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martedì 5 novembre 2024

Come si generano le false scie di condensazione

Il TMC-65 si basa sulle idee del meteorologo francese Henri Dessens che, sul finire degli anni cinquanta del XX Secolo, intuì che per creare nubi era sufficiente generare calore al suolo con dei braceri che, condensando in quota, avrebbe indotto precipitazioni piovose. Dai cento bruciatori del «meteotron», piantati come pali sul circuito di un esagono regolare, cento fiamme scaturivano contemporaneamente, al segnale dello scienziato d'oltralpe. Bastavano trenta secondi affinché all’interno di questo esagono di 3200 metri quadrati i pali si trasformassero in un braciere.
Qualche anno dopo i sovietici, sfruttando gli studi di Dessens, misero a punto i primi prototipi di "generatori di pioggia". Essi erano costituiti da una serie di reattori accopiati che, alla bocca di scarico, vedevano posizionati degli ugelli che spruzzavano acqua gelida in pressione. Quest'acqua, finemente nebulizzata, a contatto con l'aria estremamente calda prodotta dai reattori, produceva vapore che, salendo in quota, formava rapidamente nubi temporalesche. Successivamente l'apparato venne perfezionato e fu possibile renderlo trasportabile.



Il progetto venne in seguito acquisito dagli Stati Uniti, che incaricarono la N.A.S.A. di mettere a punto sistemi ancora più efficienti. Ad oggi questi ordigni sono adoperati per indurre nubifragi. L'analisi delle immagini da Radar Doppler, allorquando ci sono di mezzo i TMC-65, mostrano immancabilmente celle temporalesche che assumono la curiosa conformazione conica. E' la pistola fumante.



Fatta questa breve premessa, passiamo alla questione che più ci interessa e cioé: "Come si formano quelle scie che sono spacciate per 'contrails' o 'scie di condensazione'?" L'idea "geniale" parte proprio dal TMC-65 o "Taurus Molecolar Clouds": nebulizzare in atmosfera materiale igroscopico additivandolo ad acqua fredda e spruzzarlo in prossimità dell'uscita dei gas di scarico dei turbofan, in modo da ottimizzare la diffusione dei composti in atmosfera e facilitarne la dispersione tramite dispositivi idonei e sistemi ad alta pressione installati sugli aerei. Questa metodica consente di stoccare in una delle stive del velivolo commerciale (posta generalmente al di sotto del piano passeggeri) un enorme quantitativo di liquido, composto da acqua e metalli igroscopici in soluzione. Un complesso sistema di distribuzione provvede quindi a convogliare i fluidi attraverso la stiva sino ai piani alari, per raggiungere poi i diffusori, posizionati - come detto - nella zona terminale delle gondole motore, nelle immediate vicinanze dei gas di scarico prodotti dai motori dell'aereo. In questo modo chi osserva l'aeromobile da lontano, crede di vedere delle scie di condensazione prodotte dai turbofan, quando in realtà la genesi del fenomeno è ben diversa.
Tra i comburenti adoperati annoveriamo in primo luogo il boroidruro di alluminio: è composto chimico con la formula Al(BH4)3. Si tratta di un composto volatile, piroforico, liquido che è comunemente usato come combustibile per razzi, additivo per carburanti aeronautici e come agente riducente nei laboratori.

Il boroidruro di alluminio è formato dalla reazione tra sodio boroidruro con cloruro di alluminio, secondo la seguente formula:

3Ca(BH4)2 + 2 AlCl3 --> CaCl2 + Al(BH4)3

Come tutti i boroidruri, questo composto è un donatore di idruro. Il boroidruro di alluminio reagisce con l’acqua, rilasciando idrogeno. Per mezzo di questa reazione (ed anche sulla base del principio di funzionamento del TMC-65 spiegato prima) si genera una scia che, pur non essendo dovuta propriamente al fenomeno della condensazione, può essere scambiata da occhi inesperti per una "contrail" o "scia di condensazione". Ovviamente, trattandosi - in questi casi - di acqua additivata a metalli igroscopici, il risultato finale sarà la riduzione dell'umidità atmosferica ed il dissolvimento di eventuali "cumuli da bel tempo) naturalmente formatisi nelle giornate soleggiate.

Approfondimento qui.

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lunedì 29 giugno 2026

La genesi delle grandine: facciamo chiarezza

Il "cloud seeding" (inseminazione delle nubi) è una tecnica di modifica meteorologica che stimola artificialmente le precipitazioni. Viene attuato disperdendo nelle nubi sostanze come ioduro d'argento o ghiaccio secco. Queste particelle fungono da nuclei di condensazione, favorendo la formazione di gocce d'acqua o cristalli di ghiaccio abbastanza pesanti da cadere al suolo. Il "Cloud Seeding" è regolamentato dalla legge Galli n°36 del 1994 ( https://acesse.one/pqtwxai ).

Questo metodo di modifica artificiale delle condizioni meteorologiche è assurto ad immeritata notorietà grazie alle informazioni del Maresciallo (in riserva) Roberto Nuzzo, il quale, avendo avuto la possibilità di parlarne più volte in oltre quattrocento puntate sul canale TV "Telecolor", ha spesso associato l'inseminazione delle nubi temporalesche alle ormai famose "scie chimiche. Nulla di più errato e forviante. Infatti il "cloud seeding" è un'attività marginale e non sempre è la causa delle "bombe d'acqua", in quanto i nubifragi sono bensì provocati dal "TMC-65" ( https://www.tankerenemy.com/search?q=TMC-65 ), in sinergia con le inseminazioni igroscopiche delle nubi basse (scie chimiche). Ma allora qual è la genesi delle violente grandinate?

Le "nubi da bel tempo", dette tecnicamente Cumulus humilis, si formano quando il suolo riscaldato dal sole fa salire l'aria umida. Salendo, l'aria si espande, si raffredda e condensa in piccoli batuffoli bianchi con una base piatta. Raggiungono la massima estensione nelle ore più calde e si dissolvono in serata.

La formazione di queste nubi segue un processo ciclico e preciso, legato alla dinamica dell'atmosfera:

Riscaldamento del suolo:

Nelle giornate di sole, i raggi solari riscaldano la superficie terrestre.

Moti convettivi:

L'aria a contatto con il suolo si riscalda, diventa più leggera e inizia a salire verso l'alto (sotto forma di "bolle" o correnti termiche), portando con sé vapore acqueo.

Condensazione:

Salendo di quota, la pressione atmosferica diminuisce, l'aria si espande e la sua temperatura cala. Raggiunto il "punto di rugiada" (o livello di condensazione), il vapore acqueo si trasforma in microscopiche goccioline d'acqua, rendendo visibile la nuvola.

Base piatta:

La parte inferiore della nuvola appare piatta perché è esattamente l'altezza in cui la temperatura scende abbastanza da far iniziare la condensazione.

Dissolvimento serale:

Quando il sole tramonta, il suolo si raffredda, le correnti ascensionali cessano ed i cumuli tendono a svanire rapidamente, lasciando il cielo sereno.

Il fattore "X" che nessuno considera: la diffusione aerea di composti igroscopici

Durante le ore diurne (ma anche di notte) il sorvolo a bassa quota di vettori (in gran parte civili) - che bruciano carburanti speciali - determina la formazione di stratificazioni artificiali, spacciate per cirri d'alta quota e definite dall'aeronautica militare italiana "innocue velature" o "velature alte in quota". In realtà si tratta di stratificazioni che stanziano a non più di 2.000 metri di altitudine ed inducono effetto serra, ovvero intrappolano la radiazione infrarossa ed impediscono il raffreddamento della bassa troposfera. La contestuale distruzione dei cumuli da bel tempo che, come abbiamo visto, si sviluppano durante le giornate soleggiate e la cui umidità viene catturata dalle "innocue velature" (le scie chimiche), provoca un ulteriore anomalo incremento delle temperature. Questo meccanismo perverso viene spacciato per "cambiamento climatico" da CO2, ma è la diretta conseguenza della geoingegneria militare. Qui ribadiamo che le cosiddette "scie chimiche" non sono da confondersi con il "Cloud Seeding", in quanto hanno obiettivo cruciale opposto: impedire le precipitazioni piovose ed ottimizzare l'atmosfera per la propagazione delle comunicazioni in altissima frequenza (banda Ka).

Il termostato della Terra: il potere dimenticato delle nubi

Secondo il Nobel John Clauser, il vero motore del clima terrestre non sono i gas serra, ma un meccanismo termostatico naturale basato sulle nuvole. Questo processo regola la temperatura attraverso la riflettività della luce solare: quando la copertura nuvolosa è densa, la luce viene respinta nello spazio raffreddando il pianeta; quando diminuisce, il calore aumenta.

Le temperature globali dipendono direttamente dal ciclo solare e, soprattutto, dalla presenza delle nubi. Clauser è categorico nel criticare l'approccio dell'IPCC:

"La Terra ha le nuvole e non possiamo ignorarlo. Io sostengo che ogni tipo di nuvola fornisce automaticamente un meccanismo termostatico di riflettività della luce solare che controlla fortemente il clima e la temperatura della Terra. L'IPCC afferma di essere certa che il meccanismo dominante sia quello della CO2 ma io affermo che è assurdo".

Perché la nuvolosità naturale sta quindi scomparendo? Non si tratta di un fenomeno un fenomeno naturale, ma il risultato di operazioni di geoingegneria clandestina. L'obiettivo consiste nell'eliminazione della copertura nuvolosa naturale per uno scopo preciso: facilitare le comunicazioni via etere in alta frequenza.

La causa? Le onde radio ad alta frequenza "non vanno d'accordo con l'acqua" contenuta nelle nubi. Per questo motivo, attraverso attività di aerosol condotte in gran parte da velivoli commerciali, si interviene per dissolvere le nuvole. Questo intervento umano diretto produce:

* Riscaldamento localizzato: non dovuto all'effetto serra, ma alla rimozione del "termostato" naturale.
* Siccità e desertificazione: una conseguenza intenzionale dell'interferenza pesante sul ciclo dell'acqua.

Il paradosso della eliminazione delle "nubi da bel tempo" (Cumulus humilis)

A causa delle operazioni di aerosol clandestine, che inducono effetto serra, le temperature aumentano in modo anomalo e, soprattutto, i valori termici non calano durante le ore notturne (assenza di "escursione termica), motivo per cui, di giorno in giorno, si avrà un netto peggioramento della situazione, innescando un meccanismo termodinamico che produrrà le condizioni ideali per la produzione di devastanti grandinate. Le forti grandinate, dunque, da che cosa dipendono?

Il meccanismo che determina la formazione della grandine

I cumulonembi (celle ad incudine) si formano quando masse d'aria calda ed umida salgono rapidamente nell'atmosfera (correnti ascensionali) a causa dell'instabilità termica. Salendo, l'aria si raffredda, condensando l'umidità in nubi a sviluppo verticale che possono raggiungere oltre i 10 km di altezza.

Il processo di formazione si articola in tre fasi ben distinte:

Fase di sviluppo (Cumulo congesto):

L'aria calda sale, formando nubi a torre. All'interno, violente correnti portano vapore acqueo oltre il livello di condensazione.

Fase di maturità (Incus): La cima della nube raggiunge la tropopausa, dove l'aria non può salire ulteriormente e si espande orizzontalmente, assumendo la caratteristica forma a incudine. All'interno si scontrano acqua, ghiaccio e grandine, generando cariche elettriche (fulmini) e precipitazioni intense.

Fase di dissolvimento:

Le correnti discendenti (fredde) prevalgono su quelle ascendenti, privando la nube della sua alimentazione e causando l'esaurimento del temporale.

La grandine si forma all'interno dei cumulonembi, le grandi nubi temporalesche, grazie a forti correnti d'aria verticali. Le correnti spingono le gocce d'acqua verso l'alto fino a zone con temperature sotto lo zero, dove congelano. Il ciclo di salite e discese fa accumulare strati di ghiaccio, finché il peso del chicco supera la spinta del vento.

Il processo completo si articola in tre fasi:

Formazione del nucleo:

Forti correnti ascensionali portano le goccioline d'acqua oltre la quota dello zero termico, facendole congelare in piccoli cristalli di ghiaccio.

Accrescimento a strati:

Il ghiaccio viene trascinato su e giù nella nube dai venti; ad ogni passaggio incontra umidità ed altre goccioline che si attaccano e congelano, formando strati concentrici (proprio come una cipolla).

Caduta al suolo:

Quando il chicco diventa troppo pesante per essere sostenuto dalla corrente ascensionale, precipita al suolo sotto forma di grandinata.

Approfondimenti:

- "Il Nobel John Clauser smaschera il dogma: la crisi climatica è un falso ed il segreto è nelle nuvole" ( LINK )
- "CLIMA E BUROCRAZIA: PERCHÉ IL DDL "CIELI BLU" È UNA LEGGE INUTILE (E SCRITTA MALE) CHE REGOLA CIÒ CHE GIÀ ESISTE" ( LINK )

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sabato 12 maggio 2018

Differenze tra "Cloud seeding imbrifero" e "Cloud seeding igroscopico"



Di recente qualche testata di regime ha pubblicato la notizia inerente alla decisione dei Cinesi di favorire le precipitazioni affidandosi alle “scie chimiche”. Possiamo affermare che su quest'argomento i media mainstream intenzionalmente confondono un po' le acque. Chiariamo la situazione: in concomitanza dell’anniversario con cui si celebra la vittoria russa sulla Germania nazional-socialista, i cieli di Mosca erano infestati di scie. Erano le classiche scie usate per impedire le piogge. E’ vero che esistono tecniche finalizzate a procurare le precipitazioni, ma l'impiego dello ioduro d'argento è ormai raro. In sua vece si adoperano batteri modificati geneticamente, come l'Escherichia coli ed alcuni tipi di Pseudomonas. Il "cloud seeding classico” non ha quindi alcuna attinenza con il "cloud seeding igroscopico", perché non è necessario impiegare squadriglie di aerei per scatenare un temporale e neppure velivoli di grandi dimensioni. E' sufficiente l'impiego di piccoli apparecchi ad elica. Inoltre devono essere inseminati grossi cumulonembi. Di solito l'aereo deve disperdere lo ioduro d’argento o i batteri all'interno del cumulonembo, altrimenti non si consegue lo scopo.



Nel caso dell'inseminazione igroscopica delle nubi basse, invece, il bersaglio è costituito dai cumuli che devono essere dissolti, prima che evolvano in nubi temporalesche, cioè in cumulonembi: la dispersione di composti prosciuganti (tra questi il carbonato di calcio, presente nei combustibili per Jet-A1) deve essere compiuta di preferenza sotto le formazioni nuvolose, al fine di sfruttare le correnti ascensionali.

Sembra una discrepanza di poco conto, ma è qui il punto: i gazzettieri semmai accennano in modo farraginoso alle tecniche igroscopiche. Ricordiamo l'episodio del TG1 di qualche anno fa: ci si riferì alle solite parate moscovite e si accennò in modo del tutto sconclusionato ad azioni dissecanti, menzionando, però, volutamente ed in modo erroneo, lo ioduro d'argento che, come abbiamo visto, serve a far piovere e non ad impedire che piova! Così non si capisce mai uno iota e la gente continua a dormire.



Precisiamo che i metodi utili a produrre acquazzoni, senza l'ausilio di aerei furono affinati da uno scienziato francese, tale professor Dessens, sul finire degli anni ‘50 del XX secolo. Le ricerche di Dessens sfociarono nel Meteotron" che prevedeva l'uso di grandi fornaci disposte a cerchio su una vasta area. Le fornaci riscaldavano l'aria che salendo, a contatto con aria più fredda, determinava la formazione di nubi, quindi di precipitazioni. Non servivano composti tossici come lo ioduro d'argento o agenti biologici impiegati come nuclei di condensazione. Il ricercatore d’oltralpe escogitò il macchinario, studiando le invenzioni dei Sovietici che erano ricorsi ad un reattore per aviogetti militari riadattato. Tale apparato sfruttava lo stesso principio spiegato sopra. Il dispositivo fu venduto agli Stati Uniti d’America (sì, durante la Guerra fredda Sovietici e Statunitensi collaborarono spesso, come oggi di là dall’apparente rivalità). Gli Statunitensi lo portarono ai massimi livelli di efficienza, impiegando il propulsore principale dello Shuttle che, in pochi minuti, è in grado di generare rovesci di notevole portata. [1]


In Australia usano ionizzare l'atmosfera. Parimenti anche noi di Tanker enemy stiamo sperimentando questo approccio e – bisogna riconoscerlo - con un certo successo. Infatti diversi "Rainmakers" sono ormai distribuiti sul territorio nazionale per contrastare la desertificazione perpetrata con la geoingegneria clandestina. E' un dato di fatto che i regimi pluviometrici sono migliorati in alcune regioni, proprio da quando si è cominciato ad installare congegni ad hoc.

Ricapitoliamo.

Operazioni imbrifere: in genere causano le piogge. Si avvalgono di batteri o talora dello ioduro d’argento.

Operazioni igroscopiche (anche senza produzione di scie visibili): distruggono le nubi, portando all’aridità e ad un crollo dei valori di umidità atmosferica. Sono costituite da una serie di composti disseccanti, spesso assai tossici per gli ecosistemi.


[1] La disastrosa RAI, sotto l'egida del tandem Boldrini-Fedeli, inasprisce la sua crociata contro l'informazione indipendente. In un recente servizio con infinita improntitudine osa bollare come "fake news" (notizia priva di fondamento) e "disinformazione" un fatto incontestabile, ossia l'esistenza della macchina della pioggia, impiegata dalla N.A.S.A., ma basata su un brevetto sovietico. Anche fonti ufficiali lo dimostrano! Il video testimonia che la RAI ed il negazionismo partoriscono fandonie senza sosta: la verità è SEMPRE il contrario di quanto i media di regime affermano. Se conosci il negazionismo, lo eviti...

ORIGINE del progetto Taurus Molecolar Cloud

Negli anni sessanta dello scorso Secolo, sulla rivista scientifica "Popular science" fu pubblicato un ampio resoconto sul "Meteotron", la macchina della pioggia. Qui il documento.

La rivista "Popular Science" riporta gli studi del professor Henri Dessens, sul n° 181 del febbraio 1964. Il titolo è "Meteotron: scatenare un temporale" e vi leggiamo:

-Il problema con l’inseminazione delle nubi con prodotti chimici è che bisogna avere le nuvole. Henri Dessens, meteorologo francese, riesce ad averne di nuove creandole con il calore. Usando un quadrato di 122 metri per 122 metri di bruciatori di petrolio che egli chiama «meteotron», mette in moto una rombante fornace che spinge una colonna d’aria calda nell’atmosfera dove si raffredda, condensa ed in quindici minuti diventa così pesante di gocce d’acqua da scatenare una pioggia di diverse ore. Il "meteotron", afferma Dessens, può anche scatenare venti, disperdere la nebbia, prevenire le gelate notturne ed occasionalmente, in modo fino ad ora imprevedibile, creare un tornado. L’intento principale adesso, è quello di usare il potere scatenato del "meteotron" per controllare la pioggia e la grandine, ripulire l’aria dall’inquinamento, dissipare le fuoriuscite radioattive ed aiutare la ricerca meteorologica-.

Il modello del Meteotron, originariamente costituito da 4 turboreattori "rd-zm" fu congegnato da un gruppo di tecnici del laboratorio di Riga, guidato dall'ingegner Pojarnov, basandosi sulle indicazioni tecniche dell'Istituto di geofisica applicata. L'apparecchiatura fu sperimentata a Riga, tra il 1965 ed il 1966. Da qui l'idea del Taurus Molecular Cloud - TMC-65. Il "TMC-65" o "Meteotron" o come diavolo intendiamo chiamarlo, è dunque inconfutabile realtà. Qui il documento russo che descrive il generatore di piogge ricavato da una serie di reattori.

Anche il Pentagono si mostra subito molto interessato al «meteotron» e, nonostante il professor Dessens auspichi un impiego civile e benevolo della sua invenzione, così non è stato, evidentemente. Lo abbiamo potuto verificare in questo ultimo ventennio di guerra climatica.

N.A.S.A. makes tornadoes in Mississipi: VIDEO.

Per approfondire la questione, leggi l'articolo pubblicato da Tanker enemy nel 2014 dal titolo: "Meteotron", il macchinario dei nubifragi artificiali - All'origine delle celle autorigeneranti gli studi del professor Henri Dessens - LINK

Presentato il "Decalogo" della Boldrini contro le "fake news": prepariamoci a difendere la libertà d'espressione su internet: LINK.

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Lo Stato intende definitivamente mettere il bavaglio ai fratelli Marcianò, attraverso l'impiego illegittimo di volgari azioni di "Giustizia", laddove le "parti offese" sono i negazionisti affiliati al C.I.C.A.P. Questo vile attacco ha portato alla prima incredibile condanna nel mese di dicembre 2017, alla quale è seguita una seconda, nell'aprile 2018 e ne seguiranno altre! In tutti i casi quali le "parti lese" sono famigerati disinformatori, impegnati in opera di discredito a nostro danno ma paradossalmente attori di processi penali contro di noi. Tutto ciò implica spese enormi per difendersi e da soli non ce la possiamo fare. Abbiamo bisogno del Tuo sostegno, anche piccolo. E' una battaglia per la libertà. Aiutaci. Grazie!

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lunedì 25 novembre 2013

Nubifragio in Sardegna: un altro episodio di guerra climatica?

Sit eis terra levis.



Dopo che la Sardegna è stata colpita da un formidabile nubifragio, è stato adoperato e ripetuto il termine "ciclone”, nel senso di uragano, non nel significato di vortice depressionario. Sull’isola si è scatenata la furia di un vero e proprio uragano o siamo di fronte alla solita manipolazione linguistica, inconfondibile traccia della consueta manipolazione meteorologica? Ci si dimentica che un ciclone si forma solamente nella fascia oceanica compresa tra circa 30° latitudine N e 30° latitudine S, quando la temperatura dei primi cinquanta metri di oceano è almeno di 26.5°C. L’aria, a contatto con l’oceano caldo, diventa instabile e sale, raffreddandosi per espansione. L’umidità si condensa quindi in imponenti nubi temporalesche: la differenza di temperatura tra la base e la sommità del tifone è dell’ordine di 100°C ed è in grado di scatenare venti che possono toccare i 200 chilometri all’ora. Il Mediterraneo, a differenza del Pacifico e dell’Atlantico, non è un mare dove si possono rilevare questi fenomeni estremi.



Nel caso della calamità in Sardegna possiamo ipotizzare un fenomeno artificiale? La risposta è probabilmente affermativa. Vediamo perché.

• Il ciclone si manifesta come un enorme mulinello di forma appunto circolare. Ciclone deriva dal greco “kyklòs”, che vale “cerchio”. Le immagini satellitari mostrano, però, a sud della martoriata isola una formazione a V: è un particolare su cui torneremo.
• I giorni che hanno preceduto il disastro erano stati funestati da una parossistica attività chimica: composti elettroconduttivi erano stati dispersi da aerei civili e militari. Questi composti costituiscono, per così dire, il substrato su cui si crescono le energie elettromagnetiche. E’ una falda che, soprattutto durante la notte, imprigiona il calore nella bassa atmosfera, creando un effetto serra artificiale. Di conseguenza i meccanismi di scambio termico sopra descritti, possono sfociare in manifestazioni atmosferiche di notevole veemenza.
• A sud dell’isola, le mappe satellitari mostrano un robusto corpo nuvoloso a foggia di V: è una cosiddetta V-Shaped. I meteorologi di regime, in questi ultimi tempi, si sono affrettati a classificare tale fenomeno indotto, riconducendolo a qualcosa di naturale, ancorché insolito e di fatto inspiegato. La configurazione geometrica delle V-Shaped, del tutto assenti, come le “innocue velature”, nei testi di meteorologia non contraffatti”, lascia intrevadere lo zampino dei militari. Le V-Shaped, secondo la climatologia orwelliana, sarebbero temporali autorigeneranti (sic), una specie di moto perpetuo sul mare.
• Esistono strumenti per originare nubi: sono probabilmente un’evoluzione dei Liquid Rocket Engines (J-2X e RS-25), progettati dalla N.A.S.A. o del Taurus Molecular Cloud, TMC- 65, un dispositivo sperimentato inizialmente dai russi ed impiegato poi dagli Stati Uniti per provocare la pioggia. Il TMC era stato ideato in origine per oscurare i radar.
• Le supercelle temporalesche classiche hanno la forma di incudine e si sviluppano in verticale. Casualmente questi sistemi sono sempre più rari in concomitanza con fenomeni piovosi di elevata intensità.
• E’ possibile riscaldare alcune parti dell’atmosfera con armi satellitari: alcune particelle pesanti, definite adroni, possono essere accelerate a dismisura da un’apparecchiatura ad hoc, installata su un satellite in orbita, quindi le particelle sono sparate verso la Terra. Quando gli adroni urtano con le particelle d'aria della bassa atmosfera, che è più densa, gli adroni danno origine ad un fascio di fotoni. I fotoni, in meccanica quantistica, sono le particelle vettrici del campo elettromagnetico, quindi il risultato è un potentissimo raggio di energia elettrodinamica che colpisce il pianeta. [2] Il raggio non è visibile, ma interagisce con gli apparati elettrici ed elettronici che incontra sul suo percorso, provocandone in pochi secondi il surriscaldamento e l'autocombustione o addirittura l'esplosione. Un'arma del genere ha un potenziale distruttivo abnorme: un dispositivo simile, se molto potente, potrebbe causare un black out che sarebbe poi attribuito da “scienziati” collusi con il potere e dai media di regime ad una tempesta solare. Quasi certamente questo congegno bellico è il perfezionamento di un’invenzione che si deve allo scienziato serbo, naturalizzato statunitense, Nikola Tesla. Egli chiamò la sua ferale invenzione “raggio della morte”. [3]
• Cunei di nuvole erano già stati rilevati in occasione di altre alluvioni: ad esempio, nel Golfo di Genova, quando la città e parte del Levante ligure furono investite da piogge torrenziali.
• Gli Stati Uniti dispongono di piattaforme H.A.A.R.P. mobili montate su navi: esse possono essere impiegate pressoché in ogni dove per influire sui fenomeni meteo.

Considerati questi aspetti, ci sembra improbabile che il flagello che ha devastato alcune zone Sardegna sia da ascrivere a Madre Natura: pare proprio sia stato un attacco sferrato contro una regione il cui vertice politico aveva programmato la cancellazione dell’I.V.A. con la creazione di un’area franca. E’ stato un altro episodio di guerra climatica che è recepita come tale ormai anche in una parte non irrilevante dell’opinione pubblica, quanto più i mezzi di disinformazione di massa si affannano a negarla.



[1] Il ciclone tropicale, che assume il nome di “uragano” nell’Atlantico e quello di “tifone” (dal cinese “da fon”, “grande vento”) nel Pacifico, è un fenomeno che si presenta come un vortice d’aria ad alta velocità. Si forma durante la stagione calda ed è cagionato dall’alta temperatura delle acque, dall’elevata umidità e dalla forza di Coriolis.

[2] Gli adroni sono le particelle elementari (barioni, mesoni e le rispettive antiparticelle) costituite da quark e che partecipano all’interazione forte, la forza che nel nucleo tieni uniti i neutroni ai protoni. I fotoni, che hanno la natura duplice di onde e di corpuscoli, veicolano la luce, forma di energia elettromagnetica.

[3] Alcuni ricercatori ritengono che molti pittogrammi nei campi di cereali siano creati con dispositivi satellitari.

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lunedì 22 giugno 2026

Clima e burocrazia: perché il DDL "cieli blu" è una legge inutile (e scritta male) che regola ciò che già esiste

Nelle ultime settimane, bacheche e linee di conversazione si sono riempite di appelli per firmare una proposta di legge di iniziativa popolare denominata DDL "Cieli Blu". L'obiettivo dichiarato dai promotori? Introdurre un "divieto di modificazione artificiale delle condizioni meteorologiche" all'interno dello spazio aereo italiano per combattere la geoingegneria. C'è però un enorme cortocircuito normativo su cui nessuno vi sta informando: questa iniziativa è inutile, perché la materia è già regolata in Italia da oltre trent'anni!

D’altronde l’Italia ha disciplinato il “Cloud seeding” (spesso citato dai promotori del “DDL cieli blu” scambiandolo erroneamente per le “scie chimiche”), prendendo spunto dai decreti di altri Paesi – come il celebre “Real Decreto 849/1986” in Spagna – e quindi si ignora che l'Italia ha fatto esattamente la stessa cosa decenni fa, con strumenti giuridici addirittura ben più solidi e strutturati. Il problema, piuttosto, è come sono applicate queste norme!

Non dimentichiamo poi che esiste una legge internazionale, ratificata dallo Stato italiano. E’ la Legge 29 novembre 1980, n. 962: è il provvedimento italiano che ha ratificato e reso esecutiva la Convenzione ENMOD (Adottata a New York il 10 dicembre 1976). Il trattato internazionale vieta formalmente l'uso di tecniche di modifica ambientale a fini militari o ostili, ovvero qualsiasi manipolazione dei processi naturali (clima, tettonica a zolle, ecosistemi) per causare distruzione o danni.

Punti chiave della Convenzione

Divieto assoluto:

È illegale impiegare tecniche di modificazione ambientale che abbiano effetti diffusi, duraturi o gravi come mezzo di guerra o per qualsiasi scopo ostile.

Tutela dell'ambiente:

L'accordo mira a proteggere gli ecosistemi, l'atmosfera e il suolo dagli attacchi bellici non convenzionali.

Deroghe per scopi pacifici:

La convenzione non impedisce l'uso di tecniche di modificazione ambientale per scopi pacifici (es. meteorologia o prevenzione di calamità naturali).

Struttura del Provvedimento

La legge si compone di due articoli principali: autorizzazione alla ratifica (Art. 1) concessa al Presidente della Repubblica.

Ordine di esecuzione (Art. 2) che dà piena validità ed efficacia al testo ufficiale della Convenzione all'interno dell'ordinamento italiano.

L'accordo internazionale allegato alla legge interdice agli Stati membri di usare tecniche di ingegneria ambientale capaci di causare effetti distruttivi, di vasta portata, duraturi o gravi come mezzo di distruzione, danno o pregiudizio per un altro Stato.

Tra i fenomeni inclusi nel divieto rientrano le alterazioni deliberate dei seguenti fattori:

- Dinamiche atmosferiche (es. modifica delle piogge o creazione di tempeste).
- Forze geologiche (es. provocazione artificiale di terremoti o tsunami).
- Processi della biosfera e della ionosfera.

## 🏛️ Il precedente:

La Legge Galli (36/1994) ed il monopolio di Stato

Nel nostro Paese, il controllo giuridico su qualsiasi alterazione dell'acqua – compresa la sua fase aerea e atmosferica – è stato sancito storicamente dalla Legge Galli (Legge 5 gennaio 1994, n. 36).

Il principio cardine della legge italiana è chiarissimo: tutte le acque, comprese quelle meteoriche e sotterranee, appartengono al demanio pubblico. Di conseguenza, nessun privato o ente può pensare di modificare artificialmente il ciclo idrologico (ad esempio, stimolando la pioggia o disperdendo la grandine a protezione dei raccolti) senza una pianificazione, un monitoraggio ed una concessione esplicita per opera dello Stato. Chiunque agisca al di fuori di questo perimetro, commette già oggi un reato o un illecito amministrativo gravissimo.

Oggi, i principi della Legge Galli sono confluiti interamente nel Decreto Legislativo 152/2006 (Codice dell'Ambiente), che continua a blindare la gestione delle risorse ambientali sotto il controllo delle Autorità di Bacino e dei Ministeri competenti.

## Il parallelismo con la Spagna

Il funzionamento è identico a quello del tanto citato articolo 3 del [Real Decreto 849/1986 spagnolo], che è ciclicamente decontestualizzato sulle reti sociali. In Spagna come in Italia, la legge stabilisce che la fase atmosferica può essere modificata solo dallo Stato o da chi è espressamente autorizzato, ufficialmente per scopi di utilità pubblica (come i sistemi antigrandine agricoli). Questo è l'effetto DELETERIO delle deroghe, presenti anche nel “DDL cieli blu”!

La legge attuale serve - in teoria - ad impedire che l'attività meteorologica di un privato finisca per sottrarre pioggia o danneggiare le colture dei territori vicini. La regolamentazione esiste gia, è attiva e funzionerebbe, se fosse solo applicata con criterio ed onestà.

## 📄 Perché il DDL "Cieli Blu" è una proposta fallimentare

Analizzando il testo del [DDL "Cieli Blu" depositato in Cassazione], i problemi saltano subito all'occhio:

1. È pleonastico: chiede di vietare qualcosa che è già sottoposto al monopolio ed all'autorizzazione esclusiva dello Stato. Non introduce tutele reali, ma crea solo ridondanza normativa. Oltretutto il “Clouds Seeding” classico è un’attività marginale, che ha un relativo impatto sulle condizioni meteo. Infatti la stimolazione delle piogge, ad oggi, è basata su tecnologie ben diverse e ben più distruttive, come il più volte menzionato “generatore di celle temporalesche” o “creatore di nubifragi”, il famigerato TMC-65.

2. È scritto in modo raffazzonato: il testo contiene formulazioni vaghe e giuridicamente deboli, ricalcando la terminologia tipica delle mozioni di protesta piuttosto che la precisione richiesta da un testo legislativo.

3. IlDDL cieli bluprevede alcune deroghe, il che vanifica ogni sforzo finalizzato allo STOP della geoingegneria militare sul nostro territorio, in quanto le attività igroscopiche (cioè quelle che prosciugano l'atmosfera) sarebbero certamente giustificate ed autorizzate per motivi strategici e di sicurezza nazionale.

4. Manca di scientificità: confonde la normale regolamentazione delle attività atmosferiche (come il “cloud seeding” o i cannoni antigrandine) con le “inseminazioni igroscopiche delle nubi basse” (le scie chimiche o smart clouds), che hanno scopi del tutto opposti all'inseminazione volta a favorire le piogge, rischiando solo di legittimare le attività attualmente in corso che - lo ricordiamo - hanno obiettivi economici (controllo delle risorse agricole ed alimentari: si ricordi che Black rock, Vanguard e State street monopolizzano da sole circa l'80 per cento dell'economia mondiale, dalla finanza usuraia all'industria bellica, dalla gestione dei dati tramite "intelligenza artificiale" all'industria farmaceutica), strategici (ottimizzazione delle comunicazioni in banda Ka) e sono la diretta causa non solo della siccità, ma anche dei nubifragi, in quanto l’impedimento delle piogge in alcune aree determina temporali violenti in residue zone circoscritte. Vedi equazione di Clausius-Clapeyron. Si può approfondire qui e qui.

5. Il disegno di legge di iniziativa popolare non è incardinato nella ratio giuridica italiana, poiché è una mera trasposizione di leggi approvate in due Stati della Repubblica stellata, la Florida ed il Tennessee, dove sono state promulgate norme per disciplinare e proibire eventuali esperimenti meteorologici, non le operazioni di geoingegneria militare che anzi si sono intensificate, giacché gli Stati Uniti sono in guerra con l'Iran o comunque impegnati in azioni strategiche che richiedono la diffusione di metalli elettroconduttivi nella biosfera. Si ricordi che molto probabilmente Cuba sarà occupata e la Groenlandia finirà nell'orbita statunitense.

6. Il DDL in esame è un diversivo rispetto a problemi abnormi che, invece, dovrebbero essere affrontati o almeno resi noti all'opinione pubblica e che si esacerberanno nei prossimi mesi: la spirale inflazionistica, il crollo della produzione agricola causata dalla siccità artificiale, la possibile entrata in guerra dell'Italia a fianco dell'Ucraina contro la Federazione russa con il rischio che sia ripristinata la leva obbligatoria. Naturalmente gli Italiani sono distratti dai mondiali di calcio, pensano alle vacanze estive e agli apericena: non sono consapevoli che da un giorno all'altro potrebbero essere mandati al fronte per diventare carne da cannone. La gente non ha capito che siamo sull’orlo dell’abisso: quando i negozi ed i supermercati saranno vuoti e quando i prezzi dei generi alimentari saranno astronomici e quando per acquistare sarà obbligatorio usare la moneta europea accreditata su un conto bloccato per un motivo o per un altro, allora forse comprenderà che le questioni attuali, prima fra tutte quale partito-civetta sostenere in vista prossime elezioni, erano quisquilie.

Inoltre i promotori del DDL "cieli blu” fanno riferimento al “Solar management”, ovvero all’oscuramento del sole per contrastare un inesistente “riscaldamento globale”, ma si tratta di un errore madornale, in quanto la supposta dispersione di particelle di vetro in atmosfera, dovrebbe essere attuata ad elevatissime quote (dai 14.000 ai 16.000 metri), mentre le inseminazioni igroscopiche delle nubi basse si attuano a quote comprese tra i 2.000 ed in 5.000 metri. D’altronde un aereo che incrocia a 16.000 metri di altitudine non può essere visibile.

Non solo! E’ importante evidenziare che, attualmente, le attività di geoingegneria militare sono già strutturate in modo tale da essere facilmente occultate, giacché la dispersione di composti chimici in bassa atmosfera si sviluppa anche attraverso la combustione di carburanti speciali, come il letale JP8 della N.A.T.O., di cui usufruiscono anche i vettori civili. Eventuali controlli sugli aeromobili, oltretutto, non evidenzierebbero particolari ed evidenti modifiche, in quanto la geoingegneria può essere implementata in modo efficace anche solo bruciando carburante.

Quando osserviamo un cielo azzurrino, ma senza una sola nuvola da bel tempo (cumuli), significa che la troposfera è stata additivata di manganese (additivo MMT della Enichem). Motivo per cui l’assenza di scie persistenti o non persistenti (comunque non contrails) non è affatto segno di fermo delle attività, ma indice di una forma astuta di dissimulazione. Quindi un cielo blu non è sinonimo di atmosfera naturale.

## ⚖️ In conclusione

Sostenere raccolte firme basate su una strisciante disinformazione mascherata da zelante attivismo o sulla mancata conoscenza delle leggi vigenti non aiuta la causa. L'Italia non ha bisogno di nuovi divieti scritti male; ha semmai bisogno di applicare con rigore e trasparenza le ottime norme di tutela ambientale che possiede già dal secolo scorso. Prima di firmare una proposta di legge, ricordiamoci sempre di aprire la Gazzetta Ufficiale e di leggere quello che ci chiedono di sottoscrivere.

Qui il link diretto al testo della [Legge Galli su ISPRA]

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La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

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lunedì 2 gennaio 2012

Alluvioni artificiali?

Sit eis terra levis.

Le alluvioni che, con le loro tragiche conseguenze, hanno colpito l’Italia, hanno scatenato le orde dei disinformatori. Essi, del tutto indifferenti alle sofferenze di persone martoriate dai disastri presumibilmente artificiali, anzi di fatto complici delle scelleratezze perpetrate da chi manipola il tempo ed il clima, hanno tentato con alcuni stratagemmi di distogliere l’attenzione dai veri responsabili delle catastrofi. La loro strategia consiste nell’additare il filo d’erba, affinché non si veda la foresta.

Per affrontare il discorso, è necessario in primo luogo considerare l’equazione di Clausius-Clayperon, chiamata in causa tempo fa da un isterico Luca Mercalli. Qui dobbiamo subito notare che il “meteorologo” richiamò l’equazione sullodata in modo strumentale e non del tutto attinente, poiché essa, nell’ambito della termodinamica, mette in relazione la variazione della temperatura di cambiamento di stato relativo ad una sostanza con la modifica della pressione esterna. Dunque sono coinvolti parametri inerenti a valori termici e barici (di pressione), mentre Mercalli aveva collegato l’equazione ipso facto all’umidità atmosferica che, in un luogo o nell’altro, deve pur condensare per dar origine a nuvole foriere di idrometeore. Vero è che la pressione e la temperatura sono correlate alle precipitazioni, ma l’”esperto” avrebbe dovuto essere più rigoroso, laddove evocò la formula più che altro per incutere soggezione nell’uditorio, tacciandolo di ignoranza.

Il bilancio idrico dell’atmosfera implica che, se le piogge si concentrano in un’area circoscritta ed in un tempo limitato, altre regioni rimangono all’asciutto. Dunque si assiste ad una forte discrepanza areale in termini di quantità e di intensità, ossia qui piove moltissimo ed in poche ore, là poco o punto ed in un arco di tempo molto lungo.

Ora il disequilibrio, che si manifesta come estremizzazione dei fenomeni meteorologici, è proprio la causa delle devastazioni cha la cronaca ha purtroppo registrato: straripamenti di corsi d’acqua, frane, alluvioni... E’ inconfutabile: si tende la corda finché essa si spezza.[1]

I negazionisti dell’olocausto chimico-biologico asseriscono che i nubifragi sono tanto rovinosi, poiché manca una saggia gestione del territorio: non viene eseguita la manutenzione degli alvei di fiumi e torrenti; i boschi non vengono puliti da sterpi e detriti, a differenza di quanto avveniva molti decenni or sono; la speculazione edilizia ha ignorato l’assetto idrogeologico… Per una volta siamo, in parte, d’accordo con i disinformatori: infatti non si può contestare che l’aggressione al territorio e l’incuria sono fattori di rischio. Tuttavia non bisogna confondere questi fattori con elementi che risultano, invece, determinanti e scatenanti. È indubbio che fenomeni meteorologici distruttivi sono diventati più frequenti: ammettiamo pure che, in qualche caso, tale intensificazione sia dovuta ad influssi naturali come le tempeste geomagnetiche. Non si può, però, sottacere che esistono prove atte a dimostrare che esistono armi climatiche progettate ed usate per provocare il finimondo. Se già durante l'ormai lontana guerra del Vietnam, gli Stati Uniti attuarono l’ “operazione Popeye”, grazie alla quale i territori indocinesi in cui si annidavano i Vietcong, furono flagellati con piogge torrenziali, vogliamo credere che i militari non siano oggi in grado di creare alluvioni e siccità a comando?

I meteorologi di regime (tra loro, giova ricordarlo, molti sono dei dilettanti) per tentare di spiegare le calamità in oggetto, hanno elaborato dei modelli interpretativi che lasciano un po’ il tempo che trovano. Di per sé tali schemi non sarebbero neppure del tutto errati, ma sono incontrollabili. Infatti si postulano condizioni atmosferiche che potrebbero anche essere del tutto inventate per nascondere l’artificialità del fenomeno. Usare termini tecnici come “celle lineari”, “temporali autorigeneranti”, “linea di groppo”, “correnti di inflow”, “downdrafts” etc. pare un espediente per impressionare e confondere i destinatari, più che un’illustrazione perspicua dei fatti. Intendiamoci: le manifestazioni atmosferiche succitate esistono, ma potrebbero essere anche un effetto di un’alterazione indotta con apparati ad hoc. Già solo lo spostamento delle correnti a getto potrebbe aver determinato una reazione a catena. A proposito delle jet streams, è stato rilevato che, in concomitanza con gli accadimenti calamitosi, la corrente a getto subtropicale pare essersi come spezzata, con un’imponente deviazione verso sud, ossia verso l’area travolta dalle alluvioni.[2] Inoltre le numerose scie chimiche che, nei giorni precedenti il disastro, hanno deturpato il cielo della Liguria avranno pur svolto il loro ruolo. Come interpretare, infine, le “delucidazioni” che i meteorologi si sono affannati a fornire, subito dopo gli eventi? Excusatio non petita, accusatio manifesta.

I fenomeni naturali in verità, quando non sono sostituiti da interventi “umani”, sono forzati per ottenere gli effetti voluti: lo stesso geologo Mario (per gli amici Bario) Tozzi ha dichiarato che gli accadimenti genovesi hanno subìto un particolare rinvigorimento, a causa dell’alta pressione instaurata sui quadranti centro-orientali. Questa zona (un anticiclone indotto con H.A.A.R.P.?) ha premuto sul vortice depressionario, comprimendolo. Tozzi non si è discostato molto dalla realtà: le scie igroscopiche, disposte lungo il fronte orientale della perturbazione, l’hanno schiacciato, aumentandone l’energia. D'altronde le coperture artificiali adempiono questa funzione. E’ come quando si tappa con tutte le forze un recipiente dove continua ad affiuire del liquido: nel momento in cui non si riesce più a turare il contenitore, il liquido fuoriesce con spaventosa potenza.

Non si possono infine ignorare gli strani coni che si sono generati dal Mar Tirreno e dal Golfo di Genova: essi ricordano da vicino la nuvola conica creata dal nulla nel Midwest con un macchinario della N.A.S.A., causa di catastrofiche inondazioni. Si confrontino le immagini satellitari: le somiglianze sono sbalorditive. Tra l’altro, in un’altra mappa, si può osservare una “conchiglia” che si è creata dalla Corsica (Francia), isola sede di una base militare. Nella fattispecie, il cono, che non nasce dal mare e non è alimentato dall’acqua del Tirreno (non può quindi essere attendibile la versione ufficiale delle celle linerari autorigeneranti), si allarga proprio prima verso il Levante Ligure e poi verso il Ponente, tempestati da violente piogge il giorno 5 novembre 2011. E', in questo caso, ipotizzabile l'impiego del Taurus Molecolar Cloud (TMC 65), come testimoniato da diversi cittadini statunitensi.

E’ una questione di economia nell’analisi: invece di ipotizzare un concorso di circostanze atmosferiche avverse, di cui alcune rare (o fittizie?), è più coerente ritenere che siano state impiegate delle micidiali apparecchiature per colpire alcune aree, già vulnerabili, anche se per le Cinqueterre il solito argomento dell’edificazione indiscriminata non si può addurre, poiché i borghi dell’incantevole regione sono ubicati in un territorio in cui oggettivamente, stante l’orografia, è impossibile erigere nuove costruzioni.

La guerra climatica è in corso [3], una guerra non dichiarata contro il pianeta ed i suoi abitanti: è stata dichiarata da una masnada di pazzi criminali.

[1] “L'alluvione di Genova entrerà negli annali climatici statistici per aver stabilito il nuovo record italiano di pioggia nell'arco di un'ora. E' successo alla stazione A.R.P.A.L. di Vicomorasso dove in un'ora sono caduti 181 mm. I 337 mm caduti in tre ore sono anch'essi da primato, ma conteso con Capoterra (Sardegna) nel 2008, dove ne caddero ufficialmente 332, anche se alcune fonti riportano 375. Come totale dell'evento Vicomorasso marca 454 mm (fonte dati ARPAL meteoliguria). Ancor di più è piovuto alla stazione LIMET di Quezzi (quartiere cittadino), 542 mm di cui 403 mm in quattro ore e con massimo orario di 159 mm. Di là da tutte le possibili motivazioni legate all'urbanistica ed all'ambiente, è questa la causa principale dell'alluvione che ha sconvolto i quartieri lungo la Valle del Bisagno, una quantità di pioggia record per intensità e di durata considerevole. Le cumulate entro le quattro ore sono anche superiori a quelle dell'inondazione della settimana scorsa alle Cinque Terre e in Val di Vara..."

[2] Le correnti a getto o jet streams sono flussi ad altissima velocità (circa 20-30 metri al secondo) che si generano tra stratosfera e troposfera, con direzione da ovest ad est, ad altitudini comprese tra 6 e 15 kilometri. La presenza di notevoli variazioni di temperatura in relazione alla latitudine determina forti correnti lungo i paralleli. Tra le jet streams, occorre citare quella subtropicale: essa varia in rapporto alla stagione per quanto concerne sia la posizione sia l’intensità, mentre la quota resta pressoché immutata, intorno ai 12 kilometri. Un’altra corrente a getto è quella associata al fronte polare: tale flusso può cambiare sia la sua posizione sia la direzione. A questo getto sono correlate le perturbazioni che interessano le medie latitudini. Da tempo si sa che tale corrente non è solo un vento, ma anche una sorta di antenna lungo la quale si propagano impulsi elettromagnetici, come le onde di risonanza Schumann. È altresì accertato che è usata dai sistemi H.A.A.R.P.: è quanto sostengono, tra gli altri, gli scienziati tedeschi Bludorf e Fosar.

[3] E' bene evidenziare che il Governo Berlusconi, sotto pressione da diverse settimane, per opera dell'Unione Europea ed in specialmodo della Germania e della Francia, si dimise subito dopo l'ultima alluvione.

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