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domenica 11 ottobre 2020

Qualcosa non quadra

Non intendiamo come la maggior parte della gente non riesca a capire che sta assistendo ad una farsa: anziani ospitati in speciali residenze o ricoverati negli ospedali muoiono, ufficialmente, a causa del coronavirus, visto che nessuna terapia è per loro efficace, mentre se “si ammala” un politico, un calciatore, un attore o un cantante famoso, pur colpito da una forma particolarmente aggressiva del morbo, dopo un paio di giorni esce sulle proprie gambe dal nosocomio, saltando come un grillo. Alla celebrità – spiegano i media di regime – è stato somministrato un farmaco portentoso! La massa non comprende che qualcosa non quadra?

Dove sono poi tutti questi morti a causa del Covid-19? Si vocifera di decessi, ma è sempre perito un amico del cugino del cognato del prozio del consuocero... Se in un ambiente di lavoro operano cento persone e di queste cento nessuna muore e forse un paio si buscano una rinite o una faringite, significa che questo Coronavirus non è così letale, a differenza di quanto gridato dalla stampa e dalla televisione, di quanto paventato dai peones.

E’ ovvio: si continua a morire – i Greci, consci del destino che attende tutti, pur avendo a disposizione il termine “anthropos” (uomo), definivano quasi sempre gli uomini “mortali”: si defunge per mille motivi, per innumerevoli malattie ed in incidenti, ma quasi tutti i decessi, attraverso statistiche fraudolente, sono attribuiti al fantomatico patogeno. Il popolino non si avvede che la presunta pandemia è un alibi per una girandola di iniziative una più nefasta dell’altra: dalle "mascherine FIAT" obbligatorie anche all’aperto alle inoculazioni “anti-influenzali”, dallo stravolgimento del “sistema educativo” alla distruzione della struttura produttiva non controllata dalle multinazionali…

Non solo! Lo Stato che, direttamente o indirettamente, ammorba i cittadini con il nanoparticolato degli inceneritori, con il percolato delle discariche con cui sono inquinati i suoli agricoli e le falde acquifere, con i miasmi ed i rifiuti degli stabilimenti, con i composti nocivi usati in moltissimi processi industriali, con i residui dell’agricoltura e della zootecnia, con i perniciosi ingredienti delle scie chimiche, con le scorie nucleari, con gli additivi dei carburanti per autoveicoli ed aerei, con farmaci dai mille effetti collaterali, con le “polveri” dei poligoni militari, con vaccini venefici, con i micidiali campi elettromagnetici etc. etc., all’improvviso si sveglia, si ravvede e combatte strenuamente per arginare i focolai di una supposta epidemia?

Non ci si accorge che qualcosa non quadra? Quando mai le istituzioni, di là dalle falsissime dichiarazioni ufficiali, hanno avuto a cuore la salute dei cittadini? Non hanno sempre anteposto interessi economici e strategici al benessere della popolazione? Per quale ragione i vari governi, sempre pronti ad innalzare le soglie di veleni ritenute tollerabili per legge nell’acqua e negli alimenti (vedi il caso Atrazina in Italia settentrionale), ora sono diventati così solleciti nel tutelare la salute di tutti noi?

Virgilio scrive nell’Eneide: Timeo Danaos et dona ferentes, ossia “Temo i Greci anche quando portano doni”. Ora l’esecutivo, elargisce con sospetta generosità, mascherine, antidoti “antiinflulenzali”, esami diagnostici e paccottiglia simile; promette aiuti economici, sovvenzioni, sgravi fiscali per resuscitare un’economia morta e sepolta.

Possibile che così pochi subodorino l’inganno nascosto dietro questa improvvisa, esibita liberalità? Ancora una volta siamo costretti a constatare che l’uomo medio non ha appreso alcunché né dagli autori classici né dagli scienziati veri: si lascia spaventare da cifre inventate, da immagini fittizie, da notizie spurie. Il popolo ormai non osa neppure usare il buon senso. Osserva Manzoni: “Il buon senso c’era, ma se ne stava nascosto per paura del senso comune”. Ecco: oggi, mutatis mutandis, si ha paura, anzi terrore del “pensiero” comune che è l’imbecillità del sistema eretta a unico modo di essere e di agire.

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venerdì 10 aprile 2020

Attacco agli attivisti



"Le cose sono in sella e cavalcano il genere umano" (R.W. Emerson)

Viviamo tempi cruciali ed il termine “cruciali” è un eufemismo. Per quanto riguarda la geoingegneria clandestina, questione che comunque non è scissa dagli altri problemi che affliggono il pianeta e l’umanità, bisogna purtroppo constatare che le attività, nonostante la chiusura di alcuni scali e il decremento dei voli civili, non sono per nulla cessate. Quasi sempre le operazioni avvengono con il favore delle tenebre e sono attualmente affidate per lo più ad aerei militari o a velivoli spacciati per unità impegnate nella fotogrammetria (sic). Osserviamo il cielo al mattino: vi si addensa la solita foschia chimica; malgrado l’alta pressione, non si forma una nuvola che sia una; il colore del firmamento è di un azzurro opaco. Solo, per qualche giorno, durante la quarantena, il tempo ha palesato situazioni naturali, ma poi, non appena l'Aeronautica militare si è organizzata, tutto è tornato all’abnorme “normalità”, a base di umidità ridotta per mezzo di composti igroscopici, siccità, orizzonte velato…

Circa i funesti eventi che contraddistinguono questo periodo, qui ci limitiamo a ricordare che si possono reperire in Rete ottime fonti e valenti divulgatori ai cui contributi ed analisi rinviamo affinché si possa conoscere quanto sta accadendo dietro le quinte e soprattutto che cosa ci riserva il futuro.

Mentre la situazione precipita, proseguono e si intensificano gli attacchi nei confronti degli attivisti. Sono vili aggressioni sferrate dai soliti noti, sgherri al soldo del sistema, persecutori sotto vaghe sembianze di “giornalisti” o esperti del nulla, tutta una combriccola di personaggi tra cui spicca in senso sia letterale sia figurato il nostro amico, Federico de Massis alias Task Force Butler, grosso, grasso e crasso personaggio la cui intelligenza è inversamente proporzionale alla mole. Questi attacchi spesso sfociano in iniziative giudiziarie che non intendiamo commentare. A tale proposito, forse molti non sanno che è possibile agire in giudizio in modo autonomo senza l’assistenza di un avvocato, evitando così di dilapidare ingenti somme in cause che comunque si sa come andranno a finire. Ogni cittadino può, infatti, sia in sede civile sia penale far valere da sé i propri diritti, appellandosi ad una serie di leggi che un giudice è tenuto a rispettare. Dunque, a beneficio di perseguitati politici, di dissidenti, di cronisti investigativi, di cittadini denunciati mentre "passeggiavano", pubblichiamo la normativa riferita a tale opportunità. La si consideri come un vademecum utile per parare i colpi della disinformazione e rintuzzare la proditoria offensiva dell’establishment. Per ora ci si difende, ma, come scrive Manzoni, “Verrà un giorno…”

Di seguito le leggi e le convenzioni internazionali sullodate.

· Legge 848 del 1950 art. 6, comma c che recita: “Ogni persona ha il diritto di difendersi da sé O avere l’assistenza di un difensore di propria scelta e, se non ha i mezzi per ricompensare un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d’ufficio quando lo esigano gli interessi della giustizia”;

· "Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea" (detta anche Carta di Nizza, perché promulgata a Nizza il 7 dicembre 2000) cui è stato attribuito il medesimo valore giuridico dei Trattati dell'Unione Europea (ovvero dopo che le è stato conferito valore di diritto primario comunitario che prevale sul diritto interno dei paesi membri senza legge di ratifica) in tutta l'Unione Europea a norma dell'articolo 47 comma 2 ultimo periodo, ogni individuo ha la facoltá (potere di fare e non fare) di farsi consigliare, assistere o rappresentare in giudizio O di rappresentarsi in proprio in ogni ordine e grado di giudizio nel rispetto delle leggi vigenti”.

· Patto Internazionale relativo ai Diritti Civili e Politici (firmato a New York nel 1966 e recepito dallo Stato italiano con la legge di ratifica 25 ottobre 1977, N. 881): Articolo 14 comma 3 “Ogni individuo accusato di un reato ha diritto, in posizione di piena eguaglianza, come minimo alle seguenti garanzie: d) ad essere presente al processo ed a difendersi personalmente O mediante un difensore di sua scelta; nel caso sia sprovvisto di un difensore, ad essere informato del suo diritto ad averne uno e, ogni qualvolta l'interesse della giustizia lo esiga, a vedersi assegnato un difensore d'ufficio, a titolo gratuito se egli non dispone di mezzi sufficienti per compensarlo”.

· Art. 6 CEDU Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. “1. Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge, il quale sia chiamato a pronunciarsi sulle controversie sui suoi diritti e dovere di carattere civile o sulla fondatezza di ogni accusa penale formulata nei suoi confronti. La sentenza deve essere resa pubblicamente, ma l’accesso alla sala d’udienza può essere vietato alla stampa e al pubblico durante tutto o parte del processo nell’interesse della morale, dell’ordine pubblico o della sicurezza nazionale in una società democratica, quando lo esigono gli interessi dei minori o la protezione della vita privata delle parti in causa, o, nella misura giudicata strettamente necessaria dal tribunale, quando in circostanze speciali la pubblicità possa portare pregiudizio agli interessi della giustizia. 2. Ogni persona accusata di un reato è presunta innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente accertata. 3. In particolare, ogni accusato ha diritto di: a) essere informato, nel più breve tempo possibile, in una lingua a lui comprensibile e in modo dettagliato, della natura e dei motivi dell’accusa formulata a suo carico; b) disporre del tempo e delle facilitazioni necessarie a preparare la sua difesa; c) difendersi personalmente O avere l’assistenza di un difensore di sua scelta e, se non ha i mezzi per retribuire un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d’ufficio, quando lo esigono gli interessi della giustizia”.

Postilla morfo-semantica. La "o" delle leggi di cui sopra è una congiunzione coordinante disgiuntiva. In morfologia le congiunzioni disgiuntive “o”, “oppure”, “ovvero” uniscono sintatticamente due elementi della proposizione o del periodo, dei quali uno esclude l'altro (aut aut) o si pone in alternativa all'altro (vel vel). Nella logica classica (aristotelica) la congiunzione "o" esprime un’alternativa, sia in senso positivo sia in senso negativo, sì o no. Dunque è chiaro il punto della frase scritta nella legge, ovvero “difendersi personalmente o usufruire dell’ausilio e della consulenza per opera di un difensore di sua scelta”, è e resta una facoltà e, in quanto tale, va rispettata ed applicata.

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