martedì 24 luglio 2007

Il segreto più letale dell'America aziendale (articolo di S. Ross)

Proponiamo un articolo del giornalista indipendente Sherwood Ross. Gli inquietanti contenuti dell'ottima ricerca devono soltanto essere integrati con due precisazioni: l'amministrazione Bush ha le sue responsabiltà, ma, come correttamente osserva Greg Szymanski, il burattino è manovrato da altri, ossia, in primo luogo, dal Vaticano che - si potrebbe scommettere - ha cospicui interessi e quote almeno in alcune delle aziende menzionate da Ross. L'altra puntualizzazione è la seguente: i numerosi bioagenti creati o manipolati in laboratorio, sono, sin dagli anni '50 del XX secolo, sperimentati sulle popolazioni ignare ed inermi di mezzo mondo. Tali diabolici tests, da saltuari e circoscritti, sono purtroppo diventati pressoché quotidiani ed estesi su vaste areee del pianeta, per mezzo dell'operazione "scie chimiche". Forse non sempre virus e batteri letali sono diffusi con gli aerei della morte, ma resta il fatto che vari agenti patogeni sono stati ritrovati nel materiale di ricaduta delle scie.

I grandi profitti della ricerca sulla guerra biologica

Molte delle principali aziende farmaceutiche e biotecnologiche nascondono la natura delle loro ricerche biologiche che stanno svolgendo per il governo statunitense.

Poiché i loro finanziamenti provengono dai National Institutes of Health, i destinatari sono obbligati dalle direttive NIH a rendere pubblica la loro attività. Non rivelare le loro operazioni fa crescere il sospetto che possano essere occupate in qualche tipo di ricerca biologica proibita.

Secondo il Sunshine Project – una authority senza fini di lucro volta al controllo sulle armi, associazione che opera vicino Austin, Texas – tra le aziende che trattengono le informazioni sulle loro attività, ci sono le seguenti: Abbott Laboratories, BASF Plant Science, Bristol-Myers Squibb, DuPont Central Research and Development, Eli Lilly Corp., Embrex, GlaxoSmithKline, Hoffman-LaRoche, Merck & Co., Monsanto, Pfizer Inc., Schering-Plough Research Institut e Syngenta Corp. of Switzerland.

Nel caso non lo sapeste, la Casa Bianca a partire dal 9 11 ha chiesto di spendere 44 miliardi di dollari nella ricerca sulla guerra biologica, una somma senza precedenti nella storia: un Congresso compiacente l’ha autorizzata.

Perciò, alcuni degli agenti patogeni più letali noti all’uomo vengono riaccesi in centinaia di laboratori di case farmaceutiche, dipartimenti universitari di biologia e basi militari.

Una convenzione internazionale firmata dagli Stati Uniti vieta di produrre, usare o accumulare scorte di armi biologiche. Ma se gli USA non diranno che cosa sta succedendo in quei laboratori, altri paesi penseranno al peggio e comincerà una corsa alle armi biologiche, se non è già iniziata.

La Sunshine afferma che il tener nascoste le operazioni mette a rischio anche i dipendenti di quelle aziende. Solo 8500, cioé il 16%, dei 52 mila impiegati delle maggiori aziende biotecnologiche USA, lavora in una società che segue le direttive NIH.

Francis Boyle, un esperto di diritto internazionale presso la University of Illinois, a Champaign, ricorda che, in seguito alla strategia nazionale approvata da Bush nel 2002, il Pentagono “sta accelerando per combattere e vincere la guerra biologica senza che prima l’opinione pubblica lo sappia e dica la sua”. Boyle ha asserito che il Programma di difesa chimica e biologica del Pentagono è stato rivisto nel 2003 per legittimare un attacco di “primo uso” in guerra. Boyle ha rivelato che il programma include il c.d. “Red Teaming”, descritto come “una trama ed un piano per usare le armi biologiche”.

A parte le grandi case farmaceutiche, la crescita del settore sta avendo una reazione entusiastica nell'ambito del mondo accademico, che vede nuovi fondi uscire dalla cornucopia di Washington. “Le università statunitensi hanno una lunga tradizione nell’accettare di buon grado che le agende di ricerca, i ricercatori, gli istituti e i laboratori siano cooptati, corrotti e subornati da Pentagono e CIA”.

Quel che è peggio è che l’amministrazione Bush sta gettando miliardi nella ricerca sulle armi biologiche mentre alcune patologie vere, come l’influenza (e come il Morgellons, n.d.c.), non vengono curate.

Nel 2006, l’NIH ha ricevuto 120 milioni per combattere l’influenza, che uccide circa 36000 statunitensi ogni anno, ma ha avuto 1,76 miliardi di dollari per la biodifesa, la maggior parte dei quali spesi per studiare l’antrace. Quanta gente ha poi ucciso l’antrace? Dunque, vediamo, ci furono quei cinque morti nei misteriosi attacchi al Congresso nell’ottobre 2001 – attacchi che provenivano in modo sospetto da un laboratorio governativo a Fort Detrick, Maryland.

Uno penserebbe che l’FBI potrebbe aver arrestato l’autore dell’attacco che ha interrotto il lavoro del Congresso degli Stati Uniti, ma sono passati circa sei anni e nessuno è stato incriminato. Non vi sembra un po’ strano? Un po’ di gente sospetta che l’aggressione con l’antrace sia stato un affare interno per gettare la nazione nel panico in un crescendo di guerra biologica per “proteggere” gli USA dai “terroristi”.

Milton Leitenberg, della University of Maryland - School of Public Policy, nondimeno dice che il rischio che terroristi non statali usino agenti biologici contro gli Stati Uniti “è stato sistematicamente e deliberatamente esagerato” dall’allarmismo dell’amministrazione.

Il biologo molecolare Jonathan King del Massachusetts Institute of Technology sostiene che “l’amministrazione Bush ha lanciato un grande programma che minaccia di mettere la salute della gente molto più a rischio rispetto al pericolo cui affermano di aver risposto”. King aggiunge che le politiche del presidente Bush “non aumentano la sicurezza del popolo statunitense” ma “producono nuovi rischi più terribili”.

In assenza di qualsiasi minaccia straniera credibile, Hammond della Sunshine ha dichiarato: “La nostra ricerca biologica ci sta difendendo da noi stessi. È un cane che cerca di mordersi la coda”. Mestamente, sembra ogni giorno di più un cane impazzito.


Sherwood Ross ha lavorato come reporter per i maggiori quotidiani e agenzie di stampa. Potete contattarlo al seguente indirizzo: sherwood1@yahoo.com


Fonte: http://www.counterpunch.org

Traduzione di Luca Paolo Virgilio per www.comedonchisciotte.org

lunedì 23 luglio 2007

Scie chimiche: i veri scopi - Fermiamoli (Seconda parte)

Quali sono gli scopi delle scie? Perché vengono diffuse? Queste sono le domande legittime che molti si pongono. Proviamo a fornire delle risposte.

In primo luogo le scie chimiche contengono sostanze in grado di modificare i fenomeni meteo: i sali di bario ed il gel di silicio, ad esempio, assorbono l'umidità atmosferica, riducendo drasticamente le precipitazioni.

Inoltre le scie, formando una patina che filtra i raggi solari, danneggiano le colture tradizionali che abbisognano sia di luce sia di acqua: in questo modo, si rendono necessarie le sementi ogm. Non è un caso se, da anni, molte multinazionali agroalimentari esercitano pressioni sull'Unione europea affinché siano accettati gli ogm.

Vari elementi chimici, poi, sono irrorati per ottimizzare la ricetrasmissione dei segnali radar e per favorire una migliore propagazione delle onde radio a fini militari.

Sempre in ambito bellico, la manipolazione della ionosfera e l'irrorazione di sostanze chimiche permettono di accecare i radar ed i satelliti nemici.

Con i voli, sono diffusi nell’aria spore di funghi, virus e batteri nell’ambito di pericolosi test sulla popolazione.

E' evidente, quindi, che l'operazione "scie chimiche" si inquadra negli obiettivi del complesso militare-industriale volto ad aumentare a dismisura il controllo dell'economia globale.

Le scie chimiche sono dunque un'arma per il controllo del clima e per soggiogare quei paesi che non intendono piegarsi al Nuovo ordine mondiale.

L'operazione si basa su una serie di brevetti (da Tesla a Cordani) acquisiti dalla NASA, dalle forze militari statunitensi, russe, cinesi, brevetti che si sono tradotti in tecnologie belliche e di geoingegneria.

Gli interessi in gioco, come si vede, sono molteplici ed è per questo motivo, che, sia le istituzioni sia i media ufficiali, negano la stessa esistenza del problema, riconducendo le attività di avvelenamento del pianeta, a normali voli di linea ed alle rarissime scie di condensazione. Noi sappiamo, invece che essi mentono, per nascondere una verità incoffessabile. E' nostro dovere fermarli, prima che sia troppo tardi.

domenica 22 luglio 2007

Scie chimiche sui crop circles inglesi (articolo di M. Fratini)

Pubblichiamo un significativo articolo del ricercatore indipendente Massimo Fratini. La notizia riportata dallo studioso è di grande interesse per almeno due motivi: riferisce, infatti, di elicotteri dell'aviazione britannica che spargono scie tossiche e segnalazioni di questo tipo giungono anche dagli Stati Uniti. Inoltre un O.V.N.I. sembra interferire con le unità miltari: tale particolare potrebbe avallare la tesi di chi ritiene che, in taluni casi, per motivi a noi ignoti, presunte civiltà extraterrestri cerchino di contrastare le operazioni di avvelenamento della biosfera.

Elicotteri militari irrorano sostanze chimiche e radioattive sui visitatori dei crop circles inglesi

Un elicottero militare senza insegne di tipo Apache è stato ripreso, mentre evoluiva sul crop circle apparso ad East Field in Inghilterra, il 10 luglio 2007. L'Apache ha cercato in tutti i modi di intimidire le persone che stavano visitando la stupenda formazione. Nel frattempo, altri due elicotteri affiancavano il primo. Nei passaggi a bassa quota gli elicotteri irroravano una sostanza che odorava di zolfo, nauseabonda e le persone iniziavano a sentirsi male e ad avere dei forti mal di testa. Winston Keech, che ha ripreso con la videocamera tutto l'evento, si trovava all'interno del pittogramma con alcune apparecchiature e rivelatori di radiazioni, quando ha notato che, al passaggio degli elicotteri, le radiazioni aumentavano ad un livello che oscillava tra 300 - 500 Bq(1) che è la soglia massima di allarme delle centrali nucleari. Addirittura un U.F.O. si è affiancato ad un Apache ed ha tentato di disturbarne le manovre a bassa quota. Forse l'U.F.O cercava in qualche modo di far interrompere la diffusione delle sostanze radioattive misteriose e forse anche pericolose per la salute pubblica. Questo episodio è un grave attentato ed andrebbe immediatamente denunciato. Ma, dato che alla classe politica ed ai responsabili dei vertici militari non frega nulla, allora qualcuno da lassù ha tentato di disturbare le operazioni di irrorazione di sostanze chimiche, come accade molto spesso con le chemtrails.

(1) Bq sta per becquerel ed è l'unità di misura dell'attività di una sostanza radioattiva nel sistema internazionale. Tale unità, che prende il nome dal fisico francese A.H. Becquerel, ha sostituito il curie. (n.d.c.)





Articolo correlato: Zret, Le tre ipotesi, 2007

sabato 21 luglio 2007

Radioattività ed alghe (articolo di LG)

Pubblichiamo un breve ma utile articolo di LG, tratto da Protonutrizione.blogosfere.it. Già l'amico Freenfo, nell'eccellente articolo intitolato Le alghe, ne aveva evidenziato i benefici per la salute. Considerando che, purtroppo, con le scie chimiche sono diffusi anche elementi radioattivi, come il cesio, il bario ed il torio, sarà opportuno integrare la dieta con le alghe. Non dimentichiamo che, come appurato da molte analisi e studi, l'uranio impoverito usato in Kosovo, Iraq ed Afghanistan, è stato trasportato dalle correnti atmosferiche nei cieli dell'Europa e degli Stati Uniti d'America. Si legga in proposito lo studio del Dottor James Howenstine.


Nell'agosto del 1945 la seconda bomba atomica statunitense, dopo quella di Hiroshima, fu sganciata sulla città di Nagasaki.

Il Dr S. Akizuki, che lavorava in un ospedale ad appena un miglio dal centro dell'esplosione, raccolse tutti i pazienti sopravvissuti nei sotterranei del fabbricato distrutto e, con mezzi di fortuna, li nutrì con una strettissima dieta a base di riso integrale, miso (un fermentato a base di soia) ed alghe.

A differenza dei degenti di altri ospedali che perirono nei giorni susseguenti a causa delle radiazioni, quelli del Dr. Akizuki, incluso egli stesso ed i suoi collaboratori, si salvarono tutti.(1)

Akizuki dichiarò che aveva agito istintivamente e non sapeva con esattezza perché la sua dieta avesse operato il miracolo, ma la sua esperienza, insieme con altre osservate in casi individuali anche a Hiroshima, ispirarono alcuni scienziati a condurre ricerche sul meccanismo tramite il quale alcuni alimenti o sostanze potessero proteggere dalle radiazioni ionizzanti e dai tumori.

Nel 1964 ricercatori del Gastro-Intestinal Laboratory della McGill University di Montreal dimostrarono che alginati contenuti nelle alghe riducevano fino all'80% la quantità di stronzio assorbito dall'intestino. Si osservò che l'alginato di sodio contenuto nelle alghe brune "agganciava" il composto radioattivo che veniva successivamente escreto dal corpo.(2)

In successivi esperimenti, compiuti negli anni '70, scienziati giapponesi verificarono che, introducendo alginato di sodio estratto da alghe in cavie assieme a calcio e stronzio, si constatava una riduzione dell'assorbimento dello stronzio a livello osseo fino all'80%, senza che ciò interferisse con quello del calcio.(3)

In un suo libro(4), nel quale comparava ed elaborava vari studi sia statunitensi sia giapponesi, Steven Schecter afferma: "Non esiste nessun altro gruppo di alimenti maggiormente protettivo nei confronti di elementi radioattivi e di altri contaminanti ambientali delle alghe. Esse possono prevenire l'assimilazione di diversi radionuclidi e metalli pesanti come cadmio, bario, zinco ed altre pericolose sostanze presenti nell'ambiente."

Recentemente alcuni studi sulle microalghe hanno individuato nuove sostanze, le fitochelatine, con importanti proprietà disintossicanti dai metalli pesanti. Lo vedremo prossimamente.

1 M. Kushi, The Cancer Prevention Diet, Japan Publications
2 Canadian Medical Association Journal 91: 285-88
3 Yukio Tanaka et al., Studies on Inhibition of Intestinal Absorption of Radio-Active Strontium, Canadian Medical Association Journal 99:169-75
4 S. Schecter, Fighting Radiation with Foods, Herbs and Vitamins, East-West Health Books, 1988



Leggi qui l'articolo desunto da Protonutrizione.

venerdì 20 luglio 2007

Il drago non dorme mai

Da qualche settimana non si vedono quasi più nei cieli di molte nazioni europee le famigerate scie chimiche(1): l'attività di avvelenamento della biosfera è, in alcune aree, interrotta (almeno apparentemente), in altre, invece, è svolta nelle ore notturne, in talune è diventata meno intensa. In certe zone, il firmamento appare terso, in altre, la maggior parte, si nota una foschia biancastra maleodorante. Come si può spiegare tutto ciò? Si consideri che su gran parte dell'Europa si è instaurata un'area di alta pressione. Tale situazione, tipicamente estiva, rende inutili le irrorazioni per arginare i fronti delle perturbazioni forieri di pioggia; d'altronde, in quei giorni in cui si sono formati sui rilievi dei cumuli imbriferi, subito sono state avvistate legioni di demoni alati che hanno dissolto, in un batter di ciglia, le nuvole. Risultato: neanche una goccia di pioggia, calura soffocante, crisi idrica, danni alle coltivazioni, aumento dei consumi di energia per l'uso abnorme dei condizionatori e conseguenti black out, come da programma. Poiché, però, le chemtrails sono un'arma polivalente, l’analisi delle condizioni meteo, non è sufficiente per spiegare questa pausa: allora bisogna addurre altre spiegazioni.

- Le irrorazioni continuano a nord della Francia, del Benelux e della Germania, come dimostrato dalle mappe satellitari: le correnti atmosferiche spingono i veleni verso gli altri paesi, garantendo una dose minima di inquinamento dei biomi.

- Uno degli obiettivi della criminale impresa, ossia la diffusione della siccità, è stato conseguito: ci si prepara ora ad una fase successiva, predisponendo gli apparati tecnici e logistici per sferrare uno spaventoso attacco chimico, verso la fine dell'estate, quando le persone, finite le ferie, torneranno a scuola o al lavoro e più difficilmente potranno scorgere le cicatrici del cielo.

- Si tratta di una tregua logistica dovuta alla necessità di individuare risorse finanziarie ed umane nonché all'esigenza di reperire le materie prime per poi riprendere le irrorazioni in grande stile.

- L'azione è stata momentaneamente accantonata per definire piani e strategie di vario tipo atti all'instaurazione del Nuovo ordine mondiale. Se ne intravedono minacciosi segnali (Vedi M. Pappagallo, Depenalizzati i cibi adulterati, 2007)

- Lo spargimento dei veleni prosegue, ma con altri mezzi e modalità: navi, sfere piccolissime e perciò invisibili oppure con aerei che incrociano a bassa quota senza scia (vengono segnalati spesso), ma che possono nebulizzare sostanze finissime (alluminio miscelato ai residui del carburante) o diffondere virus, batteri, spore fungine, nanomacchine, elementi radioattivi. Di solito i voli sono sospesi nelle notti di luna piena, quando velivoli e scie mortali risulterebbero discernibili.

Credo comunque che le scie velenose continueranno, mutatis mutandis, ad essere una funesta realtà dei prossimi anni: non si spiegherebbe altrimenti perché attraverso accorgimenti subliminali e surrettizi, sono state inserite un po' dappertutto, nei cartoni animati, nelle pellicole, nelle pubblicità, persino nei manuali scolastici con lo scopo di normalizzare ciò che è mostruoso e col fine di condizionare mentalmente le nuove generazioni. Non si spiegherebbe neanche per quale motivo i disinformatori, simili a cani rabbiosi, latrino le loro sciocchezze per tentare di confutare le prove portate dagli studiosi del problema. Anzi i mastini, che si accaniscono in molti forum della Rete, sempre più in difficoltà (vedi La prova), minacciano, insultano, calunniano, ma non mollano l’osso, perché hanno ricevuto l’ordine di continuare nella loro crociata di delegittimazione di scienziati e giornalisti indipendenti.

Dunque non si illuda chi pensa che le chemtrails appartengano al passato: un'arma tanto efficace e duttile viene abbandonata solo quando diventa obsoleta. I tankers volano ancora! "Sono come gli angeli della morte. Essi vi passano vicini, senza farsi notare e colpiscono, seminando malattie, morte e carestie".


(1) Lo nota, tra gli altri, Parvatim. Vedi Dove sono andate le scie chimiche? 2007

giovedì 19 luglio 2007

So nice in Nice

Situata sulle alture che circondano Nizza, sorge una struttura radar protetta da un cupola. Il radar è un Thomson-CSF "Palmier G". Si tratta della principale installazione di rilevamento di un complesso potente e sofisticato, capace di funzionare in ambiente E.C.M., ossia Misura di controllo elettronico della guerra e di fornire una notevole copertura sino ad un'altitudine di 50.000 metri. All'interno di questa struttura operano controllori della Difesa: essi analizzano sulla console radar tutti i parametri (distanza, direzione, velocità etc.) degli aeromobili rilevati.

Ci si chiede se questo gigantesco impianto sia stato progettato e costruito solo per localizzare gli aerei militari e civili. Si potrebbe, in primo luogo, pensare ad un efficiente sistema per gestire l’ingente traffico aereo connesso all’operazione “scie chimiche”. Le finalità, però, potrebbero essere anche altre. Come è noto, la Francia, insieme con gli Stati Uniti d'America e con Israele, è tra gli stati la cui politica strategica è, dagli anni '50 del XX secolo, segnata oltre che da grandeur (si pensi all'arsenale nucleare ed ai funesti esperimenti nella Polinesia francese) da progetti segreti, concretizzatisi nella costruzione di basi militari sotterranee, nello studio, affidato ad agenzie statali, di fenomeni aerei anomali e pure, secondo Corrado Malanga, in rapimenti nell'ambito, soprattutto, di sperimentazioni di tecniche volte al controllo mentale.

Si potrebbe dunque ipotizzare che l'installazione di Nizza serva anche ad intercettare e forse abbattere gli O.V.N.I. In questi ultimi anni, si sono susseguite dichiarazioni sulla presunta minaccia aliena. Che eventuali extraterrestri possano costituire una minaccia per la Terra non si può escludere, ma che i nostri governi mirino a difenderci da civiltà ostili è ironico e paradossale, oltre che inverosimile.

Stando a vari resoconti e testimonianze, risulta che astronavi aliene furono inseguite da caccia e talora colpite ed abbattute, ma furono velivoli appartenenti a star nations benevole, le uniche che gli esecutivi terrestri temono, laddove pare non abbiano esitato a stringere patti scellerati con gruppi esterni pericolosi ed irresponsabili. A tal proposito, si ricordino le dichiarazioni di Philip J. Corso, ex colonnello dell'esercito statunitense. Egli rivelò che i vertici militari ottennero dalle E.B.E. (entità biologiche extraterrestri) tecnologie avanzatissime oggi di uso comune (il laser, i microcircuiti integrati, le fibre ottiche, le fibre supertenaci etc.) in cambio di una non meglio precisata contropartita.

E' in atto, come ammonì prima del 9 11, Carol Rosin, ex portavoce di Werner Von Braun, scienziato missilistico tedesco, un'operazione di propaganda tesa a creare il nemico pubblico numero 1, diffondendo tra la gente la paura, prima del terrorismo islamico, poi di un asteroide, infine di un'invasione aliena. In tale contesto, si inserisce lo Scudo spaziale, non mirante a proteggere gli U.S.A. da Iran e Corea del Nord, ma a creare una barriera contro "indesiderati". L'intento è palese: ergersi a paladini dell'umanità, combattendo gli unici che non bisogna temere. E' evidente la sintonia tra gli apparati francesi, britannici e statunitensi: più o meno nello stesso periodo sono stati divulgati dossiers sugli U.F.O., insistendo su una parola "magica", ossia Difesa. Infatti il Rapporto cometa, stilato da alti esponenti dell'Aeronautica militare d'oltralpe, porta come titolo, Gli OVNI e la Difesa, A che cosa ci si deve preparare?

Ad un altro raggiro certamente, umano e non solo umano.


Fonti:

AA.VV., Le rapport Cometa, Les OVNI et la Défense, A quoi doit-on se préparer?, Monaco, 2003
P.J. Corso, Il giorno dopo Roswell, Roma, 1998
C. Malanga, Alieni o demoni La battaglia per la vita eterna, 2007
Redazione Ecplanet, I signori dello spazio, 2007

Ringrazio il gentilissimo Dottor Ginatta per la segnalazione.

martedì 17 luglio 2007

Ancora Matthew Ward sulle scie chimiche

In un messaggio risalente al 2 luglio scorso, Matthew Ward, si esprime di nuovo circa le scie chimiche, rispondendo ad un quesito riportato dalla madre di Matthew ed a lui girato. Come si evince dallo stralcio desunto dal testo che è stato intitolato Incendiare la griglia della Terra, Matthew ritiene responsabili dell'intera operazione gli Oscurati, escludendo che civiltà aliene cooperino con i terrestri o siano ideatrici del nefando progetto. E' naturale che possiamo solo riferire tali dichiarazioni, essendo impossibile pronunciarsi sulla plausibilità e veridicità di messaggi canalizzati e sui veri retroscena relativi all'attività di avvelenamento della biosfera. Come nel caso del breve articolo Le tre ipotesi, occorre sospendere il giudizio, almeno per ora. Solo dopo un'approfondita analisi, basata su dati, riscontri ed elementi "oggettivi", potremo formulare delle congetture che rivestano un certo grado di verosimiglianza.

Suzanne Ward: La prossima domanda è un nuovo approccio alle chemtrails (scie chimiche), almeno per me. Chi scrive ha mandato il link ad un sito che, come sai, non ho avuto il tempo di leggere, ma egli ha scritto che esiste una forte probabilità che le chemtrails non siano opera del nostro governo e suggerisce che gli alieni stiano usando tecnologia e risorse superiori. La sua domanda è la seguente: "Gli alieni stanno rallentando i nostri problemi di riscaldamento globale, rendendo il cielo più riflettente?".

Matthew: "Mamma, so che non hai tempo di leggere le informazioni su molti siti o i lunghi articoli che ti vengono inviati, così tratterò soltanto quello che diceva l’e-mail e lo farò in modo più gentile di Hatonn, che potrebbe soltanto esclamare “baggianate” ed andare oltre. Le chemtrails (scie chimiche) sono sature di elementi tossici allo scopo di far ammalare molte persone e spostare la loro origine dal governo (che sul sito web può essere identificato come il governo U.S.A., ma se è così, è in realtà più il lavoro degli 'Illuminati') agli alieni è disinformazione [...].

Per ripetere ciò che ho spiegato in altri messaggi sul riscaldamento globale, esso fa parte di un processo per mezzo del quale la Terra sta passando dagli estremi polari ad un clima moderato planetario".

lunedì 16 luglio 2007

La prova del laser verde (verificare l'altitudine di volo con un fascio laser)

I mendaci piloti di MD-80.it, tra tante balordaggini, ripetono una cosa giusta sino alla nausea, ovvero: "Le scie di condensa si formano (raramente) ad elevate altitudini (in genere sopra gli 8.000 metri) e con fattori elevati di umidità". Gli stessi agenti infiltrati, presenti su tutti i forum di discussione che affrontino l'argomento "scie chimiche", insistono col dire che le quote basse, da noi spesso evidenziate nel sorvolo dei tankers, anche in base a valutazioni oggettive (visibilità del velivolo ad occhio nudo, passaggio radente sotto gli stratocumuli, velocità di attraversamento dell'orizzonte, propagazione del suono etc.), sono prive di qualsiasi fondamento. In definitiva, tutto il castello di menzogne costruito intorno all'"operazione copertura", si basa sulla seguente affermazione: "Non esistono voli a bassa quota! Quelli che osservate sono semplici aerei di linea che incrociano a quote uguali o superiori agli ottomila metri, per cui, quelle che vedete, sono scie di condensa e non sono assolutamente scie chimiche!".

SBAGLIATO! Anzi... BUGIARDI! e qui vi mettiamo a tacere una volta per tutte!

L'idea

E' possibile, senza far uso di strumenti specifici, dal prezzo proibitivo e di difficile reperimento, valutare la quota di volo di un'aviocisterna chimica durante il suo sorvolo sulla verticale dell'osservatore? E' possibile dimostrare che essi non volano alle tipiche altitudini "da crociera"? La risposta è affermativa e la soluzione è semplicissima.


La soluzione

In nostro aiuto viene la tecnologia laser di puntamento astronomico a fascio di luce verde. Questo tipo di laser ha la capacità di emettere un raggio di luce concentrato e ben visibile anche a notevole distanza. Al contrario dei laser a luce rossa, un buon dispositivo di puntamento a luce verde, è in grado di coprire una distanza di circa 3.500/4.000 metri. Questa portata è l'ideale per rispondere alla nostra domanda, ovvero: "I velivoli che percorrono in lungo ed in largo l'Italia e gran parte dei paesi N.A.T.O., volano veramente a quote idonee alla formazione delle contrails? Essi superano gli ottomila metri o è vero il contrario? A quale altitudine sorvolano le nostre città allora?

A queste domande si può non solo rispondere, ma siamo stati in grado, con un metodo semplice ed intuitivo, di dimostrare quanto sino ad oggi abbiamo affermato e cioè che "Gli aerei impegnati nelle operazioni di aerosol chimico/biologico, non raggiungono nemmeno i 4.000 metri, quota di volo di certo non idonea alla formazione delle fantomatiche scie di condensa.

Obiettivo

Collimare un tanker chimico, facendo uso di un puntatore laser a fascio di luce verde, di "gittata" non superiore ai 4.000 metri.

11 Luglio, ore 20:48, coordinate 43°49'39.48"N - 7°46'15.82"E. Obiettivo conseguito con pieno successo. Volevate la prova che volano bassi? L'avete!

Il filmato dimostra, senza ombra di dubbio, che i velivoli impegnati nelle irrorazioni chimico/biologiche, volano a quote relativamente basse. Se, infatti, il fascio di luce laser è in grado di collimare (ed illuminare) sia l'aereo sia la scia chimica, significa che il velivolo non supera i 3500/4000 metri di quota, corrispondenti alla portata massima del puntatore laser verde che, anzi, sembra oltrepasssare la sagoma dell'aviocisterna, facendo supporre quote inferiori alla portata del puntatore laser. E' palese che, se questi aeromobili sorvolassero a quote superiori, il laser non potrebbe illuminarne la fusoliera né la scia al seguito.

E' così definitivamente confutata la teoria delle scie di condensa e delle altitudini di volo uguali o superiori agli 8.000 metri, necessarie, in concomitanza con particolari condizioni di umidità, pressione e temperatura, alla formazione delle contrails.

La 'penna' laser puntata verso il mare prospiciente il porto di Sanremo, ad oltre 1.800 metri di distanza.

La 'penna' laser puntata verso il mare prospiciente il porto di Sanremo, ad oltre 1800 metri di distanza.We pointed a chemical tanker with a laser pen. It is the proof that aerosol operations were made at low altitude, circa 3 miles. This demonstrates that we see chemtrails and not contrails which are generated only over 8/9 KM.

VIDEO


Immagini:

LINK 2


Addendum del 9 maggio 2008


La prova del laser verde si aggiunge alla prova del cumulo, alla prova dello stratocumulo, alla prova trigonometrica, alla prova del focale, alla prova del radar ed alla prova della propagazione del suono [2]. Tutte queste dimostrazioni, basate ora su riscontri empirici ora su calcoli matematici portano ad un univoco risultato: le scie che vediamo sfregiare i nostri cieli non sono scie di condensa, in quanto prodotte a quote estremamente basse, quasi mai eccedenti i 4.000 metri, checché ne dicano i disinformatori ed i loro lacché. Esse sono, senza ombra di dubbio, chemtrails: un'arma esotica! Sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario. Con i fatti e non con gli insulti!


[1] A pagina 11 di un vecchio testo "La fisica della particelle" di Kenneth W. Ford (versione originale 1965, quinta versione del 1980, Arnoldo Mondadori Editore, Milano) si legge "Quando un aereo a reazione passa alto nel cielo, si forma sulla sua scia una nube di cristalli di ghiaccio chiaramente visibile, anche se non è possibile scorgere l'apparecchio".

[2] "Le sorgenti principali del rumore causato da aeromobili convenzionali sono il flusso aerodinamico ed i sistemi di propulsione. Il primo viene definito anche rumore della struttura dell'aereo e viene prodotto dal flusso d'aria sulla fusoliera, dalle sue cavità, dalle superfici di controllo e dai carrelli d'atterraggio. Per tale motivo esso risulta responsabile del contributo dominante del disturbo all'interno dell'aeroplano stesso, mentre diventa di entità trascurabile rispetto al rumore dei motori per quanto riguarda la prossimità degli intorni dell'aeroporto".

Riuscite ad immaginare il rumore prodotto da migliaia di velivoli che sorvolano ogni giorno i nostri affollati cieli? Vi siete mai chiesti perché non li udite? Semplice, perché gli aerei commerciali volano a quote comprese tra 8000 e 13000 metri. Se quindi percepite il rombo sordo di un aereo e voltando lo sguardo verso l'alto lo scorgete rilasciare una scia, vi sono ottime probabilità che siete di fronte ad un velivolo che rilascia scie chimiche a bassa quota.

domenica 15 luglio 2007

Prodi 2, la vendetta (articolo di Sanremofoce)

Grazie all'inestimabile collaborazione del validissimo Sanremofoce, pubblichiamo una ricerca che dimostra quanto siano diffusi gli "studi" sull'atmosfera. In realtà, dietro i corsi, si nascondono nefande attività basate sulla dispersione di sostanze chimiche nell'atmosfera con i fini più disparati e facilmente immaginabili. E' sbalorditivo il numero di progetti tutti facenti capo all'ISAC-CNR, sotto l'egida di Franco Prodi, fratello dell'attuale presidente del consiglio. E' quindi tutto un pullulare di iniziative che, pur espresse in un linguaggio tecnico e per addetti ai lavori, lasciano trasparire obiettivi volti a manipolare le condizioni meteorologiche ed a sperimentare l'uso di elementi e composti chimici dannosi per l'ambiente e per le persone.


L' ottima ricerca di RoyBatty apre scenari enormi: è bastato digitare su Google parole come 'Franco Prodi', 'aerosol' e 'Università di Lecce' et voila: ecco il programma di un convegno a Lecce. La maggior parte delle sessioni del simposio è moderata naturalmente da Franco Prodi.

http://www.fisica.unile.it/Meeting_PRIN/PROGRAMMA.htm

Emerge che il legame Lecce-Roma-Bologna è davvero molto saldo: già in passato avevo notato che a Bologna ed a Roma è stato organizzato un corso di laurea denominato Fisica dell'alta atmosfera. Inoltre sembra proprio che l'ISAC-CNR di Prodi stia cercando 'manodopera' per studiare gli aerosol e l'atmosfera sotto qualunque sfaccettatura. Ciò avviene attraverso assegni di ricerca, i cui bandi sono clamorosamente attuali o da poco scaduti. E’ incredibile come decine di docenti universitari si impegnino nel fenomeno aerosol per mezzo di corsi che hanno spesso denominazioni simili. All’interno degli atenei si prefiggono proprio di studiare ogni particolare (e particolato); da quando e perché questa attenzione all'atmosfera ed agli aerosol? Un aspetto interessante è che, ogni tanto, tra questi corsi sui fenomeni atmosferici, ne compare uno dedicato alla tutela del patrimonio culturale o paesaggistico, evidentemente per dare uno scopo meritorio di facciata alle ricerche.

Un elemento assai strano, fra tutti questi seminari sperimentali sui parametri atmosferici (valori barometrici, igrometrici, termici, radiativi, precipitazioni, formazioni delle nubi etc.) ne compare uno dall'inquietante titolo "Effetto delle modificazioni prodotte nei ritmi circadiani di coorti di Xenopus Laevis esposte a radiazione a bassa frequenza (ELF, VLF) durante lo stadio larvale".

L'elenco leggibile qui sotto è veramente lungo, ma basta spulciare i primi sei: se il buongiorno si vede dal mattino....

http://www.isac.cnr.it/assegni.php?lang=en&idmenu=4

Se tanto mi dà tanto, tutte le università sono più o meno coinvolte o comunque credo, anche per esperienza personale, che non faccia piacere a nessuno sentir messa in dubbio la storiella del riscaldamento globale legata alle emissioni di gas serra.

http://www.sciechimiche.org/forum/viewtopic.php?t=1540&start=15

Di seguito alcuni esempi dei bandi.

126.230.AR.TO.03
E' indetta una selezione pubblica, per titoli e colloquio, per il conferimento di n. 1 assegno di collaborazione ad attività di ricerca a tempo determinato sul tema "Modellistica lagrangiana per la dispersione del particolato in atmosfera", da svolgersi presso l'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima (ISAC-CNR), Unità Operativa di Torino, finanziato con fondi del Progetto di ricerca: Bando Regionale sulla ricerca Scientifica Applicata per l'anno 2004 (CIPE-2 2006-2008) sotto la responsabilità scientifica della Dott.ssa Silvia Trini Castelli.
Scadenza 06/07/2007
Bando (.pdf file)

126.230.AR.BO.54
È indetta una selezione pubblica, per titoli e colloquio, per il conferimento di n. 1 assegno di collaborazione ad attività di ricerca a tempo determinato sul tema "Misure di composti atmosferici in area montana", da svolgersi presso l'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima (ISAC-CNR), Sede di Bologna e presso la Stazione di Ricerca 'Ottavio Vittori' - Monte Cimone - nell'ambito dei Contratti AEROCLOUDS E POLYSOA, sotto la responsabilità scientifica del Dott. Paolo Bonasoni e della Dott.ssa Maria Cristina Facchini.
Scaduto

126.230.AR.LE.25
E' indetta una selezione pubblica, per titoli e colloquio, per il conferimento di n. 1 assegno di collaborazione ad attività di ricerca sul tema "Caratterizzazione dei sistemi convettivi intensi tramite misure di fulminazione, osservazioni multispettrali da satellite e modelli di elettrificazione delle nubi”, da svolgersi presso l'Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima- Unità operativa di Roma - nell'ambito del contratto NOWCASTING avanzato con l’uso di tecnologie GRID E GIS - P.S. 080, sotto la responsabilità scientifica del Dott. Alberto Mugnai.
Scaduto

126.230.AR.RM.28
E' indetta una selezione pubblica, per titoli e colloquio, per il conferimento di n. 1 assegno di collaborazione ad attività di ricerca sul tema "Messa a punto di un sistema lidar per misure in atmosfera” da svolgersi presso l'Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima- Sezione l’unità staccata di Lamezia Terme - nell'ambito del contratto MIUR “Messa a punto e realizzazione di un sistema per l’allerta precoce di incendi e per la minimizzazione dei falsi allarmi”, sotto la responsabilità scientifica del Dott. Alfredo Lavagnini.
Scaduto

126.230.AR.BO.52
È indetta una selezione pubblica, per titoli e colloquio, per il conferimento di n. 1 assegno di collaborazione ad attività di ricerca a tempo determinato sul tema "Effettuazione di misure di fotometria e radiometria solare multispettrale ed analisi dei dati di remote sensing per lo studio dei parametri di concentrazione e delle proprietà radiative colonnari ed in situ degli aerosol in stazioni sperimentali della pianura padana (Emilia-Romagna e Lombardia). Uso di dati satellitari al fine di ottenere una migliore copertura spaziale dei dati di AOD e delle caratteristiche di riflettanza superficiale, da svolgersi presso l'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima (ISAC-CNR), Sede di Bologna, finanziato con fondi derivanti dal contratto ASI QUITSAT, sotto la responsabilità scientifica del Dr. Vito Vitale.
Scaduto

126.230.AR.LE.21
E' indetta una selezione pubblica, per titoli e colloquio, per il conferimento di n. 1 assegno di collaborazione ad attività di ricerca sul tema "Simulazione di scenari climatologici futuri attraverso tecniche di downscaling dinamico", nell'ambito del PROGETTO FISR: Evoluzione dei sistemi colturali a seguito di cambiamenti climatici (CLIMESCO), da svolgersi presso l'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima ISAC Lecce, sotto la responsabilità scientifica del Dott. Mario Miglietta.
Scaduto

126.230.AR.BO/35
È indetta una selezione pubblica, per titoli e colloquio, per il conferimento di n. 1 assegno di collaborazione ad attività di ricerca a tempo determinato sul tema "Modelli matematici di dispersione di inquinanti" da svolgersi presso l'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima (ISAC-CNR), Sede di Bologna nell'ambito della Sezione Tematica di Istituto "Dinamica e Meteorologia", finanziato con fondi derivanti dalla Convenzione tra Regione Emilia Romagna e ATS LaRIA-Laboratorio Regionale per l'innovazione nel controllo della qualità dell'aria (PRRIITT Misura 3.4 azione A), sotto la responsabilità scientifica del Dott. Tiziano Tirabassi.
Scaduto

126.230.AR.LE/13
Selezione pubblica, per titoli e colloquio, per il conferimento di n. 2 assegni di collaborazione ad attività di ricerca sul tema "Modellistica della dispersione di inquinanti inerti e fotochimici da applicare nella Regione Puglia", nell'ambito della Convenzione tra Regione Puglia-Assessorato all' ambiente, Universita di Bari Centro Metea, Universita di Lecce Dipartimento di ingegneria dell Innovazione, CNR-ISAC- per l attuazione del Programma di azioni per l Ambiente della Regione Puglia (deliberazione G.R. n.1440/2003) con riferimento alle linee di intervento 6a Adeguamento della Rete Regionale di monitoraggio di qualita dell'aria e 7a Piano regionale della qualità dell'aria da svolgersi presso l'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima - Lecce, sotto la responsabilità scientifica della Dott.ssa Cristina Mangia.
Scaduto

126.230.AR.RM.11
Selezione pubblica, per titoli e colloquio, per il conferimento di n. 1 assegno di collaborazione ad attività di ricerca sul tema "Misure delle precipitazioni tramite radiometria alle microonde da satellite geostazionario, da svolgersi presso l'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima - Sezione di Roma nell'ambito del contratto EUMETSAT EUM/CO/04/1386/KJG .Simulations and a User Requirements Review for Precipitatine Clouds from Geostatioary Orbits in mm/Sub-mm Bands., sotto la responsabilità scientifica del Dott. Alberto Mugnai.
Scaduto

Leggi qui gli altri bandi di concorso.

giovedì 12 luglio 2007

Sanremo "spiata" dal cielo: il mistero (articolo di Fabio Pin)

Pubblichiamo un articolo comparso il giorno 8 luglio scorso sul quotidiano ligure Il Secolo XIX e ripreso da Gildo Personè del C.I.S.U.

La cronaca si riferisce all'avvistamento di elicotteri, per lo più neri, privi di contrassegni, nei cieli di Sanremo. In verità il fenomeno è segnalato un po' dappertutto in Italia ed all'estero e si spiega, almeno in parte, con l'attuazione del Progetto RFMP. Inoltre questi sorvoli sono pressoché quotidiani, diurni e notturni: questa mattina, ad esempio, chi scrive ha scorto due elicotteri, color verde scuro senza segni identificativi di alcun tipo, mentre, provenendo dall'area prospiciente la costa, sorvolavano il cimitero di Taggia per poi dirigersi nell'entroterra in direzione nord. Non si può scartare l'ipotesi che tali velivoli non siano impiegati solo per lo scopo inerente al progetto di cui sopra, ma che svolgano anche altre operazioni segrete e sinistre.

Naturalmente sono patetiche le "spiegazioni" fornite dalla Capitaneria, secondo la quale sarebbero elicotteri di privati. Una mia congettura è che queste unità stazionino in prossimità di una base sottomarina "esterna", situata nella zona tra Capo Berta e Sanremo: l'esistenza di tale installazione, alcuni anni fa, era stata ventilata dal meteorologo ed ufologo, recentemente scomparso, Bino Bini.

SANREMO. A gruppi di tre o quattro, arrivano da ponente intorno alle dieci di sera, qualche volta alle undici. Sorvolano la città per alcuni minuti, poi raggiungono la zona di mare di fronte a Porto vecchio e, a circa un chilometro dalla costa, ad un'altezza di duecento metri, si fermano in overing, dopo aver indirizzato un fascio di luce alternativamente verso terra e sul mare. Di solito la loro presenza si protrae per quasi mezz'ora, poi guadagnano quota, spengono i fari lasciando accese solo le luci rosse ad intermittenza, e fanno rotta verso ponente, scomparendo dietro la collina di Coldirodi.

Il "fenomeno", che si materializza ormai da oltre un mese ed è argomento di curiosità per un numero crescente di Sanremesi e turisti, non ha nulla a che vedere con UFO, dischi volanti e quant'altro siamo soliti associare ad episodi apparentemente inspiegabili e quindi suggestivi. Si tratta di elicotteri. Curiosi, un po' impiccioni e, in qualche modo, inquietanti, forse, ma solo comuni elicotteri. Il problema, semmai, è un altro.

A chi appartengono gli elicotteri? Sono velivoli civili o militari? E in entrambi i casi: che cosa vengono a fare proprio a Sanremo, visto che nel resto della costa non si registrano avvistamenti, se non di velivoli di passaggio? Abbiamo girato i quesiti a tutte le forze di polizia, alla Marina, alla Capitaneria, ai vigili del fuoco, ma anche a chi, in mare, lavora tutte le Capitaneria, ai vigili del fuoco, ma anche a chi, in mare, lavora tutte le notti, a cominciare dai pescatori. Le risposte sono per lo più vaghe, a volte sanno anche di "depistaggio". Due equipaggi della marineria sanremese confermano la presenza degli elicotteri sopra le loro teste «ma il buio - sostiene Giuseppe Lipari, 66 anni, tra i più anziani pescatori del porto - ci impedisce di capire di chi si tratti. In ogni caso, credo si tratti di roba militare».

La Capitaneria è di parere contrario: «Se ci fossero esercitazioni di questo genere in zona, noi lo sapremmo. Riteniamo, invece, si tratti di elicotteri privati, magari sono imbarcati sui grandi panfili da crociera». E a seguire una notizia curiosa: «Tre giorni fa, proprio da uno yacht in rada è arrivata la segnalazione che dell'elicottero di bordo erano state perse le tracce. E' scattato l'allarme, ma, per fortuna, dopo un paio d'ore si è scoperto che l'elicottero era atterrato sulla piattaforma di un altro panfilo».

Anche i vigili del fuoco hanno ricevuto alcune segnalazioni, ma negano di avere unità aeree in zona, se non per interventi di soccorso. Idem per polizia e carabinieri. Una voce autorevole, ma anonima della Marina Militare sostiene che si tratta di elicotteri della Forestale impegnati in ricognizioni e rilievi notturni con l'utilizzo di strumentazioni a infrarossi. I vertici ministeriali del Corpo negano nella maniera più assoluta, sempre ammesso poi che la Forestale abbia in dotazione una simile squadriglia di elicotteri, senza contare che riesce difficile intuire di quali rilievi si possa trattare, quando, tra l'altro, questo tipo di attività si esegue più agevolmente e con maggiori risultati alla luce del giorno.

Resta da sondare l'ipotesi avanzata dalla Capitaneria, ovvero che gli elicotteri siano civili, cioè appartengano a società private. Tuttavia la circostanza che da un mese, a gruppi di tre o quattro, i "privati" si dilettino a rimanere in stand-by davanti a Porto vecchio, consumando migliaia di litri di carburante e costituendo un potenziale pericolo per gli elicotteri "istituzionali", è francamente una pista poco credibile. Dunque il mistero rimane e l'unica tesi attendibile è quella che a volteggiare su Sanremo siano unità militari. Chiedere all'Aeronautica se è così, è impresa con scarse chances di successo.


Leggi qui l'articolo riportato dagli amici di Reikinet.

mercoledì 11 luglio 2007

CNR - Progetto Cambiamenti Globali (articolo di RoyBatty)

(...) sul sito del CNR ho trovato un interessante Progetto Cambiamenti Globali, che dovrebbe servire a "valutare, tramite modelli e misure sperimentali, le variazioni climatiche antiche e recenti del sistema Terra, per cause naturali ed antropiche e prevederne le risposte ecologiche di specie e comunità."

Di questo progetto mi ha colpito molto la commessa attiva, denominata "Variazioni nella composizione dell'atmosfera", nonché tre (3) dei suoi moduli attivi...

http://www.cnr.it/commesse/Scheda_Modulo_Descrizione.html?mod=4003
http://www.cnr.it/commesse/Scheda_Modulo_Descrizione.html?mod=4004
http://www.cnr.it/commesse/Scheda_Modulo_Descrizione.html?mod=5254

ladddove uno dei temi principali di analisi (se non il principale) è quello degli aerosol e del loro effetto sul clima. Interessante nel secondo modulo questa frase:

Simulazioni meteorologiche e di dispersione per progetto ALPNAP e valutazione dell’impatto sull’ambiente e sulla salute. Sviluppo algoritmi per reazioni chimiche nel modello SPRAY. Simulazioni trasporto aerosol e mappe di concentrazioni al suolo di particolato...

Mi ha incuriosito il modello SPRAY e, ricercando, ho trovato questo:

http://www.lamma.rete.toscana.it/ita/aria/anim_dispersione.html

Vi ricorda qualcosa?

Si parla anche di altri modelli, quali il BOLCHEM ed ARTURO... tutti per lo studio della dispersione degli aerosol.

Si accenna al progetto AEROCLOUDS, strettamente connesso al famoso progetto Italia-USA/Studi sulle forzature radiative dirette indotte dagli aerosol e dalle nubi cirriformi nell'area del Mediterraneo. Di entrambi non riesco a trovare traccia in Internet. Soprattutto mi lascia perplesso il progetto AEROCLOUDS, del quale si trovano le richieste di finanziamento, ma non c'è nessuna descrizione dettagliata, a parte un generico "Studio degli effetti diretti e indiretti di aerosol e nubi sul clima".

Nota importante: la commessa "Variazioni nella composizione dell'atmosfera" è sotto il controllo dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima, diretto dal prof. Franco Prodi (curriculum.pdf), meteorologo, climatologo ed uno dei massimi esperti di aerosol in Italia nonché, casualmente, fratello del nostro beneamato presidente del consiglio Romano Prodi. Una piccola curiosità: il prof. Franco Prodi era fortemente voluto da Fabio Fazio per il programma "Che tempo che fa" (e vai con la disinformazione!), ma la cosa non è andata a buon fine, per via della parentela con l'allora Presidente della Commissione europea (forse il cosiddetto centro-destra pose il veto).

Dulcis in fundo, uno dei collaboratori/committenti del progetto è niente meno che la N.A.S.A.

Ho inoltre scovato un'altra iniziativa interessante, sempre della Commissione europea ed a cui partecipa il CNR, denominato PROGETTO ANTISTORM.

Riporto qualche frase da un articolo di NEST del 2005 scaribabile qui (.pdf)

ANTISTORM will provide one of the first insights into the science of "man-made" weather in Europe... In the longer term, however, ANTISTORM offers much more – it could even show how to circumvent violent storms. It may be possible to decrease the severity of European storms simply by reducing pollution. But other options could also be available. Project simulations may show that the effects of aerosols could be reversed. By introducing additional, large particles into clouds it may be possible to accelerate the early onset of rain – and thus mitigate the full fury of the biggest storm.

Qui l'indirizzo web di riferimento del progetto.

Indovinate chi ritroviamo a gestirlo per il CNR? L'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del prof. Franco Prodi, che opera (gli esperimenti credo siano tuttora in corso) in consorzio con l'israeliana Hebrew University of Jerusalem (che coordina il progetto, pur non aderendo all'Unione europea...), ed i tedeschi del Max Planck Institut für Chemie e Universität Karlsruhe.

ANTISTORM è collegato anche ad un altro progetto: Cambiamenti climatici: ciclo idrologico.

Tale progetto si ispira, a sua volta, al GEWEX, Global Energy and Water Cycle Experiment, di cui fa parte anche l'inquietante (almeno per chi sa leggere tra le righe) GACP, ovvero il Global Aerosol Climatology Project della NASA.

Non solo! Sul sito dell'IPCC, ovvero l'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) dell'ONU (Organizzazione dei nazisti uniti): Working Group III Report "Mitigation of Climate Change", leggete in particolare il capitolo 11 (pdf) a pagina 10, par. 11.2.2 Ocean fertilization and geo-engeneering options. In esso si citano i seguenti piani:

1. fertilizzazione degli oceani con ferro in modo da stimolare la crescita di phitoplankton, che dovrebbe assorbire il CO2 (leggi scie chimiche marine o shiptrails).

2. deflettore solare di 106 km quadrati (se ne vede uno in una puntata dei Simpson, quando mr. Burns vuole ricavare più denaro dalla sua centrale nucleare... !!! Pensate voi...)

3. aerosol riflettenti in stratosfera (le "care" scie chimiche)

4. incrementare gli stratocumuli inseminandoli con aerosol (di nuovo scie chimiche)

Nel report (pdf) per i policy makers del Mitigate of climate change, però poi si legge che tali tecniche per combattere il riscaldamento globale rimangono speculative e non provate e con il rischio di effetti collaterali...

Quindi, almeno per ora (e sulla carta), sembrano sconsigliarle ai nostri cari politici.

Almeno per ora...


Sinergie

In questi ultimi tempi, il sito di informazione indipendente della Svizzera italiana, Ecplanet, ha riportato molti articoli di questo blog dedicato alle scie chimiche.

Di ciò possiamo soltanto rallegrarci, non perché si tragga qualche beneficio materiale o di altro tipo dalla diffusione degli studi elaborati o tradotti o presentati, ma poiché utili informazioni si divulgano sempre più nell'interesse di tutti. Evidentemente l'impegno profuso nella divulgazione di un tema tanto delicato e complesso è apprezzato da chi ha a cuore non i diritti d'autore, ma la diffusione di notizie censurate dai media ufficiali e lo diciamo, anche se con un po' di rammarico, ignorate o confinate in spazi angusti, da siti di controinformazione o sedicenti tali.

Per questo motivo vogliamo sentitamente ringraziare la redazione di Ecplanet e tutti gli altri amici che pubblicano alcuni dei nostri testi, di solito brevi, ma - speriamo - chiari ed incisivi. Non menzioniamo tutti i sodali solo per evitare di far torto a qualcuno, qualora dimenticassimo di nominarne anche uno solo. Non ce ne vogliano dunque, perché siamo loro parimenti grati, come non possiamo dimenticare il prezioso contributo di tutti gli utenti di vari forum che inseriscono i nostri scritti nonché le segnalazioni, le critiche, gli spunti, le domande (cui non sempre possiamo rispondere), dei nostri affezionati ed operosi lettori.

La questione è semplice: di fronte al genocidio occulto ed al cospetto di un'operazione di avvelenamento della biosfera, deliberata, mostruosa, inimmaginabile per veri fini, costi e proporzioni, occorre bandire la cupidigia di denaro, i personalismi, la vanità, gli atteggiamenti da primi della classe. E' necessario, anzi indispensabile creare una reale sinergia (letteralmente "lavoro insieme") per far conoscere il problema delle chemtrails alle persone, per fornire dati, per suggerire strategie operative e terapie. E' necessario agire in modo concorde e tenace. Rinchiudersi nella torre eburnea dell'analisi erudita o nell'hortus conclusus dei propri pur legittimi interessi può soltanto portare ad una sconfitta, la sconfitta di tutti, perché veramente qui sono in gioco la salute, la tutela dell'ambiente e specialmente la libertà dal controllo e dalla paura.


Unitis viribus, quindi: non dobbiamo permettere che poche migliaia di persone soggioghino definitivamente, per i loro vergognosi scopi, l'intera umanità.

lunedì 9 luglio 2007

Jerry E.Smith, Weather warfare

Jerry E. Smith è autore di un corposo (382 pagine) e fondamentale saggio intitolato Weather warfare - The military's plan to draft mother nature. Il testo è recente (risale, infatti, al 2006) ed è stato pubblicato a Kempton, Illinois per i tipi della Adventures unlimited press. Purtroppo il libro, il cui titolo in italiano vale Strumenti di guerra meteorologica - Il piano dei militari per ridisegnare madre natura, non è stato tradotto nella nostra lingua. Ciò costituisce un enorme danno per la divulgazione di temi quali H.A.A.R.P. e le scie chimiche, temi confinati all'interno della Rete, fino a quando qualche editore non si deciderà a dar spazio a questi problemi, attraverso la pubblicazione di articoli e monografie, soprattutto previa traduzione di opere edite in Stati Uniti, Canada, Francia, Germania.

Nella presentazione della quarta di copertina, in cui sono condensati gli inquietanti contenuti del testo, si legge:

"Nell'aprile dei 1997, il Segretario del Ministero della difesa, William Cohen, dichiarò che esistono dei terroristi all'opera che sono impegnati in un terrorismo ambientale attraverso cui possono alterare il clima, causare terremoti, eruzioni vulcaniche per mezzo dell'uso di onde elettromagnetiche..."

La modificazione del tempo con l'inseminazione delle nuvole per incrementare le nevicate sulle Sierras od impedire le grandinate in Kansas è attività normale. Centinaia di brevetti per influire sul tempo e sugli ecosistemi sono stati registrati negli USA; centinaia di sistemi sono stati sviluppati in laboratori militari ed universitari in tutto il mondo. Questo libro mette a nudo fatti sinistri, i loro artefici ed i motivi. La terra ed il cielo sono stati trasformati in armi! Esperimenti nucleari sotterranei in Nevada hanno provocato sismi. Una società russa, sin dagli anni '90 del XX secolo, mette a disposizione la sua tecnologia per scatenare tifoni. Gli scienziati, da almeno 50 anni, studiano il modo per dirigere gli uragani (...). In questo libro, Jerry E. Smith prosegue la ricerca cominciata con la sua pubblicazione su H.A.A.R.P. Egli riferisce i recenti sviluppi circa H.A.A.R.P., compresa la sua possibile connessione con il disastro occorso alla navicella spaziale Columbia ed il ruolo giocato dal Progetto Aurora in uragani come Katrina. Affrontando la controversia relativa alle chemtrails, Smith esamina gli aspetti concernenti l'irrorazione di particolato nell'atmosfera, attività deliberatamente attuata. Edward Teller, padre della bomba all'idrogeno, propose di schermare la luce solare per "salvare" la terra dal riscaldamento globale. Numerose operazioni militari si basano sulla diffusione di aerosol ad alta quota nell'ambito di programmi di comunicazione e di sorveglianza. Questi programmi potrebbero includere il controllo mentale e strategie per la riduzione della popolazione?


Smith analizza queste tecnologie nel contesto dei conflitti geopolitici che stanno conducendo dalla globalizzazione sino all'instaurazione di uno stato mondiale superfascista".

Questa presentazione non rende giustizia dello scenario disegnato da Smith, attivista sin dagli anni '60, scrittore, editore e conferenziere. Frutto di una ricerca meticolosa, il libro squaderna in tutta la loro atrocità i risultati conseguiti attraverso le idee escogitate da scienziati pazzi ed asserviti ai governi: alluvioni, siccità, sommovimenti tellurici a comando, geoingegneria attuata tramite H.A.A.R.P. e scie chimiche. Il tutto è documentato attraverso il riferimento a progetti militari segreti, ad operazioni di manipolazione climatica, a norme legislative tanto minuziose quanto inefficaci (come non ricordare le gride manzoniane?), completato da appendici in cui sono elencati i brevetti nonché da una ricchissima bibliografia e sitografia. In mano alle élites, il pianeta è divenuto un giocattolo con cui trastullarsi: poco importa se il giocattolo si rompe. A questi mentecatti, che detengono il potere, non interessa niente né della salute degli esseri viventi né del destino di Gaia. E' questa l'unica, logica conclusione di chi ha letto e meditato la monografia di Smith, un testo che dovrebbe essere adottato nelle scuole, anche per la precisione ed il metodo scientifico (nel senso vero del termine) con cui l'autore affronta argomenti così spinosi.



Ringrazio il gentilissimo Dottor Ginatta, per avermi prestato il volume di Smith.

domenica 8 luglio 2007

A Piacenza precipitò un aereo chimico?

Il 14 agosto 2006 a Piacenza precipitò un C-130. Si hanno dei fondati sospetti che il cargo schiantatosi nei pressi della città emiliana fosse un aereo chimico. D’altronde, da un punto di vista statistico, considerando tutte le imponenti, pletoriche squadriglie impegnate nell’attività di avvelenamento della biosfera, sarebbe sbalorditivo se, ogni tanto, non accadessero degli incidenti a qualcuno delle migliaia dei velivoli chimici.

Il Corriere della sera riportò la notizia nel modo seguente
: “Un quadrimotore C-130 (1) algerino è caduto a Piacenza, in un campo del quartiere Besurica. L'aereo si è disintegrato nell'impatto e le tre persone a bordo sono decedute. Il velivolo era un cargo civile in volo da Algeri a Francoforte. Lo schianto non ha provocato danni alle case circostanti né a persone a terra. Il pilota aveva lanciato un allarme alla torre di controllo di Milano, dicendo che c'era una perdita di potenza ai motori. Un testimone avrebbe anche visto del fuoco uscire da un motore del velivolo prima dell'impatto a terra. L'impatto al suolo del velivolo è stato devastante: pezzi del quadrimotore sono sparsi nel raggio di chilometri e dove l'aereo ha toccato terra si è creato una cratere (…)

Singolari furono gli sviluppi, perché qualche giorno dopo l’incidente, i media cominciarono a riferire della presenza di uranio impoverito nei rottami dell’Hercules.

Tali nuovi elementi furono così riportati dal quotidiano La Repubblica il 17 agosto.


“Rottami all'uranio quelli del C-130 algerino caduto domenica sera alla periferia di Piacenza. Rottami che qualche curioso si è portato a casa come macabro ricordino della tragedia nella quale hanno perso la vita tre persone. Una prassi, quella del souvenir, che sta suscitando non poche preoccupazioni a Piacenza proprio per la presenza, nei rottami, di uranio impoverito.

"Non toccate quei rottami - ammonisce infatti Ettore Sassi dell'Arpa di Piacenza, cui la Procura della Repubblica ha affidato i controlli sulla contaminazione - potrebbero essere radioattivi". Ovviamente, specificano le forze dell'ordine, non esiste alcun reale pericolo, purché la gente si mantenga a debita distanza dalla zona del disastro, che comunque è transennata e vigilata.

Questa mattina i tecnici dell'A.R.P.A. hanno eseguito un nuovo sopralluogo nell'ampia area in cui sono disseminati i resti dell'Hercules ed è confermato che alcune parti dell'aereo erano rivestite di uranio impoverito. Notizia peraltro confermata da parecchi esperti, tra cui Marco Saba (componente dell'Enadu, rete europea contro l'uranio impoverito), secondo il quale l'Hercules C130 viene costruito con contrappesi fatti proprio di questo materiale, "che sicuramente si è sparso in tutta la zona dove è precipitato il cargo".

Affermazioni che hanno destato preoccupazioni e qualche polemica. Leonardo Masella, capogruppo di Rifondazione comunista in Regione, sostiene che si tratta di notizie "agghiaccianti". "E' urgente che le indagini facciano chiarezza sulle cause dell'incidente - prosegue Masella - e contestualmente sulla presenza o meno dell'uranio impoverito nel velivolo”. (…)

Nulla si può escludere. Forse, anche se ciò è improbabile, visto il ruolo ambiguo delle istituzioni, veramente si volle evitare che le persone restassero contaminate, ma le sollecite operazioni per transennare l’area del sinistro e la stretta vigilanza delle forze dell’ordine suscitano qualche legittimo dubbio. Ci si adoperò in ogni modo affinché non si scoprissero alcune anomalie dell’aeromobile, come la presenza di dispositivi erogatori atti all’irrorazione chimico-biologica? Seppure stia divenendo una pericolosa consuetudine(2), appare inquietante che si adoperino contrappesi costituiti dal micidiale uranio impoverito.

(1) I C-130 sono tra gli aerei impiegati nell’attività di spargimento di sostanze chimiche. Vedi, ad esempio, Nenki, Chemtrails Les tracés de la mort, Quebec, 2003, p. 60



(2)
Decine di migliaia di tonnellate di materiale radioattivo sparso per anni su tutta la superficie del pianeta. Uranio nei proiettili, nelle mine e per blindare i carri armati. Uranio come contrappeso nella costruzione di aerei civili e militari, elicotteri, satelliti, navi e barche a vela. Uranio come schermante nelle stanze degli ospedali e nelle apparecchiature diagnostiche. Persino nelle leghe per le otturazioni dei denti e nelle mazze da golf. Nessun freno all'uso delle scorie radioattive, nessuna misura protettiva, nessun controllo.

Si ringrazia M.B. per gli spunti offerti, utili alla pubblicazione dell'articolo.

venerdì 6 luglio 2007

Bario ed alluminio: Sanremo contaminata dalle chemtrails

Clicca qui per allargareLe analisi gentilmente forniteci da sanremofoce, si riferiscono ad un campione di polvere prelevato da alcuni gerani rovinati da una pioggia sporca caduta nel mese di aprile a Sanremo.

I valori di bario e di alluminio (le analisi sono state eseguite per rintracciare questi due elementi, quindi non si esclude la presenza di altri inquinanti) confermano che vengono diffusi metalli in atmosfera tramite gli aerei della morte, metalli che poi ricadono al suolo e contaminano fiori, ortaggi, frutta, il terreno e l'acqua stessa. Si precisa che i valori sono in mg su cento grammi (mg/100g).

Riportiamo il resoconto del nostro collaboratore circa la pioggia contaminata.


La pioggia è caduta il 26 aprile 2007 a Sanremo: non era stata prevista dai bollettini meteo ed è stata preceduta da 5-6 giorni di nebbia assai anomala.

Dopo tale pioggia i vivaisti, che mi hanno dato la pianta, dovettero togliere dall'esposizione una decina di gerani esposti all'acqua piovana, curandoli a parte (poi si sono ripresi molto lentamente). Oltre ad un cattivo stato generale (molti petali erano ingialliti, parecchi si erano staccati), sulle foglie si era depositata anche una polverina scura ed appicciccosa.

Se per la polverina poteva trattarsi di resina dei pini soprastanti, a proposito dei petali, queste persone (ignare delle scie chimiche), ipotizzavano che fosse stata la pioggia a contenere qualcosa di acido.

Purtroppo non si può sapere se la polverina fosse essa stessa alluminio (o altro - polimeri?) o se questo elemento sia stato assorbito dalle radici gradualmente nel tempo, anche in seguito a piogge precedenti (si sarebbe dovuto, infatti, raccogliere un cucchiaino di polvere da far analizzare a parte). Non si può neanche operare un confronto con piante non esposte a quella pioggia, poiché i vasi con i fiori vengono tenuti tutti all'aperto.

Sicuramente in un modo o nell'altro le foglie (su cui comunque la polverina si è posata ed è rimasta in parte appiccicata) presentano le quantità di bario e alluminio sopra citate.

Clicca qui per visualizzare la copia scanner del documento originale.

giovedì 5 luglio 2007

Lo starnuto del beccaccino

Castigat ridendo mores (Giovenale)

Angelo Severino è il direttore della testata Ennaonline. Severino è uno dei pochi giornalisti degni di questo nome, essendo la maggior parte dei cronisti e degli editorialisti dei pennivendoli degni solo di infinito disprezzo.

Da tempo il Dottor Severino denuncia il mostruoso problema delle scie chimiche nella provincia di Enna: infatti, non solo ha scritto chiari articoli sul tema, ma ha anche presentato un esposto alla Procura della Repubblica. E' ovvio che l'esposto non ha avuto alcun seguito: Severino è stato convocato da un vigile del Comune, cui evidentemente era stato affidato il compito di sondare il terreno per vedere qual era il livello di conoscenze del denunciante, dopodichè tutto quanto, more solito, è stato insabbiato. Si sa: in questi casi, la "giustizia" italiana (e non solo) è sfingea. Resta lì con lo sguardo perso nel vuoto, immobile ed indecifrabile.

Il direttore di Ennaonline ha potuto constatare più volte come gli aerei della morte, spargendo sostanze igroscopiche, abbiano dissolto corpi nuvolosi carichi di pioggia, pioggia attesa ed invocata dagli agricoltori della zona. E' noto, infatti, che l'area ha una vocazione cerealicola sin dall'antichità, quando la Sicilia era considerata il granaio della res publica romana. Enna fu anche centro del culto di Demetra in Occidente, la dea del grano, identificata con la romana Cerere. Della sparizione delle nubi temporalesche sono stati testimoni anche molti agricoltori, sensibilizzati da Severino. L'area rischia la desertificazione ed il crollo della produzione cerealicola, a causa dell'operazione chemtrails. Il tutto avviene nell'indifferenza, come è ovvio, delle istituzioni, ma anche di coloro che affermano orgogliosamente di voler proteggere la natura: gli ambientalisti. Costoro, infatti, contattati da Severino e da molti altri, come ha lepidamente osservato il giornalista, si inquietano per lo starnuto di un beccaccino, ma non si curano affatto dei gravi e veri problemi dell'ambiente. Sia ben chiaro: occorre proteggere gli animali e le piante, ma esistono delle priorità. Inoltre le scie chimiche sono dannose per tutta la fauna e la flora, oltre che per gli uomini. In realtà, certi ecologisti sono degli ipocriti non meno pericolosi degli avvelenatori.

Mi dispiace per Severino e per gli Ennesi, ma nella ridente ed amena Città dei fiori, i “verdi” sono, per fortuna, molto diversi: per esempio, spicca tra loro per il suo tenace, alacre impegno contro le scie chimiche, Dario Daniele, consigliere comunale e scrittore, noto per le sue battaglie a favore della protezione degli ecosistemi. Infatti, grazie al suo lodevole intervento, Sanremo è la prima e forse unica città in Italia, in cui i voli chimici sono proibiti. Il dottor Daniele si è adoperato con denunce alla magistratura, con convegni, con campagne di sensibilizzazione, con pubblicazioni... fino a quando i piloti avvelenatori ed i loro mandanti hanno acconsentito a non sorvolare più il territorio del Comune di Sanremo. Tra l'altro, oltre ad essere nocive, tutte quelle strisce e tutti quei reticoli erano antiestetici e deturpavano la perla della Riviera.

Ciò non toglie, però, che, nei rarissimi momenti liberi dall'attivismo contro le chemtrails, Daniele (l'impavido consigliere sta ora organizzando una manifestazione contro le scie, con tanto di corteo a Roma, corteo di protesta che sfilerà di fronte ai palazzi del potere), si sia dimenticato di curare la stipsi del suo cagnolino. Un ambientalista a 360 gradi!

martedì 3 luglio 2007

Morbo di Morgellons e scie chimiche: la Staninger conferma!

Morbo di Morgellons e scie chimiche: le conferme arrivano dalla voce stessa della Dr.ssa Hildegarde Staninger. La grave sindrome è il risultato della disseminazione in atmosfera di polimeri contenenti componenti bionici (nanorobots) estremamente aggressivi, risultato di manipolazioni genetiche congiunte alla nanotecnologia. Queste nanomacchine sono create nei laboratori militari statunitensi. E' quanto affermiamo da almeno due anni. Le scie chimiche sono un micidiale strumento di morte! Occorre che la popolazione sappia quale terribile minaccia viene dal cielo!

Out There TV - Episode 264

Part One
Part Two
Part Three

46 min 31 sec - Jun 22, 2007

Description: This weeks guest: Dr. Hildegarde Staniger PH.D Industrial Toxicologist/IH and Doctor of Integrative Medicine Imagine your body pocked by erupting sores, the sensation of little bugs crawling just below the surface of your flesh, and worst of all, mysterious, hideous looking fibers sprouting from your skin. It may sound like a scene from a science fiction movie, but a growing legion of Americans, sixty thousand of them, now suffer from this condition. Join us as Dr. Hildegarde Staninger fills us in on the terrible affliction known as Morgellons". Learn how what appear to be nanorobotic "assemblers" replicate from the inside out, from the digestive system to the skin, and how the composition of chemtrail fibers matches that of some of the fibers found on Morgellons sufferers. Are these nanorobots in our food? Can we protect ourselves from them? Dr. Hildegarde Staninger, Ph.D.'s websites: http://www.rense.com/Datapages/morgdat1.htm http://www.morgellons.com Watch this and all the available online Out There TV shows allowed on http://www.LViTV.com. Hurry before it is to late!





The Polymers Invasion - Click here for this week’s top video clips

lunedì 2 luglio 2007

Altri medicamenti contro il Morgellons?

Nota bene: si precisa che i suggerimenti di tale testo non sostituiscono in alcun modo e per nessun motivo i rimedi, le terapie e le indicazioni del proprio medico cui bisognerà rivolgersi tempestivamente in caso di necessità.

Il Dottor Dennis Hardy, consapevole della minaccia costituita dal morbo di Morgellons, una patologia causata dalle scie chimiche, ha suggerito dei rimedi omeopatici e naturali per provare a contrastare tale affezione. Egli consiglia di assumere 3 palline da 30c di zolfo, prima di andare a dormire, per trenta giorni nonché 60 gocce di succo estratto dalla radice del Mahonia aquifolium (Oregon grape) in un bicchier d’acqua, tre volte al dì.(1)

Qualora pazienti o medici abbiano constatato l’efficacia di questi rimedi, sono pregati di contattarci e di divulgare il più possibile le loro esperienze affinché alle persone colpite dal Morgellons siano date concrete possibilità di guarigione.



(1) Il Mahonia aquifolium è un arbusto sempreverde dalle bacche bluastre: è usato come pianta ornamentale, ma è anche impiegato dall’industria farmaceutica, perché radice e rizoma hanno proprietà toniche, antivirali, antimicrobiche ed antitumorali. Originario dell’America settentrionale e centrale, cresce raramente oltre il metro e fiorisce tra aprile e maggio con grande dovizia.


Fonti:

Dizionario dei fiori e delle piante, a cura di I. Pizzetti, Milano, 1998, s.v. Mahonia
Nel mondo delle piante, Milano, 1973, s.v. Mahonia


For British and American readers

Dr Dennis Hardy suggests the following therapies for Morgellons: homeopathic sulphur 30c 3 pellets at bedtime, for 30 days; Oregon grape, 60 drops in water 3 times a day.


Articolo correlato: La malattia di Morgellons, traduzione di Serenella Speziale

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