati numerosi e formidabili ostacoli, alla salvezza; l’altra si sa dove conduce…

[1] A proposito di indicazioni bibliografiche, è opportuno segnalare anche il saggio del fisico Vittorio Marchi, “La vertigine di scoprirsi Dio”, 2014. E’ un testo che, sebbene sia incentrato su questioni filosofiche ed epistemologiche, dedica un cenno anche alle chemtrails ed ampio spazio al problema delle onde elettromagnetiche.


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giovedì 2 maggio 2019

Diffusione aerea volontaria tramite apparati specifici - Analisi di un delitto



Sebbene non pensiamo sia ancora necessario fornire ulteriori prove a sostegno della "tesi" dell'irrorazione deliberata tramite aerei commerciali, intendiamo fornirvi altri punti di riflessione.

E' grazie alle sempre più chiare e dettagliate immagini che ci forniscono le fotocamere di ultima generazione, se oggi siamo in grado di catturare particolari che, sino a pochi anni fa, non era possibile ottenere. Ora, invece, impiegando apparecchiature ad alta risoluzione, zoom ottici potenti ed inseguitori motorizzati, si riesce a definire le operazioni di geoingegneria clandestina. Si scopre che, in tutta evidenza, i flussi di aerosol provenienti -solo apparentemente- dai motori turbofan degli aerei di linea, sono più di uno. Un non senso! In pratica se da un singolo propulsore, a rigor di logica, si suppone dovrebbe scaturire un singolo flusso (spacciato, come ben noto, per "scia di condensazione"), al contrario le emissioni sono due o anche tre. Questa "anomalia" è ancor più rilevante, considerando che i pennacchi multipli si osservano sovente provenire solo da una gondola motore e non da tutte. Se, infatti, riprendiamo un bimotore, le scie sono tre (due da un motore, una dall'altro), mentre se stiamo filmando un quadrimotore, le scie possono essere sei, sette o più e non quattro! Come si spiega questo fenomeno?



Per quale motivo i gas di scarico, che dovrebbero formare una singola scia di condensazione per ogni motore sono, invece, originati da più parti in corrispondenza di un solo scarico? Inoltre, per quale motivo questa bizzarria non è bilaterale e simmetrica? Se si trattasse di qualcosa di normale, dovrebbe essere bilaterale e cioè tutti i turbofan dovrebbero originare più scie, ma questo non si verifica! Tra l'altro già in passato vi avevamo informati sulla presenza di specifici diffusori sub-alari, proprio installati sulla parte terminale delle gondole motore, per cui ora i conti ora tornano.

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D'altronde è palese che quelle strisce non sono contrails, visto che i sorvoli sono a bassa quota (alla stessa altitudine dei cumuli) ove non sussistono assolutamente le condizioni di temperatura e umidità idonee per produrre alcun tipo di scia di condensazione, persistente o meno che sia. Ma, di fronte alle aberrazioni or ora descritte e ben evidenziate nel filmato, è praticamente impossibile non constatare che trattasi di operazioni di aerosol deliberate, indirizzate a modificare le condizioni chimico-fisiche della nostra bassa atmosfera, attraverso quelle attività note come "inseminazioni igroscopiche delle nubi basse". Guerra climatica, insomma.

Le stranezze non si fermano qui, ovviamente. Sono stati osservati, in diverse occasioni, aerei commerciali che rilasciano prodotti chimici in modo discontinuo, esattamente come quando, adoperando un aerografo per verniciare, ci si trova con l'aver esaurito il liquido da spruzzare: in pratica la pistola a spruzzo non pesca più regolarmente dal serbatoio e quindi tende a "sputare" e di conseguenza il flusso vaporizzato non è più omogeneo. Quanto accade ad alcuni velivoli è esattamente la medesima cosa, confermando, una volta di più, che la storiella delle scie di condensazione è solo una patetica copertura che non potrà reggere ancora per molto, al confronto con i fatti. Comunque è un argomento che tratteremo specificamente in un prossimo articolo.

La lotta per la verità, ne siamo consapevoli, non è conclusa, però siamo certi che quanti sino ad ora hanno mentito alla popolazione (magistrati, giornalisti, "scienziati", meteorologi etc.), saranno giocoforza indotti a pagare caro, per aver avallato e coperto, per anni, questo crimine contro l'umanità.

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venerdì 26 aprile 2019

Marcatori chimici del DNA


Pubblichiamo un articolo che, mutatis mutandis, ha attinenza con il problema per antonomasia, ossia la biogeoingegneria clandestina, soprattutto se si considera appunto il versante biologico della sinistra e nefasta attività, aspetto già illustrato tempo addietro in particolare dalla giornalista investigativa Carolyn Williams Palit.


A loro insaputa, i cosiddetti Gilets gialli sono diventati cavie di un esperimento sugli esseri umani con nanoparticelle e marcatori genetici [1] il cui effetto sugli organismi biologici è ancora poco conosciuto.

Per il governo francese, si tratta d’innocui “prodotti di marcatura chimica codificati” che impregnano la pelle, i capelli ed i vestiti delle persone interessate per un periodo di tempo variabile da diverse settimane ad alcuni decenni. Ufficialmente questa tecnologia non è mai stata adoperata contro esseri umani. Tuttavia, accurate informazioni raccolte da alcuni professionisti della sicurezza indicano che anche prima ed altrove i governi non hanno lesinato queste armi. Durante la diciottesima manifestazione dei Gilets gialli, cannoni ad acqua e gas, contenenti marcatori di DNA e nanoparticelle, sono stati impiegati contro i partecipanti ai cortei. Non solo, oltre ai marcatori chimici e alle nanoparticelle, risultano aggiunte sostanze psicotrope.

Queste “armi contro il DNA” sono state sviluppate nel Regno Unito e usate in Israele. Qui detenuti palestinesi hanno dichiarato di aver contratto vari tipi di tumori in seguito all’etichettatura del corredo genetico.

Per i fautori di tali procedimenti, i prodotti di etichettatura del DNA o dell’RNA non rappresentano alcun rischio, ma le loro dichiarazioni non sono avvalorate da alcuna evidenza scientifica.

Si sa che l’impatto della maggior parte di sostanze biochimiche impiegate sugli esseri viventi può essere rilevato solo dopo anni, poiché la maggior parte degli studi, che denunciano i pericoli di questi arsenali, è sistematicamente censurata dalle potenti società del settore chimico. […]

Nel 2014, le forze dell’ordine in Ucraina sperimentarono ordigni contenenti LSD: erano dispositivi forniti da una società israeliana. L’effetto fu catastrofico: i manifestanti presi di mira diventarono molto agitati e violenti ed alcuni cominciarono ad avere forti convulsioni, prima di gettarsi a corpo morto sui veicoli della forza pubblica.

In Brasile, le forze dell’ordine saggiarono già nel 2016 sostanze chimiche che avrebbero dovuto sedare i rivoltosi: il composto impiegato era un farmaco neurotossico. In Israele, alcuni dei gas adoperati contro i dimostranti contengono interferenti endocrini, sostanze allucinogene e LSD. […] I gas cui si è ricorso in Francia per il mantenimento dell’ordine, comprendono il CS2 (clorobenzilidene-malononitrile), un composto neurotossico che può alterare profondamente le capacità di percezione e coscienza. […]

Con la marcatura chimica degli individui, gli stati criminali hanno compiuto un ulteriore passo avanti nel controllo totalitario dell’individuo, fino alle radici del DNA.

Traduzione di Simonetta Lambertini

Fonte: invictapalestina.org

[1] Un marcatore genetico è una sequenza di DNA conosciuta che può essere identificata mediante un semplice saggio. Un marcatore genetico può essere costituito da una breve sequenza di DNA, come la sequenza che circonda un polimorfismo a singolo nucleotide (single nucleotide polymorphism), o da una sequenza lunga, come i microsatelliti.

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venerdì 19 aprile 2019

Il bario... questo sconosciuto



Già nel Medioevo alchimisti e streghe erano molto incuriositi dalla barite, un minerale composto da solfato di bario perché, esposta alla luce, manteneva a lungo la luminescenza.

Quando all’inizio di un corso di chimica si imparano a recitare le litanie della tabella di Mendeleev, al secondo gruppo, quello degli elementi alcalino-terrosi, si comincia col berillio, si continua con magnesio-calcio-stronzio (sogghigno di qualche studente stupidello) e si arriva al bario, l'elemento di peso atomico 137. Come elemento si usa poco; sono importanti i suoi sali derivati dal minerale barite, solfato di bario, che viene estratto in ragione di circa 6 - 7 milioni di tonnellate all’anno, metà in Cina e il resto in India, Stati Uniti, Marocco.

Il solfato di bario puro è un sale bianco, pesante, da qui il nome dell’elemento che viene dal greco, “pesante”, appunto, noto fin dal Medioevo per le sue sorprendenti proprietà; dopo essere stata esposta alla luce, la barite continua ad essere luminescente a lungo, cosa che attrasse la curiosità di alchimisti e streghe. Era chiamata “pietra di Bologna” perché alcuni giacimenti si trovavano nelle sue vicinanze. Carl Scheele (1742 - 1786) riconobbe nella barite la presenza di un nuovo elemento, che però fu isolato solo nel 1808 da Humphry Davy (1778 - 1829) per elettrolisi dei sali di bario fusi. L’ossido di bario, scaldato all’aria a 500-600°C, si trasforma in perossido di bario che si decompone a oltre 700 °C liberando ossigeno, il metodo per produrre ossigeno prima del processo di liquefazione dell’aria liquida.

Il solfato di bario, anche come minerale greggio, è usato nei fanghi di perforazione dei pozzi petroliferi. Allo stato puro il solfato di bario è usato come materiale di contrasto nelle analisi con raggi X. Il litopone, un pigmento bianco stabile alla luce, contiene solfato di bario e solfuro di zinco. L’isotopo 133 del bario si forma fra i prodotti di fissione dell’uranio e decade a cesio-133. I sali solubili del bario sono velenosi; Marie Robbins, una studentessa di liceo del Texas, prelevò il sale dal laboratorio della scuole l’aggiunse al cibo del padre uccidendolo, nel 1993. Era disperata perché i genitori avevano divorziato e voleva stare con la madre. È stata scoperta perché se ne è vantata con un compagno. Oggi il bario è aviodisperso per motivi strategici e lo ritroviamo nelle acque minerali. Dove va a finire la chimica...

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mercoledì 10 aprile 2019

PORTACHIAVI PERSONALIZZATO "STOP CHEMTRAILS"



Ciao a tutti. Come sapete l'autofinanziamento è l'unico mezzo per mantenere On-Line i contenuti che fanno capo a Tanker enemy, per cui il Vostro sostegno è sempre fondamentale. Ho pensato quindi di ringraziarvi in un modo originale e spero gradito. Coloro che eseguiranno una donazione minima di 25 euro tramite Paypal, riceveranno in omaggio questo esclusivo ed elegante portachiavi in acciaio satinato, griffato al laser. Un modo discreto per... divulgare il verbo. ;-)

Il link per le donazioni tramite Paypal è questo.

NOTA: non dimenticate di fornire i dati per la spedizione!

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domenica 7 aprile 2019

Neve contaminata



Durante la primavera 2009, numerosi sci alpinisti segnalarono la presenza, sotto le solette degli sci, di un materiale nerastro e appiccicoso che rendeva difficoltosa la discesa. Le segnalazioni interessarono un'area piuttosto ampia, dalle Alpi Marittime alle Alpi Lepontine, a quote comprese tra 1500 e 2500 metri.

Furono prelevati campioni di materiale solido direttamente dalle solette degli sci e campioni di neve presso le località maggiormente coinvolte dalle segnalazioni: le analisi in laboratorio si occuparono della determinazione delle concentrazioni
di carbonio organico, azoto totale, metalli pesanti ed altri composti in tracce, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) ed alifatici.
I campioni di neve, inoltre, furono analizzati per la determinazione di PH, conducibilità elettrica, ioni principali; su alcuni campioni fu inoltre eseguita la speciazione e la quantificazione dei grani pollinici presenti.

Nei campioni di materiale solido i risultati delle analisi evidenziarono un elevato contenuto di carbonio organico, idrocarburi alifatici a catena lunga e idrocarburi policiclici aromatici. In alcuni casi, furono rilevati considerevoli livelli di metalli pesanti, tra cui zinco, rame, molibdeno, cadmio, antimonio, piombo e bismuto. Fu riscontrato un moderato arricchimento rispetto alle concentrazioni medie crostali, indicando così che l’origine di questi elementi poteva essere, almeno in parte, antropica (residui di combustione).

Sui campioni di neve prelevati in superficie emersero elevate quantità di grani pollinici, soprattutto di specie arboree provenienti dalle aree forestali limitrofe (pini, larici, faggi). Dalla caratterizzazione chimica dei campioni di neve emerse un contenuto di carbonio organico disciolto superiore non solo a quello rilevato nel 2009 nelle Alpi Orientali, ma addirittura superiore a quello osservato nella neve di Torino.

Anche nella neve, analogamente al materiale solido, furono rilevate elevate concentrazioni di idrocarburi pesanti e IPA. Gli strati più interni del manto nevoso mostrarono caratteristiche chimiche in linea con quelle tipiche delle Alpi, dimostrando che la contaminazione interessava principalmente la porzione di neve superficiale.

Si può ipotizzare che il fenomeno della “neve collosa” sia riconducibile alla deposizione su larga scala di residui di combustione (aerei?), simili per composizione chimica a fuliggine o nerofumo. A tutt'oggi non si conoscono i risultati delle ulteriori indagini che, all'epoca, fu garantito dalle autorità sarebbero state condotte per accertare, con assoluta certezza, le origini del fenomeno. Un altro triste episodio di insabbiamento.

Fonte: Università degli studi di Torino

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domenica 27 gennaio 2019

Persone



Numerose sono le strategie dei negazionisti per tentare di arginare l’informazione indipendente, invero ridotta al lumicino, fatta la tara di tutti i siti pseudo-divulgativi che alla fine servono solo a confondere e a depistare l’opinione pubblica.

Un metodo piuttosto recente, finalizzato ad intorbidare le acque, si avvale di utenti sui generis che scrivono nei forum e negli spazi dedicati alle glosse ed alle segnalazioni dei lettori. Qualche anno addietro, un commentatore, non a caso denominato “Persona”, era solito inserire chiose torrenziali in calce ai vari articoli: erano esposizioni ricche di riferimenti, testimonianze, addentellati. All’apparenza erano contributi interessanti, ma…

Lo pseudonimo “Persona” è molto istruttivo. Il termine deriva dall’etrusco “phersu”, maschera, a sua volta dal greco “pròsopon”, (πρόσωποv), “volto”. Davvero questi utenti sono maschere dietro cui si nascondono dei sistemi digitali: ricondurli ad un’”intelligenza artificiale” è ironico ed ossimorico, dacché il vero discernimento non può essere sintetico. Attraverso l’impiego di particolari programmi, si creano delle utenze che, setacciati gli interventi di attivisti e ricercatori, riproducono, anzi tentano di riprodurre, le loro analisi, riprendendone il linguaggio ed i contenuti.

Si dice che il diavolo è “simia Dei”, colui che tenta di imitare Dio. Orbene, pure questi “organismi” scimmiottano i commenti e le valutazioni degli attivisti e degli scienziati, enfatizzandone tratti e toni. E’ un’enfasi che risulta ridicola, perché innaturale. Si ripetono intere frasi usate da fruitori reali, ma spesso fuori contesto o intrecciate a prolisse, deliranti “spiegazioni”, a tirate retoriche. A volte sono inserite frasi molto aggressive “utili” per eventuali querele nei confronti di chi ha la responsabilità di un forum o di una pagina. Non mancano talora sperticati panegirigi degli attivisti: sono lodi la cui falsità affiora dal piglio iperbolico e lezioso.

Il problema principale è il seguente: i programmi informatici, pur molto rapidi nel reperire fonti e notizie, pur abili nel settore sintattico, si rivelano assai carenti nell’ambito semantico, soprattutto quando la lingua, discostandosi da una funzione meramente oggettiva, acquisisce sensi metaforici ed allusivi. Così, se si leggono con attenzione le chiose di “Persona” ed "utenti" simili, si nota che, di là dalla confusa dovizia di informazioni, si è al cospetto di contraffazioni spesso maldestre.

Insomma, l’infinito squallore del negazionismo, mondo pullulante di maldicenti, persecutori, psicopatici, fanatici, pseudo-scienziati, falliti, frustrati, maramaldi, camerieri dell’establishment, adulatori…, mefitico milieu di cui Federico De Massis, noto con l’imbarazzante pseudonimo di Task Force Butler (“butler” significa “cameriere”), è solo il più grasso, pardon crasso esponente, si aggancia ad una tecnologia che, quanto più tenta di rispecchiare i valori umani, tanto più rivela la sua fredda, incolore, vuota essenza. Sotto la maschera niente…


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domenica 13 gennaio 2019

Due notizie positive



Bisogna riuscire a guardare di là dalla cortina fumogena creata dai media ufficiali con la loro disinformazione, propaganda ed ignoranza: non è facile, ma bisogna provarci. Così a volte una stringata cronaca o un evento cui è dedicato solo un cenno in un sito sparuto, rivestono maggiore importanza dei “fatti” strombazzati dagli organi di regime. Che cosa sta accadendo negli aeroporti londinesi? Il rischio è quello di saltare alle conclusioni e di pensare che sia in corso un conflitto tra buoni e cattivi, quando la situazione potrebbe essere molto più complessa e sfumata. Vale sempre il motto latino “Cicero pro domo sua”, cioè ognuno cura il suo interesse. Comunque, la notizia relativa ad una sospensione dei voli nello scalo londinese di Heathrow, ufficialmente a causa di un velivolo pilotato in remoto, lascia ben sperare, anche se non deve essere interpretata come un’inversione di tendenza. Tutto ciò che limita o può limitare i voli “civili”, che sappiamo collegati ad una sempre più accanita geoingegneria clandestina, è da considerare con un pur prudente ottimismo. In fondo, chi è contro di loro è con noi. Non è dunque purtroppo una svolta, che dipende da una diffusione della consapevolezza circa i mille crimini governativi e dalle consequenziali azioni, ma è pur sempre motivo di compiacimento. In questo contesto si può inquadrare anche la traslazione del polo magnetico terrestre che potrebbe causare qualche problema ai sistemi radar usati per la gestire la navigazione area.



8 gennaio 2019 - L'aeroporto londinese di Heathrow ha momentaneamente sospeso tutte le partenze per l'avvistamento di un drone. Lo ha annunciato una portavoce, precisando che la misura è stata presa precauzionalmente per evitare "ogni minaccia alla sicurezza operativa" dei voli. Un caso analogo, rimasto non chiarito, aveva causato a dicembre l’interruzione dei voli per due giorni a Gatwick, secondo scalo londinese, in pieno periodo natalizio.



Una nuova ricerca afferma che il Polo Nord magnetico della Terra sta traslando verso la Russia dove potrebbe arrivare tra circa mezzo secolo, percorrendo 64 chilometri all’anno. Ad affermarlo è uno scienziato canadese, Larry Newitt, del Geological Survey of Canada. “Sono cent’anni che si sposta a nord-nordovest – ha asserito Newitt – ma non continuerà così per molto. Negli ultimi 25 anni si è mosso molto più velocemente, ma potrebbe anche rallentare”. La causa sarebbe da imputare ai cambiamenti magnetici del nucleo del pianeta. […] I dati appena analizzati suggeriscono che si sta verificando una rapida evoluzione del magnetismo sulla superficie del nucleo. Il Nord magnetico, ossia il luogo verso cui puntano gli aghi delle bussole, differisce, anche se di poco, dal Polo nord geografico. In questo momento, il Nord magnetico si trova nei pressi della Terra di Ellesmere, nel territorio canadese di Nunavut. I navigatori hanno usato il Nord magnetico per secoli al fine di orientarsi, quando erano lontani da punti di riferimento riconoscibili. Sebbene i sistemi di posizionamento globale abbiano largamente sostituito tali tecniche tradizionali, molte persone trovano ancora utili le bussole per muoversi sott’acqua e nelle aree sotterranee, dove i satelliti GPS non riescono a comunicare. […]

Fonti: tgcom24, meteoweb


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sabato 22 dicembre 2018

U.F.O. sull’aeroporto londinese di Gatwick (VIDEO)



Il recente “black out” dei voli su Gatwick, scalo londinese, conferma, se fosse ancora necessario, come i mefitici media di regime sono abituati a disinformare contro ogni verità ed evidenza: infatti non sono stati droni (velivoli senza pilota) ad impedire i decolli dall’aeroporto della perfida Albione, ma velivoli non identificati. I droni non hanno forma sferica e sono dotati di luci di segnalazione. Non solo, negli aeroporti sono installati sistemi elettronici (jammer) per disturbare ed impedire le intrusioni di apparecchi non autorizzati. Comunque, scritto il primo atto della pantomima, ora gli organi ufficiali continuano con le loro patetiche bugie, cianciando di arresti nei confronti di presunti ecologisti. Presto si troverà il capro espiatorio per coprire la realtà riferibile a sabotaggi delle operazioni chimiche in atmosfera per opera di… qualcuno, come nel caso dei danni al radome degli aeromobili e di episodi simili.

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Sono ripresi sabato mattina i voli all'aeroporto di Londra Gatwick, dopo la nuova segnalazione di sospetti dispositivi in volo sulla pista. "Abbiamo interrotto le operazioni per precauzione" aveva dichiarato un portavoce dello scalo britannico. L'aeroporto era stato riaperto una prima volta venerdì mattina, dopo una chiusura di circa 36 ore a causa di “droni” (virgolette nostre) che sorvolavano le piste. La polizia nella notte ha poi compiuto due arresti.

E’ fitto quindi il mistero dei “droni” sullo scalo alle porte della capitale britannica. Tra mercoledì e giovedì decine di migliaia di persone erano rimaste bloccate nei terminal. L'esercito giovedì sera aveva dispiegato molti mezzi di abbattimento del tipo usato per combattere l'I.S.I.S. (sic). I media locali hanno ipotizzato si sia trattato di una protesta ambientalista: è una possibilità su cui si starebbero concentrando gli inquirenti, mentre la polizia del Sussex ha fatto sapere di star compiendo indagini "significative".

Il direttore operativo di Gatwick, Chris Woodroofe, aveva detto alla BBC che l'aeroporto era stato riaperto venerdì dopo "ulteriori misure di attenuazione" fornite da agenzie governative e militari. Pochi velivoli, però, sono decollati: sino al tardo pomeriggio di venerdì, 91 dei 412 voli previsti erano stati cancellati, mentre 64 delle 371 partenze in programma erano annullate. A fare le spese della situazione, mercoledì sono state circa 10mila persone, alle quali giovedì se ne sono aggiunte altre 110mila, con viaggi previsti per 760 voli. Nel frattempo lo staff di Gatwick, per alleviare i disagi dei passeggeri bloccati ha distribuito cioccolatini, facendo il giro dei terminal con carrelli pieni di dolciumi.

"In termini di moventi, esiste tutta una serie di possibilità, da un comportamento criminale di alto profilo fino all'azione di qualche singolo", ha commentato l'assistente capo della polizia, Steve Barry. Il quotidiano “The Sun” ha titolato "The Drone Wolf", un gioco di parole sull'espressione "lone wolf", lupo solitario, usata per indicare i terroristi che agiscono da soli. Il “Daily Telegraph” evoca guerrieri ambientalisti, citando una fonte di Whitehall. La vicenda ha assunto anche risvolti politici quando il partito laburista ha accusato il segretario ai Trasporti, Chris Grayling, di "mancanza di leadership". Per il deputato Andy McDonald, del Labour, "il governo non ha compreso né valutato pienamente, il rischio costituito dai droni alle infrastrutture nazionali, non ha intrapreso un'adeguata pianificazione di emergenza".

Fonte: tgcom24

AGGIORNAMENTO: L’Aeroporto di Londra Gatwick nuovamente chiuso


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domenica 9 dicembre 2018

Il "terraforming" è cominciato



Mike Adams di Naturalnews, in un suo recente articolo, rilancia un’ipotesi già ventilata tempo addietro: è una congettura che vede nella geoingegneria clandestina uno strumento di terraforming al contrario. Del tutto incuranti dei giudizi, anzi dei pregiudizi che imperversano fra i decerebrati ed i negazionisti (la differenza fra i due gruppi è molto sfumata), pubblichiamo le parti salienti del pezzo elaborato da Mike Adams, consci, come c’insegna il filosofo Eraclito che “la verità è inverosimile” e che “chi non si aspetta l’inaspettato non troverà la verità”. Anche il detto anglossassone “fakes in news, facts in fiction”, “inganni nelle notizie, fatti nella finzione”, si addice all’approccio in oggetto.

Non posso esimermi dal ricordare l’eccellente pellicola “Oblivion”. Nella produzione il protagonista, interpretato da Tom Cruise, pensa di proteggere la civiltà umana, ma in realtà in modo inconsapevole lavora per esseri allotri che depredano le risorse della Terra e massacrano gli esseri umani. Il film è uno dei migliori lungometraggi di fantascienza di tutti i tempi ed il suo intreccio sembra stranamente simile a ciò che sta accadendo in questi decenni con la cosiddetta "geoingegneria clandestina" alias scie chimiche (in inglese chemtrails n.d.t.)



Chi (o che cosa) vorrebbe alterare e deteriorare l'atmosfera, diminuire i livelli di ossigeno, distruggere l'approvvigionamento di derrate e far collassare la civiltà umana? La risposta dovrebbe essere ovvia: qualcuno o qualcosa che è in competizione con Homo sapiens sapiens ed è costantemente impegnato ad ingannare l'umanità. La vita umana sulla Terra sembra essere in fase di "purificazione" in uno schema di pulizia etnica che produrrà una biosfera snaturata con bassi livelli di ossigeno. Tale habitat snaturato potrebbe rivelarsi vantaggioso per una forma di vita che non appartiene all'ecosistema della Terra. La riduzione della radiazione solare che raggiunge la superficie terrestre renderebbe Gaia più idonea ad una forma di vita che proviene da un pianeta situato più lontano dalla sua stella rispetto alla Terra dal nostro stesso sole (o per creature infraterrestri o provenienti da una dimensione oscura, n.d.t.)

Sorge l'ovvia, seppur bizzarra, domanda: i globalizzatori della Terra stanno preparando il pianeta per un'era post-umana? Questo piano è mascherato da azioni di emergenza per ridurre l’impatto dei "cambiamenti climatici"? Presto l'inquinamento indiscriminato sarà presentato come un piano audace ma necessario per salvare l'umanità, laddove è un mero genocidio? Che cosa succederebbe, se i "cambiamenti climatici" si rivelassero una gigantesca frode progettata fin dall'inizio per convincere i terrestri a promuovere ed avallare il proprio sterminio? Data la distruzione pianificata dei biomi in nome del "surriscaldamento globale", dobbiamo ora considerare tale possibilità, non importa quanto sembri eccentrica.



Scheda della produzione cinematografica

Un mondo stremato da un’apocalisse terribile provocata da un’invasione aliena, pochi irriducibili terrestri che sorvegliano il pianeta ormai abbandonato dai terrestri, i misteriosi Scavengers, ed una scenografia strepitosa: tutto questo è il punto di partenza del film di fantascienza del 2013 “Oblivion”.

Siamo nella seconda metà degli anni 2000. La Terra è stata devastata da una guerra nucleare che gli umani hanno combattuto e “vinto” contro gli invasori alieni. La Luna è stata distrutta e questo ha causato sismi, maremoti e diversi sconvolgimenti che hanno reso il pianeta una landa desolata. In seguito alla devastazione, l’umanità è in esodo su Titano mentre sul nostro mondo gli ultimi sopravvissuti si battono per salvaguardare i macchinari che prosciugano le risorse naturali (per generare energia utile alla vita sul nuovo pianeta) dalla distruzione degli extraterrestri. Due di questi eroi si imbattono in alcuni astronauti lanciati nello spazio decenni prima, ma ora atterrati rovinosamente: i cosmonauti sono riconosciuti stranamente come “minacce”…

Insieme con Tom Cruise, troviamo nel cast il carismatico Morgan Freeman, la bellissima Olga Kurylenko e Nikolaj Coster-Waldau. Kosinski non è solo il regista del film, ma è anche autore del soggetto, nato all’inizio per una graphic novel, dopo che lo aveva trasposto in un racconto breve. Olga Kurylenko, nota in Italia per aver preso parte alla fatica di Giuseppe Tornatore, “La corrispondenza”, deve la sua fama mondiale alla partecipazione allo 007 “Quantum of solace” dove interpreta una strepitosa Bond-girl.

Fonte: TERRAFORMING has begun - Naturalnews

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