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mercoledì 12 marzo 2008

Il litio nelle scie chimiche

La scienziata statunitense Rosalie Bertell ha potuto stabilire che, con le scie chimiche, è diffuso, insieme con molti altri elementi, anche il litio. Il litio è un metallo alcalino, bianco-argenteo, duttile e molle, elettropositivo che si comporta da energico riducente.(1) E' l'elemento solido più leggero a temperatura ordinaria. Reagisce con l'acqua, formando idrossido di litio (LiOH) ed idrogeno (H). Abbastanza diffuso in natura, ma sempre in piccole quantità, si trova spesso associato a sodio ed a potassio in molti fosfati, silicati e nelle ceneri di parecchie piante. Basse percentuali di litio migliorano le caratteristiche meccaniche di alcune leghe.

A causa del suo calore specifico (il più alto tra i solidi), il litio è usato in applicazioni per il trasferimento di calore. È inoltre un importante materiale anodico delle batterie, grazie al suo alto potenziale elettrochimico. Consideriamo alcuni usi dei composti di litio. Il cloruro di litio ed il bromuro di litio sono altamente igroscopici e frequentemente usati come essiccanti.(2) Il perossido di litio è impiegato per estrarre il biossido di carbonio dall'aria e rilasciare ossigeno nelle navicelle spaziali e nei sottomarini. L'idruro di litio può essere usato come accumulatore termico nelle batterie a fissione spontanea per applicazioni su cuore artificiale.

Nell'articolo Che cosa sono veramente le scie chimiche, Carolin Williams Palit ricorda che "le nanomacchine del morbo di Morgellons ricevono onde radio, microonde ed E.L.F.[...] Queste nanomacchine prosperano in condizioni di PH molto alcalino ed usano l'energia bioelettrica dell'organismo ed altri elementi non identificati per l'alimentazione (le persone dovrebbero raggiungere più o meno un PH di7,5). Esistono alcune evidenze che, al loro interno, contengono delle batterie. Si ritiene che siano in grado di ricevere specifiche microonde EMF ed ELF. Le fibre che sono state analizzate, si assemblano da sole, si generano da sole e si muovono autonomamente. Operano come una rete e comunicano l'una con l'altra. Non è chiaro come il movimento sia collegato alle frequenze delle onde elettromagnetiche".

Molto importante, ai fini del nostro discorso, è il passaggio in cui la Williams Palit accenna alla corrente elettrica dell'organismo che alimenta le nanomacchine del Morgellons, assieme ad altri elementi: tra questi ultimi si potrebbe annoverare il litio, metallo idoneo, per le sue proprietà fisiche, al funzionamento di microbatterie. Il tutto, come abbiamo già ipotizzato in altri studi, è volto a trasformare in modo graduale, ma irreversibile le persone in unità bioelettroniche in grado di captare e ricevere segnali. E' questa una fantasia? Alla luce, degli ultimi sviluppi tecnologici, non crediamo proprio. A tale proposito, è eloquente un articolo di Paul Rubens, tratto dal quotidiano The Guardian, intitolato Una nuova tecnologia usa il corpo umano come rete a banda larga (aprile 2006).

Riferisce il giornalista: "Il tuo corpo potrebbe presto divenire il supporto sul quale collegare il proprio cellulare o il proprio lettore MP3 con un apparecchio senza fili, oppure la propria macchina fotografica digitale con un computer o la stampante e tutti gli altri accessori ad essi collegati.


Questi strumenti sono già in funzione grazie alle tecnologie radio (come Wi-Fi o Bluetooth o i vecchi sistemi che usano cavi di connessione). Ma la NTT , compagnia giapponese di telecomunicazioni, ha sviluppato una tecnologia chiamata RedTacton, la quale sarebbe in grado di inviare dati tramite la superficie della pelle alla velocità di 2Mbps, l'equivalente cioè di una veloce connessione a banda larga.

Con il RedTacton, la musica del tuo lettore MP3 passerebbe direttamente attraverso i vestiti per arrivare alle cuffiette. Invece di avere cavi per collegare la propria macchina fotografica digitale al computer si potrebbero trasferire le fotografie toccando semplicemente il computer, mentre l'apparecchio fotografico è appeso al collo. Visto che i dati si possono trasmettere da un corpo all'altro si potrebbe arrivare a scambiarsi carte da visita con una semplice stretta di mano o files musicali, danzando guancia a guancia o comunicarsi il proprio numero telefonico con un bacio.

La NTT non è la prima compagnia a concepire il corpo come mezzo di trasmissione di dati: l'IBM fu la prima in questo campo già nel 1996 con un sistema che permetteva di trasferire piccole quantità di dati ad una bassa velocità e la stessa Microsoft ha recentemente approvato un nuovo metodo per la trasmissione di dati usando il corpo umano.

La RedTacton non introduce corrente elettrica nell'organismo, ma si serve del campo elettrico che il corpo umano produce naturalmente. Un trasmettitore collegato ad un apparecchio (simile ad un lettore MP3) usa questo campo per inviare i dati attraverso la modulazione del campo, così come avviene con la modulazione delle onde radio.

Un'intrigante (sic) opzione è quella che la tecnologia possa venire impiegata per creare una specie di sistema nervoso secondario per collegare tra loro moltissimi minuscoli componenti impiantati sotto la pelle per creare nel nostro corpo un potente “computer di bordo”.

Tutto lo scenario è inquietante e, in particolar modo, il progetto di trasformare l'organismo umano in un "computer di bordo". Forse questa trasformazione sarà propiziata con le nanostrutture sparse per mezzo delle scie chimiche, nanomacchine che non è necessario siano impiantate sotto la pelle, perché vengono inalate ed assorbite in seguito alle irrorazioni?


(1) La riduzione è un processo in cui si ha la diminuzione del numero di ossidazione di una specie chimica, come risultato dell'acquisto di elettroni.
(2) E' plausibile che sia usato, come i sali di bario ed il gel di silicio, per prosciugare l'atmosfera e dissolvere i corpi nuvolosi.


Fonti:

Enciclopedia delle Scienze, Milano, 2000, s.v. litio La Terra come arma nel XXI secolo
R. S. Hawa, La Terra come arma nel XXI secolo, 2006
P. Rubens, Una nuova tecnologia usa il corpo umano come rete a banda larga, 2006
C. Williams Palit, Che cosa sono veramente le scie chimiche, 2007



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martedì 12 febbraio 2008

Realtà sintetica, Morgellons ed onde elettromagnetiche

La fantascienza, anche quella più immaginifica, è spesso abbondantemente superata dalla realtà. Lo dimostra, ad esempio, l'invenzione di alcuni scienziati statunitensi, Seth (se i nomi sono presagi... ) Glodstein e Todd Mowry, della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, che hanno creato un materiale composto da microrobot, in grado di assemblarsi in modo automatico per formare macchine di scala maggiore. Non solo, queste nanostrutture potrebbero essere programmate per replicare qualsiasi oggetto, acquisendo le informazioni necessarie da rappresentazioni virtuali degli originali. Meritano di essere riportati alcuni passaggi di un articolo a cura della redazione di Ecplanet su tale inquietante ritrovato tecnologico.

"Il progetto 'Synthetic reality' della Carnegie Mellon, in cui è coinvolta anche la Intel, descrive questa nuova branca della cibernetica, la claytronica come "un insieme di materiale che contiene sufficienti risorse locali per la computazione, l'attuazione,l'energia, la percezione e la comunicazione”.

“Il concetto alla base del nostro progetto è che delle macchine indipendenti di dimensioni nanometriche possono autonomamente riassemblarsi per assumere qualsiasi forma”, chiarisce il professor Jonathan Aldrich, membro del team, “se questa forma viene catturata in una postazione remota, usando la tecnologia motion capture, allora i catomi (le nanomacchine, n.d.r.) possono riprodurre qualsiasi cosa si trovi in remoto, un fenomeno che chiamiamo telepresenza, che esiste in tre dimensioni e che può essere sentito e toccato, oltre che visto e udito”.

Non bisogna pensare ad una ricostruzione olografica, “perché un ologramma è tridimensionale, ma non è un oggetto fisico, mentre noi puntiamo a ricostruire un oggetto fisico, che si può toccare e non solo vedere. Quando, poi, gli oggetti fisici assumeranno, un giorno, anche la forma di una persona, allora dovremo pensare ad un robot che può cambiare forma e aspetto. E' un obiettivo che sarà comunque raggiungibile non prima di vent'anni”.

Il problema principale riguarda il modo con cui alimentare i catomi, perché è complesso fornire loro energia dall’interno. “Per questo si sta pensando ad una piattaforma esterna che induce corrente all'interno”, spiega Babu Pillai della Intel. Per far muovere un oggetto, bisognerà creare un’alimentazione variabile che induca i vari catomi ad assumere posizioni diverse in base alla quantità di energia che riceveranno.

Lo sviluppo degli studi claytronici apre una serie di scenari futuribili in ambito sia civile sia militare."


Come commentare? Ci sembra che l'invenzione descritta nel testo abbia non pochi punti di contatto con il Morgellons, la malattia connessa a nanomacchine, diffuse con le chemtrails, e che, alimentate dalla corrente elettrica dell'organismo, sono capaci di autoassemblarsi, di autoreplicarsi e forse di riprodurre gli organismi (insetti, aracnidi) con cui vengono in contatto. Tali nanostrutture potrebbero anche essere alimentate da fonti esterne: onde elettromagnetiche, di varia frequenza e lunghezza, irradiate da apposite antenne che, non a caso, sono sempre più spesso installate con il pretesto di infittire la rete wireless e di migliorare la ricetrasmissione dei segnali connessi alla telefonia mobile.

Viene in mente un racconto di Primo Levi, L’ordine a buon mercato. Nel testo l’autore immagina un duplicatore, chiamato Mimete, capace di riprodurre un oggetto esattamente come l'originale. Da una parte si può inserire un foglio protocollo con i bolli, dall'altra esce un foglio protocollo identico all'originale con i bolli veri, un clone perfetto. Il protagonista prova quindi a duplicare vari oggetti, dapprima una banconota, poi un diamante, quindi una salamandra, riuscendoci felicemente. Alla fine l'inventore clona la consorte, ma, assillato da due mogli, duplica sé stesso, per riformare due coppie uguali...

La situazione evocata da Primo Levi non è del tutto inverosimile, come si potrebbe, invece, pensare. E' uno scenario reso plausibile dal formidabile sviluppo della tecnologia soprattutto in campo bellico ed in quello delle energie (non escluderei che i militari già usino l'energia del punto zero o etere); è uno scenario gravido di sinistre conseguenze, a stento immaginabili.

Articoli correlati e fonti:

Bojs, La prossima guerra globale contro il D.N.A., 2008
M.Tenan, La scienza del nostro pianeta, 2008
Redazione Ecplanet, Realtà sintetica virtuale, 2008




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martedì 13 novembre 2007

La guerra dei robot

Pubblichiamo un breve ma importante articolo tra i numerosi segnalatici dalla Dottoressa Hildegarde Staninger. La validissima e battagliera tossicologa californiana, a differenza di alcuni suoi esimi colleghi ancora intenti a baloccarsi con i PM 10, fingendo di essere intenti in chissà quali rivoluzionarie ricerche, per non concludere niente, è impegnata a raccogliere una mole enorme di documenti ufficiali, di studi scientifici, di dati che dimostrano l’incontrovertibile nesso tra scie chimiche e H.A.A.R.P. da un lato, nuove patologie e danni all’ambiente dall’altro.

Il testo che proponiamo evoca un fosco scenario di controllo totale ottenuto tramite nanomacchine in grado di penetrare nell’organismo umano. Abbiamo ragione di paventare che tali mostruosi marchingegni siano da tempo diffusi per mezzo delle chemtrails.



Dove saranno combattute le battaglie del futuro? Includeranno il ciberspazio?

Uno dei maggiori sviluppi bellici proverrà da apparati nanotecnologici. Il Dipartimento statunitense della Difesa possiede già prototipi di polvere intelligente in grado di perlustrare. Per esempio, milioni di sensori possono spiare in modo molto preciso i movimenti di uomini e macchine in un'area molto vasta. Essi saranno presto capaci di esplorare territori, restando invisibili, forse alla ricerca di singole persone. Nell'arco di un decennio, essi potranno compiere missioni di guerra.

Il ciberspazio diventerà un campo di battaglia. Dotate di programmi ad hoc, le nanomacchine penetreranno nei nostri corpi e nei nostri cervelli. L'integrità e la sicurezza dei programmi diventeranno una questione strategica.


Qui l'articolo in inglese.
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