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lunedì 22 giugno 2026

Clima e burocrazia: perché il DDL "cieli blu" è una legge inutile (e scritta male) che regola ciò che già esiste

Nelle ultime settimane, bacheche e linee di conversazione si sono riempite di appelli per firmare una proposta di legge di iniziativa popolare denominata DDL "Cieli Blu". L'obiettivo dichiarato dai promotori? Introdurre un "divieto di modificazione artificiale delle condizioni meteorologiche" all'interno dello spazio aereo italiano per combattere la geoingegneria. C'è però un enorme cortocircuito normativo su cui nessuno vi sta informando: questa iniziativa è inutile, perché la materia è già regolata in Italia da oltre trent'anni!

D’altronde l’Italia ha disciplinato il “Cloud seeding” (spesso citato dai promotori del “DDL cieli blu” scambiandolo erroneamente per le “scie chimiche”), prendendo spunto dai decreti di altri Paesi – come il celebre “Real Decreto 849/1986” in Spagna – e quindi si ignora che l'Italia ha fatto esattamente la stessa cosa decenni fa, con strumenti giuridici addirittura ben più solidi e strutturati. Il problema, piuttosto, è come sono applicate queste norme!

Non dimentichiamo poi che esiste una legge internazionale, ratificata dallo Stato italiano. E’ la Legge 29 novembre 1980, n. 962: è il provvedimento italiano che ha ratificato e reso esecutiva la Convenzione ENMOD (Adottata a New York il 10 dicembre 1976). Il trattato internazionale vieta formalmente l'uso di tecniche di modifica ambientale a fini militari o ostili, ovvero qualsiasi manipolazione dei processi naturali (clima, tettonica a zolle, ecosistemi) per causare distruzione o danni.

Punti chiave della Convenzione

Divieto assoluto:

È illegale impiegare tecniche di modificazione ambientale che abbiano effetti diffusi, duraturi o gravi come mezzo di guerra o per qualsiasi scopo ostile.

Tutela dell'ambiente:

L'accordo mira a proteggere gli ecosistemi, l'atmosfera e il suolo dagli attacchi bellici non convenzionali.

Deroghe per scopi pacifici:

La convenzione non impedisce l'uso di tecniche di modificazione ambientale per scopi pacifici (es. meteorologia o prevenzione di calamità naturali).

Struttura del Provvedimento

La legge si compone di due articoli principali: autorizzazione alla ratifica (Art. 1) concessa al Presidente della Repubblica.

Ordine di esecuzione (Art. 2) che dà piena validità ed efficacia al testo ufficiale della Convenzione all'interno dell'ordinamento italiano.

L'accordo internazionale allegato alla legge interdice agli Stati membri di usare tecniche di ingegneria ambientale capaci di causare effetti distruttivi, di vasta portata, duraturi o gravi come mezzo di distruzione, danno o pregiudizio per un altro Stato.

Tra i fenomeni inclusi nel divieto rientrano le alterazioni deliberate dei seguenti fattori:

- Dinamiche atmosferiche (es. modifica delle piogge o creazione di tempeste).
- Forze geologiche (es. provocazione artificiale di terremoti o tsunami).
- Processi della biosfera e della ionosfera.

## 🏛️ Il precedente:

La Legge Galli (36/1994) ed il monopolio di Stato

Nel nostro Paese, il controllo giuridico su qualsiasi alterazione dell'acqua – compresa la sua fase aerea e atmosferica – è stato sancito storicamente dalla Legge Galli (Legge 5 gennaio 1994, n. 36).

Il principio cardine della legge italiana è chiarissimo: tutte le acque, comprese quelle meteoriche e sotterranee, appartengono al demanio pubblico. Di conseguenza, nessun privato o ente può pensare di modificare artificialmente il ciclo idrologico (ad esempio, stimolando la pioggia o disperdendo la grandine a protezione dei raccolti) senza una pianificazione, un monitoraggio ed una concessione esplicita per opera dello Stato. Chiunque agisca al di fuori di questo perimetro, commette già oggi un reato o un illecito amministrativo gravissimo.

Oggi, i principi della Legge Galli sono confluiti interamente nel Decreto Legislativo 152/2006 (Codice dell'Ambiente), che continua a blindare la gestione delle risorse ambientali sotto il controllo delle Autorità di Bacino e dei Ministeri competenti.

## Il parallelismo con la Spagna

Il funzionamento è identico a quello del tanto citato articolo 3 del [Real Decreto 849/1986 spagnolo], che è ciclicamente decontestualizzato sulle reti sociali. In Spagna come in Italia, la legge stabilisce che la fase atmosferica può essere modificata solo dallo Stato o da chi è espressamente autorizzato, ufficialmente per scopi di utilità pubblica (come i sistemi antigrandine agricoli). Questo è l'effetto DELETERIO delle deroghe, presenti anche nel “DDL cieli blu”!

La legge attuale serve - in teoria - ad impedire che l'attività meteorologica di un privato finisca per sottrarre pioggia o danneggiare le colture dei territori vicini. La regolamentazione esiste gia, è attiva e funzionerebbe, se fosse solo applicata con criterio ed onestà.

## 📄 Perché il DDL "Cieli Blu" è una proposta fallimentare

Analizzando il testo del [DDL "Cieli Blu" depositato in Cassazione], i problemi saltano subito all'occhio:

1. È pleonastico: chiede di vietare qualcosa che è già sottoposto al monopolio ed all'autorizzazione esclusiva dello Stato. Non introduce tutele reali, ma crea solo ridondanza normativa. Oltretutto il “Clouds Seeding” classico è un’attività marginale, che ha un relativo impatto sulle condizioni meteo. Infatti la stimolazione delle piogge, ad oggi, è basata su tecnologie ben diverse e ben più distruttive, come il più volte menzionato “generatore di celle temporalesche” o “creatore di nubifragi”, il famigerato TMC-65.

2. È scritto in modo raffazzonato: il testo contiene formulazioni vaghe e giuridicamente deboli, ricalcando la terminologia tipica delle mozioni di protesta piuttosto che la precisione richiesta da un testo legislativo.

3. IlDDL cieli bluprevede alcune deroghe, il che vanifica ogni sforzo finalizzato allo STOP della geoingegneria militare sul nostro territorio, in quanto le attività igroscopiche (cioè quelle che prosciugano l'atmosfera) sarebbero certamente giustificate ed autorizzate per motivi strategici e di sicurezza nazionale.

4. Manca di scientificità: confonde la normale regolamentazione delle attività atmosferiche (come il “cloud seeding” o i cannoni antigrandine) con le “inseminazioni igroscopiche delle nubi basse” (le scie chimiche o smart clouds), che hanno scopi del tutto opposti all'inseminazione volta a favorire le piogge, rischiando solo di legittimare le attività attualmente in corso che - lo ricordiamo - hanno obiettivi economici (controllo delle risorse agricole ed alimentari: si ricordi che Black rock, Vanguard e State street monopolizzano da sole circa l'80 per cento dell'economia mondiale, dalla finanza usuraia all'industria bellica, dalla gestione dei dati tramite "intelligenza artificiale" all'industria farmaceutica), strategici (ottimizzazione delle comunicazioni in banda Ka) e sono la diretta causa non solo della siccità, ma anche dei nubifragi, in quanto l’impedimento delle piogge in alcune aree determina temporali violenti in residue zone circoscritte. Vedi equazione di Clausius-Clapeyron. Si può approfondire qui e qui.

5. Il disegno di legge di iniziativa popolare non è incardinato nella ratio giuridica italiana, poiché è una mera trasposizione di leggi approvate in due Stati della Repubblica stellata, la Florida ed il Tennessee, dove sono state promulgate norme per disciplinare e proibire eventuali esperimenti meteorologici, non le operazioni di geoingegneria militare che anzi si sono intensificate, giacché gli Stati Uniti sono in guerra con l'Iran o comunque impegnati in azioni strategiche che richiedono la diffusione di metalli elettroconduttivi nella biosfera. Si ricordi che molto probabilmente Cuba sarà occupata e la Groenlandia finirà nell'orbita statunitense.

6. Il DDL in esame è un diversivo rispetto a problemi abnormi che, invece, dovrebbero essere affrontati o almeno resi noti all'opinione pubblica e che si esacerberanno nei prossimi mesi: la spirale inflazionistica, il crollo della produzione agricola causata dalla siccità artificiale, la possibile entrata in guerra dell'Italia a fianco dell'Ucraina contro la Federazione russa con il rischio che sia ripristinata la leva obbligatoria. Naturalmente gli Italiani sono distratti dai mondiali di calcio, pensano alle vacanze estive e agli apericena: non sono consapevoli che da un giorno all'altro potrebbero essere mandati al fronte per diventare carne da cannone. La gente non ha capito che siamo sull’orlo dell’abisso: quando i negozi ed i supermercati saranno vuoti e quando i prezzi dei generi alimentari saranno astronomici e quando per acquistare sarà obbligatorio usare la moneta europea accreditata su un conto bloccato per un motivo o per un altro, allora forse comprenderà che le questioni attuali, prima fra tutte quale partito-civetta sostenere in vista prossime elezioni, erano quisquilie.

Inoltre i promotori del DDL "cieli blu” fanno riferimento al “Solar management”, ovvero all’oscuramento del sole per contrastare un inesistente “riscaldamento globale”, ma si tratta di un errore madornale, in quanto la supposta dispersione di particelle di vetro in atmosfera, dovrebbe essere attuata ad elevatissime quote (dai 14.000 ai 16.000 metri), mentre le inseminazioni igroscopiche delle nubi basse si attuano a quote comprese tra i 2.000 ed in 5.000 metri. D’altronde un aereo che incrocia a 16.000 metri di altitudine non può essere visibile.

Non solo! E’ importante evidenziare che, attualmente, le attività di geoingegneria militare sono già strutturate in modo tale da essere facilmente occultate, giacché la dispersione di composti chimici in bassa atmosfera si sviluppa anche attraverso la combustione di carburanti speciali, come il letale JP8 della N.A.T.O., di cui usufruiscono anche i vettori civili. Eventuali controlli sugli aeromobili, oltretutto, non evidenzierebbero particolari ed evidenti modifiche, in quanto la geoingegneria può essere implementata in modo efficace anche solo bruciando carburante.

Quando osserviamo un cielo azzurrino, ma senza una sola nuvola da bel tempo (cumuli), significa che la troposfera è stata additivata di manganese (additivo MMT della Enichem). Motivo per cui l’assenza di scie persistenti o non persistenti (comunque non contrails) non è affatto segno di fermo delle attività, ma indice di una forma astuta di dissimulazione. Quindi un cielo blu non è sinonimo di atmosfera naturale.

## ⚖️ In conclusione

Sostenere raccolte firme basate su una strisciante disinformazione mascherata da zelante attivismo o sulla mancata conoscenza delle leggi vigenti non aiuta la causa. L'Italia non ha bisogno di nuovi divieti scritti male; ha semmai bisogno di applicare con rigore e trasparenza le ottime norme di tutela ambientale che possiede già dal secolo scorso. Prima di firmare una proposta di legge, ricordiamoci sempre di aprire la Gazzetta Ufficiale e di leggere quello che ci chiedono di sottoscrivere.

Qui il link diretto al testo della [Legge Galli su ISPRA]

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domenica 16 novembre 2014

Olio d'oliva: crolla la produzione in Italia e Spagna a causa delle avversità meteorologiche dovute alla geoingegneria clandestina

Da una parte è possibile provocare siccità durante la stagione dello sviluppo delle piante affinché nulla cresca, dall’altra scatenare piogge assai intense durante la stagione dei raccolti in modo che i campi risultino troppo fangosi per procedere al raccolto stesso”. (Dottor Lawrence Dunegan, dichiarazione risalente al 20 marzo 1969, a margine di un convegno della Pittsburgh paediatric society).



Una flessione del 35% per la produzione di olio di oliva nella campagna 2014/2015: è quanto emerge da una prima valutazione compiuta dall'Ismea con la collaborazione delle organizzazioni degli operatori Aifo, Cno, Unaprol e Unasco. E' un risultato produttivo che riflette le conseguenze di un andamento climatico particolarmente negativo (a causa della geoingegneria clandestina, n.d.r.), con la produzione di olio di oliva che dovrebbe scendere quest'anno a 302 mila tonnellate rispetto alle 464 mila (dato Istat) della scorsa raccolta.

E’ un calo significativo - spiega l'Ismea - ma meno accentuato rispetto a quello della Spagna, leader mondiale. La Spagna, a causa dellle avversità meteorologiche, ha addirittura dimezzato i livelli di produzione rispetto al dato del 2013.

A subire i contraccolpi di una situazione sfavorevole anche sotto l'aspetto fitosanitario (le intemperie hanno favorito gli attacchi di patogeni, in particolare la mosca dell'olivo) sono stati tutti i principali poli produttivi regionali.

Sia in Puglia sia in Calabria si prevede una contrazione di oltre un terzo dei quantitativi prodotti rispetto al 2013, mentre Sicilia e Campania subirebbero riduzioni rispettivamente del 22 e del 40 per cento. Quasi dimezzata la produzione del Centro Italia, con sviluppi altrettanto deludenti nelle regioni settentrionali. Il mercato ha già reagito in Italia con un aumento dei prezzi alla produzione. L'olio italiano, che mantiene un ampio divario positivo rispetto al prodotto spagnolo, ha toccato in media punte di 4,40 euro al chilogrammo franco frantoio, un valore superiore di quasi il 50% ai livelli dell'anno scorso.

Gli oli italiani, oltre a un prezzo più alto, che attesta il riconoscimento di una migliore qualità da parte dei mercati internazionali, stanno beneficiando di una forte spinta dell'export. Tra gennaio e luglio di quest'anno le vendite all'estero, grazie ai progressi in Nord America, Giappone e Unione europea, sono aumentate in volume del 13% rispetto ai primi sette mesi del 2013. Ancora più sostenuta la dinamica degli oli extravergini, il prodotto di maggior pregio, con l'esportazione cresciuta del 18% su base annua. Da evidenziare che la bilancia commerciale del settore, nonostante il forte aumento delle importazioni soprattutto dalla Spagna, ha chiuso i primi sette mesi del 2014 con un saldo attivo di quasi 16 milioni di euro.

Fonte: viniesapori


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mercoledì 12 novembre 2014

Isteria


Mentre l'Italia è devastata dalla geoingegneria clandestina, isterici negazionisti perseverano nella censura, nel favoreggiamento e nella diffamazione

Molti si chiedono se i nubifragi che si sono di recente abbattuti sull'Italia siano naturali o artificiali. La domanda è, in parte, mal posta, poiché, come abbiamo già spiegato in altre occasioni, nel momento in cui si è cominciato ad intervenire sui fenomeni atmosferici, si è determinata una reazione a catena di cui paghiamo oggi le pesanti conseguenze. Si pensi al cosiddetto "effetto farfalla" che, secondo la teoria del caos, può produrre ripercussioni importanti attraverso una concatenazione di eventi anche lontani nello spazio e nel tempo. Così il battito d'ali di un lepidottero in Brasile può, almeno sul piano teorico, sfociare in un tifone nel Mar cinese meridionale.

Anche accantonando questo controverso modello, bisogna rilevare che, attraverso un'attenta osservazione, è possibile stabilire se un fenomeno meteo è indotto o naturale. Molti testimoni ci hanno riferito che, durante l'alluvione che ha colpito Genova il 9 e 10 ottobre 2014, la pioggia scendeva con scrosci impetuosi ogni otto minuti, dopodiché la precipitazione si affievoliva. Questo "ritmo" è indizio, se non prova, di un'artificialità del fenomeno. Altri segni che le piogge torrenziali sono state create o rafforzate attraverso metodi chimici, biologici ed elettromagnetici sono i seguenti:

- Assenza di veri fronti perturbati sostituiti da anomale formazioni trafitte da “spilli chimici”: sono strutture visibili attraverso le immagini satellitari
- Formazione di V-shaped "autorigeneranti"
- Generazione di pseudo-cicloni nel Mediterraneo
- Intensi fenomeni elettrici in atmosfera prima di un nubifragio
- Copertura chimica, il tipico strato biancastro in cui si confondono scie in espansione, al di sopra delle nuvole temporalesche. Questa coltre è rilevata dal radar Doppler.

Non trascuriamo infine l'isteria dei negazionisti (spesso militari...) che diventano più numerosi e petulanti del solito, non appena le attività di geoingegneria illegale si intensificano, con il loro tragico corollario di morti e di distruzione. Soprattutto la collera dei disinformatori diviene veemente, allorquando alcune persone cominciano, pur senza aver mai appreso alcunché in proposito, a collegare le numerose scie chimiche alla devastazione del territorio ed alle stragi. Gli occultatori, per nascondere la verità, concentrano tutta l'attenzione sul dissesto idrogeologico, sull'urbanizzazione selvaggia, sulla mancata manutenzione di alvei e canali etc. Sono tutti problemi reali, ma che conflagrano nella calamità, quasi sempre quando le manipolazioni atmosferiche conducono ad un punto di rotttura.

Il modus operandi degli occultatori, però, è soprattutto contraddistinto da un'aggressione violenta ed insistente contro chi denuncia e studia la "guerra climatica". I risultati delle loro farneticanti crociate sono tuttavia scarsi: sempre più si diffonde nell'opinione pubblica la coscienza che le manifestazioni atmosferiche sono condizionate o pilotate, sempre più si diffondono espressioni come "piogge militari", "scie igroscopiche", "interventi sul clima"...

Nel contempo i meteorologi di regime sono costretti a riscrivere la Fisica, si inventano nuovi termini, si arrabattano in “spiegazioni” astruse che violano il secondo principio della termodinamica, scrivono articoli balzani che poi rimuovono, in un affannoso "copia, incolla e cancella". Non è forse lontano il giorno in cui saranno chiamati a rispondere dei loro misfatti non solo gli artefici dei disastri, ma pure chi li ha coperti con la loro scienza prostituita.


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