
Segnaliamo un importante lavoro di un giovane autore, ossia “Lux ex tenebris” di Edoardo Del Tredici. “Il volume rappresenta un lungo e variegato percorso conoscitivo alla scoperta di quesiti fondamentali, tra cui i seguenti: cos'è la realtà? Da dove proviene il pensiero? E’ possibile accedere ad una coscienza superiore? La struttura del testo è ispirata alla “Fenomenologia dello Spirito” di Hegel: si parte dagli stadi più elementari dell'esperienza umana per risalire gradualmente fino a quelli più complessi - dal particolare all'universale. L'approccio multidisciplinare è volto ad offrire non solo una migliore intelligibilità per una vasta gamma di pubblico, ma anche un tentativo di riconciliazione tra le diverse correnti del sapere, mostrando come esse convergono al vertice delle conclusioni finali”.
Chi scrive non nutre molta simpatia per Hegel, tuttavia non seguiamo Schopenauer che lo considerò un impostore, insieme con Fichte e Schelling, ma di quest’ultimo Schopenauer riconobbe qualche merito. Tuttavia, anche con il senno di poi, si deve ammettere che l’Idealismo tedesco oggi tende a convergere con significativi, benché controversi indirizzi scientifici di stampo immaterialista nell’ambito della fisica quantistica. Non solo, comunque la si pensi, Hegel fu un pensatore vigoroso e il modello della sua logica triadica comprendente tesi, antitesi, sintesi, previ inevitabili adattamenti e modifiche, è stato con successo applicato all’analisi della storia contemporanea, nel momento in cui si considera la nota triade “problema, reazione, risoluzione”.
Il corposo saggio di Edoardo Del Tredici, pur nel solco della tradizione platonico-cristiana-apocalittica, si distingue per l’ampiezza del raggio d’azione, dell’orizzonte culturale sicché abbraccia sia abissali questioni filosofiche sia le asperità dei nostri tempi. E’ qui che il Nostro, tra le numerose fonti, attinge all’ultima nostra fatica, “Attacco dal cielo: geoingegneria clandestina ed altri crimini governativi”, 2019. Ringraziamo Del Tredici per l’apprezzamento dimostrato nel citare un testo che evidentemente aggredisce in modo efficace temi scomodi.
Qui si possono leggere la prefazione di Lux ex tenebris ed un ampio estratto.

Molto attuale e “profetica” è una produzione cinematografica del 2017 intitolata “2030, fuga per il futuro”. Il titolo originale “Humanity Bureau” è molto più eloquente. E’ una pellicola in bilico tra programmazione predittiva e denuncia nei confronti dell’ipocrisia e della ferocia che connotano il potere. Nel 2030 i “cambiamenti climatici” (sic) e l’inquinamento hanno causato molti problemi socio-economici ed ambientali negli Stati Uniti d’America: nel tentativo di gestire la recessione economica, un’agenzia governativa, denominata “Humanity (molto umana… la solita inversione arcontica) Bureau”, si occupa di rastrellare le persone considerate improduttive e di portarle in una magnifica colonia, New Eden. Un solerte impiegato dell’agenzia, Noah Cross, interpretato da Nicholas Cage, deve convincere una donna, che abita con il figlio undicenne in una fattoria isolata, a trasferirsi a New Eden. Il film sa di deja-vu, non brilla né per suspense né per la recitazione di uno svogliato Cage che, com’è noto, ha solo due espressioni, con canottiera e senza canottiera. Nondimeno le avventure on the road, la bella fotografia ed un paio di battute (“E’ più facile generare paura che costruire un muro”) rendono il prodotto sufficiente. Infine, guardato alla luce dei recenti fatti relativi al Covid19, “2030, fuga per il futuro” si rivela davvero interessante. Registi, sceneggiatori, produttori spesso sanno più di quanto sembri ed anche un film di seconda categoria come questo lancia molti messaggi, a partire dal nome e cognome del protagonista, Noah Cross… Chi ha orecchie per intendere intenda.
Chi scrive non nutre molta simpatia per Hegel, tuttavia non seguiamo Schopenauer che lo considerò un impostore, insieme con Fichte e Schelling, ma di quest’ultimo Schopenauer riconobbe qualche merito. Tuttavia, anche con il senno di poi, si deve ammettere che l’Idealismo tedesco oggi tende a convergere con significativi, benché controversi indirizzi scientifici di stampo immaterialista nell’ambito della fisica quantistica. Non solo, comunque la si pensi, Hegel fu un pensatore vigoroso e il modello della sua logica triadica comprendente tesi, antitesi, sintesi, previ inevitabili adattamenti e modifiche, è stato con successo applicato all’analisi della storia contemporanea, nel momento in cui si considera la nota triade “problema, reazione, risoluzione”.
Il corposo saggio di Edoardo Del Tredici, pur nel solco della tradizione platonico-cristiana-apocalittica, si distingue per l’ampiezza del raggio d’azione, dell’orizzonte culturale sicché abbraccia sia abissali questioni filosofiche sia le asperità dei nostri tempi. E’ qui che il Nostro, tra le numerose fonti, attinge all’ultima nostra fatica, “Attacco dal cielo: geoingegneria clandestina ed altri crimini governativi”, 2019. Ringraziamo Del Tredici per l’apprezzamento dimostrato nel citare un testo che evidentemente aggredisce in modo efficace temi scomodi.
Qui si possono leggere la prefazione di Lux ex tenebris ed un ampio estratto.

Molto attuale e “profetica” è una produzione cinematografica del 2017 intitolata “2030, fuga per il futuro”. Il titolo originale “Humanity Bureau” è molto più eloquente. E’ una pellicola in bilico tra programmazione predittiva e denuncia nei confronti dell’ipocrisia e della ferocia che connotano il potere. Nel 2030 i “cambiamenti climatici” (sic) e l’inquinamento hanno causato molti problemi socio-economici ed ambientali negli Stati Uniti d’America: nel tentativo di gestire la recessione economica, un’agenzia governativa, denominata “Humanity (molto umana… la solita inversione arcontica) Bureau”, si occupa di rastrellare le persone considerate improduttive e di portarle in una magnifica colonia, New Eden. Un solerte impiegato dell’agenzia, Noah Cross, interpretato da Nicholas Cage, deve convincere una donna, che abita con il figlio undicenne in una fattoria isolata, a trasferirsi a New Eden. Il film sa di deja-vu, non brilla né per suspense né per la recitazione di uno svogliato Cage che, com’è noto, ha solo due espressioni, con canottiera e senza canottiera. Nondimeno le avventure on the road, la bella fotografia ed un paio di battute (“E’ più facile generare paura che costruire un muro”) rendono il prodotto sufficiente. Infine, guardato alla luce dei recenti fatti relativi al Covid19, “2030, fuga per il futuro” si rivela davvero interessante. Registi, sceneggiatori, produttori spesso sanno più di quanto sembri ed anche un film di seconda categoria come questo lancia molti messaggi, a partire dal nome e cognome del protagonista, Noah Cross… Chi ha orecchie per intendere intenda.
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