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mercoledì 13 settembre 2017

Settembre 2017. Eventi meteorologici e sismici estremi: una possibile interpretazione



La prima decade del mese di settembre 2017 è stata costellata da eventi atmosferici e tettonici estremi: una sequela di uragani (Harvey, Irma, Katia, José) si è abbattuto sulle Antille, Cuba, Messico, Stati Uniti meridionali, in particolare Florida, Louisiana, Texas, causando allagamenti, distruzione, morti e feriti.

Il giorno 8 settembre un terremoto di magnitudo 8,2 Richter ha colpito il Messico (stati del Chiapas e di Oaxaca): solo grazie ai criteri anti-sismici adottati dal 1985, i danni agli edifici ed il numero di vittime sono stati contenuti. In Italia, con un scossa del genere, non resterebbe “pietra su pietra”.

Che cosa sta accadendo? Cause naturali ed artificiali si intersecano nella genesi di questi fenomeni inusitati sia nell’intensità sia nella frequenza. Le violente tempeste tropicali, che hanno bersagliato gli Stati Uniti meridionali, sono inscrivibili nel quadro delle solite manipolazioni atmosferiche come dimostrato da questo documento: gli uragani, che normalmente si formano nel Golfo del Messico, sono poi rinvigoriti e diretti con precisione chirurgica verso determinate regioni tramite armi ad hoc. Un monito nei confronti del Texas dove è crescente l’insofferenza verso il potere centrale a tal punto che alcuni propongono un distacco dalla Federazione?



Il tutto si inserisce nella vergognosa politica dell’Agenda 21, volta a convincere la popolazione mondiale che i cambiamenti climatici sono reali e causati dal biossido di carbonio. L’importante non è solo distruggere, ma anche spaventare: è per questo che i media e le istituzioni hanno ingigantito i pericoli legati ai cicloni, persuadendo milioni di persone a trasferirsi dalle aree in cui stavano per giungere gli uragani. L’esodo, di proporzioni bibliche, vede la sinistra F.E.M.A., l’equivalente della nostra Protezione “civile”, già pronta con i suoi campi per “accogliere” la gente in fuga.

Circa il terremoto in Messico, ricordiamo che è stato accompagnato dall’avvistamento di luci in cielo. Il sommovimento tellurico è occorso in concomitanza sia con una potente tempesta geomagnetica sia con incisivi interventi dei riscaldatori ionosferici, alias sistemi H.A.A.R.P., adoperati, com’è arcinoto, per deviare, guidare ed accrescere l’energia dei cicloni. La tremenda sollecitazione cui è stata sottoposta la ionosfera da tale connubio naturale-artificiale può spiegare i bagliori scorti in Messico.

Sia come sia, viviamo tempi davvero ardui, decisivi, liminali.


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Range finder: come si sono svolti i fatti

giovedì 6 gennaio 2011

Che cosa sta succedendo? (articolo di Timothy Bancroft-Hinchey)

"Un terzo delle creature viventi che erano nel mare morì e un terzo delle navi andò distrutto." (Apocalisse, 8, 9).

"Ci sarà un giorno in cui gli uccelli cadranno dal cielo, gli animali che popolano i boschi moriranno, il mare diventerà nero ed i fiumi scorreranno avvelenati. Quel giorno, uomini di ogni razza si uniranno come guerrieri dell'arcobaleno per lottare contro la distruzione della Terra". (Profezia Hopi)

Che cosa sta succedendo? Si chiede sgomento Timothy Bancroft-Hinchey. Forse non è difficile rispondere alla domanda deflagrata a seguito della moria di volatili e di pesci che sta colpendo diversi stati in tutto il mondo. Armi biologiche ed elettromagnetiche o aberrazioni del geomagnetismo? O ancora: fenomeni naturali ed indotti in un'esiziale sinergia?

Fatto sta che, come spesso avviene, il cinema aveva anticipato, con profetica intuizione (o obliquo avvertimento), questi apocalittici accadimenti: nella pellicola intitolata "The core" (Il nucleo) - regia di Jon Amiel, sceneggiatura Cooper Layne e John Rogers, 2003 - film memorabile per la sua perfetta bruttezza e per la pneumatica vuotaggine, si narra di alcuni esperti "incaricati dal Pentagono di investigare se dietro alcuni misteriosi fenomeni si celi una nuova, terribile arma segreta. Alcuni scienziati - fra i quali il geofisico Josh Keyes e l'esperto francese Sergei Leveque - scoprono che, in realtà, il nucleo della terra si sta solidificando, fenomeno provocato da un sistema per la produzione di energia e che, in prospettiva, potrà causare terribili disastri naturali e la fine della vita. Come conseguenza sta collassando il campo elettromagnetico che protegge la Terra dalle radiazioni solari nocive. E' un problema da risolvere subito per evitare che gli aerei cadano e che le telecomunicazioni subiscano gravi malfunzionamenti. Per questo viene programmata una spedizione di emergenza con lo scopo di inviare una navetta, munita di un ordigno, all'interno della Terra con la speranza di schivare la catastrofe".

La sequenza d'apertura della produzione inquadra uno stormo che, all'improvviso, si schianta al suolo. Altre manifestazioni apparentemente inspiegabili si susseguono: luci colorate nel cielo, fulmini potentissimi, pazienti con pacemakers che di botto crollano... Ora che la finzione comincia a diventare realtà, "The core", nonostante la piattezza nella recitazione, nella sceneggiatura e nelle scelte narrative, lascia intuire gli sviluppi di fenomeni di portata epica, mentre il pianeta diventa sempre più una bolgia infernale.

Che cosa sta succedendo?

La moria di pesci e di volatili, a quanto pare, non è confinata ad episodi isolati negli Stati Uniti d'America. Nei giorni scorsi si sono rilevate numerose altre stragi. Che cosa sta succedendo?

L'improvviso schianto di migliaia di merli dalle ali rosse a Beebe, Arkansas, evento del giorno 1 gennaio, ha catturato i titoli dei giornali di tutto il mondo. Tuttavia questo è avvenuto dopo che erano morti 100.000 esemplari di pesce tamburo nello stesso stato a 160 chilometri di distanza il 30 dicembre e dopo che erano morti più di 500 pennuti il 3 gennaio in Arkansas.

Ora scopriamo che il 29 dicembre nello stato di Haiti, decine di pesci sono stati trovati morti nel lago di Azuei ed il 24 dicembre nella zona di Fond Parisien e Malpasse.

Oggi nella contea di Volusia, in Florida, sono stati trovati migliaia di pesci senza vita (pesci gatto e triglie) che galleggiavano sulla superficie dello Spruce Creek, Port Orange. Rapporti controversi puntano il dito contro il tempo. La versione ufficiale, infatti, si riferisce ad una reazione al freddo, ma questa ipotesi è stata smentita dalla gente del posto che afferma che l'inverno è stato mite. Come se non bastasse, più a nord, nella Chesapeake Bay, situata tra la Virginia ed il Maryland, due milioni di pesci sono morti.

Da Winnipeg, Manitoba, Canada, voci non confermate evocano un cover-up dopo che le autorità sono state allertate a causa di un'altra ecatombe di volatili che sono stati portati via dalle autorità, mentre l'area è stata chiusa.

Allora, che cosa sta succedendo?


Fonte: Pravda.ru


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Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 16 gennaio 2010

Il "buco" norvegese getta l'emisfero boreale nel caos

Abbiamo compendiato i contenuti di un articolo intitolato "Il 'buco' norvegese getta l'emisfero boreale nel caos". Secondo l'autore del testo, il vortice creato nei cieli della Norvegia, per mezzo di armi elettromagnetiche, sarebbe la causa principale degli sconvolgimenti climatici e meteorologici che hanno colpito numerosi paesi situati nell'emisfero settentrionale, inclusi quelli a basse latitudini come l'India, la Corea del Sud e la Florida. Difficile stabilire se veramente la spirale di Tromso sia all'origine dei fenomeni estremi che si sono succeduti in queste ultime settimane, ma è indiscutibile che i costanti ed invasivi interventi nella biosfera hanno determinato anomalie di vario tipo: alcuni anni or sono gli scienziati tedeschi Bludorf e Frosar attribuirono le rovinose alluvioni dell'Europa centrale del 1996 allo spostamento della corrente a getto, uno spostamento collegabile a H.A.A.R.P. [1]

Sembra quindi che stiamo assistendo ad un effetto domino: i militari stanno perdendo il controllo della situazione, dopo aver creduto di poter giocare con la natura, riuscendo a dominare ogni aspetto. Evidentemente così non è e si deve anche paventare che ulteriori azioni sui fragili equilibri del pianeta possano cagionare una deviazione della Corrente del Golfo. Le ripercussioni sull'economia e sui già minati ecosistemi sarebbero catastrofiche.

"Scienziati russi e di altri paesi hanno ipotizzato che la spirale norvegese dello scorso mese non solo sia stato il risultato di un esperimento condotto con H.A.A.R.P., ma che tale operazione abbia determinato pure una "catastrofica perforazione" dell'esosfera che è lo strato più esterno dell'atmosfera. Stando ad Anthony Nunan, sarebbe occorsa una massiccia inversione termica, causa di un inverno caotico e rigidissimo, seguito da ingenti danni alle coltivazioni. Negli Stati Uniti i raccolti di fragole, arance, ortaggi sono stati distrutti dalle gelate. Gli Stati Uniti meridionali hanno conosciuto l'inverno più freddo degli ultimi venticinque anni. Nel Regno Unito tempeste di neve, le più violente dell'ultimo cinquantennio, hanno sferzato vaste aree. L'intera Unione europea è stata interessata da un'inversione termica con temperature in caduta libera e nevicate. L'isola di Sakhalin è stata investita da una disastrosa tormenta di neve seguita da valanghe.

Lo stato più colpito da eventi meteorologici estremi è stato la Cina: qui si sono scatenate le più forti tempeste di neve degli ultimi sessant'anni e l'esercito è intervenuto per salvare 1400 persone intrappolate in un treno sommerso dalla neve. Fenomeni analoghi si sono registrati in Corea del Sud ed in Giappone. In Canada disastrose mareggiate hanno flagellato le province costiere. Le conseguenze a lungo termine delle manipolazioni con H.A.A.R.P. si sommano alla migrazione del polo magnetico (40 miglia in un anno) ed agli effetti provocati da un misterioso corpo celeste denominato dalla N.A.S.A. G1. 9".


[1] Le correnti a getto o jet streams sono flussi ad altissima velocità (circa 20-30 metri al secondo) che si generano tra stratosfera e troposfera, con direzione da ovest ad est, ad altitudini comprese tra 6 e 15 kilometri. La presenza di notevoli variazioni di temperatura in relazione alla latitudine determina forti correnti lungo i paralleli. Tra le jet streams, occorre citare quella subtropicale: essa varia in rapporto alla stagione per quanto concerne sia la posizione sia l’intensità, mentre la quota resta pressoché immutata, intorno ai 12 kilometri. Un’altra corrente a getto è quella associata al fronte polare: tale flusso può cambiare sia la sua posizione sia la direzione. A questo getto sono correlate le perturbazioni che interessano le medie latitudini.



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