giovedì 9 agosto 2007

I tre filmati divulgativi sulle scie chimiche

Scie chimiche - Fermiamoli! (Parte I)
http://uk.youtube.com/watch?v=oUJMHRJR1pM



Le scie di condensa sono provocate dalla trasformazione del vapore acqueo, prodotto dalla combustione del carburante, in aghetti di ghiaccio, causata dalle condizioni di umidità, pressione e temperatura che si riscontrano solo ad alte quote di volo. Secondo la NASA, le contrails si formano quindi ad altitudini in genere superiori ai 9.000 metri, valori di umidità relativa superiori al 72% e temperature inferiori a -41° Celsius. Qualsiasi velivolo che rilasci copiose scie a quote inferiori e condizioni di umidità e temperatura non idonee, è un aereo chimico.

Il nome "scie chimiche" è la traduzione del termine "chemtrails", coniato per la prima volta nel 1996, anno in cui, in Canada, si ebbero i primi avvistamenti delle medesime. Le scie chimiche vengono definite tali per il semplice motivo che non sono scie di condensazione (contrails), ma sono generate artificialmente, a quote e condizioni di temperatura ed umidità non idonee alla formazione delle scie di condensa tipiche. Le scie di condensa, infatti, si formano a quote superiori ai 9.000 metri, valori di umidità superiori al 72% e temperature inferiori a -41° Celsius.

I governi ed i i militari hanno eseguito sperimentazioni su aree popolate, sin dalla fine degli anni quaranta e su questo è stata raccolta una documentazione impressionante. Con incredibile disprezzo della vita umana, i governi di ieri ed oggi hanno compiuto e compiono tuttora esperimenti su cittadini inermi ed inconsapevoli. Nel 2003, l'Italia ha stipulato un accordo di collaborazione con gli Stati Uniti denominato "Cooperazione Italia-USA su Scienza e Tecnologia dei cambiamenti climatici". Questo accordo, ufficialmente è volto allo studio dei fenomeni atmosferici, ma in realtà, come si deduce dai vari paragrafi del documento, implica la diffusione di sostanze chimiche dannose in atmosfera, tramite aerei opportunamente attrezzati, per verificare gli effetti delle stesse sulla biosfera.

Abbiamo reperito decine di brevetti, acquistati in seguito dalla N.A.S.A. e da altri organismi statunitensi che permettono la modificazione dei fenomeni meteorologi attraverso il cospargimento aereo di elementi chimici come alluminio, zolfo, titanato di bario, torio radioattivo, rame, selenio, manganese, quarzo, silicio.

L'irrorazione di tonnellate di particolato in bassa ed alta atmosfera in vaste aree del mondo sta modificando in modo irreparabile gli equilibri climatici e biologici e, seppure queste operazioni di aerosol vengano spacciate per tentativi di mitigare l'effetto serra, esse invece, sortiscono l'effetto contrario. E' infatti dimostrato che la barriera artificiale creata tramite le "scie chimiche", oltre ad impedire il passaggio della luce solare necessaria per la vita sulla terra, imprigiona il calore negli strati bassi dell'atmosfera, con un conseguente aumento delle temperature. Non dimentichiamo inoltre che il lungo periodo di siccità che affliggerà varie parti del mondo è senza dubbio causato dalla massiccia diffusione di bario in atmosfera.

Se veramente tali operazioni di aerosol fossero mirate a mitigare l'effetto serra, per quale motivo, aerei cisterna KC-135 volano bassi nelle ore notturne?



Scie chimiche: i veri motivi - Fermiamoli (Parte II)
http://uk.youtube.com/watch?v=JvspY2AOUR0



Quali sono gli scopi delle scie? Perché vengono diffuse? Queste sono le domande legittime che molti si pongono. Proviamo a fornire delle risposte.

In primo luogo le scie chimiche contengono sostanze in grado di modificare i fenomeni meteo: i sali di bario ed il gel di silicio, ad esempio, assorbono l'umidità atmosferica, riducendo drasticamente le precipitazioni.

Inoltre le scie, formando una patina che filtra i raggi solari, danneggiano le colture tradizionali che abbisognano sia di luce sia di acqua: in questo modo, si rendono necessarie le sementi ogm. Non è un caso se, da anni, molte multinazionali agroalimentari esercitano pressioni sull'Unione europea affinché siano accettati gli ogm.

Vari elementi chimici, poi, sono irrorati per ottimizzare la ricetrasmissione dei segnali radar e per favorire una migliore propagazione delle onde radio a fini militari.

Sempre in ambito bellico, la manipolazione della ionosfera e l'irrorazione di sostanze chimiche permettono di accecare i radar ed i satelliti nemici.

Con i voli, sono diffusi nell'aria spore di funghi, virus e batteri nell'ambito di pericolosi test sulla popolazione.

E' evidente, quindi, che l'operazione "scie chimiche" si inquadra negli obiettivi del complesso militare-industriale volto ad aumentare a dismisura il controllo dell'economia globale.

Le scie chimiche sono dunque un'arma per il controllo del clima e per soggiogare quei paesi che non intendono piegarsi al Nuovo ordine mondiale.

L'operazione si basa su una serie di brevetti (da Tesla a Cordani) acquisiti dalla NASA, dalle forze militari statunitensi, russe, cinesi, brevetti che si sono tradotti in tecnologie belliche e di geoingegneria.

Gli interessi in gioco, come si vede, sono molteplici ed è per questo motivo, che, sia le istituzioni sia i media ufficiali, negano la stessa esistenza del problema, riconducendo le attività di avvelenamento del pianeta, a normali voli di linea ed alle rarissime scie di condensazione. Noi sappiamo, invece che essi mentono, per nascondere una verità incoffessabile. E' nostro dovere fermarli, prima che sia troppo tardi.



Scie chimiche - Il progetto R.F.M.P. [The R.F.M.P. project] (Parte III)
http://uk.youtube.com/watch?v=gsQyh1nkrEk



Sempre più spesso vengono segnalati elicotteri neri privi di contrassegni che evoluiscono sopra i centri abitati anche a quote relativamente basse. Gli elicotteri, dotati di strani congegni, sono osservati soprattutto dopo massicce irrorazioni chimiche.

Molti si chiedono quali possano essere i motivi di questi voli, in aree in cui non erano mai stati avvistati elicotteri militari. Compiendo ricerche nell'ambito della questione relativa alle scie chimiche, i cui scopi sono molteplici, essendo le chemtrails un'arma polivalente, crediamo di poter spiegare almeno una delle ragioni per cui questi aeromobili sorvolano spesso le zone urbane e rurali.

Esiste un progetto della Marina militare statunitense denominato RFMP, ossia "Pianificatore delle frequenze radio di missione". RFMP è il nome di sistema dato ad un gruppo di programmi informatici. Uno dei sottoprogrammi, nell'ambito di tale sistema, è il VRTPE che consente di osservare su un monitor il campo di battaglia in una configurazione tridimensionale. Il sistema RFMP dipende dai satelliti per ricavare e caricare le immagini del terreno di combattimento, per poi combinarle con l'immagine ripresa a terra, producendo così rappresentazioni tridimensionali. Il sistema RFMP funziona adeguatamente solo sull'acqua e lungo le linee di costa, ma non sulle masse terrestri, perché il radar per operare al meglio, ha bisogno di condizioni atmosferiche particolari. I militari hanno risolto questo problema, impiegando squadriglie di aerei che rilasciano nell'atmosfera una miscela di sali di bario, così da creare un canale per le frequenze radio. Ciò produce un ambiente adatto alla trasmissione di onde radio per il sistema RFMP/VTRPE. Questa tecnologia è stata usata dalla Marina statunitense sia in Arabia Saudita sia in Iraq."

Sembra quindi di poter concludere che gli elicotteri, attraverso dispositivi ad hoc, riprendono e registrano immagini tridimensionali del territorio. Tracciano mappe di aree, nel quadro di simulazioni belliche, in vista di futuri conflitti? Pare di sì. Vengono realizzate raffigurazioni tridimensionali delle regioni in cui precedentemente sono stati sparsi i sali di bario. Tali regioni appartengono al Nord America, all'Europa, all'Australia, all'Asia...: non vorremmo neanche prendere in considerazione l'agghiacciante ipotesi di un teatro bellico mondiale...

martedì 7 agosto 2007

Informazione e scie chimiche

Pubblichiamo un'interessantissima analisi, tradotta in testo e diagrammi di flusso, per opera di "Cieliazzurri", curatore del blog Scie persistenti su Milano. Penso valga la pena dare a questo articolo, incentrato sulle strategie di informazione, il massimo risalto possibile.


Come si diffonde l’informazione sulle scie chimiche tra la gente? E’ possibile migliorarne la diffusione? Se sì, come? A chi e come bisogna rivolgere l'informazione sulle scie chimiche? In questo post cercheremo di discutere questi argomenti.

Nel mondo esistono attualmente due gruppi di persone:

1) chi ignora totalmente il fenomeno delle scie chimiche;
2) chi ne è a conoscenza.

Ognuno di noi (chi sta leggendo ovviamente fa ormai parte del gruppo due) ha fatto parte in passato del gruppo uno. Io ne ho fatto parte fino all'inizio di quest'anno. Non sapevo nulla di scie chimiche. Poi a un certo punto, chi prima chi dopo e in tanti modi diversi, abbiamo fatto il salto nel mondo vero.

Il passaggio dal gruppo uno al gruppo due è un passaggio non indolore ed a senso unico. E’ il passaggio più importante del ciclo di informazione.


L'informazione sulle scie chimiche quindi dovrebbe puntare, per prima cosa, a catalizzare questo passaggio, aumentando il numero di persone che hanno sentito parlare per lo meno una volta delle scie chimiche. Purtroppo su questo passaggio lavora la censura della TV e dei media. La censura sulle scie chimiche ha come scopo quello di bloccare il più possibile il trasferimento delle persone dal gruppo uno al gruppo due non facendo produrre alcuna informazione sull'esistenza dell'operazione di aerosol nei cieli, lasciando così le persone nell'ignoranza.


Che cosa possiamo fare allora per aumentare i passaggi dal gruppo uno al gruppo due? Visto che la TV non ne parla, bisogna utilizzare altri mezzi di informazione: volantini, manifesti, siti web, banner, email, telefonate, sms. Bisogna fare arrivare le parole “Scie chimiche “ a più persone possibili. Si possono usare ad esempio magliette con la scritta “Guarda il cielo” “Scie chimiche”. E' fondamentale che sempre più persone vengano a conoscenza del fenomeno delle scie chimiche.


Passiamo adesso al gruppo due. Al gruppo di chi sa, di chi in qualche modo è stato informato. Nel gruppo due le persone vengono divise in ulteriori gruppi. Vediamo come.


Ammettiamo che una persona tramite un amico, assistendo ad un video o guardando un adesivo sulla metropolitana venga a conoscenza delle scie chimiche. Un'idea nuova entra nella sua testa:

"Ci sono aerei che passano sulla città per spruzzare qualcosa su di noi".

Questa persona è entrata ufficialmente nel gruppo due dello schema e ci resterà per sempre. Come si comporterà adesso questa persona? Dalla mia esperienza direi che la cosa più probabile, almeno qui in Italia, è che la persona inizialmente venga turbata dal tremendo scenario delle scie chimiche ma successivamente lo rifiuti, ritenendolo semplicemente impossibile. la persona entra allora nel gruppo “Chi pensa che siano tutte baggianate”.

Questa persona reputa un'assurdità che degli aerei passino e ripassino per spruzzare composti chimici e biologici sulle nostre teste [egli è anche probabilmente convinto che le torri gemelle siano state abbattute da aeroplani guidati da terroristi islamici armati di taglierino, il passaporto di uno dei quali non si è distrutto nello spaventoso incendio, a differenza della scatola nera, praticamente indistruttibile, che è andata persa :)]. Questa persona crede con fede a tutto quello che la televisione gli propina. Bene, una persona può rimanere in questo gruppo a lungo. Può semplicemente continuare la propria vita come se niente fosse, non pensando a quello che ha sentito circa gli aerei chimici.

Questa persona, però, può anche evolvere in maniera estremamente negativa, diventando un paladino della razionalità e della difesa della pseudo-normalità. Egli può addirittura impegnarsi in prima persona a negare l’esistenza del fenomeno, entrando nel gruppo "Chi disinforma in buona fede".

Questa persona fa quello che fa in totale buona fede. Egli crede veramente che le scie chimiche siano una baggianata. E' una persona diciamo un po’ immatura ed ingenua, ma non in malafede: "Scie chimiche? Ma fammi il piacere!!". Si tratta di persone che non hanno, incolpevolmente, l'apertura mentale sufficiente per immaginare una operazione incredibile come quella delle scie chimiche. Fare shiftare queste persone dai due gruppi testé citati non è semplicissimo. Tuttavia, una attenta e precisa campagna informativa, che miri oltre che alle dimostrazioni tecnico-scientifiche, anche al cuore di queste persone, potrebbe sortire qualche effetto.

Ho notato anche che l’insistenza nell’informare sulle scie sortisce degli effetti. Una persona di fronte alla continua esposizione alla mole infinita di prove sull’esistenza delle scie chimiche, se non è totalmente chiusa, si convince che forse c'è qualcosa di vero.

Accanto al gruppo di chi crede che le scie chimiche non esistono, troviamo il gruppo "Chi si convince dell'anomalia del fenomeno". Le persone facenti parte di questo gruppo si rendono conto che c'è qualcosa che non va, capiscono che il fenomeno delle scie persistenti è anomalo, ma non ritengono le informazioni in loro possesso sufficienti per poter dire "E' in atto un'operazione di irrorazione".

Chi si convince dell'anomalia del fenomeno.

Come deve essere allora l'informazione all'interno del gruppo 2) (il gruppone di chi è stato informato sull'esistenza delle scie chimiche)? Essa deve avere caratteristiche differenti rispetto all'informazione rivolta a chi non sa nulla di scie chimiche. L'informazione all'interno del gruppo 2) deve essere mirata a dimostrare la veridicità della teoria delle scie chimiche. L'obiettivo è quello di fare capire alle persone che credono che si tratti di baggianate, o che ancora non sono convinte che la cosa sia molto grave, che purtroppo i sorvoli chimici sono reali.

Che mezzi usare? Video, volantini, articoli che riportino argomenti forti, convincenti. In questo caso non si tratta più di informare, ma di dimostrare la veridicità del fenomeno. Le persone di questo gruppo hanno già sentito parlare di scie chimiche. Solo che non ci credono.

Passiamo adesso al gruppo di chi si è reso conto che è in atto un'operazione sistematica di irrorazione di gran parte del pianeta: “Chi si convince che è in atto una operazione di irrorazione”.

Se una persona timidamente entra in questo gruppo, si trova su un terreno estremamente scivoloso. Questa persona corre inizialmente il rischio di shiftare verso il gruppo “Chi pensa che siano tutte baggianate” perché i dubbi sulla veridicità delle scie chimiche sono tanti. E’ mille volte più facile credere che non è vero niente piuttosto che credere agli "Illuminati", al Nuovo ordine mondiale, alle sfere volanti e agli U.F.O., alle scie piene di alluminio, bario e fibre. Ma se una persona apre il suo cuore alla verità, è in grado di resistere a lungo nel gruppo di chi si convince che è tutto vero. A questo punto la situazione può evolvere in modi diversi. La persona può continuare la propria vita come prima, consapevole dell'esistenza dei sorvoli chimici, pensando senza neanche tutti i torti “Ma tanto, cosa possiamo fare?".

A queste persone, vorrei ricordare che noi siamo i padroni delle nostre vite. Che abbiamo un diritto naturale a realizzare le nostre aspirazione e a vivere in pace, in un mondo libero dal male. E che quindi abbiamo il diritto di fare cessare i sorvoli chimici e di liberarci delle persone che hanno organizzato tutto questo. Ma chiaramente nessuno è obbligato a fare alcunché.

Una persona del gruppo "Chi si convince che è in atto un'operazione di irrorazione" che vuole che le cose cambino, che vuole un cielo senza bario e alluminio, che vuole la pioggia e le nuvole normali, può allora shiftare ad un ulteriore gruppo: “Chi informa”. Una persona di questo gruppo si impegna a trasferire le proprie conoscenze ad altre persone, affinché più persone possibile si "risveglino" e capiscano cosa sta succedendo.

Ma attenzione. Nel gruppo di chi si è reso conto della vera natura dell'operazione scie chimiche, sono presenti delle persone meschine. Persone che conoscono la verità sui sorvoli chimici, ma che per motivi personali, soldi, potere o quant’altro, decidono di disinformare o di nascondere la verità.

I meschini.

Quelli che fanno parte del gruppo "Chi disinforma in malafede" (i cosiddetti debunkers) hanno lo scopo di indirizzare le persone entrate nel gruppone 2) (il gruppo di chi è stato informato) verso il sottogruppo “Chi pensa che sono tutte baggianate”. Il loro obiettivo è mettere una pezza al buco che si è creato nel muro della censura sulle scie chimiche. Delle persone hanno scoperto l'operazione scie chimiche? Bene, convinciamoli che sono tutte fantasie!

Cosa si può fare per gestire queste persone? Spesso queste persone adducono motivi, spiegazioni (a volte davvero senza capo ne' coda) per confutare la teoria delle scie chimiche. Cosa fare con queste persone? Rispondergli? Rispondere a queste persone vuole dire a mio avviso perdere energie che possono essere destinate ad informare chi ancora non sa o a convincere chi crede che si tratti di fantasia. Non ha senso convincere un debunker perché lui già conosce la verità, ma la nega. Tuttavia, essi lanciano controinformazione che può essere dannosa, se recepita come vera da chi ancora non si è fatto un'idea. Cosa fare? Personalmente cerco di ignorarli o trattarli con ironia. Noi andiamo per la nostra strada di informazione, forti di essere dalla parte della verità. Loro, verso l'inferno. Lasciamo che scompaiano e si sciolgano come neve al sole. Un certo controllo delle attività dei debunker va comunque effettuato.

Sarebbe importante anche tentare di far capire a queste persone la gravità di quello che fanno, ma purtroppo non c'è il tempo. Se vogliono salvarsi, cambino, e in fretta. Ma da soli.
C'è anche un altro gruppo di persone meschine. "Chi sa e nasconde la verità". Persone che magari ricoprono ruoli o incarichi importanti nella società, sono a conoscenza della cosa ma la nascondono per interessi personali. Grave. Molto grave.
E chi rimane? Di chi non abbiamo parlato? Mancano ancora due gruppi. Gli ideatori e i realizzatori del progetto scie chimiche.

Al gruppo “Chi ha ideato l’operazione scie chimiche” solo un messaggio: che essi possano trovare un giorno la via della pace e della luce.

Per quanto riguarda gli attuatori (chi materialmente compie le operazioni di irrorazione), che fanno parte del gruppo "Chi partecipa all'operazione scie chimiche", se si tratta di persone che eseguono degli ordini, sappiamo che devono obbedire. Ma credo che l'informazione verso questi soggetti potrebbe sortire effetti positivi. Toccare il cuore dei piloti [ (se sono umani ;-) ] o di chi teleguida i droni forse potrebbe regalare qualche sorpresa. Questo gruppo è stato collocato nello schema all'interfaccia tra chi sa e chi non sa perché potrebbe anche essere (poco probabile comunque) che chi spruzza non sappia quello che sta facendo o quanto meno quello che sta spruzzando. Ad esempio, l'operaio che fa la Coca cola non ne conosce la formula.
Conclusioni.

Vediamo a questo punto come e a chi dovrebbe essere indirizzata l'informazione sulle scie chimiche.

Essenzialmente l'informazione sulle scie chimiche deve avere un un duplice obiettivo:

1) Informare più persone possibili sull'esistenza del fenomeno scie chimiche. Far passare Più persone possibili nel gruppo "Chi è stato informato".

2) Fornire informazioni tecniche, dimostrazioni, prove forti a chi già è stato informato ma ancora non crede all'operazionedi irrorazione in atto.

Quando si produce informazione bisognerebbe quindi sempre avere in mente il target a cui l'informazione è rivolta, per ottimizzarne l'efficacia.
"Per chi è questo video? Per chi non sa niente di scie"
"Per chi è questo articolo?Per chi ha capito l'anomalia ma ancora non crede all'operazione di irrorazione"
E così via.

Gli obiettivi principali dell'informazione sulle scie chimiche.

Il risultato finale che si intende ottenere con l'attività di informazione sulle scie chimiche è fare convergere più persone possibili al gruppo di persone che ha compreso la vera natura delle operazioni di irrorazione. Tale risultato, come visto, si può raggiungere gradualmente.

Nella campagna di informazione bisogna tenere però presente ulteriori elementi:

1) Gestire i debunkers, tamponarli e limitare i danni da loro provocati.

2) Pensare anche all'informazione diretta ai piloti dei tankers chimici ed agli esecutori materiali della operazione di aerosol (chi produce i materiali rilasciati dagli aerei, chi gestisce l'attività). Video, messaggi mirati a queste persone.

3) Pensare all'azione di "conversione" di tutti i gruppo che nello schema sono colorati in rosso. Le persone che fanno parte di questi gruppi sono il vero problema. Dubito che si possano convertire, ma basterebbe che una piccola parte lasciasse "Il lato oscuro della forza" per creare un bel maremoto.

4) Informazione interna. Trasferimento di conoscenze tra chi informa in modo che chi si occupa di informazione sulle scie chimiche sia sempre aggiornato sulle nuove diavolerie escogitate dai manigoldi.

Gli ideatori del progetto scie chimiche fanno di tutto perché la loro verità non diventi ufficiale.
Facciamola diventare!
Se tutti saranno informati e tutti capiranno che è tutto vero, il gioco non potrà più stare in piedi come sta adesso.


P.S.

Una piccola statistica. La maggior parte delle persone che conosco si colloca nel gruppo "Chi si convince dell'anomalia del fenomeno". Non è semplice passare al gruppo verde di chi comprende la vera natura del fenomeno. Ci vogliono prove forti ed eclatanti. Una prova, anche se vera, a volte, purtroppo, non è sufficiente. Una persona si convince solo con elementi forti e eclatanti.

E un piccolo giochino. Proviamo a collocare le persone che conosciamo o le personalità dello spettacolo, informazione o politica nello schema. Dove le collochiamo? Una buona parte va sicuramente nel gruppo "Chi pensa in buona fede che sono tutte baggianate" e un'altra nel gruppo di chi ancora neanche sospetta dell'esistenza delle scie chimiche. Spero davvero che nessuno rientri nei gruppi rossi. Chi è nei gruppi rossi è destinato alla dannazione: almeno qualche milione di anni da passare in un mondo inferiore. Pensateci. Ne vale la pena? ;-)


lunedì 6 agosto 2007

Rods e scie chimiche

Uno dei RODS sovente avvistati sopra Sanremo, sempre durante il passaggio di velivoli chimiciJose Escamilla è un regista, produttore, documentarista e ricercatore nato a Roswell. Di recente ha realizzato dei documentari di argomento ufologico, tra i quali Interstellar ed U.F.O. The greatest story ever denied, produzioni che includono molti filmati della N.A.S.A. Negli anni '60 del XX secolo, dopo aver avvistato alcuni strani velivoli nel cielo del New Mexico, Escamilla cominciò ad interessarsi di U.F.O. che filmò in varie occasioni. E' stato tra i primi ad occuparsi di rods, (letteralmente “barre”, “aste”), singolari oggetti spiraliformi o allungati che, stando ad alcuni studiosi, potrebbero essere creature viventi dall’apparenza plasmatica, dotate forse di intelligenza. Escamilla accosta inopinatamente i rods ai dropa, gli extraterrestri di un’antica tradizione cinese.(1)

Il documentarista ricorda che nel 1996 la navicella spaziale Columbia installò il Tether, un cavo per la messa in orbita di satelliti. L'esperimento fallì, a causa della rottura dello stesso, rottura causata, secondo Escamilla, dai rods intenti a contrastare la militarizzazione dello spazio per opera degli U.S.A. e di altre potenze mondiali. Infatti pare che i militari mirino ad uccidere questi esseri, occupando ed avvelenando l'ambiente in cui vivono.

Questo spiega l'operazione "scie chimiche", un tentativo attuato dai governi per rendere inospitale l'habitat per queste creature, anche se la versione ufficiale dell'Aeronautica statunitense si riferisce all'eliminazione di batteri (sic) presenti nell'atmosfera. Sappiamo che, invece, è vero il contrario.

Come si può considerare l’ipotesi di Escamilla? Non si può escludere che l’esecutivo occulto, avvalendosi del complesso industriale-militare, si prefigga l’obiettivo di ostacolare e di neutralizzare in ogni modo alieni che interferiscono con gli ambiziosi e diabolici piani terrestri di dominio, ormai non più solo planetario.

(1) Secondo Escamilla, si deve a Trevor James Constable la scoperta dei rods. Constable, che vive a San Pedro, in California, “ha studiato la manipolazione del clima e nei lontani anni ’60 faceva esperimenti. Può far piovere nei luoghi più aridi tramite l’energia orgonica, la tecnologia di Wilhelm Reich, ma naturalmente governo e militari stanno rovinando il clima". Su queste misteriose presenze, vedi Aliasrc, The rods. L'autore, che rileva come i rods siano visibili all'infrarosso, ne esamina morfologia, dimensioni, movimento etc., formulando alcune interessanti ipotesi sulla loro natura.

Nel 1947 l'esploratore Karyl Robin-Evans venne in contatto con una tribù cinese: i Dropa (pastori), il cui capo gli spiegò che i loro antenati provenivano dalle stelle e, più precisamente, da un pianeta che si trova vicino a Sirio. Le leggende li descrivono come creature basse e dalla testa grossa. Poiché gli extraterrestri non riuscirono a ripartire, dovettero convivere con gli uomini. Attualmente di quell'antico popolo, si sono pressoché perse le tracce. Tuttavia esiste un gruppo di pastori nomadi, i Dropka, allevatori di yak.


Fonti:

Aliasrc, The rods, 2007
P. Harris, Interstellar, traduzione dell'articolo-intervista a cura di B. Barbatelli, 2007, in Area 51, n. 23
D. Pasquariello, I rods: animali alieni?

domenica 5 agosto 2007

Progetto Blue beam: prove di trasmissione

Il 26 dicembre 2006, a Cinisello Balsamo (Milano), fu realizzato un video che mostrava una strana figura fluttuante nel cielo: la figura, di colore bianco fluorescente, dalle sembianze piuttosto indefinite, fu interpretata da molti testimoni e fruitori del filmato (potenza della "fede" ed inganno della percezione) come la Vergine col Bambino.

In verità, l'immagine può vagamente assomigliare alla Madonna, una Madonna legnosa e stilizzata, ma ha tutta l'evidenza di un ologramma, anche alquanto rudimentale.

Esaminando il video di recente, abbiamo notato che, prima che la videocamera riprenda la proiezione olografica, è immortalato, in un cielo saturo di nebbia chimica, un inconfondibile aereo della morte seguito dalla solita scia densa e sfrangiata, tipica dei demoni alati.

A nostro parere, si tratta di un'immagine olografica e non di un'epifania mariana: le caratteristiche dell'immagine e la contemporanea presenza del tanker spingono a pensare che la Vergine del video non abbia alcunché di soprannaturale, ma sia una produzione tecnologica da collegare all'aereo chimico, all'atmosfera piena di sostanze atte a favorire le condizioni elettromagnetiche (nell'atmosfera e nel percipiente) per la creazione e ricezione di icone.

D'altronde le tecniche olografiche, fino a pochi anni fa, erano ancora piuttosto primitive, ma, oggi giorno, è possibile creare immagini indistinguibili da quelle reali, con tanto di ombreggiature, riflessi, tridimensionalità, movimenti...

Insomma, si è trattato di una prova di trasmissione, nell'ambito del Progetto Blue beam, il programma che, facendo leva sulla fede sincera, ma ingenua di molti credenti, sia cristiani sia di altre religioni, implica la simulazione della Parousia del Cristo e di altri personaggi sacri nonché la messinscena di un'invasione extraterrestre, da un lato per consolidare la religione intesa come instrumentum regni, dall'altro per coagulare il consenso della popolazione mondiale di fronte alla falsa minaccia aliena. I cittadini, sempre inclini ad accettare come oro colato le menzogne dei regimi che li dominano, acconsentiranno alla creazione di un governo mondiale dotato di immensi poteri, cui sarà delegato il compito di difendere il pianeta da nemici esterni. E’ un possibile scenario futuro…

The end



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venerdì 3 agosto 2007

Confermata un'ipotesi sul Morgellons?

Un po' di tempo fa, ipotizzammo che il terribile morbo di Morgellons potesse essere in qualche modo contrastato attraverso lo zapper, un dispositivo elettronico che, emettendo delle onde quadre, è in grado di interferire con il ciclo biologico di virus e batteri che hanno attaccato l'organismo. Lo zapper quindi può debellare alcune malattie, distruggendo agenti patogeni, soprattutto se si usa il modello che consente di variare la frequenza.

Orbene, abbiamo appreso che lo scienziato statunitense Michael Wolf dichiarò di aver operato all'interno del governo ombra, definito dal ricercatore Richard Boylan Cabal, per 25 anni. Wolf, scomparso il 18 settembre del 2000, rivelò che il rapporto pubblicato dal Dr Strecker, in cui si definisce l'AIDS una malattia dovuta ad un virus creato in laboratori militari, è corretto.

Secondo il Dr Strecker, tale virus ha una struttura cristallina(2) e può essere distrutto con particolari frequenze. Ora, considerando che il Morgellons è quasi certamente causato da nanomacchine, diffuse con le scie chimiche, ed alimentate con microbatterie, si sarebbe tentati di concludere nel modo seguente: se il virus dell'AIDS può forse essere neutralizzato con l'irradiazione di frequenze, questo dovrebbe essere vero anche per i patogeni che provocano la sindrome di Morgellons, coincidendo le nanomacchine, alla base della malattia, con congegni bioelettronici.




(1) Lo zapper, ideato dalla dott.sa Hulda Clark, è un piccolo dispositivo elettronico che genera un'onda quadra positiva a 30.000 hertz. I due elettrodi dell'apparecchio vengono applicati al corpo, di solito braccia o arti inferiori, in modo che la debolissima corrente lo attraversi. L'esperienza di molte persone testimonierebbe che questa corrente può distruggere o contrastare i vari microorganismi, siano essi parassiti, batteri, funghi, virus.

Secondo alcune opinioni, i benefici effetti dello zapper deriverebbero da tre fattori. Il primo è un’azione diretta contro il microrganismo patogeno. Questo, investito dalla sua particolare frequenza presente nell'onda quadra che, per sua natura, ne contiene moltissime, entra in risonanza e viene distrutto. Il secondo meccanismo implicherebbe il danneggiamento delle barriere proteiche erette dal patogeno per dissimularsi all’interno del sistema immunitario che così può riconoscerlo ed aggredirlo. Infine il terzo aspetto riguarderebbe un’azione di stimolo generale del sistema immunitario.

(2) Anche il Dr Donald W. Scott cita una forma cristallina in ordine al batterio brucella che lo scienziato considera all’origine di molte affezioni neurosistemiche: "Un documento di uno studio del Senato declassificato il 24 febbraio 1977, dimostra che George Merck, della ditta farmaceutica Merck Sharp & Dohme (che ora produce farmaci per curare malattie che un tempo essa stessa creò), nel 1946 riferì al Ministro della guerra che i suoi ricercatori erano riusciti, per la prima volta, ad isolare l'agente patogeno in forma cristallina: avevano prodotto una tossina batterica estratta dal batterio Brucella. Tale tossina poteva essere trasmessa da vettori come gli insetti, l'irrorazione aerea o la catena alimentare".

Fonti:

A. Feltri, Virus, 2006
C. Stonor, Le rivelazioni del Dr Kruvant. 2007, in Area 51, n. 22
D. W. Scott, Micoplasma: l’agente di collegamento nelle affezioni neurosistemiche, 2007
Zret, Nanotecnologie e scie chimiche: quale collegamento?
, 2007

giovedì 2 agosto 2007

Unione europea: interrogazione parlamentare sulle chemtrails

Atti parlamentari
16:03 - lunedì

Parlamento europeo: interrogazione sulle scie di condensazione degli aerei che non contengono più solo acqua


Strasburgo, Francia - Presentata da Erik Meijer (GUE/NGL)
(WAPA) - "Interrogazione scritta E-2455/07
di Erik Meijer (GUE/NGL)
alla Commissione

Oggetto: scie di condensazione degli aeromobili che non contengono più solo acqua ma che causano velature biancastre persistenti, dovute probabilmente alla presenza di bario, alluminio e ferro

1) È la Commissione a conoscenza del fatto che, dal 1999, alcuni cittadini in Canada e negli Stati Uniti hanno denunciato la presenza crescente nell’aria di un nuovo tipo di scie di condensazione degli aeromobili, che talvolta rimangono per ore e che si espandono molto più che in passato, creando velature biancastre definite 'Oscuramento aereo' e che questo nuovo tipo ha particolarmente colpito l’attenzione delle persone perché è molto diverso dalle scie brevi, sottili come un tratto di matita che sono diventate familiari da quando gli aerei a reazione hanno iniziato a volare, che rimangono visibili per 20 minuti al massimo e che si creano solo se il vapore acqueo si condensa sulle particelle di polvere a causa delle basse temperature e dell’elevata umidità?

2) È la Commissione a conoscenza del fatto che le ricerche fatte da queste persone, le osservazioni dei piloti e le affermazioni delle istanze governative suggeriscono sempre di più che ciò che sta succedendo è che gli aeromobili emettono nell’aria secca piccole particelle contenenti bario, alluminio e ferro, un fenomeno che nel dibattito pubblico in America è noto come 'Scie chimiche'?

3) Diversamente dalle scie di condensazione, le scie chimiche non sono un prodotto inevitabile dell’aviazione moderna. Sa la Commissione quale sia lo scopo delle emissioni artificiali di queste sostanze terrestri nell’atmosfera? Aiutano le piogge, portano benefici alle telecomunicazioni o combattono il cambiamento climatico?

4) In quale misura l’oscuramento aereo e le scie chimiche vengono utilizzate nei cieli d’Europa, non dimenticando che molte persone anche qui sono convinte che il fenomeno sta diventando sempre più comune e sono interessate dal fatto che fino ad oggi se ne sa poco e non vi sono informazioni pubbliche a riguardo? Chi ha iniziato queste emissioni e come vengono finanziate?

5) A parte le supposte conseguenze positive delle emissioni di sostanze nell’aria, è la Commissione a conoscenza di possibili svantaggi per l'ambiente, la salute pubblica, l’aviazione e il ricevimento delle stazioni Tv?

6) Che cosa si fa per evitare che singoli Stati europei o aziende adottino misure unilaterali il cui impatto transfrontaliero potrebbe essere giudicato indesiderato da altri Stati o da organizzazioni di cittadini? Vi è già un coordinamento a questo proposito? Svolge l’Ue un ruolo in tutto ciò o prevede la Commissione un ruolo futuro e quali sono i suoi obiettivi in merito?". (Avionews)

(006) 070730160314-1077600 (World Aeronautical Press Agency - 30-Lug-2007 16:03)


Fonte: http://www.avionews.it/


PDF:

http://www.avionews.it/pdf_news.php?newsId=1077600


Addendum del 3 agosto 2007


Grazie alle informazioni forniteci da T A R O, possiamo riportarvi la scandalosa e patetica risposta della commissione europea (non ci illudevamo che sarebbe stata diversa). In definitiva, si tratta della solita ridicola spiegazione che da anni, i ministri e gli scienziati corrotti, ammanniscono al popolo bue.



E-2455/07EN
Answer given by Mr Dimas
on behalf of the Commission

(26.6.2007)


1. The Commission is aware of claims that such trends and phenomena exist. However, the Commission is not aware of any evidence substantiating such claims. The extent to which aircraft condensation trails form and the speed at which they disappear are in the first instance determined by pressure, temperature, and the relative humidity of a given flight level. Fuel and combustion properties and the overall propulsive efficiency may also have an impact. Any changes or trends in the extent to which contrails are reported to remain visible and develop into more widespread clouds may thus be due to factors such as changes in

- meteorological conditions
- traffic volumes
- jet-engine efficiency

2. The Commission is aware of such claims but is not aware of any evidence that particles of barium, aluminium or iron are being emitted, deliberately or not, by aircraft.

3. No. It cannot be precluded that the release of such particles might affect precipitation and climate change, but as indicated above the Commission is not aware of any evidence that such releases take place.

4. The Commission is not aware of any evidence that such methods are being employed in Europe.

5. None of the substances referred to are hazardous per se, but some effects on environment and public health can not be ruled out if large scale releases to the air occurred.

6. As indicated above the Commission is not aware of any evidence suggesting that there is any reason to act.

mercoledì 1 agosto 2007

Bario nell'acqua minerale

Qualche giorno addietro, mi è capitato di leggere l'etichetta su una bottiglia di una marca di acqua minerale, distribuita da una nota catena di cooperative. Sull'etichetta erano riportati i minerali contenuti nell'acqua con l'indicazione delle quantità in microgrammi per litro, come da normativa vigente. In calce erano elencati gli elementi chimici di cui il laboratorio di analisi (le analisi risalivano al 2004) aveva rilevato delle tracce: tra i vari elementi, spiccava il bario.

E' la prima volta in cui noto il bario tra gli inquinanti dell'acqua minerale: di solito l'etichetta indica tracce di arsenico, manganese etc. ma non di bario. Sarei tentato di collegare la presenza di tale metallo tossico alla sua diffusione nell’ambiente dovuta, come dimostrato in modo incontrovertibile, alla nefasta operazione "scie chimiche".

Il discorso si inserisce nel dibattito circa la preferenza da accordare all'acqua minerale imbottigliata oppure a quella di rubinetto. Siamo sinceri: sono una peggio dell'altra. Qualche pseudo-ambientalista sostiene che l'acqua del rubinetto è migliore, perché maggiormente controllata. Sarà pure vero, ma è sempre contaminata dai veleni che cadono dal cielo e da moltissimi altri inquinanti. Inoltre di solito è "depurata" e disinfettata con ipoclorito di sodio, biossido di cloro, perossido di idrogeno e policloruro di… alluminio, come se non bastasse quello sparso con gli aerei della morte. A volte poi le aziende che distribuiscono l'acqua “potabile”, vi aggiungono qualcos'altro...

Consiglierei, stando così le cose, di ricorrere a metodi per eliminare, per quanto possibile, i metalli pesanti dal prezioso liquido: si possono usare dei batteri anaerobici che si nutrono di metalli e di idrocarburi e che rendono anche il sapore dell'acqua molto più gradevole. Pure l'installazione di un impianto ad osmosi inversa è una buona risoluzione. Non sono da trascurare, infine, tutti quei sistemi che agiscono sull'acqua intesa come elemento, per così dire, vivo: dalla radionica alle tecniche del Dr Emoto.

L'ideale sarebbe raccogliere l'acqua in caraffe di vetro (si evitino i contenitori di plastica) e depurarla con i procedimenti suggeriti, prima di berla o di usarla per cucinare.

Approfondimenti:


Batteri mangia-arsenico per depurare acque inquinate, 2003
Zret, Acqua, 2007

lunedì 30 luglio 2007

Il cielo è l'inferno

Strani fenomeni nel cielo sono osservati sempre più spesso in questi ultimi tempi: aloni, nubi madreperlacee, nuvole dalle configurazioni quasi geometriche...

Bisogna, in primo luogo, ricordare che alcuni di questi fenomeni sono naturali, per quanto piuttosto infrequenti. Si pensi all'alone che è un sistema di cerchi colorati i quali sembrano circondare il Sole o la Luna. Tali cerchi sono dovuti a rifrazione e riflessione della luce nei cristalli di ghiaccio presenti nella zona superiore dei cirri o dispersi nell'atmosfera alle alte latitudini. Queste formazioni, che sono visibili soprattutto d'inverno, presentano il rosso all'interno ed il violetto all'esterno.

Particolari formazioni meteorologiche sono le nubi madreperlacee, situate ad un'altitudine media di 24 km e provocate dalla concentrazione occasionale di vapore saturo; esse assumono una colorazione iridescente a causa della rifrazione della luce nello strato di vapore.

Le nubi nottilucenti sono formazioni visibili solo di notte. Sono di colore argenteo e brillano a causa della luce del Sole che, anche se è ormai calato al di sotto dell'orizzonte di un osservatore posto sulla superficie terrestre, riesce ugualmente a rischiararle, rendendole sfavillanti. Al contrario delle normali nubi, non sono formate da gocce d'acqua e non provocano la pioggia: pare che siano composte da polveri di origine meteorica o vulcanica. Le nubi nottilucenti si trovano a circa 80 chilometri di altitudine, nella regione dell'atmosfera denominata mesosfera. Sono notevolmente più alte delle nuvole comuni, cioè quelle vaporose, che solcano i cieli della troposfera, che non supera i 15 chilometri di altezza dal suolo.

Accanto a queste manifestazioni create da Madre Natura, però, sono segnalati fenomeni anomali, riconducibili senza dubbio a tutte le attività di manipolazione della ionosfera e della troposfera, operazioni che derivano dall'applicazione di black projects, ossia progetti militari segreti, risalenti alla seconda metà del XX secolo ed ideati dai vertici militari all’insaputa dei governi ufficiali.

A tale proposito, il fisico e scienziato dei sistemi, Paul La Violette, così si esprime:

“Con la tecnologia attuale, è possibile rifrangere un fascio di microonde in modo da formarne uno contrapposto che è il coniugato di fase dell’originale. Questi due fasci si agganciano precisamente in fase, fornendo un’onda elettromagnetica stazionaria in grado di immagazzinare un’enorme quantità di energia, di magnitudine molto più elevata rispetto a quella in entrata necessaria per generarla. Per mezzo di tali fasci di onde scalari, l’energia può essere trasmessa a grande distanza tra il coniugatore di fase ed un punto di destinazione anche molto lontano, senza perdite significative. Usando parecchi di questi fasci a microonde sotto forma di schieramenti in fase di radar interferometri, si potrebbe creare uno scudo deflettore di raggi cosmici. Strani fenomeni energetici (cerchi nel grano, sfere che si separano e si ricompongono) potrebbero essere creati con tecnologie segrete”.

Il linguaggio usato da La Violette è tecnico, ma si riesce a comprendere la sua nota negli aspetti salienti: attraverso complessi sistemi, si possono convogliare onde elettromagnetiche verso precisi punti dell’atmosfera o del pianeta, sfruttando altresì i metodi interferenziali, ossia la sovrapposizione di fasci energetici.

Si ritiene che questi sistemi (H.A.A.R.P. in primis) possano essere usati per gli scopi più diversi: colpire e disintegrare un bersaglio ubicato in un punto preciso della superficie della Terra; irradiare energie in alcune zone della ionosfera e della troposfera, riscaldandole; appiccare incendi; influire sulle dinamiche meteorologiche (correnti a getto, perturbazioni… ), determinando fenomeni anormali, come arcobaleni chimici, il tutto in sinergia con le chemtrails. Ad esempio, gli aloni sovente fotografati sembrano essere artificiali: sono discernibili in tutte le stagioni, anche con alte temperature, in assenza quindi di cristalli di ghiaccio e rivelano una predominanza di circonferenze verdi, poiché il bario, sparso in modo massiccio nell’atmosfera, conferisce loro una colorazione verde.

Ecco perché allora il firmamento, sia diurno sia notturno, è teatro di spettacolose ma infernali configurazioni, ora luccicanti ora iridate ora opalescenti: enormi arcobaleni dalle tinte accese che si incurvano in un cielo lattiginoso, drappi sfrangiati multicolori, nuvole dalle forme e dalle disposizioni regolari, simili alle distribuzioni assunte della limatura di ferro su un magnete, pseudo-aurore boreali, sinistre luci che rischiarano le tenebre.


Fonti:

Cieliazzurri, Halo, 2007
Enciclopedia delle scienze, Milano, 2005 sotto le voci alone e nubi madreperlacee
P. La Violette, Earth under fire Il codice dell’Apocalisse, Roma, 2007 pp. 441-442
Jerry E. Smith, Weather warfare, 2006
Zret, Arcobaleno di morte, 2006

domenica 29 luglio 2007

Droni da cinquanta metri a bassa quota

Clicca qui per allargare l'immagine

Apparentemente non emettono scie di aerosol, ma allora... perché sorvolano i centri abitati a bassisima quota? Quale altra diavoleria si sono inventati? E' possibilissimo che "spruzzino" sostanze non visibili. Faccio presente che il volo a bassa quota è antieconomico, oltre che vietato dall'ENAC. I piloti (quelli veri) chiedono di volare alti. Qualcosa non quadra.

Si noti inoltre che questi velivoli sembrano essere privi di equipaggio, considerato che, laddove vi dovrebbe essere la cabina di pilotaggio, non sono presenti i finestrini!

sabato 28 luglio 2007

Sulla pista della dispersione di un bio-agente (articolo di W. Thomas)

Pubblichiamo uno stralcio di un articolo scritto da William Thomas, intitolato Veleno dal cielo e risalente al 1999. Thomas è stato uno dei primi giornalisti ad occuparsi delle "scie chimiche", di cui individuò con sagacia gli aspetti salienti, quando ancora la parola "chemtrails" non era stata coniata. Thomas, valentissimo articolista e produttore di documentari, investigò il fenomeno quando cominciava a diffondersi, non a comparire, soprattutto in Stati Uniti e Canada: si deve, infatti, ricordare che esistono testimonianze, dati e fotografie che dimostrano come le sostanze velenose fossero diffuse, con gli aerei, già nel periodo compreso tra gli anni '50 e la prima metà degli anni '90 del XX secolo. Il testo è un'altra prova che il complesso industriale-militare, da decenni, compie orribili e pericolosi esperimenti in corpore vili, anche se i vili sono coloro che ideano ed attuano tali scelleratezze.

Nota: mentre scriviamo, il sito di Will Thomas è sotto attacco e non è accessibile.


Nel materiale irrorato potrebbe esserci un componente batteriologico che fa star male molte persone. Un reportage televisivo intitolato Unexplained mysteries, reportage dedicato alle strane ragnatele chimiche, andato in onda verso la fine del 1998, descriveva "globuli bianchi" presenti fra le sostanze di ricaduta. Un altro servizio televisivo incentrato sulle disavventure di William Wallace(1), trasmesso da Channel 4 di Seattle, nel febbraio 1999, faceva riferimento a ricercatori che avevano trovato E-coli nel materiale diffuso con i tankers.

Sebbene non letali in sé, questi markers potrebbero essere usati per far sì che la popolazione sia sufficientemente malata da richiedere cure mediche, consentendo che i pazienti siano rintracciati dalle autorità intente a mappare gli schemi di diffusione del bio-agente.

Secondo il Dr Lyman Condie, dirigente del Virtual proving ground presso il Centro di collaudo per la guerra biologica dell'esercito statunitense di stanza a Dugway, i modelli di dispersione atmosferica studiati attraverso sistemi informatici per simulare la diffusione di armi biologiche in atmosfera, devono essere convalidati da dati di controllo sul campo, compresi i M.I.S.T., ossia Esseri umani in collaudi simulati. Secondo il sito web di Dugway, la sperimentazione su soggetti umani vivi fornisce "una simulazione realistica e credibile".

(...) Nel 1950, una nave della Marina militare statunitense rilasciò un agente batterico ritenuto innocuo sopravento nell'area di San Francisco: morirono almeno tre persone. Nel 1966 l'Esercito rilasciò un altro marker biologico nella rete della metropolitana di New York City. Come descrivo nel mio libro Scorched earth, presso la base dell'Aviazione di Elgin in Florida, furono eseguiti altri collaudi di guerra biologica. Un altro esperimento fu compiuto nel Maryland nel 1997 e causò tra le persone gravi problemi respiratori ed emicranie.

In questi anni i Centri di "controllo" delle malattie di Atlanta hanno chiesto ai cittadini di partecipare ad uno studio nazionale di tracciamento dell'influenza, studio denominato 1-800-I-GOT-FLU. I soggetti devono qualificarsi per lo studio, mostrando sintomi specifici in un definito arco di tempo e vivendo nel raggio di 35 miglia dal focolaio. L'indagine in vivo richiede esami del sangue eseguiti nel corso di cinque visite e nel lasso di molte più settimane di quelle previste per il normale decorso della sindrome influenzale.


(1) Wallace è un imprenditore agricolo i cui campi di Kettle Falls, nello stato di Washington, furono irrorati più volte con una strana nebbiolina da un Intruder della Marina. Sia William Wallace sia la moglie, dopo i frequenti ed inspiegabili passaggi di velivoli spesso in picchiata sulla loro proprietà, accusarono vari disturbi, quali dissenteria, epistassi ed emicrania.



Ringrazio il gentilissimo Dottor Ginatta per la segnalazione e per il materiale.

Fonte: Nexus, n. 24, 1999

giovedì 26 luglio 2007

Piromani con le ali

Photo by Giulio ConcuNei giorni scorsi purtroppo numerosi e disastrosi incendi hanno aggredito alcune regioni italiane, soprattutto nel Centro-sud e nelle isole maggiori: i roghi hanno causato la distruzione di numerosi ettari di patrimonio boschivo, la morte di moltissimi animali selvatici e pure di alcune persone nel Gargano. Osservando le mappe satellitari dei giorni che hanno preceduto lo sviluppo delle fiamme, si è potuto notare una massiccia irrorazione chimica nelle aree poi divorate o lambite dal fuoco nei giorni immediatamente successivi. Varie testimonianze e diversi dati provenienti sia dall'Italia sia dall'estero si riferiscono alla dispersione nell'atmosfera e nell'idrosfera di zolfo, il cui sgradevole odore è pressoché inconfondibile. (Vedi M. Fratini, Scie chimiche sui crop circles inglesi). Sono state anche registrate e documentate attività chimiche in Croazia e Romania, nazioni dove poi si sono originati i focolai da cui si sono estesi gli incendi.

Lo zolfo (S) è un elemento chimico molto diffuso sia allo stato elementare (zolfo nativo) sia in vari composti. Il primo si rinviene nelle solfatare e nelle solfare ed è presente solo come fase polimorfa rombica bipiramidale in cristalli bipiramidali o in masse compatte irregolari, dal peculiare colore giallo e fragili. Può contenere piccole quantità di selenio e si origina come prodotto di diretta sublimazione o per incompleta ossidazione dell'idrogeno solforato dei gas delle fumarole nei crateri di vulcani attivi o spenti (solfatare) o per riduzione di solfati, per azione dei cosiddetti solfobatteri (solfare).

Lo zolfo ha le seguenti principali proprietà: è un tipico non-metallo, il cui comportamento chimico è simile a quello del selenio e del tellurio. E' insolubile in acqua, mentre è solubile in solventi organici. Inoltre - e ciò è cruciale nell'ambito di questo discorso - brucia facilmente a contatto dell'aria con produzione di anidride solforosa (SO2). Infine lo zolfo si combina direttamente con numerosi metalli e non-metalli.

AERONET_Rome_Tor_Vergata.2007205.terraLo zolfo è usato per la fabbricazione di anidride solforosa e derivati, tra cui l'acido solforico. E' impiegato nella vulcanizzazione della gomma sia naturale sia sintetica, in viticoltura e frutticoltura come antiparassitario, nella preparazione di esplosivi, fuochi d'artificio e fiammiferi.

La correlazione tra diffusione di zolfo, attraverso i velivoli chimici, elevate temperature (H.A.A.R.P) e roghi è, per lo meno, evidente, sebbene sia, per ora, prematuro ed un po' arrischiato, stabilire un nesso di causalità. E', però, indubbio, come abbiamo appreso in questi anni, che apparati occulti (a volte neanche tanto occulti) creano i problemi o provocano calamità, per poi proporre pseudo-rimedi. Non accuserei quindi soltanto i soliti incendiari di aver appiccato i roghi...

Piromani con le ali, dunque? Temo di sì.



Addendum del 25 agosto 2007...

Conferme testimoniali QUI.

mercoledì 25 luglio 2007

Il progetto RFMP: i dettagli



Il 14 giugno 2007 pubblicammo un articolo che riferiva di un progetto militare in corso, nell'ambito del quale diversi eserciti, compreso quello italiano, svolgevano esperimenti volti a creare delle mappe tridimensionali del territorio, facendo uso massiccio di bario in atmosfera (il bario è cancerogeno), cosparso per mezzo dei famigerati tankers chimici. Qui di seguito una breve descrizione del progetto denominato RFMP.

Esiste un progetto della Marina militare statunitense denominato RFMP, ossia "Pianificatore delle frequenze radio di missione". RFMP è il nome di sistema dato ad un gruppo di programmi informatici. Uno dei sottoprogrammi, nell’ambito di tale sistema, è il VRTPE che consente di osservare su un monitor il campo di battaglia in una configurazione tridimensionale. Il sistema RFMP dipende dai satelliti per ricavare e caricare le immagini del terreno di combattimento, per poi combinarle con l’immagine ripresa a terra, producendo così rappresentazioni tridimensionali. Il sistema RFMP funziona adeguatamente solo sull’acqua e lungo le linee di costa, ma non sulle masse terrestri, perché il radar per operare al meglio, ha bisogno di condizioni atmosferiche particolari. I militari hanno risolto questo problema, impiegando squadriglie di aerei che rilasciano nell’atmosfera una miscela di sali di bario, così da creare un canale per le frequenze radio. Ciò produce un ambiente adatto alla trasmissione di onde radio per il sistema RFMP/VTRPE. Questa tecnologia è stata usata dalla Marina statunitense sia in Arabia Saudita sia in Iraq.”

Si legga l'articolo QUI.

Ora, grazie alla rigorosa ricerca di Saimon, siamo in grado di offrirvi altri dati nonché spunti di riflessione.


Ecco la tecnica alla base del PROGETTO RFMP, che sfrutta l'effetto condotto prodotto dagli spray di bario ad alta conducibilità:

Notare la differenza del segnale radar riflesso nel caso di effetto condotto e nel caso senza effetto condotto.

"The VTRPE computer program only worked accurately over water and along coastal areas, but not over land masses because the system’s radar waves required an atmospheric condition known as “ducting” to operate accurately.
Il programma VTRPE funziona accuratamente sulle masse d'acqua e lungo le aree costiere, ma non sulla terraferma, perché le onde radar del sistema richiedono una condizione atmosferica detta "effetto condotto" per operare in modo efficace"
.

SENZA EFFETTO CONDOTTO


CON EFFETTO CONDOTTO: Le zone dell'entroterra riflettono in maniera molto più marcata il segnale Radar, evidenziato dalle gradazioni di rosso e di arancione dell'immagine.


"The government and military solved the ducting problem by releasing an aerosol, a mixture of barium salts into the atmosphere over America. They made an atmospheric RF duct with a base of barium aerosol from aircraft. The chemical and electrical characteristics of the mixture will cause water moisture to stay in clouds. Again, the aerosol sets up an electrical and chemical environment that supports RF ducting for the RFMP / VTRPE warfare system. Fibers with barium may support ducting. The mixture of barium salt aerosol, when sprayed in a straight line, will also provide a ducting path from point A to point B and will enable high frequency communications along that path, even over the curvature of the earth, in both directions. Enemy high frequency communications can be monitored easier with the straight line A to B ducting medium".

martedì 24 luglio 2007

Il segreto più letale dell'America aziendale (articolo di S. Ross)

Proponiamo un articolo del giornalista indipendente Sherwood Ross. Gli inquietanti contenuti dell'ottima ricerca devono soltanto essere integrati con due precisazioni: l'amministrazione Bush ha le sue responsabiltà, ma, come correttamente osserva Greg Szymanski, il burattino è manovrato da altri, ossia, in primo luogo, dal Vaticano che - si potrebbe scommettere - ha cospicui interessi e quote almeno in alcune delle aziende menzionate da Ross. L'altra puntualizzazione è la seguente: i numerosi bioagenti creati o manipolati in laboratorio, sono, sin dagli anni '50 del XX secolo, sperimentati sulle popolazioni ignare ed inermi di mezzo mondo. Tali diabolici tests, da saltuari e circoscritti, sono purtroppo diventati pressoché quotidiani ed estesi su vaste areee del pianeta, per mezzo dell'operazione "scie chimiche". Forse non sempre virus e batteri letali sono diffusi con gli aerei della morte, ma resta il fatto che vari agenti patogeni sono stati ritrovati nel materiale di ricaduta delle scie.

I grandi profitti della ricerca sulla guerra biologica

Molte delle principali aziende farmaceutiche e biotecnologiche nascondono la natura delle loro ricerche biologiche che stanno svolgendo per il governo statunitense.

Poiché i loro finanziamenti provengono dai National Institutes of Health, i destinatari sono obbligati dalle direttive NIH a rendere pubblica la loro attività. Non rivelare le loro operazioni fa crescere il sospetto che possano essere occupate in qualche tipo di ricerca biologica proibita.

Secondo il Sunshine Project – una authority senza fini di lucro volta al controllo sulle armi, associazione che opera vicino Austin, Texas – tra le aziende che trattengono le informazioni sulle loro attività, ci sono le seguenti: Abbott Laboratories, BASF Plant Science, Bristol-Myers Squibb, DuPont Central Research and Development, Eli Lilly Corp., Embrex, GlaxoSmithKline, Hoffman-LaRoche, Merck & Co., Monsanto, Pfizer Inc., Schering-Plough Research Institut e Syngenta Corp. of Switzerland.

Nel caso non lo sapeste, la Casa Bianca a partire dal 9 11 ha chiesto di spendere 44 miliardi di dollari nella ricerca sulla guerra biologica, una somma senza precedenti nella storia: un Congresso compiacente l’ha autorizzata.

Perciò, alcuni degli agenti patogeni più letali noti all’uomo vengono riaccesi in centinaia di laboratori di case farmaceutiche, dipartimenti universitari di biologia e basi militari.

Una convenzione internazionale firmata dagli Stati Uniti vieta di produrre, usare o accumulare scorte di armi biologiche. Ma se gli USA non diranno che cosa sta succedendo in quei laboratori, altri paesi penseranno al peggio e comincerà una corsa alle armi biologiche, se non è già iniziata.

La Sunshine afferma che il tener nascoste le operazioni mette a rischio anche i dipendenti di quelle aziende. Solo 8500, cioé il 16%, dei 52 mila impiegati delle maggiori aziende biotecnologiche USA, lavora in una società che segue le direttive NIH.

Francis Boyle, un esperto di diritto internazionale presso la University of Illinois, a Champaign, ricorda che, in seguito alla strategia nazionale approvata da Bush nel 2002, il Pentagono “sta accelerando per combattere e vincere la guerra biologica senza che prima l’opinione pubblica lo sappia e dica la sua”. Boyle ha asserito che il Programma di difesa chimica e biologica del Pentagono è stato rivisto nel 2003 per legittimare un attacco di “primo uso” in guerra. Boyle ha rivelato che il programma include il c.d. “Red Teaming”, descritto come “una trama ed un piano per usare le armi biologiche”.

A parte le grandi case farmaceutiche, la crescita del settore sta avendo una reazione entusiastica nell'ambito del mondo accademico, che vede nuovi fondi uscire dalla cornucopia di Washington. “Le università statunitensi hanno una lunga tradizione nell’accettare di buon grado che le agende di ricerca, i ricercatori, gli istituti e i laboratori siano cooptati, corrotti e subornati da Pentagono e CIA”.

Quel che è peggio è che l’amministrazione Bush sta gettando miliardi nella ricerca sulle armi biologiche mentre alcune patologie vere, come l’influenza (e come il Morgellons, n.d.c.), non vengono curate.

Nel 2006, l’NIH ha ricevuto 120 milioni per combattere l’influenza, che uccide circa 36000 statunitensi ogni anno, ma ha avuto 1,76 miliardi di dollari per la biodifesa, la maggior parte dei quali spesi per studiare l’antrace. Quanta gente ha poi ucciso l’antrace? Dunque, vediamo, ci furono quei cinque morti nei misteriosi attacchi al Congresso nell’ottobre 2001 – attacchi che provenivano in modo sospetto da un laboratorio governativo a Fort Detrick, Maryland.

Uno penserebbe che l’FBI potrebbe aver arrestato l’autore dell’attacco che ha interrotto il lavoro del Congresso degli Stati Uniti, ma sono passati circa sei anni e nessuno è stato incriminato. Non vi sembra un po’ strano? Un po’ di gente sospetta che l’aggressione con l’antrace sia stato un affare interno per gettare la nazione nel panico in un crescendo di guerra biologica per “proteggere” gli USA dai “terroristi”.

Milton Leitenberg, della University of Maryland - School of Public Policy, nondimeno dice che il rischio che terroristi non statali usino agenti biologici contro gli Stati Uniti “è stato sistematicamente e deliberatamente esagerato” dall’allarmismo dell’amministrazione.

Il biologo molecolare Jonathan King del Massachusetts Institute of Technology sostiene che “l’amministrazione Bush ha lanciato un grande programma che minaccia di mettere la salute della gente molto più a rischio rispetto al pericolo cui affermano di aver risposto”. King aggiunge che le politiche del presidente Bush “non aumentano la sicurezza del popolo statunitense” ma “producono nuovi rischi più terribili”.

In assenza di qualsiasi minaccia straniera credibile, Hammond della Sunshine ha dichiarato: “La nostra ricerca biologica ci sta difendendo da noi stessi. È un cane che cerca di mordersi la coda”. Mestamente, sembra ogni giorno di più un cane impazzito.


Sherwood Ross ha lavorato come reporter per i maggiori quotidiani e agenzie di stampa. Potete contattarlo al seguente indirizzo: sherwood1@yahoo.com


Fonte: http://www.counterpunch.org

Traduzione di Luca Paolo Virgilio per www.comedonchisciotte.org

lunedì 23 luglio 2007

Scie chimiche: i veri scopi - Fermiamoli (Seconda parte)

Quali sono gli scopi delle scie? Perché vengono diffuse? Queste sono le domande legittime che molti si pongono. Proviamo a fornire delle risposte.

In primo luogo le scie chimiche contengono sostanze in grado di modificare i fenomeni meteo: i sali di bario ed il gel di silicio, ad esempio, assorbono l'umidità atmosferica, riducendo drasticamente le precipitazioni.

Inoltre le scie, formando una patina che filtra i raggi solari, danneggiano le colture tradizionali che abbisognano sia di luce sia di acqua: in questo modo, si rendono necessarie le sementi ogm. Non è un caso se, da anni, molte multinazionali agroalimentari esercitano pressioni sull'Unione europea affinché siano accettati gli ogm.

Vari elementi chimici, poi, sono irrorati per ottimizzare la ricetrasmissione dei segnali radar e per favorire una migliore propagazione delle onde radio a fini militari.

Sempre in ambito bellico, la manipolazione della ionosfera e l'irrorazione di sostanze chimiche permettono di accecare i radar ed i satelliti nemici.

Con i voli, sono diffusi nell’aria spore di funghi, virus e batteri nell’ambito di pericolosi test sulla popolazione.

E' evidente, quindi, che l'operazione "scie chimiche" si inquadra negli obiettivi del complesso militare-industriale volto ad aumentare a dismisura il controllo dell'economia globale.

Le scie chimiche sono dunque un'arma per il controllo del clima e per soggiogare quei paesi che non intendono piegarsi al Nuovo ordine mondiale.

L'operazione si basa su una serie di brevetti (da Tesla a Cordani) acquisiti dalla NASA, dalle forze militari statunitensi, russe, cinesi, brevetti che si sono tradotti in tecnologie belliche e di geoingegneria.

Gli interessi in gioco, come si vede, sono molteplici ed è per questo motivo, che, sia le istituzioni sia i media ufficiali, negano la stessa esistenza del problema, riconducendo le attività di avvelenamento del pianeta, a normali voli di linea ed alle rarissime scie di condensazione. Noi sappiamo, invece che essi mentono, per nascondere una verità incoffessabile. E' nostro dovere fermarli, prima che sia troppo tardi.

domenica 22 luglio 2007

Scie chimiche sui crop circles inglesi (articolo di M. Fratini)

Pubblichiamo un significativo articolo del ricercatore indipendente Massimo Fratini. La notizia riportata dallo studioso è di grande interesse per almeno due motivi: riferisce, infatti, di elicotteri dell'aviazione britannica che spargono scie tossiche e segnalazioni di questo tipo giungono anche dagli Stati Uniti. Inoltre un O.V.N.I. sembra interferire con le unità miltari: tale particolare potrebbe avallare la tesi di chi ritiene che, in taluni casi, per motivi a noi ignoti, presunte civiltà extraterrestri cerchino di contrastare le operazioni di avvelenamento della biosfera.

Elicotteri militari irrorano sostanze chimiche e radioattive sui visitatori dei crop circles inglesi

Un elicottero militare senza insegne di tipo Apache è stato ripreso, mentre evoluiva sul crop circle apparso ad East Field in Inghilterra, il 10 luglio 2007. L'Apache ha cercato in tutti i modi di intimidire le persone che stavano visitando la stupenda formazione. Nel frattempo, altri due elicotteri affiancavano il primo. Nei passaggi a bassa quota gli elicotteri irroravano una sostanza che odorava di zolfo, nauseabonda e le persone iniziavano a sentirsi male e ad avere dei forti mal di testa. Winston Keech, che ha ripreso con la videocamera tutto l'evento, si trovava all'interno del pittogramma con alcune apparecchiature e rivelatori di radiazioni, quando ha notato che, al passaggio degli elicotteri, le radiazioni aumentavano ad un livello che oscillava tra 300 - 500 Bq(1) che è la soglia massima di allarme delle centrali nucleari. Addirittura un U.F.O. si è affiancato ad un Apache ed ha tentato di disturbarne le manovre a bassa quota. Forse l'U.F.O cercava in qualche modo di far interrompere la diffusione delle sostanze radioattive misteriose e forse anche pericolose per la salute pubblica. Questo episodio è un grave attentato ed andrebbe immediatamente denunciato. Ma, dato che alla classe politica ed ai responsabili dei vertici militari non frega nulla, allora qualcuno da lassù ha tentato di disturbare le operazioni di irrorazione di sostanze chimiche, come accade molto spesso con le chemtrails.

(1) Bq sta per becquerel ed è l'unità di misura dell'attività di una sostanza radioattiva nel sistema internazionale. Tale unità, che prende il nome dal fisico francese A.H. Becquerel, ha sostituito il curie. (n.d.c.)





Articolo correlato: Zret, Le tre ipotesi, 2007

sabato 21 luglio 2007

Radioattività ed alghe (articolo di LG)

Pubblichiamo un breve ma utile articolo di LG, tratto da Protonutrizione.blogosfere.it. Già l'amico Freenfo, nell'eccellente articolo intitolato Le alghe, ne aveva evidenziato i benefici per la salute. Considerando che, purtroppo, con le scie chimiche sono diffusi anche elementi radioattivi, come il cesio, il bario ed il torio, sarà opportuno integrare la dieta con le alghe. Non dimentichiamo che, come appurato da molte analisi e studi, l'uranio impoverito usato in Kosovo, Iraq ed Afghanistan, è stato trasportato dalle correnti atmosferiche nei cieli dell'Europa e degli Stati Uniti d'America. Si legga in proposito lo studio del Dottor James Howenstine.


Nell'agosto del 1945 la seconda bomba atomica statunitense, dopo quella di Hiroshima, fu sganciata sulla città di Nagasaki.

Il Dr S. Akizuki, che lavorava in un ospedale ad appena un miglio dal centro dell'esplosione, raccolse tutti i pazienti sopravvissuti nei sotterranei del fabbricato distrutto e, con mezzi di fortuna, li nutrì con una strettissima dieta a base di riso integrale, miso (un fermentato a base di soia) ed alghe.

A differenza dei degenti di altri ospedali che perirono nei giorni susseguenti a causa delle radiazioni, quelli del Dr. Akizuki, incluso egli stesso ed i suoi collaboratori, si salvarono tutti.(1)

Akizuki dichiarò che aveva agito istintivamente e non sapeva con esattezza perché la sua dieta avesse operato il miracolo, ma la sua esperienza, insieme con altre osservate in casi individuali anche a Hiroshima, ispirarono alcuni scienziati a condurre ricerche sul meccanismo tramite il quale alcuni alimenti o sostanze potessero proteggere dalle radiazioni ionizzanti e dai tumori.

Nel 1964 ricercatori del Gastro-Intestinal Laboratory della McGill University di Montreal dimostrarono che alginati contenuti nelle alghe riducevano fino all'80% la quantità di stronzio assorbito dall'intestino. Si osservò che l'alginato di sodio contenuto nelle alghe brune "agganciava" il composto radioattivo che veniva successivamente escreto dal corpo.(2)

In successivi esperimenti, compiuti negli anni '70, scienziati giapponesi verificarono che, introducendo alginato di sodio estratto da alghe in cavie assieme a calcio e stronzio, si constatava una riduzione dell'assorbimento dello stronzio a livello osseo fino all'80%, senza che ciò interferisse con quello del calcio.(3)

In un suo libro(4), nel quale comparava ed elaborava vari studi sia statunitensi sia giapponesi, Steven Schecter afferma: "Non esiste nessun altro gruppo di alimenti maggiormente protettivo nei confronti di elementi radioattivi e di altri contaminanti ambientali delle alghe. Esse possono prevenire l'assimilazione di diversi radionuclidi e metalli pesanti come cadmio, bario, zinco ed altre pericolose sostanze presenti nell'ambiente."

Recentemente alcuni studi sulle microalghe hanno individuato nuove sostanze, le fitochelatine, con importanti proprietà disintossicanti dai metalli pesanti. Lo vedremo prossimamente.

1 M. Kushi, The Cancer Prevention Diet, Japan Publications
2 Canadian Medical Association Journal 91: 285-88
3 Yukio Tanaka et al., Studies on Inhibition of Intestinal Absorption of Radio-Active Strontium, Canadian Medical Association Journal 99:169-75
4 S. Schecter, Fighting Radiation with Foods, Herbs and Vitamins, East-West Health Books, 1988



Leggi qui l'articolo desunto da Protonutrizione.
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