lunedì 31 marzo 2008

Compagni di merende

L'Atmospheric science program è un ente governativo statunitense che, dietro il paravento della ricerca, svolge probabilmente , attività di irrorazione chimica. Un po' come avviene per l'italiano Consiglio nazionale delle ricerche (sic), l'ASP compie "esperimenti" per studiare gli effetti dell'inquinamento sull'albedo e sui fenomeni meteorologici.

La presentazione del sito recita:

Il Dipartimento dell'energia, nell'ambito del Programma sulla scienza atmosferica, ha come obiettivo a lungo termine la comprensione dei processi atmosferici che controllano il trasporto, la trasformazione e l'esito dei composti chimici e del particolato in relazione alle condizioni energetiche. Lo scopo attuale del programma è lo studio degli effetti dell'aerosol sul clima: la formazione e l'evoluzione dell'aerosol e le sue proprietà che hanno effetti diretti ed indiretti sul clima e sui cambiamenti climatici.

I vari progetti sono presentati, è ovvio attenderselo, come innocui programmi per studiare la relazione tra aerosol e situazioni meteorologiche: in realtà l'ASP sembra proprio una delle tante strutture create per intervenire pesantemente sulle dinamiche del clima terrestre. Non si spiegherebbe altrimenti per quale motivo l'ASP investa somme ingentissime per eseguire osservazioni che potrebbero essere compiute senza tale dispendio di risorse e di mezzi e senza il coinvolgimento di decine di "scienziati" e di tecnici.

E' naturale che non possiamo attenderci che, a chiare lettere, questi organismi ammettano di diffondere particolato nella troposfera e nella stratosfera per i loro scopi vergognosi ed inconfessabili, ma la frequenza con cui in quasi tutti i progetti figura il termine "aerosol", dovrebbe insinuare qualche dubbio.

I "ricercatori" dell'ASP sono i compagni di merende di quelli appartenenti al CNR? Ai pochi sopravvissuti all'operazione chemtrails la non tanto ardua sentenza.

Affinché non si pensi che siamo, come dicono alcuni imbonitori della Rete, "antiamericani", ricordiamo che anche i Cinesi sono all'avanguardia nelle tecniche per controllare il tempo. Si legga su tale argomento l'articolo di Freenfo, Controlllo del clima alle Olimpiadi cinesi.

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domenica 30 marzo 2008

Le menzogne dei meteorologi

Il Colonnello Costante De Simone ci ammannisce come scie di condensa quelle che, invece, sono scie chimiche e descrive le chemtrails viste da satellite come "scie di condensa stratosferiche"(!). Peccato che le cose non stiano in questi termini, visto che nella stratosfera i valori di umidità relativa sono bassissimi e quindi inidonei alla formazione delle contrails!

Il materiale volutamente non proposto nella trasmissione del 19 marzo 2008, Voyager, viene quindi qui mostrato come confutazione alle mendaci affermazioni del Colonnello De Simone.

Questo filmato restituisce dignità al lavoro dei ricercatori indipendenti, evidenziando le menzogne pseudoscientifiche dei militari e dei loro portavoce.

sabato 29 marzo 2008

Scie chimiche e pubblicità televisiva: rieducazione mentale

Pubblichiamo un articolo di Roberto Capponi. in cui è evidenziata la mostruosa rieducazione cui sono sottoposti i telespettatori, in particolar modo bambini ed adolescenti. Circa il boicottaggio delle marche che vendono prodotti pubblicizzati con spots in cui sono esibite chemtrails, concordiamo, sebbene si debba rilevare che, nel mondo globalizzato in cui viviamo oggi, pochissime sono le aziende non organiche al perverso sistema.


Da alcune settimane, per quello che posso nel tempo libero o ai pasti, sto esaminando la pubblicità televisiva nelle reti nazionali. Non sono in grado di valutare eventuali messaggi subliminali, perché non ho le attrezzature adatte, ma chiunque, come me, è in grado di valutare i messaggi in chiaro, anche se più o meno seminascosti.

L'esame di questa piccola attività ha portato alla scoperta di vari spots pubblicitari dove appaiono scie chimiche. Si rende necessario controllare ora se è la stessa agenzia che crea questi spots o se sono diverse: il punto focale è l'inserimento costante di cieli che non hanno alcun rapporto con il prodotto da proporre, cieli in cui, se si fa attenzione, appaiono sempre le scie chimiche. Ci sono altre valutazioni molto importanti da rilevare che mi portano a formulare alcune ipotesi, data per scontata l' esistenza delle scie chimiche. Durante le irrorazioni, soprattutto quelle pesanti, ho ripreso decine di aerei che volavano a distanza di tempo anche di 30 secondi o meno creando scie parallele, in relazione al tipo e direzione del vento in quota, in modo che queste scie parallele e a poca distanza tra loro, espandendosi, vadano a creare una velatura totale del cielo. Ho scritto decine di aerei, forse di più se prendiamo in considerazione tutta la nostra Nazione, forse ancora molti di più se prendiamo in considerazione tutti i Paesi interessati.

L'organizzazione che gestisce l'operazione scie chimiche dispone di una quantità di denaro al di fuori di ogni immaginazione. Il finanziamento della gestione di questa attività dovrebbe essere a livelli stratosferici. L'acquisto e la continua manutenzione degli aerei, la quantità degli aerei in costante volo, l'acquisto di carburante, forse il rifornimento in volo, l'acquisto dei prodotti chimici da irrorare valutabili in decine o centinaia o migliaia di tonnellate nel tempo, il costo e mantenimento dei piloti, il costo ed il mantenimento del silenzio a qualsiasi prezzo (anche con ricatti o altri metodi?).

C'è un ulteriore costo da considerare: l'inserimento di scie chimiche negli spots pubblicitari.

PUBBLICITA'

Osservo spots pubblicitari con la presenza di scie chimiche di compagnie di assicurazione, aziende produttrici di pneumatici per automobili, formaggi, acque minerali, calzature per attività sportive e tempo libero, automobili etc.

E mi sorgono domande: esiste una connessione tra l' “Organizzazione” dell'attività delle scie chimiche, Agenzie pubblicitarie e Produttori ? Le Agenzie pubblicitarie dovrebbero, per forza di cose, essere a conoscenza delle scie chimiche, perché sono loro che realizzano gli spots e quindi possono inserire qualsiasi cosa all'interno dei video. I Produttori non ne sono a conoscenza, oppure sì ? Ma in pratica che cosa accade ? Le Agenzie pubblicitarie che, nei loro spots, inseriscono i cieli con le scie chimiche si potrebbero intascare un bel po' di soldoni, elargiti dall' Organizzazione e dai Produttori per cui realizzano gli spots. E se anche i Produttori ne fossero a conoscenza e fornissero il loro consenso affinché le immagini di cieli con scie chimiche appaiano nella loro pubblicità ? Allora avremmo questa situazione: l' Organizzazione sborserebbe ancora più soldoni, ma non solo in Italia, e soldoni che entrerebbero nelle tasche sia delle Agenzie pubblicitarie sia delle Aziende produttrici che otterrebbero in questo modo un costo pari a zero della loro pubblicità, finanziata dall'Organizzazione. Ora immaginatevi che questa ipotetica situazione (forse non tanto) sia realizzata a livello internazionale: quanto costerebbe tutto questo all' Organizzazione ?

Cosa c'è dietro?

RIEDUCAZIONE MENTALE

La presenza di scie chimiche non è relegata soltanto agli spots pubblicitari: infatti le vediamo nei films, inserite o riprese forse casualmente nei documentari, nei videogames, ma è piuttosto evidente anche nei cartoni animati, nei films per bambini. La prima risposta che viene in mente è RIEDUCAZIONE MENTALE, ossia l'introduzione nella mente dei telespettatori o meglio osservatori del concetto che le scie chimiche in cielo sono una presenza costante e quindi normale. Un'alta percentuale di persone nel mondo non è a conoscenza di questi fatti, di queste presenze, non si rende assolutamente conto di ciò che sta accadendo: li definirò “ignoranti” (ignorano i fatti, quindi il termine non è da intendersi in senso dispregiativo). Se una certa percentuale di ignoranti riguarda persone di età avanzata, il fatto è da ritenersi poco determinante; al contrario, se la percentuale di ignoranti si concerne persone che vanno dalla giovane alla media età o poco più, allora la situazione è drammatica. Abbiamo un elemento indicatore che porta a determinare la drammaticità: i programmi per bambini e la pubblicità. L'obiettivo dei messaggi è la percentuale di ignoranti dall'età più giovane. Perchè? Vi domanderete ? Le risposte, secondo me, non vi piaceranno e vorreste non leggerle, se è così allora smettette di leggere, altrimenti proseguite.

La RIEDUCAZIONE MENTALE, come avete letto, ha un suo target ben definito, perché implica tempi lunghi, anni o decenni. Se si considera che la RIEDUCAZIONE MENTALE interessa anche i bambini di pochi anni, allora si deve ipotizzare che l'attività delle scie chimiche ha un suo obiettivo finale a medio e lungo termine. In pratica, assumendo che oggi nasca un bambino e che questo bambino inizierà a vedere la televisione a partire dall'età di un anno, un anno e mezzo, quando avrà intorno ai 18/20 anni avrà memorizzata nella mente che la presenza di scie chimiche in cielo è una costante, una normalità del suo habitat. Non conoscendo la realtà, non si porrà domane pericolose in merito, non sarà un soggetto a rischio di ribellione, o sovversivo come l'Organizzazione lo considererebbe e non costituirà un impedimento o un pericolo nell'attuazione degli scopi prefissi dall' Organizzazione.

Mi rivolgo quindi a tutti quei genitori che hanno figli in giovanissima età e fino ai 15/16 anni, affinché svolgano il loro compito di corretti educatori, che seguano questi bambini e ragazzini e spieghino loro la verità sulle scie chimiche, costantemente, mentre vedono i loro programmi televisivi, i films, o giocano con i loro videogames preferiti. Se vengono applicate queste metodologie, se viene applicata la RIEDUCAZIONE MENTALE, significa che dietro l'attività delle scie chimiche si nasconde un tremendo segreto, che forse interessa l'intera umanità. Credo che nessuno di voi lettori, come me, abbia mai visto o sia stato coinvolto in una situazione del genere: la stiamo sperimentando per la prima volta e quasi a livello mondiale. Ci potrebbero anche essere stati dei tentativi o esperimenti su target molto piccoli, ma così su larga scala credo sia la prima volta. Io sono un realista, non mi faccio influenzare facilmente, perciò, quando mi trovo di fronte a comportamenti del genere, mi ritrovo a pensare che c'è qualcosa di talmente grande, segreto e pericoloso che l'umanità non deve conoscere, ma adi cui anzi deve essere inconsciamente partecipe. Di ipotesi sugli scopi dell'irrorazione di prodotti chimici in atmosfera ce ne sono varie, tutte improntate su effetti negativi per la popolazione, alcune altamente drammatiche. E' inutile ripeterle: si possono leggere dappertutto, ma in questo momento non mi sento di escluderne nessuna. Forse sarebbe il caso di aggiungerne altre.

CHE COSA FARE 1

Se questa situazione è destinata veramente a perdurare nel tempo, forse è il caso fin da ora di “immagazzinare” immagini, fotografie, video della natura allo stato attuale. Meglio ancora: si dovrebbero archiviare tutti gli atlanti, i libri di geografia, di scienze, anche e soprattutto quelli dei vostri figli che vanno a scuola, oppure se li avete in casa soprattutto i libri di scuola di molti anni fa. Se non li avete, acquistateli usati, vecchi di alcuni anni, preferibilmente antecedenti il XXI secolo. Saranno la nostra memoria storica della natura e dei cieli limpidi o con le nuvole vere. Non memorizzate niente su supporti ottici o magnetici. Gli ottici masterizzati conservano i dati solo per breve tempo, dopo di chè si autocancellano; i supporti magnetici, se sottoposti a forti campi elettromagnetici come un qualsiasi altoparlante ( o armi elettromagnetiche, a questo punto bisogna pensarle e prevederle tutte) perdono completamente i loro dati e qui mi riferisco a floppy disk, hard disk esterni o interni, supporti a nastro magnetico. Se avete memorizzato delle fotografie con paesaggi, panorami, cieli, stampatele su un buon supporto cartaceo adatto per le fotografie. Archiviate materiale cartaceo in modo che non assorba umidità e non si degradi.

CHE COSA FARE 2 – PASSIVITA' O ATTVITA'

A questo punto, pensate che sia giusto che la popolazione inizi a difendersi in qualche modo da questa attività delle scie chimiche ? Che cosa si potrebbe fare ? Una piccola iniziativa la possiamo prendere tutti insieme ed il bello è che non costa nulla ! Tanto per cominciare, non acquistiamo più quei prodotti che vengono pubblicizzati tramite spots in cui sono presenti le scie chimiche: c'è una concorrenza immensa, c'è un'ampia scelta, per cui si può benissimo puntare su scelte di prodotti diversi, di altre marche, rimanendo nello stesso standard di qualità. Poi vediamo quali sono le Agenzie pubblicitarie che offrono i loro servizi proponendo scie chimiche e non acquistiamo più nemmeno i prodotti la cui pubblicità è realizzata dalle stesse Agenzie, anche se negli altri spots non appaiono scie chimiche. In questo modo, premiamo quelle aziende ed agenzie pubblicitarie che propongono i loro prodotti con chiarezza ed onestà e puniamo sia le Agenzie pubblicitarie sia le Aziende produttrici nella cui pubblicità appaiono scie chimiche. E' soltanto un piccolo passo, che possiamo compiere tutti quanti insieme, ma è un grande segnale.

Facciamo insieme questa scelta: è un impegno minimo. Si tratta soltanto di acquistare prodotti diversi e addirittura potremmo anche risparmiare.

Una raccomandazione a quei genitori che hanno bambini in tenera età o ancora ragazzini: educateli bene, spiegate loro la situazione con semplicità. Tra alcuni anni, potremmo ritrovarci immersi in un nuovo habitat, gestito a livello mondiale, potranno ridurci a schiavi inconsapevoli (si veda il prossimo articolo) e non potremo fare più nulla.

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venerdì 28 marzo 2008

Fuori pericolo il paracadutista colpito da meningite (articolo di F. Palmeri)

Recentemente un paracadutista del vicentino ha contratto la meningite: si può presumere che l'uomo sia venuto a contatto con l'agente patogeno durante un lancio. E' noto che, come ci ricorda, ad esempio, il ricercatore indipendente Tom Montalk, con le scie chimiche vengono sparsi nella biosfera anche batteri, virus, spore di funghi e viron, ossia virus il cui DNA è stato modificato all'interno di laboratori militari. Questa NON è un'affermazione gratuita: infatti un rapporto ufficiale statunitense, rilasciato dal senatore Tom Harkin, ammette che le chemtrails contengono anche batteri, incluso l’antrace e quello della polmonite. Fortunatamente il paracadutista è in via di guarigione (si legga l'articolo sotto riportato e pubblicato dal quotidiano Il Gazzettino), ma non si può abbassare la guardia in quanto non si tratta di un normale focolaio di meningite. Il pericolo viene dall'alto! Ringraziamo il gentilissimo lettore che ci ha segnalato la notizia.

Schio. Allarme rientrato per il caso menigite. Il quarantunenne appassionato di paracadutismo è fuori pericolo, anzi è uscito dalla rianimazione e sta rispondendo molto positivamente alle cure.

"Se continua così - afferma la responsabile dell'ufficio stampa dell'Ulss n.4 Rosaria Migliorin - fra pochi giorni potrà tornare a casa. La risposta della direzione medica è stata immediata e tutti i settori in questi casi coinvolti si sono mossi con tempestività ed encomiabile coordinamento. Merito del pronto soccorso di Schio che ha attivato le strutture dell'Ulss in tempo reale".

Forse non si saprà mai se a causare la malattia sia stato lo pneumococco o il meningococco, perché, nei giorni precedenti l'uomo, disturbato da una forte otite, aveva assunto degli antibiotici che hanno reso l'esame colturale difficoltoso.

Ma in questi casi, fanno sapere i responsabili dell'Ulss, la cura è sempre la stessa. L'uomo, infatti, una volta in rianimazione nell'ospedale di Schio, è stato sottoposto ad un'intensa cura a base di antibiotici che, in poco tempo, lo ha portato fuori dalla rianimazione. Ieri, infatti, è stato trasferito in medicina. E ciò è segno che tutto sta procedendo per il meglio con grande sollievo della collettività che ormai incomincia ad aver preoccupazione quando si verificano casi di questo genere. Casi che, in altri tempi, forse sarebbero rientrati nella normalità dell'attività ospedaliera, ma che oggi, diventando sempre più numerosi, creano allarme sociale. E', infatti, il quarto caso nel Vicentino nel giro di qualche mese. La struttura sanitaria dell'Ulss n.4, coordinata dal nuovo direttore sanitario Domenico Mantoan, in questo frangente si è mossa con evidente efficienza e tempismo: nonostante si trattasse di un periodo festivo, l'emergenza è stata affrontata con grande professionalità e coordinamento che hanno permesso all'ex paracadutista della Folgore di venirne fuori in breve tempo.

Fiorì Palmeri

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giovedì 27 marzo 2008

Stima trigonometrica della quota di un tanker chimico

Avevamo già ampiamente trattato, tempo fa, il problema inerente alla stima della quota di sorvolo dei velivoli impegnati nelle operazioni clandestine di aerosol. Il sistema valutato nel 2006 abbisognava di alcuni fondamentali parametri relativi al focale della macchina fotografica.

In questo caso vogliamo, invece, consigliare un metodo più rapido ma parimenti efficace. Il sistema è decisamente semplice e si serve di un dispositivo di osservazione che misura l'angolo di elevazione della macchina fotografica (o videocamera) rispetto ad una stazione di controllo posta ad una distanza nota dal punto di sorvolo (per il calcolo preciso della distanza sull'orizzontale si adoperi lo strumento - righello - per il calcolo delle distanze incluso in Google Earth) e richiede due persone: una che provveda alla ripresa del velivolo ed una che ne confermi visivamente il sorvolo sulla sua verticale.

Un tale sistema può essere molto semplicemente autocostruito e consiste, come si può vedere, in uno strumento costituito essenzialmente di un dispositivo per la determinazione dell'angolo di elevazione: a questo scopo può bastare la stampa fotografica di un normale goniometro scolastico ed un filo a piombo applicati allo strumento di ripresa. La figura qui di seguito mostra il principio geometrico su cui si fonda il metodo: L è il punto di osservazione, T è la stazione di controllo (la cui distanza da L è nota), R è il punto di massima altezza raggiunta dall'aereo, mentre alfa è l'angolo di elevazione che l'osservatore legge direttamente sul suo goniometro artigianale collegato alla videocamera.

Come si vede dalla figura, congiungendo ì tre punti L, T, R, si ottiene un triangolo rettangolo; in base poi ad un importante teorema di trigonometria, la tangente dell'angolo di elevazione alfa è uguale al rapporto fra l'altezza raggiunta dal velivolo (segmento L-R) e la distanza fra il punto di sorvolo e la stazione di controllo (segmento T-L). In simboli si può scrivere nel modo seguente:

Tg alfa = LR/TL

e da tale relazione possiamo ricavare la grandezza R:

LR = TL x tg alfa

Conoscendo cosi la distanza fra il punto di sorvolo e l'osservatore (TL) e ricavando dalla tabella (o con una calcolatrice trigonometrica) la tangente dell'angolo di elevazione alfa misurato, diviene facile computare l'altezza raggiunta dal velivolo. Un esempio pratico può essere utile nella comprensione di questo metodo: supponiamo che la stazione dì controllo si trovi a 1.960 metri dal punto di sorvolo e che l'angolo di elevazione della videocamera sia di 30°. Dalla tabella sotto riportata, possiamo leggere che la tangente corrispondente a questo angolo è 0,577. La soluzione è quindi molto semplice: basta moltiplicare il valore della tangente per la distanza fra l'osservatore ed il punto di sorvolo ovvero m 1.960. Il tanker chimico avrà di conseguenza sorvolato l'area a 1.960 x 0,577 = 1.132 metri.



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mercoledì 26 marzo 2008

Gli scartafacci di Giuliacci

Absit iniuria verbis


Il colonnello Mario Giuliacci, sedicente meteorologo, spronato dai disinformatori di professione ormai con l’acqua alla gola, ha deciso di pronunciarsi sulle scie chimiche con un articolo penoso e misero. E’ il caso di riportare le parti salienti del testo non certo per confutarne le affermazioni che sono solenni balordaggini, ma per evidenziare il livello infimo cui sono precipitati gli “esperti”. Tra l’altro l’articolo è veramente spassoso e non guasta mai una sana risata.

Da circa 7-8 mesi circola con insistenza sulla rete internet un documento redatto non si sa da chi e nel quale si afferma che aerei militari riverserebbero in cielo da molto tempo tonnellate di sostanze potenzialmente tossiche, come polveri di Bario, Alluminio e polimeri. Il tutto - sempre secondo l’anonima fonte - allo scopo di simulare esperimenti di modifica artificiale del clima. Le prove portate a corredo della notizia sono numerose foto di scie nuvolose (nel documento definite “scie chimiche” o chemtails) lasciate in cielo appunto dagli aerei.

Sulla rete internet: ma non sono la stessa cosa la Rete ed Internet che si scrivono con la maiuscola? Come incipit già non è molto promettente.

Polveri di bario, ma non erano sali? Sarà un lapsus freudiano: il “meteorologo “ si riferisce alla polvere depositatasi sui libri che da decenni non apre più.

Simulare esperimenti? Ma quale simulazione: sono semmai esperimenti compiuti, anzi è un’attività clandestina perpetrata nei cieli di quasi tutto il mondo.

Le prove portate a corredo della notizia sono numerose foto di scie nuvolose (nel documento definite “scie chimiche” o chemtails) lasciate in cielo appunto dagli aerei.

Già l’espressione scie nuvolose fa ridere i polli: o sono scie o sono nuvole. Non penserà l’illustre genio che crediamo nella fandonia del Cirrus aviaticus, il cirro della nonna?

Che i “soliti” americani (dagli agli untori… yankee!!!) o i soliti “militari” fanno esperimenti pericolosi, all’insaputa di tutti, tenendo all’oscuro anche i propri governi (come se le scie non si vedessero!) e infischiandosene della salute degli inermi cittadini.

I soliti americani! come li definisce lui sono gli Statunitensi: che argomento persuasivo questa becera e stantia accusa di antiamericanismo nei confronti di chi denuncia le nefandezze dei potenti!

I soliti “militari” fanno esperimenti pericolosi, all’insaputa di tutti, tenendo all’oscuro anche i propri governi (come se le scie non si vedessero!) e infischiandosene della salute degli inermi cittadini.

A questo proposito, Giuliacci, replichiamo: Tu l’hai detto! Ti sarà rimasta per caso una sinapsi?

In realtà le “scie chimiche” mostrate nel documento sono un fenomeno normale, sempre esistito da quando esistono gli aerei a jet e sono prodotte nella maggior parte dei casi dalla condensazione immediata dell’acqua rilasciata dalla combustione nei reattori degli aerei a jet commerciali e/o militari, quando volino intorno a 8-10 km. Per questo motivo sono note come “scie di condensazione (contails). Ma ecco come si generano le scie di condensazione. Alla quota di 8-10 km la temperatura dell’aria è intorno a 40-45 gradi sotto zero per cui le microscopiche goccioline d’acqua rilasciate dal bruciatore dell’aereo condensano istantaneamente in una miriade di minuscoli aghetti di ghiaccio, resi poi visibili appunto da una sottile scia nuvolosa. Le condizioni ideali per il verificarsi del fenomeno sono quelle nelle quali l’atmosfera circostante è già di per se molto umida cosicché la scia stenta a evaporare e quindi resiste nel cielo anche per 1-2 ore.

Tra un errore grossolano e l’altro, il Nostro afferma qualcosa di corretto circa le quote e le temperature: peccato che si dimentichi i valori sia della pressione sia dell’umidità relativa. L’esimio asserisce che le scie possono permanere anche un’ora, due, ma molti suoi colleghi affermano, in modo ancora meno verosimile, che possono durare per giorni. Dovrebbero mettersi d’accordo.

Se poi a quelle quote c’è anche un forte vento, la scia nuvolosa tende ad essere sparpagliata lateralmente e quindi assume anche notevoli dimensioni nel verso laterale. Sotto tali condizioni meteorologiche, lungo alcune aerovie o incrocio di aerovie commerciali oggi particolarmente affollate è ovvio che, il frequente passaggio di aerei (uno, ogni 3-4 minuti), lascerà, nell’arco di 1-2 ore, una ragnatela di moltissime scie.

Tende ad essere sparpagliata lateralmente… una ragnatela di moltissime scie: mi pare che l’esperto si stia arrampicando sugli specchi e che stia ripetendo quattro nozioncine pedestri orecchiate, visitando in fretta ed in furia i siti-spazzatura degli imbonitori sciacondensisti.

Ma vi è anche un’altra modalità per la genesi delle scie di condensazione. Se l’atmosfera è oltremodo umida, allora l’aria che viene a contatto con il bordo d’attacco dell’ala si spezza lateralmente in due parti le quali, scorrendo poi lungo la superficie curva della fusoliera, sono costrette ad accelerare. Ma tale accelerazione provoca una rapida espansione dell’aria in movimento attorno all’aereo, con conseguente raffreddamento della medesima. Il rapido raffreddamento a sua volta fa condensare immediatamente la forte umidità sotto forma di una densa scia nuvolosa.

In questo passaggio sconclusionato, sembra che il Giuliacci voglia alludere alle trecce di Berenice. Evidentemente non si ricordava l’espressione che identifica il fenomeno e così si è impelagato in un discorso senza né capo né coda.

Infine nulla vieta di pensare che molti appassionati del volo libero, per esibizionismo, possano far uso delle stesse innocue sostanze impiegate dalle nostre Frecce tricolori per disegnare in cielo i colori della nostra bandiera.

Come conclusione è veramente l’apoteosi del ridicolo: gli appassionati del volo libero che rilasciano con i loro aeroplanini scie tricolori. Questo è veramente troppo: il Giuliacci ha preso i suoi lettori per gonzi e pensa che si possa credere ad una fandonia del genere. Che improntitudine!

Infine in un testo così bolso, non potevano mancare degli strafalcioni, come “” scritto senza accento e chemtails anziché chemtrails e contails anziché contrails, ossia le code chimiche e le code di condensazione. Non sarà che, prima di scrivere l’illuminante dissertazione presentata da Heidi come la mazzata finale (sic) sul tema delle scie velenose, l’esperto ha bevuto qualche cock…tail di troppo? Si spiegherebbe così lo svarione.


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martedì 25 marzo 2008

Teoria della TRINITA’ (articolo di ARS)

L'articolo di ARS che proponiamo presenta un'ipotesi sul binomio scie velenose-H.A.A.R.P. accennata, secondo un'angolazione un po' differente, in Scie chimiche, H.A.A.R.P e geomagnetismo. Così veniva affrontato il tema:

"Non bisogna dimenticare che il campo magnetico terrestre è in fase di costante indebolimento sin dal I secolo d.C.: tale fenomeno è destinato a determinare cambiamenti notevoli sul piano degli equilibri geofisici terrestri e potrebbe pure influire sulla biologia di uomini, animali e piante. Quali possono essere le conseguenze di tale attenuazione sul D.N.A., sui bioritmi, sulle funzioni degli organismi viventi? E' possibile che H.A.A.R.P. e scie chimiche mirino a rafforzare il campo magnetico del pianeta per evitare un cambiamento biologico o una lacerazione del velo elettromagnetico che nasconde dimensioni normalmente invisibili?

La rarefazione della sfera magnetica che avvolge Gaia dovrebbe comportare anche degli effetti negativi. Infatti i raggi cosmici colpirebbero la Terra. Questa tempesta di raggi potrebbe alterare il codice genetico degli esseri viventi o destare il D.N.A. silente? L’alterazione del D.N.A. è probabile, ma sarebbe una mutazione necessariamente deleteria?"

L'idea centrale del testo è appunto la seguente: i metalli sparsi con le chemtrails, insieme con le onde elettromagnetiche, potrebbero servire a bilanciare l'indebolimento della magnetosfera. L'articolo, comunque si consideri questa idea, è molto interessante e potrebbe pure contenere una parte della "spiegazione" ufficiale delle scie, sfrondata degli aspetti malefici. Infatti, se, in futuro, saranno forniti dalle istituzioni dei chiarimenti sulle finalità dell'operazione, è certo che saranno date notizie rassicuranti. Già, in qualche caso, sebbene in modo ambiguo, le chemtrails sono state presentate come uno strumento per ridurre l'effetto atmosfera. Infine i cambiamenti dell'attività del nostro astro e nel sistema solare, forse indotti da altri fenomeni cosmici, sono un dato di fatto come le scie: il collegamento esiste; in quali termini lo scopriremo presto.


Massima Attività Solare – diminuzione del campo Magnetico Terrestre – Scie Chimiche: che cosa unisce questi fenomeni?

La teoria della TRINITA’ crea una correlazione fra tre fenomeni, due naturali ed uno antropico, che stanno accadendo sotto i nostri occhi e di cui la comunità scientifica internazionale comincia a parlare: massima attività solare, diminuzione del campo magnetico terrestre e scie chimiche con annesso progetto H.A.A.R.P.

Prima ipotesi: un’attività solare “esplosiva” con picco tra 2011–2012 indurrà una crisi climatica planetaria!

Una parte della comunità scientifica degli astronomi, sia nazionale sia internazionale, comincia ad indicare che durante il prossimo ciclo solare l’attività del sole sarà la più forte registrata negli ultimi 700 anni. Infatti, il ciclo WOLF, in grado di calcolare con una buona approssimazione il numero delle macchie solari che appariranno durante la fase di massimo solare, ci sta indicando che la prossima fase potrebbe essere “esplosiva” e presentare un numero elevatissimo di macchie solari che sappiamo essere degli enormi magneti e quindi generare un campo magnetico indotto fortissimo! A questa situazione va aggiunto che il sole, proprio nel 2012, invertirà il proprio asse magnetico, come di norma avviene ogni 11,1 anni.


C’è una strana coincidenza a tal proposito! La NASA manderà in orbita, nell'agosto del 2008, il satellite SDO, Solar Dynamic Observatory, con il preciso compito di monitorare le tempeste magnetiche solari ed altri fenomeni esplosivi (a differenti lunghezze d’onda in contemporanea) e come queste incidano sul nostro pianeta. L’obiettivo della missione SDO è dunque quello di capire e monitorare che relazione ci sia tra attività solare e clima terrestre... che strano! SDO sarà quindi in grado di monitorare in tempo reale una situazione di CRISI CLIMATICA PLANETARIA, crisi forse prevista da chi possiede più informazioni di noi, ma chiaramente non annunciata alle popolazioni. Da anni la scienza ufficiale ci sta insegnando che l’effetto atmosfera ed i problemi climatici, uragani, tempeste, etc, siano dovuti esclusivamente all’emissione di CO2 nell’atmosfera e, solo da poco tempo, si sta diffondendo, invece, l’ipotesi che il GLOBAL WARMING sia dovuto all’attività solare.

Questa seconda ipotesi viene avvalorata dopo gli ultimi eventi legati alle attività “benefiche” di AL GORE ed al suo impegno per la salvaguardia dell’ambiente con tanto di film, “An Inconvenient Truth” ed incredibile premio Nobel assegnatogli per l’impegno e per la difesa dell’ambiente. Quest’operazione mediatica planetaria, film più Nobel, dimostra ai miei occhi quanto il mondo sia governato da una mano occulta che ha l’obiettivo di farci credere e pensare tutti allo stesso modo e, in questo caso, di far cadere l’attenzione tutta sul problema CO2 escludendo e, se serve, “sputtanando” le ipotesi che sia il SOLE il vero problema e non il CO2.

Di certo il surriscaldamento del pianeta c'è, esiste ed è del tutto reale e dimostrato.

Seconda ipotesi: diminuzione del campo magnetico terrestre e possibile inversione degli assi

Il campo magnetico terrestre è in costante diminuzione e la velocità di diminuzione sembra accelerarsi molto di più di quanto previsto. Tale fenomeno è realmente in corso ed i dati che stiamo utilizzando sono stati desunti da fonti scientifiche e da dichiarazioni di eminenti scienziati. Non a caso l’ ESA, Agenzia Spaziale Europea, ha dato avvio al programma SWARM, ovvero una costellazione di 3 satelliti che farà la mappatura del campo magnetico terrestre e quindi ne misurerà le variazioni nel tempo. Che strana coincidenza! Come nel caso SDO della NASA! Riportiamo le dichiarazioni rilasciate da Nils Olsen, dell’agenzia spaziale danese, in merito alla possibilità di decadimento del campo magnetico in alcune zone e della possibilità, ben più grave per noi, che l’inversione del campo magnetico terrestre possa essere preceduta da sintomi simili ai fenomeni che stiamo osservando.

Dalle dichiarazioni fatte dagli scienziati che sono di norma dichiarazioni prudenziali, desumiamo che una certa preoccupazione si aggiri anche nelle loro teste. D'altronde le comunità di geologi e di geofisici internazionali hanno rilevato che l’inversione degli assi terrestri avviene di norma una volta ogni 500.000 anni: dall’ultima ne sono già passati 750.000. (Qui scatta l’allarme rosso, ma prima l’informazione deve essere controllata e ben rallentata).

Ora, potrebbe essere possibile che una forte intensità magnetica del sole sia in grado di “agganciare” la terra magneticamente e che quindi, la successiva inversione del campo magnetico solare induca magneticamente l’inversione del campo magnetico terrestre? In pratica una volta che il nostro campo magnetico sia entrato in risonanza con quello solare, il flip del campo solare indurrebbe il flip automatico del campo terrestre. Possiamo usare la seguente metafora: una grossa palla magnetica in grado di esercitare il suo influsso, quindi di polarizzare la palla piccola a distanza, poi all’improvviso la grande palla inverte l’asse magnetico e la rotazione induce la rotazione del campo magnetico terrestre.

Che i Maya calcolassero continuamente una data che coincideva con la fine di un ciclo cosmico e l’inizio di un altro è un dato ormai assodato.
Tuttavia che il loro calendario tenesse conto delle macchie solari è un dato che ancora deve saltare fuori. Se così fosse, la loro predizione che pone il CATACLISMA sulla terra il 22 dicembre del 2012, potrebbe essere legata al calcolo delle macchie solari e quindi all’influenza che le stese avrebbero sul magnetismo terrestre, in grado di innescare l’inversione del campo magnetico terrestre. Staremo a vedere. Di certo la diminuzione del campo terrestre riduce le difese del pianeta nei confronti del vento solare e della radiazione solare in generale, pertanto questo fenomeno si va a sommare alla massima attività del sole in quegli anni!

Terza ipotesi: scie Chimiche e H.A.A.R.P.

Sono una realtà più che un’ipotesi, sono artificiali e sono chimiche. A che cosa servono? Alle tante funzioni che possiedono, la teoria della TRINITA’ ne aggiunge un’altra che nasce dalla correlazione con le altre due ipotesi di partenza.

Teoria della TRINITA’: eccoci arrivati al punto!

La teoria afferma che nel 2012 ci sarà un’enorme crisi climatica planetaria dovuta al picco di attività solare che, in quegli anni, raggiungerà il suo massimo. Tale effetto si sommerà al decadimento del campo magnetico terrestre ed indurrà l’inizio dell’inversione degli assi magnetici del pianeta. La superficie della terra, non più protetta dal campo magnetico terrestre, vedrà evaporare l’atmosfera e morire ogni forma di vita, animale e vegetale. Ciò avverrà su aree geografiche estese, ma con alcune differenze tra un’area e l’altra, in relazione alla forza del campo magnetico esistente in quel punto. Sarà allora che H.A.A.R.P. mostrerà al mondo tutta la sua potenza ed il suo suono sinistro si spanderà nell’aria.

Una ragnatela di scie, composte da materiali metallici e conduttivi verrà lanciata nei cieli da aerei in un’atmosfera satura e già precedentemente “metallizzata” e garantirà alle onde scalari emesse da H.A.A.R.P. di viaggiare su tutto il pianeta e di sostenere il campo magnetico mancante e di proteggere la superficie del pianeta su aree specifiche.

Ci saranno nazioni che verranno protette, altre invece no, a discrezione del “gestore” di H.A.A.R.P. Questa situazione critica verrà resa nota poco prima della catastrofe e verrà richiesto ai singoli paesi “amici” di sottomettersi politicamente alla volontà del “gestore”. Nelle fasi precedenti e poi, durante la crisi intensa, si instaurerà una dittatura mondiale, guidata dal “gestore” che imporrà il proprio volere sul futuro di quel che resterà del pianeta e dell’uomo.

Altri fenomeni correlabili con l’incremento dell’intensità dell’irradianza solare:

Giove: è apparsa la terza macchia

Saturno: gli anelli si stanno sciogliendo



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Segni dal cielo magazine

Come preannunciato, il ricercatore indipendente Massimo Fratini ha dato vita alla pubblicazione cartacea Segni dal cielo che affianca il sito con la stessa testata. Nel numero zero ed in quelli successivi, si potranno leggere articoli su U.F.O., free energy, misteri dallo spazio, medicine alternative, scie chimiche... Il Direttore del magazine è Massimo Fratini, il Direttore editoriale Teresa Rasmini. Hanno collaborato al numero zero Caterina Ruata, Carla Suberati, Alessandra Lanzoni, Rosario ed Antonio Marcianò.

La rivista verrà presentata nel corso del Convegno Stargate 2012



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domenica 23 marzo 2008

Scie chimiche ed inceneritori: profitto e delitto

Pur trattando il problema delle scie chimiche ed annessi, sappiamo che molteplici sono le fonti di inquinamento dei biomi terrestri. In particolare, gravissima è la polluzione causata dagli inceneritori, impianti che bruciano ad altissime temperature rifiuti solidi (carta, cartone, plastica...). I composti chimici immessi nell'atmosfera da quelli che ipocritamente vengono definiti "termovalorizzatori" sono decine: tra i vari composti molto tossica è la diossina. Diossina è termine generico per indicare un composto delle tetraclorodibenzodiossine (TCCD). La diossina per antonomasia è la 2, 3, 7, 8, tetraclorodibenzo-p-diossina: sia il prodotto cristallino sia i suoi vapori sono molto inquinanti, cancerogeni e teratogeni. L'esposizione a diossina può indurre lesioni a carico di vari organi tra i quali il fegato ed i reni. La pseudocloracne è una forma di dermatite provocata dalla diossina.

Recentemente il giornalista del quotidiano L'Adige, Zenone Sovilla, autore anche di un'inchiesta sulle scie chimiche, ha realizzato un reportage intitolato Civilità bruciata e dedicato ai termodistruttori. Sovilla analizza in questo documentario, trasmesso da Rebus, il programma condotto dal valente Maurizio de Collanz, l’annoso problema. Sovilla evidenzia tutti gli interessi economici legati alla perversa "moda" che ha portato l'Italia e molti altri paesi europei a costruire impianti per l'incenerimento dell'immondizia. Addirittura, in modo paradossale, in alcune regioni come il Veneto, dove si ricorre alla raccolta differenziata dei rifiuti, si moltiplicano giganteschi impianti, nonostante il parere contrario di gran parte della popolazione. Amministratori ed industriali sostengono che con gli inceneritori, oltre a smaltire i rifiuti, si produce energia. Costoro li presentano come una panacea e sorvolano sia sulle emissioni ammorbanti sia sull'impatto ambientale. Dimenticano anche che nei filtri degli impianti si accumulano scorie che devono essere poi stoccate con la creazione di siti ad hoc.

I fumi che si levano dalle ciminiere degli inceneritori, a causa dell'inversione termica, tendono a ristagnare al mattino sui centri abitati: le persone con l'aria inalano nanoparticelle (PM 2 o inferiori), col cibo e con l'acqua ne ingeriscono altre; queste nanoparticelle non sono metabolizzate dall'organismo e, alla lunga, possono determinare infiammazioni, tumori ed altre patologie. E' il problema studiato in Italia dai coniugi Stefano Montanari e da Antonietta Gatti, ma, come si dimostrerà, in modo più che altro strumentale.

Qual è il nesso tra scie chimiche ed inceneritori? E' una correlazione negli scopi e nella logica sottesa, una logica diabolicamente sopraffina. Mi spiego. La costruzione dei "termovalorizzatori" è senza dubbio promossa da chi ha degli interessi economici. Sono imprenditori e "politici" privi di scrupoli che traggono ingenti introiti dalla realizzazione e dalla gestione degli impianti, ma oltre al profitto, bisogna considerare il delitto. I rifiuti potrebbero essere destinati al riciclaggio ed al riuso, ma questi sistemi, pur essendo piuttosto vantaggiosi sul piano economico, sono in ogni modo osteggiati, poiché inquinano poco o nulla, laddove lo scopo principale dei potenti è la contaminazione degli ecosistemi e la diffusione di malattie tra la popolazione. Un inceneritore è un'arma chimica micidiale che si aggiunge a tutte le altre fonti di polluzione: onde elettromagnetiche, chemtrails, radiazioni ionizzanti, insetticidi, anticrittogamici, pesticidi in agricoltura, scarichi industriali e veicolari etc.

In questo quadro, emblematico è il caso della Campania, dove la crisi dei rifiuti è stata deliberatamente creata ed aggravata per imporre in maniera subdola la “risoluzione” degli inceneritori. Infatti, dopo che le discariche sono state totalmente riempite di pattume o di ecoballe, a causa di una mancata attuazione della raccolta differenziata, la spazzatura si è ammassata dappertutto. (Vedi Come in alto così in basso) Di fronte ai cumuli di immondizia maleodorante, si è proposta la solita risoluzione: l'inceneritore. Altre iniziative, dalla produzione di imballaggi meno ingombranti e biodegradabili al riuso, sono state, sono e saranno boicottate affinché i cittadini accettino alla fine, pur di non vedere enormi di mucchi di immondizia di fronte alla porta di casa, di essere avvelenati con le emissioni nocive degli inceneritori. Tra l’altro la combustione dei rifiuti ad altissime temperature, combustione tipica dei “termovalorizzatori” più “efficienti”, rilascia polveri finissime ancora più perniciose, proprio per le loro dimensioni ridottissime, di quelle emesse dagli impianti di vecchia generazione.

Intanto prosegue senza sosta l'operazione "scie chimiche", volta, tra gli altri fini, ad indebolire il sistema immunitario delle persone e di conseguenza a diffondere patologie. Tale operazione sostituisce gli inceneritori in quelle zone in cui non sorgono questi impianti: infatti lo spargimento quotidiano di tonnellate di particolato in atmosfera è assimiliabile, ma moltiplicato per cento, alle emissioni dei termodistruttori.

Chi vive in una zona irrorata dagli aerei della morte è come se abitasse vicino ad un inceneritore, anzi peggio, poiché, con le chemtrails, vengono sparse nanoparticelle ancora più piccole e quindi più insidiose, anche inferiori a PM 1! Ecco perché i coniugi succitati e lo stesso Antonio Zecca(1), contrari alla costruzione di questi impianti, agiscono in modo ambiguo, quando non denunciano e negano lo scempio chimico-biologico nei cieli. Essi si ergono ad ambientalisti, ma sono degli ambientalisti dimezzati, nel migliore dei casi, se non dei personaggi che, col loro carisma, distraggono la gente non solo da altre questioni, ma anche da temi che potrebbero rivelare ai cittadini una verità inconfessabile.

Qual è la verità? L'inquinamento non è tanto una conseguenza della "civiltà" dei consumi, consumi sfrenati e spesso inutili, ma un mezzo per soggiogare i popoli con malattie e sensi di colpa (si veda la demonizzazione del biossido di carbonio), un’arma per distruggere il pianeta. Le élites usano farmaci ed antidoti che li proteggono dai veleni diffusi nella biosfera, mentre, nella loro follia distruttiva, non si peritano di contaminare, avvelenare e deturpare gli ecosistemi.

Di ciò i cittadini dovrebbero prendere coscienza: non è solo l'avidità di denaro a motivare le nefande azioni dei soliti noti, piuttosto un'assoluta, irredimibile adesione al Male che li spinge a devastare, ad uccidere, ad intossicare…

In fondo, però, i veleni più letali che essi spargono non sono chimici, ma le loro impudenti, putride menzogne.

(1) Zecca è l’”esperto” che è stato interpellato dalla redazione di Focus, la rivista della scienza-spazzatura, sul tema delle scie chimiche. Egli, come tutti gli appartenenti all’esecranda setta degli sciacondensisti, le spiega come normalissime ed innocue contrails.



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sabato 22 marzo 2008

Scie chimiche e piscine (articolo del Dottor Roberto Benassai)

Il 19 marzo 2008 la trasmissione VOYAGER su RAI 2 ha finalmente portato alla luce dell'opinione pubblica un problema oramai presente nei cieli italiani da almeno cinque, sei anni: Le cosiddette chemtrails o scie chimiche.

Le scie chimiche sono, come ampiamente spiegato nella trasmissione di RAI 2, dei "presunti" rilasci tramite aerosol di particolari sostanze chimiche, da velivoli opportunamente attrezzati ad altitudini che si aggirerebbero fra i 4.000 ed i 5.000 metri. Le Irrorazioni avverrebbero in particolari giornate soleggiate e con venti possibilmente deboli. Questo probabilmente per permettere a queste sostanze di omogeneizzarsi lentamente ed espandersi nel cielo, creando una specie di schermatura bianchiccia e fumosa.

Da anni sono in contatto con molti operatori e costruttori di piscine in tutto il territorio italiano, in quanto loro fornitore di prodotti chimici per la disinfezione. Questi operatori mi tengono informato di eventuali problemi che avvengono nelle loro piscine.

Quando nel 1989 cominciai questo lavoro, la situazione tipica che si presentava spesso nel mantenimento di una piscina era la seguente: se in un posto ci sono tre piscine una accanto all'altra, trattate nello stesso modo, due sono limpide ed una è piena di alghe, anche se non riesci a spiegartene il motivo.

Da alcuni anni, invece, assistiamo a strani fenomeni nell'acqua delle piscine situate pressappoco nelle stesse zone. [...]

Ora, fermo restando gli esperimenti che questi geni militari stanno compiendo sulla nostra pelle [...], il problema in relazione alle piscine è che, usando probabilmente dei grossi contenitori di acciaio, per contenere le loro belle miscele di sali metallici ed acqua, si possono sviluppare nei tanks germi patogeni particolari quali pseudomonas e legionella, sicché le microgocce di acqua contaminata arrivano al suolo.

Questo spiegherebbe l'enorme proliferazione del batterio opportunista pseudomonas nelle piscine, batterio che, fino ad alcuni anni fa, praticamente in piscina non esisteva.

Inoltre assistiamo ad esempio in centri natatori che possiedono sia piscine all'aperto sia al chiuso, che la proliferazione dello pseudomonas avviene negli impianti all'aperto, anche se nell'impianto al coperto sarebbe più probabile rilevare l'agente patogeno.


ALTRI PROBLEMI IN PISCINA DOVUTI ALLE SCIE CHIMICHE:

A) Filamenti trasparenti e/o arancioni e/o gialli.

Questi filamenti si rilevano soprattutto in piscine con sistemi di filtrazione non a sabbia di quarzo, ma a cartuccia o a calza. Questi filamenti inizialmente nella piscina non si vedono, se non quando brillano al sole. Successivamente tendono a diventare gialli o arancioni e quindi molto ben visibili. Nei filtri in cui è possibile recuperarli (calza o cartuccia) inizialmente paiono cristalli morbidi quasi colloidali, successivamente cristallizzano e si induriscono fino ad intasare il filtro.

B) Precipitazioni colloidali simili a flocculazione di colore bianco e/o arancione. Questi precipitati, se si aggiunge un prodotto flocculante, possono essere trattenuti da un filtro a sabbia quarzifera, oppure basta fermare le pompe e mettere la piscina in calma, lasciare depositare ed aspirare il fondo con l'aspirafango, adoperando possibilmente il filtro in scarico.

C) Variazioni di colore del liner in PVC (solo per piscine con liner in PVC). In particolare avviene soprattutto sui liner di colore blu o celeste un viraggio strutturale del colore al giallo. Questo avviene su tutta la superficie immersa del liner e non solo ma anche in tutto ciò che di plastica si trova immerso nella piscina, come, ad esempio, gli accessori in ABS. In questo caso il liner è irrimediabilmente perduto: tutta la piscina va di nuovo rivestita. Ho eseguito delle analisi su parti di alcuni di questi liners provenienti da diverse piscine. La tonalità del giallo era pressappoco la stessa più o meno intensa.

Non sono riuscito a determinare la causa specifica del problema, ma i campioni presentavano in comune uno strano odore di solvente di cui io, pur essendo un chimico e quindi abituato agli odori di solventi e quindi in grado di riconoscerli, non sono riuscito a determinare la natura.

Per quel che riguarda le plastiche che ho ricevuto come campioni e quindi attaccate da questo strano colore giallo cito il PVC, l'ABS, il polipropilene, il polietilene, il nylon. Tengo a precisare che le piscine dalle quali sono provenuti questi campioni hanno differenti sistemi di trattamento per la disinfezione dell'acqua.

Per quel che riguarda il problema Pseudomonas, si raccomanda, vista l'estrema pericolosità del batterio, di munirsi di test tampone per il suo accertamento e di impiegare dei prodotti specifici per la decontaminazione della piscina.

Fonte: http://piscinachimica.blogspot.com/

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venerdì 21 marzo 2008

Voyager senza militari né controllori: una favola!

Abbiamo eseguito un montaggio che, per esigenze tecniche (My Space non accetta filmati sopra i 100 megabites), racchiude in soli quindici minuti il succo dello speciale di Voyager sulle scie chimiche. Niente militari né controllori di volo e devo dire che il risultato è veramente notevole. Giudicate voi.

Ai seguenti link potete scaricare invece il filmato da quindici minuti, diviso in tre parti.

Voyager parte Uno - file zip 44716 KB
Voyager parte Due - file zip 43449 KB
Voyager parte Tre - file zip 42369 KB



Trovate il medesimo documento video in formato .mpg su Emule, digitando: "Voyager - Scie chimiche (by Straker).mpg".


Scie chimiche su RAI 2 (Voyager)

Non aprite quella tendina!

Tom Bosco, direttore della rivista Nexus, nel suo ultimo editoriale, intitolato A 120 secondi dalla fine, riporta un episodio molto eloquente relativo alla volontà di nascondere ad ogni costo l'operazione scie chimiche per opera di piloti ed assistenti di volo. Costoro, a conoscenza dell'attività clandestina di cui presumibilmente ignorano i veri, diabolici scopi, tempo fa ricevettero l'ordine, in base ad una norma per la sicurezza, di non consentire ai passeggeri di usare strumenti elettronici (telefoni cellulari, computers, macchine fotografiche digitali ecc.) perché possono interferire con le apparecchiature elettroniche del velivolo. Ammettiamo che ciò sia vero, ossia che l'avionica non sia schermata dalle onde dei cellulari, resta il seguente dubbio: l'uso dei cellulari è stato interdetto forse per impedire che i passeggeri fotografino aerei chimici. Caso vuole, in un recente viaggio in aereo, mentre ad un passeggero era permesso l'impiego di un notebook, all'altro veniva intimato di spegnere la videocamera.

Certamente il singolare invito rivolto ai passeggeri dagli assistenti di volo, cui si accenna nel testo di Bosco, va inquadrato in una clamorosa iniziativa di censura. Gli infami avvelenatori vogliono che chiudiamo gli occhi di fronte allo scempio nei cieli, ma noi li terremo ben spalancati.




Un amico, incuriosito, anche se non particolarmente avvezzo alle tematiche di cui si occupa Nexus, era quanto meno consapevole dell’esistenza di queste misteriose scie nei cieli, ma grande è stata la sua sorpresa quando si è trovato ad essere personalmente testimone del fenomeno durante un volo charter che lo avrebbe condotto in vacanza a Cuba il 19 gennaio 2008.

Secondo la sua testimonianza, circa mezz’ora dopo il decollo da Parigi su un volo della Blu Panorama, verso le 17.30, quindi ancora in pieno giorno e già sull’Atlantico (presumibilmente in quella zona in cui sciami di questi aerei si accaniscono contro i fronti freddi e carichi di umidità in arrivo dall’oceano, come si evince regolarmente dalle foto satellitari), i passeggeri sono stati invitati dal personale ad abbassare le tendine parasole degli oblò. Gli assistenti di volo si sono anche premurati di verificare l’avvenuta procedura.

Incuriosito, dopo qualche minuto, l’amico ha alzato la tendina ed ha potuto osservare tutt’intorno alcuni velivoli che producevano grosse scie persistenti: uno in particolare ha incrociato l’aereo, passandogli sopra a non più di cinquanta metri, facendo letteralmente sobbalzare sul sedile il nostro testimone. Secondo la sua descrizione, poteva trattarsi di un KC-135, senza alcuna insegna o sigla visibile.

Curiosamente, la procedura dell’abbassamento delle tendine parasole si è ripetuta anche durante il volo di ritorno, una settimana dopo, ma in quel caso perlomeno era già notte (le 21:00 circa). Probabilmente, se avesse avuto a portata di mano una macchina fotografica o l’istinto di usarla, avrebbe potuto scattare qualcosa di simile a quanto segue, ripreso da un passeggero durante un volo interno negli Stati Uniti. Vedi Le scie chimiche viste da vicino.

Ascolta la testimonianza su Radio Gamma 5



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giovedì 20 marzo 2008

Voyager e scie chimiche: il giorno dopo (di Tanker Enemy)

Ieri sera RAI 2 ha mandato in onda un servizio sulle scie chimiche, all'interno della trasmissione condotta da Roberto Giacobbo, Voyager. I giudizi sul reportage sono stati contrastanti: alcuni plaudono a Giacobbo ed alla sua iniziativa; altri, invece, ritengono che il servizio sia stato morbido, incompleto e capzioso. Credo che non ci si potesse certo aspettare uno spaccato esauriente ed oggettivo, dal momento che sono stati interpellati tre "esperti" organici al sistema ed un solo ricercatore libero. Inoltre le parti più significative e dirompenti dell'intervista rilasciata da Straker sono state sforbiciate. In particolar modo, non sono state mostrate le raggelanti fotografie satellitari in cui erano immortalati intrichi di lunghissime scie chimiche ed inoltre è stato tagliata parte dell'intervista nella quale Marcianò rilevava che gli aerei irroranti non vengono identificati dal radar passivo della Airnav System. In relazione a quest'ultimo aspetto, è legittimo ipotizzare che dichiarazioni in questo senso avrebbero potuto mettere in seria discussione l'"attendibilità" degli "esperti" E.N.A.V. Di qui la decisione di censurare.

E' stata obiettivamente una situazione sbilanciata, ma ritengo che Giacobbo e la sua redazione, nonostante la loro prudenza, si attireranno gli strali avvelenati dei vari disinformatori abituati ad usare l'unico argomento che conoscono, quello ad personam, contro gli scienziati ed i ricercatori seri. Immagino già Giacobbo messo alla gogna, definito un incompetente, un dilettante abbindolato da "truffatori e visionari". Ciò benché il conduttore del programma abbia dato grande spazio ai tre ventriloqui, di cui è doveroso rilevare le contraddizioni, le inesattezze, le approssimazioni.

Diamo atto a Giacobbo ed ai suoi collaboratori di aver evitato luoghi comuni ed un atteggiamento derisorio nei confronti degli investigatori liberi. Non si può pretendere un approccio incisivo e di denuncia in ordine ad un tema che mette in discussione consolidate certezze (in realtà illusioni), come quella che gli stati, nonostante alcuni loro limiti, non congiurano contro la popolazione. Il sistema potrebbe vacillare, se solo si usassero certe verità, a mo’ di leva di Archimede. Sarebbe stato auspicabile che tra i titoli di coda venissero riportati i principali siti italiani che si occupano di chemtrails.

A proposito dei sedicenti esperti interpellati, possibile che, all'interno delle loro disquisizioni "scientifiche" non accennino mai con precisione ai valori relativi alle quote, alla temperatura, all'umidità relativa, alla pressione? Possibile che rimanga tutto così fumoso e generico? Questa genericità non si perdonerebbe neppure ad uno studente di una scuola professionale. Per quale motivo militari, responsabili dell'E.N.A.V., meteorologi restano sempre sul vago?

Non è difficile immaginare la ragione di tanto pressappochismo. Essi, eludendo l’indicazione di valori precisi, tentano di aggirare il problema: la formazione delle scie di condensa è fenomeno rarissimo ed è subordinato alla presenza di condizioni fisiche piuttosto rigide. Se lo ammettessero, il loro castello di carte crollerebbe miseramente. Invece gli "esperti", esibendo i loro titoli accademici ed il loro ruolo istituzionale, confondono l’uditorio (o ci provano), senza addurre un solo dato credibile e veritiero. Intanto sciorinano nozioni tecniche non attinenti ed informazioni di dubbia plausibilità, volte a nascondere l'operazione scie chimiche dietro una cortina fumogena. Ad esempio, il meteorologo in uniforme, il Colonnello Costante De Simone, asserisce che si vedono dal satellite scie stratosferiche, ma la stratosfera è una ragione dell’atmosfera che hai inizio solo intorno ai 15 kilometri di altitudine: è possibile che da terra si distinguano nei dettagli ad occhio nudo enormi scie e soprattutto gli aerei che le generano, se scie e velivoli sono distanti da terra 15.000 metri?

Di fronte a domande più dirette, possono soltanto deglutire: una semplicissima analisi dei movimenti oculari, della vibrazione della voce e del linguaggio del corpo permette di comprendere che questi "scienziati" mentono. Come dimenticare la salivazione azzerata del Maggiore Guido Guidi, allorquando, cadendo in palese contraddizione, affermò, al cospetto di una zuccherosa Sveva Sagramola, che le contrails si generano in concomitanza di elevata umidità ed aria molto calda (sic!)? No, non si riferiva all'aria calda proveniente dai motori, ma alla temperatura dell'atmosfera.

Questi uomini in divisa, eroici avieri, scrutatori del cielo con le stellette... che cosa possono raccontare, se non ciò che il sistema esige raccontino? Sotto la divisa niente. Potranno mai replicare con sincerità alla domanda cruciale? Hic Rhodus, hic salta. Esiste un'operazione decisa o avallata dai governi per nuocere ai cittadini? Se rispondono di no, se tentennano, volgono gli occhi altrove, incorrono in errori (o bugie) madornali (scie chimiche attaccate ai motori spacciate per scie di condensa che, per motivi fisici, si formano sempre ad una certa distanza dai motori), siamo sicuri che la risposta vera è affermativa. E' una conclusione cui sono giunte le persone consapevoli, avvezze ad osservare, a studiare, a riflettere: non proverrà dalle fonti ufficiali, fonti... avvelenate.

Divertente il commento dell'amico Antonio, che scrive:

Hanno giocato molto sull'effetto scenico: il militare dell'aviazione era presentato in tenuta Action Man con aereo alle spalle tutto lucidato, mentre a te sembrava ti avessero messo in uno sgabuzzino. E' chiaro che sottilmente passa che l'uomo in divisa ha sempre ragione.


Il parere di Paolo sulla trasmissione del 19 marzo 2008

Un programma di mamma RAI è per forza di cose un programma 'politically correct'. Non è stato poi così malvagio riguardo alla quantità di informazioni rilasciate allo stato grezzo. Hanno ovviamente glissato alla grande. Di certo non potevamo aspettarci delle accuse precise agli U.S.A., alla N.A.T.O., alla setta degli Illuminati. I militari hanno fatto schifo e si capiva lontano un miglio che stavano imbrogliando e che cercavano di nascondere la verità, soprattutto il responsabile del meteo.

Il comandante pilota si è poi tradito quando ha affermato che "i velivoli della nostra Aeronautica Militare non rilasciano scie', la cui traduzione è "non sono i nostri velivoli che rilasciano scie, ma quelli della N.A.T.O".

Programma informativo ed estremamente capzioso al tempo stesso e talmente raffinato da un punto di vista psicologico da far pensare che sia stata per lungo tempo meditata la successione delle sequenze. In pratica l'informazione funziona così: io ti segnalo un problema ormai evidente, tu spettatore ti chiedi qual è la risposta e io te la fornisco implicitamente, ma senza dirtelo apertamente, nella sequenza successiva. Si tratta di dire e non dire al tempo stesso, cosa non poi semplicissima.

Nessuna affermazione esplicita è così stata fatta, nemmeno quella secondo cui le scie chimiche esistono. In pratica si cerca di fare in modo che l'uomo della strada sporadicamente le noti, capisca che esistono, ma non tragga alcuna conclusione definitiva.

Al limite una risposta l'hanno anche data e cioè che '"le scie chimiche servono a proteggerci dall'effetto serra'". Come a dire "se vi stiamo facendo del male, in fin dei conti è per il vostro bene. Non preoccupatevi, vegliamo su di voi".

E' dunque in atto una forma di 'disclosure' alla loro maniera. Ad esempio, mai ci saremmo aspettatti, solamente un anno fa, di vedere un servizio alla tv di Stato su tale fenomeno.

A tale meccanismo di rilascio controllato di informazioni appartengono anche gli appelli alla creazione del NWO che ci provengono ormai da da lungo tempo da Papi, Presidenti U.S.A., Capi di Stato (come Napolitano). Da ultimo disponiamo addirittura di libri "ufficiali" come quello di Tremonti che ci racconta le sue verità, pienamente distorte, com'era ovvio attendersi.

Immagino che altri aspetti della 'disclosure' in atto verranno alla luce del sole a breve.

In conclusione possiamo affermare che l'acquisizione della piena consapevolezza dei fatti rimane un fenomeno d'élite. L'uomo comune, anche colto, non dispone della sufficiente intelligenza e scaltrezza per capire come 'gira'.

I poteri forti, se gli chiedi un pezzo di pane per mangiare, te lo daranno avvelenato e, se chiedi da bere, ti daranno un bicchiere d'acqua inquinata da metalli pesanti. Nulla bisogna aspettarsi da tale gente per sua natura corrotta e, in definitiva, figlia del Demonio. Fuori dalla mia finestra i problemi rimangono: non piove più ed i canali di irrigazione sono melmosi od asciutti, le api sono scomparse, il cielo presenta nel cento per cento dei casi un aspetto "chimico", assolutamente artefatto.

Il ciclo storico-cosmico nel quale siamo inseriti anela alla sua ineludibile conclusione.

Una delle tante inequivocabili prove non mostrate in Voyager

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mercoledì 19 marzo 2008

Dopo la pioggia il virus che causa nausea e vomito (articolo del quotidiano La Stampa)

Il quotidiano La Stampa ha pubblicato, in data 18 marzo, un articolo che mette in correlazione, sebbene con i consueti modi dubitativi, tipici dei media di regime, le piogge cadute recentemente nella Liguria occidentale con una strana epidemia di origine virale. Il consiglio di non bagnarsi, qualora piova, insieme con le altre considerazioni dell'articolo Piogge pericolose? si rivela fondato alla luce di questa notizia. D'altronde basta un semplice ragionamento: se ogni giorno vengono diffuse in tutto il mondo nell'atmosfera tonnellate di elementi chimici e di agenti patogeni, è inevitabile che, con le precipitazioni nevose e piovose, questi veleni cadano, prima o poi, al suolo per diventare possibili focolai di patologie. Un'esortazione: in caso anche di una breve acquerugiola, conviene uscire con l'ombrello.

Ringraziamo l'amico Andrea per la preziosa segnalazione.






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martedì 18 marzo 2008

MD-80.it: scellerata impostura

Il sito web MD-80, in collaborazione con i debunkers italiani, elargisce ancora una volta la sua saggezza, competenza ed "onestà intellettuale", redigendo un farneticante articolo per il sito web satorws.com. Lo scartafaccio, a firma di Lorena Bianchi, ma molto probabilmente redatto dal noto axlman (lo stile "acido" ed i termini adottati sono certamente i suoi), descrive alcune situazioni al limite del ridicolo ed insultanti per l'intelligenza umana, oltre che offensive e diffamanti nei confronti dei ricercatori indipendenti.

Tra le innumerevoli "chicche" elargite senza pudore, compare un commento alla foto dei tre velivoli completamente bianchi fotografati nel 2003 all'aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino ed ai quali, tra l'altro, si riferì anche l'esposto denuncia del SULTA. Nella didascalia della foto si recita: "Aerei senza livrea a Fiumicino? In realtà, 767 militari a bassa visibilità: le insegne si vedono solo da vicino per motivi di mimetismo bellico". Peccato che la foto sia stata intenzionalmente ridotta di dimensioni per tentare accreditare la veridicità della mendace nonché stupida "spiegazione" degli "autorevoli" autori.

Livree a bassa visibilità?! Ogni ulteriore commento è superfluo.


Buona lettura.




Addendum del 19 marzo 2008

I soliti noti si sono subito affrettati nel segnalare quelli che, a loro mendace modo di vedere, sono velivoli con "contrassegni a bassa visibilità" identici agli aerei completamente bianchi spesso fotografati sia in aeroporti civili sia militari. Nulla di più falso! Nell'immagine a fianco il raffronto tra i velivoli è impietoso nei riguardi delle ridicole affermazioni dei disinformatori. Possiamo infatti osservare in alto gli aerei ripresi a Fiumicino nel 2003 ed in basso due velivoli con "identificativi a bassa visibilità" segnalati dal sedicente ingegnere Marko. Appare chiaro l'intento di continuare ad ingannare il lettore.



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lunedì 17 marzo 2008

Eyes in the sky: gli astronomi si pronunciano sulle scie chimiche (articolo di Fienga, Barca, Faccin)

In un ampio editoriale, gli astronomi Paolo C. Fienga, Gianluigi Barca, Marco Faccin si soffermano, tra gli altri temi, sulle scie chimiche: in particolare, gli scienziati rilevano, a nostro parere in modo plausibilissimo, la caduta verticale dei valori pluviometrici nelle zone irrorate e, apertis verbis, dichiarano che il fenomeno delle scie chimiche (alias velenose) è reale. Senza tema di smentita, in contrasto con quanto asseriscono gli astronomi succitati, possiamo affermare che molti degli scopi connessi alle chemtrails sono stati individuati e compresi dai ricercatori.

Io credo che questo fenomeno (non so come altrimenti definirlo) non sia affatto il frutto di menti complottiste e bacate e di "personaggi in cerca di fama".

Certo, qualcuno che specula su questa fenomenologia ci sarà pure ("sfruttare" è un verbo che esiste da quando esiste l’uomo…), ma da qui a ritenere che tutti coloro i quali parlano di questo fenomeno siano dei mitomani, dei malati, delle persone in malafede o, semplicemente, dei poveri visionari… ce ne passa.

Io credo, parlando da persona ragionevolmente attenta alle vicende del mondo, che questo fenomeno sia reale. Sia un fatto.

Esiste ed è vero: opera sulle nostre teste, in piena luce e con un’evidenza che rasenta – ormai – la sfacciataggine.

E’ del tutto ovvio che non ho competenza per valutarne le cause né per comprenderne le implicazioni su larga scala, però ho fatto (con l’aiuto di alcuni amici di Gallarate, Ferno, Malpensa stessa, Varese e Domodossola) una raccolta dati che copre (ad oggi) poco più di 25 mesi di osservazioni ed i risultati emersi (diciamo i risultati più significativi e ripetitivi) sono questi:

1) aerei che incrociano ad altitudini uguali (o molto simili) e su rotte parallele, molto spesso non si comportano allo stesso modo (il che vuol dire che, magari, un aereo produce – abbondanti – scie e l’altro, che lo anticipa o che lo segue, no);

2) aerei con caratteristiche uguali (o molto simili) i quali si muovono, a distanza di tempo minima (diciamo separati di 8 o 10 minuti al massimo l’uno dall’altro), sulla medesima rotta e nelle medesime condizioni meteo (apparenti), non si comportano allo stesso modo (idem come sopra: qualcuno rilascia delle scie – singole o multiple – e qualche altro no);

3) le scie persistenti vengono rilasciate nelle ore che vanno dalla tarda mattinata alla sera, con punte nel primo pomeriggio; raramente di notte;

4) le scie vengono rilasciate a quote medio/alte ma, di regola, a quote inferiori ai 3500/4000 metri;

5) a seguito di rilascio delle scie, la pressione barometrica al suolo tende, più o meno rapidamente (ma comunque nell’arco di un tempo massimo non superiore alle tre ore) ad alzarsi;

6) a seguito del rilascio di scie, i venti dominanti tendono ad affievolirsi, sino a scomparire del tutto;

7) a seguito del rilascio di scie abbondanti POSSONO verificarsi cadute di filamenti, ma solo a condizione che l’aria sia particolarmente secca ed asciutta e che i venti a bassa quota siano assenti o quasi;

8) l’incremento nel rilascio di scie produce un pari (e vertiginoso, nonché quasi immediato) decremento nel quantum delle precipitazioni (le quali, nell’area di riferimento, stanno subendo da tempo un CROLLO VERTICALE, letteralmente, il quale ci sembra prodromico di una nuova ondata di siccità).

Potrei andare avanti, ma non lo faccio perché, in primo luogo, questi dati sono già in sé e per sé sufficienti a capire che non stiamo assistendo ad una fenomenologia isolata e sporadica, bensì ad una fenomenologia complessa e persistente e, in secondo luogo, poiché, a mio avviso, se si vuole (provare, se non altro) a “comprendere un fenomeno” (e cioè questo fenomeno), occorre SMETTERLA di CREDERE o di NON CREDERE “A PRIORI”, MA OCCORRE RACCOGLIERE DATI, VALUTARLI E QUINDI SPERIMENTARE DI PERSONA.

Solo così, alla fine ed in qualsiasi campo, si potrà arrivare ad avere un’opinione informata.

Io non so se questo fenomeno delle scie chimiche sia il prodotto di un’azione di “Pirateria mondiale”, finalizzata a “fare del male” alla popolazione, così come non so se sia vero il contrario – e che quindi la (direi ovvia) segretezza che caratterizza tutta l’attività abbia lo scopo primario (od esclusivo) di “proteggere l’umanità” dall’insorgere, ad esempio, di ovvie derive emozionali le quali sarebbero, con ogni probabilità, seguite da fenomeni di isteria collettiva.
Non lo so. Nessun ricercatore che sta studiando il fenomeno lo sa, in questo momento.

Però l’onestà intellettuale che DEVE SEMPRE caratterizzare l’operato di un VERO Ricercatore, ci/mi DICE che il fenomeno è un fenomeno REALE. Un fenomeno dagli scopi non noti e dalle modalità esecutive palesi, ma comunque un fenomeno ASSOLUTAMENTE REALE, da studiare, monitorare, seguire con attenzione e cercare di capire.

Se mi è consentita una “dritta”, io direi – agli amici che sono “sensibili” e dotati di “buona volontà” – di iniziare un monitoraggio sul volume di precipitazioni che caratterizzano le aree/regioni ad ampia copertura di scie. Controllate anche le fluttuazioni della pressione barometrica e, nel tempo, i massimi ed i minimi delle temperature, con particolare riguardo al periodo che va dalla metà di aprile alla fine di luglio.

Leggi qui l'editoriale di Fienga, Barca e Faccin.



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