mercoledì 17 gennaio 2007

Missione compiuta!

Verrà il giorno in cui i visi pallidi mangeranno le banconote (detto dei nativi americani)

Le precipitazioni di questo inverno sono scarsissime. La neve non cade. Le temperature sono superiori alla media stagionale. Il ciclo vegetativo delle piante è sconvolto. La vera causa non è l’effetto serra: la vera causa della siccità, che rischia di trasformare in lande semisterili numerose aree d’Italia, è un’altra, ossia l’irrorazione chimica.(1) È evidente che gli avvelenatori non perseguono solo il fine di provocare la siccità, inseminando i corpi nuvolosi con sali di bario in grado di assorbire l’umidità delle nuvole. Tuttavia questo è certamente uno dei fini perseguito con notevole successo.

Da un lato aumentano i valori termici complessivi e quindi l’evaporazione, eppure le piogge, contrariamente all’evoluzione del ciclo dell’acqua, sono fenomeno assai raro, perché sulle precipitazioni influisce il fattore X, quel fattore che, nei bollettini meteorologici, o non viene contemplato sicché le previsioni risultano errate, oppure viene introdotto, ma mascherato dietro una variabile naturale inventata. Si accenna pertanto, per esempio, ad anticloni subtropicali per nascondere l’inconfessabile realtà dello spargimento di sostanze igroscopiche.

Si prospetta un’estate torrida ed arida, con incendi rovinosi, fiumi ridotti a rigagnoli, bacini lacustri quasi prosciugati, seri danni alla produzione di energia idroelettrica ed all’agricoltura: nonostante ciò, le associazioni di agricoltori nicchiano, fingendo di ignorare il problema. Il gioco è il solito: i coltivatori chiederanno si dichiari lo stato di calamità naturale, attingeranno a fondi nazionali ed europei come indennizzi per i danni subiti. I denari saranno spillati ai contribuenti. Gli agricoltori potranno così introitare delle cospicue somme senza produrre. Inoltre le multinazionali agroalimentari sono già pronte per commercializzare sementi di ortaggi e di cereali che resistono alla siccità o che addirittura si possono coltivare senz’acqua. Gli imprenditori agricoli saranno costretti ad acquistare sementi modificate geneticamente, come già avviene in ampie aree degli Stati Uniti. Non dimentichiamo che queste sementi sono sterili: perciò chi vuole continuare a coltivare i terreni, è costretto ogni anno a rifornirsi dalle esecrande aziende agroalimentari. Si crea così una dipendenza totale dalle politiche ricattatorie della Monsanto, come già avviene in molti paesi.

La criminale attività affossa anche la già insignificante produzione di energia ricavata dagli impianti fotovoltaici: la luce è, infatti, bene ormai raro, poiché s’interpone tra il sole e la terra una coltre grigio-biancastra di nubi artificiali, da cui, però, non si riesce a spremere una sola goccia. Anche in questo caso, la diabolica, bieca risoluzione per il fabbisogno energetico è dietro l’angolo: il nucleare, invocato non solo da loschi “uomini politici” e da scemenziati collusi con i potenti, ma anche da sudditi grulli, (si leggano certi stolidi commenti qui e su altri blog e forum) sempre facili da abbindolare con i vaniloqui sulle emissioni di CO2 e sull’esigenza di diversificare le fonti di approvvigionamento. Incombe anche la spada di Damocle di un nuovo iniquo balzello per fingere di finanziare progetti per ridurre le emissioni di gas che surriscalderebbero l’atmosfera.

Insomma, niente luce e niente pioggia, ma gabelle e bugie a iosa: missione compiuta! Congratulazioni!

(1) Si consideri anche il cambiamento della risonanza Schumann, in relazione all'incremento delle temperature.

martedì 16 gennaio 2007

Le nanoparticelle di bario probabile causa di tumori

Uno studio dell'Università di Modena evidenzia come le nanoparticelle di bario possano determinare l'insorgenza di tumori. Se ciò che risulta dalle analisi degli agenti chimici rilevati nelle scie chimiche corrisponde a verità, e cioè che esse contengono, oltre ad alluminio, anche proprio sali di bario, allora potrebbe essere plausibile l'affermazione secondo la quale le chemtrails sono fra le cause di neoplasie.

Clicca
QUI per visionare lo studio della dottoressa Gatti riassunto nel documento in formato PDF.

Fonte:

http://sciechimiche-italia.blogspot.com/

lunedì 15 gennaio 2007

MD-80 docet?

Stando alle affermazioni presenti sul sito di MD-80, la formazione di contrails è ben spiegabile. Lì, infatti, si recita...

"Si tratta di nuvole a forma di linee che sono prodotte dalle emissioni vaporose emesse dai motori degli aerei, sia a pistoni, sia a reazione, che operano ad alta quota, o comunque ad una quota alla quale la temperatura e la conformazione dell'aria, dell'umidità, e della temperatura, ne favorisce lo sviluppo spontaneo".

Niente di più scandalosamente fuorviante ed errato. La formazione di scie di condensa non è una costante. I filmati e le foto a nostra disposizione lo confermano! Di conseguenza è più plausibile che i disinformatori vi stiano volutamente ingannando ed è anzi una concreta certezza il fatto che quelle che vedete solcare i nostri cieli sono velenose SCIE CHIMICHE, composte da bario, alluminio, quarzo, rame, torio radioattivo, nanopolimeri e micidiali composti biologici.

domenica 14 gennaio 2007

Gli U.F.O. dietro il velo (terza parte)

E’ noto che le radiazioni elettromagnetiche, opportunamente modulate, possono indurre allucinazioni nei percipienti: il neurologo canadese Michael Persinger ha creato un sistema, attraverso un casco da lui costruito, per provocare delle esperienze interiori archetipiche in cavie umane. Irradiando onde E.L.F. (tra 1 e 10 hertz di frequenza), Persinger ha stimolato alcune aree del mesencefalo: l’ippocampo, il corno di Ammone e l’amigdala, parti del cervello ritenute sedi delle emozioni, passibili di diventare immagini cariche di pàthos. Sotto l’influsso delle onde E.L.F., i volontari sottoposti all’esperimento, hanno visto strane figure grigie e forme archetipiche.

Il Progetto Blue beam, secondo David Icke, “prevede l'uso di satelliti per proiettare in cielo immagini olografiche di U.F.O., Gesù, Maometto, Buddha, Krishna, la Madonna... Dal momento che i seguaci di ogni religione saranno convinti dell'avvento del proprio salvatore, le possibilità che si vada verso un conflitto planetario sono illimitate. Alcuni messaggi saranno trasmessi su E.L.F. e bande microonde che possono essere captate dal cervello umano... Questa tecnologia è molto sofisticata e parecchie persone crederanno che Dio stia parlando loro. Molte informazioni "veicolate" (Medjugorie?) provengono già da queste fonti”.

Perché non annoverare tra gli strumenti per creare illusioni percettive ed ologrammi anche H.A.A.R.P. e le scie chimiche che, come appurato, fungono da gigantesco apparato trasmittente e ripetente? Il massiccio ed ininterrotto spargimento di bario, quarzo, alluminio e rame che ha assunto, in questi ultimi tempi, un’intensità parossistica, sembra correlabile alla creazione di condizioni adatte agli scopi “cinematografici” indicati. Questo potrebbe spiegare perché la diffusione di sostanze chimiche sia così frequente anche negli stati arabi ed a maggioranza musulmana (Africa settentrionale e Medio oriente) già afflitti dal problema della siccità e con attività agricole spesso poco rilevanti nell’ambito della struttura economica”.


La pantomima di un’invasione aliena, considerata una supposizione fantasiosa dalla maggior parte dei ricercatori, ha trovato, invece, un’indiretta conferma in una serie di recenti dichiarazioni: l’ex ministro della difesa ed ex vice primo ministro, il canadese Paul Hellyer, ha affermato che “gli U.F.O. sono reali al pari degli aerei che volano sopra le nostre teste ed ha ammesso di essere “davvero inquieto per le conseguenze di una guerra intergalattica che potrebbe scoppiare in qualsiasi momento”. A suo avviso, gli Stati Uniti vennero a conoscenza dell'esistenza degli U.F.O. nel 1947, allorché cadde su Roswell, in New Mexico, quello che molti testimoni descrissero come un “disco volante”, prima delle smentite dei militari di Washington.


L’ex direttore della sezione A2, all’interno del dipartimento preposto alla sicurezza aerea che dipende dal ministero della difesa britannico, Nick Pope, ha lanciato l’allarme circa una possibile aggressione esterna. Pope sostiene che, sebbene in questo momento non esistano testimonianze o prove concrete a proposito delle intenzioni ostili degli extraterrestri, l’ipotesi di un attacco non debba essere esclusa.
Sebbene Pope abbia recentemente affermato che le sue dichiarazioni sono state fraintese dalla stampa, ha comunque ribadito che sarebbe deleterio se gli apparati della difesa britannica trascurassero il potenziale pericolo rappresentato da intrusioni esterne. Mi pare che la sostanza del discorso non cambi.

Le asserzioni di Pope non sono soltanto un’implicita ammissione dell’esistenza di civiltà dello spazio, ma anche un’azione tattica per cominciare a preparare l’opinione pubblica alla prospettiva di una guerra stellare. Sia Bush junior sia Pope sono uomini del sistema, gli ambasciatori delle nefaste iniziative della sinarchia che, mentre tramonta la falsa minaccia del terrorismo islamico, cerca, in una micidiale escalation, di agitare il fantasma del nemico pubblico numero uno. Se i media ufficiali asserviti al regime occulto mondiale, hanno dato ampio spazio alle dichiarazioni di certi personaggi, significa che è in atto una subdola operazione di plagio delle masse, in cui la paura e l’astio sono alimentati con un costante bombardamento di notizie distorte o fittizie. Quale miglior sistema per raccogliere un’umanità spaventata e credula sotto l’ombrello “protettivo” di un governo, di un esercito e di una chiesa mondiale che la simulazione di una minaccia aliena? Quasi tutti invocheranno a gran voce quelle misure che hanno sempre temuto e contestato: la riduzione o l’eliminazione delle libertà personali in nome della sicurezza, il finanziamento e l’allestimento di un potente apparato militare per fronteggiare un nemico che esiste solo in una finzione cinematografica planetaria. Le leggi liberticide approvate dai vari governi contro il terrorismo “islamico” parranno provvedimenti miti in confronto alla tirannide che sarà instaurata, se i popoli continueranno a credere alle menzogne dei potenti e dei loro pericolosi portavoce.

Clicca QUI per visionare la prima e seconda parte.

Nota: le fonti del presente articolo saranno indicate in calce all'ultima parte.

sabato 13 gennaio 2007

Biotetecnologia: il morbo di Morgellons creato in laboratorio?

Bisogna ricordare che le operazioni di irrorazione chimica proseguono indisturbate su quasi tutte le nazioni del globo. L'attività ha ormai raggiunto livelli allarmanti. Ne abbiamo le conferme dagli effetti sul clima e dalla diffusione della sindrome di Morgellons.


giovedì 11 gennaio 2007

Nuvole artificiali, manipolazione della ionosfera ed esperimenti con le scie sono le nuove armi per accecare l’avversario

Nuvole artificiali con idonee sostanze chimiche possono creare degli scenari dove anche le più potenti forze armate possono essere accecate.

Il gioco per il dominio culmina quando qualcuno riesce ad agire in modo più clandestino di tutti gli altri. Poiché le tecnologie di camuffamento sono ormai obsolete, gli scienziati, in molti paesi, stanno sperimentando la formazione di nuvole artificiali con particolari tecniche utili ad accecare i satelliti del nemico ed a neutralizzare le infrastrutture di comunicazione.

Gli scienziati delle maggiori potenze stanno sperimentando sistemi per usare nuvole artificiali, le proprietà della ionosfera, gli effetti della radiazione solare ed esperimenti tramite le irrorazioni per accecare i satelliti dei nemici e bloccare temporaneamente le telecomunicazioni.

Il concetto è il seguente: durante le operazioni militari, i satelliti fungono da arma principale, poiché sono fondamentali nell’intercettazione. Attraverso le nuvole artificiali, radiazioni cosmiche alterate e la formazione delle chemtrails, i satelliti dell’avversario possono essere resi praticamente inservibili; i canali di comunicazione divengono vulnerabili. Così gli apparati di camuffamento vengono posti in uno stato tale da non poter più assolvere la funzione per cui sono stati progettati.

Fonte:
http://www.indiadaily.com/editorial/15103.asp

Traduzione di Zret

mercoledì 10 gennaio 2007

Campi elettromagnetici e malattie neurodegenerative

Lo studio che pubblichiamo instaura una correlazione tra onde a bassa frequenza ed alcune patologie neurodegenerative, contribuendo con dati significativi alla ricerca in un settore medico-scientifico, del quale si interessò qualche anno addietro il Prof. Corrado Malanga, in un articolo intitolato Onde letali. Le ricerche in tale ambito abbisognano ancora di conferme e di ulteriori sperimentazioni, ma sembra difficile negare che esista un nesso tra campi elettromagnetici ed equilibri biofisici. Nello studio, non si tiene conto nemmeno delle onde comprese tra 4 e 14 hz, poiché il docente universitario, non è evidentemente a conoscenza del fenomeno chemtrails. HAARP e scie chimiche ancora una volta svolgono il loro dannoso ruolo.

Premessa

I vari tipi di sclerosi, il morbo di Parkinson e il morbo di Alzheimer sono malattie neurologiche caratterizzate da processi neurodegenerativi a decorso progressivo, la cui sintomatologia clinica differisce per la particolare localizzazione della degenerazione neuronale: per esempio, nelle sclerosi sono colpiti i neuroni motori cortico-spinali e spino-bulbari, il che dà luogo ad un'atrofia muscolare progressiva che si estende dagli arti ad altri distretti muscolari. Si osservano spesso casi clinici di sovrapposizione delle tre malattie le quali, anche dal punto di vista epidemiologico, mostrano alcune somiglianze, quali l'incremento di incidenza con l'età e trends storici in aumento, anche in Italia. Dal punto di vista istologico, i processi neurodegenerativi consistono in lesioni non specifiche (un invecchiamento precoce di alcune popolazioni neuronali), genericamente indicative di stress cellulare. In tutti i tipi di malattie neurodegenerative, le indagini immunocitochimiche rivelano la presenza di una o più alterazioni comuni.

Per questi motivi è stato suggerito un meccanismo patogenetico comune alle tre malattie, a partire da un danno primitivo ai neuroni della neocorteccia cerebrale, con una possibile rilevanza nel processo patogenetico dello stress ossidativo: con ciò si indicano le conseguenze citopatologiche di un bilancio sfavorevole tra concentrazione intracellulare di radicali liberi e capacità della cellula di neutralizzarli, a causa di un aumento della produzione endogena di radicali liberi, pe rvia di una diminuzione delle sostanze neutralizzanti e/o in seguito ad una diminuzione della capacità di riparare il danno ossidativo prodotto dai radicali liberi sulle macromolecole cellulari. L'analogia delle caratteristiche patologiche, cliniche ed epidemiologiche suggerisce l'esistenza di fattori di rischio genetici ed ambientali comuni ai diversi tipi di malattie neurodegenerative. In sostanza, le evidenze scientifiche suggeriscono per le tre principali malattie neurodegenerative un meccanismo patogenetico comune, lunghi periodi di latenza tra induzione e manifestazione chimica, ed una eziologia multifattoriale risultante dall'interazione tra fattori di rischio ambientali e accentuata suscettibilità genetica individuale.

Ad esempio, per la sclerosi laterale amiotrofica, nel 20% dei casi familiari il difetto genetico consisterebbe in mutazioni a carico del gene che esegue la codifica per l'enzima rame-zinco super-ossido-dismutasi, mentre, tra i fattori ambientali correlati con l'eziologia della malattia neuronale sono stati identificati il “fallout” radioattivo legato alla sperimentazione di armi nucleari in Giappone negli anni '50-'60 e le concentrazioni “indoor” di radon nel Regno Unito, determinate negli anni '81-'89. Questo quadro di riferimento spiega perché, nell'ambito delle rassegne sugli effetti a lungo termine (in particolare cancerogenetici) delle esposizioni elettromagnetiche, in particolare di quelle industriali a bassissima frequenza (ELF) a 50-60 Hz, vengono di norma inclusi anche gli studi epidemiologici sulla relazione tra esposizioni a campi ELF ed incidenza di malattie neurodegenerative, in particolare sclerosi laterale amiotrofica (SLA) o malattie del motoneurone (MMN) nell'insieme, morbo di Alzheimer (MA) e morbo di Parkinson (MP).

Dati epidemiologici

Si riassumono le conclusioni delle principali e più recenti rassegne sull'argomento, alle quali si rimanda per la documentazione delle indagini citate. Il rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) (Lagorio et al., 1998) che, nonostante sia il più datato, riporta con molti paricolari il maggior numero di dati sull'argomento con un esame critico e commenti largamente più approfonditi, cita 8 indagini epidemiologiche sul rischio di SLA (o di MMN nell'insieme) in relazione ad esposizioni professionali ad ELF, indagini pubblicate nel periodo 1986-1998. Come indicato dai dati riepilogati in Tab. 30 del suddetto rapporto e come commentato in dettaglio nel testo, in quasi tutti i casi esaminati si evidenzia un aumento del rischio di sviluppare SLA o MMN tra gli esposti rispetto ai controlli, con aumenti del rischio fino a 4-6 volte e con intervalli di confidenza al 95% in molti casi statisticamente significativi (limite inferiore dell'intervallo maggiore di uno, oppure p<0,05).> 1 microTesla; “medio” = 0,2-1 microTesla; “basso” = <= 0,1 microTesla). Lo stesso rapporto documenta 7 indagini epidemiologiche sul rischio di MA e 4 indagini sul rischio di MP in relazione all'esposizione professionale a campi ELF. Anche per queste malattie, soprattutto per la MA, si riscontrano aumenti del rischio relativo consistenti (fino a 10-20 volte rispetto ai controlli), spesso statisticamente significativi. In conclusione, secondo gli autori, gli studi con le migliori caratteristiche metodologiche confermano l'associazione tra esposizione a campi ELF e malattie neurodegenerative. Il rapporto del National Institute of Enviromental Health Sciences (NIEHS, 1999), pur essendo successivo a quello dell'ISS, prende in esame solo 3 studi epidemiologici sul rischio di SLA da esposizioni professionali ELF, uno solo dei quali evidenzia un aumento significativo del rischio, e 5 studi sulla MA, tutti con incremento del rischio, in 4 dei quali l'incremento è statisticamente significativo. La conclusione del NIEHS è che “diversi studi hanno suggerito associazioni tra esposizioni occupazionali ELF e malattie neurodegenerative, specificatamente SLA e MA”. Il rapporto dell'International Agency for Research on Cancer (IARC, 2002) prende in esame 5 studi sul rischio di SLA in esposizioni professionali a campi ELF, due dei quali “mostrano un evidente aumento della mortalità per SLA negli esposti, che è molto improbabile sia dovuto al caso”. Cita poi 5 studi sul rischio di MA i quali “se considerati nel loro insieme, mostrano un'associazione tra aumentata incidenza di MA ed esposizione professionale ELF”. Secondo il rapporto dell'ISS, “sono stati recentemente suggeriti possibili meccanismi d'azione dei campi ELF nella patogenesi delle malattie neurodegenerative. Potrebbero essere implicate alterazioni del flusso degli ioni Calcio attraverso le membrane cellulari. Potrebbe anche trattarsi di un effetto indiretto mediato da un'influenza dell'esposizione a campi magnetici sulla secrezione di melatonina, sostanza prodotta dall'epifisi e rilasciata in risposta alla scomparsa della luce solare e implicata in molteplici funzioni neuro-endocrine e dotata di elevate proprietà antiossidanti”. Secondo il NIEHS, i possibili meccanismi d'azione dei campi ELF sarebbero soprattutto due: la diminuita produzione di melatonina e le alterazioni del sistema immunitario. Nelle esposizioni residenziali è stata, infatti, riscontrata una riduzione della sintesi di melatonina, associata a livelli di campo magnetico misurati nella camera da letto ed anche in quelle professionali si trova spesso un'aumentata escrezione urinaria di metaboliti della melatonina, come conseguenza di un' aumentata degradazione di questo ormone. I dati sull'animale sono contrastanti, ma, quando si trova un effetto, questo consiste in una diminuzione della sintesi della melatonina. Gli autori citano anche numerosi studi che hanno evidenziato modificazioni dell'elettroencefalogramma prodotte da esposizioni ELF, con varie conseguenze neurocomportamentali e, su sistemi sperimentali, alterazioni dei sistemi di transduzione dei segnali neuronali, in particolare della sensibilità dei neurorecettori e dei neurotrasmetittori cerebrali. Tra i meccanismi biofisici ipotizzati sulla base di alcuni dati esperimentali, si annovera anche la possibilità che i campi ELF possano interagire con particelle metalliche presenti nelle matrici biologiche (p.es. Ferro e Rame) alterandone la funzionalità. Anche la IARC segnala casi di riduzione della sintesi di melatonina nell'uomo in esperimenti di irradiazione ELF in laboratorio e, soprattutto, in esposizioni professionali, anche a livelli di campo magnetico relativamente modesti (0,3-1 microTesla; in genere > 0,2 microTesla). Viene anche sottolineato che, almeno in alcune specie animali, la riduzione della sintesi di melatonina provocata dall'irradiazione ELF si accompagna ad un aumento del danno ossidativo a carico del DNA e ad alterazioni della risposta immunitaria. Inoltre la IARC cita un notevole numero di studi sperimentali (su ratti e topi) che mettono in evidenza significative alterazioni provocate da irradiazioni ELF sui sistemi di transduzione dei segnali neuronali e sul sistema immunitario: gli effetti comprendono la diminuzione del numero dei linfociti, le variazioni nelle sottopopolazioni linfocitarie, e la riduzione delle difese immunitarie in seguito ad inibizione dell'espressione dei recettori per l'interleuchina e della proliferazione delle cellule-T.

Queste ed altre osservazioni sono state riprese ed aggiornate in una importante monografia dell'ISS (Vanacore et al., 2004) dedicata agli effetti neurocomportamentali provocati dai campi ELF. Un paragrafo è riservato agli effetti immunitari di esposizioni ELF in soggetti esposti a valori di campo magnetico compresi tra 0,2 e 6,6 microTesla, tra i quali i seguenti: leucopenia, riduzione significativa di alcune sottopopolazioni linfocitarie, incremento delle cellule “natural killer” circolanti, riduzione significativa dei linfociti B, dei livelli ematici e della produzione sotto stimolo mitogenico di interferon-gamma nel sangue periferico. Questi dati evidenziano un legame tra esposizione ELF e risposta immune, probabilmente mediata dal sistema neuroendocrino. Un altro paragrafo è dedicato agli effetti delle esposizioni ELF sulla melatonina, la cui secrezione risulta alterata in molte condizioni patologiche, tra le quali alcune malattie neurodegenerative (MA, SLA, MMN). Secondo gli autori, studi recenti su soggetti con esposizioni ambientali o lavorative a 50-60 Hz suggeriscono che un'esposizione cronica a campi ELF possa influire sulla secrezione della melatonina, con effetti “a cascata” su molti processi fisiologici dipendenti da questo ormone, tra i quali l'invecchiamento, la modulazione del sistema immunitario, l'inibizione della crescita tumorale, lo sviluppo di disturbi neurocomportamentali e di malattie neurodegenerative.

CONCLUSIONI

- Numerosi dati epidemiologici, riportati da importanti rassegne internazionali, indicano un aumento del rischio di contrarre malattie neurodegenerative (in particolare sclerosi laterale amiotrofica e malattie del motoneurone nell'insieme, morbo di Alzheimer e morbo di Parkinson) in soggetti esposti professionalmente a campi elettromagnetici a bassissima frequenza (ELF: 50-60 Hz). In parecchi casi l'aumento del rischio è statisticamente significativo e si verifica a livelli di campo magnetico confrontabili con quelli presenti in alcune situazioni residenziali (0,2-5,0 microTesla).

- Sono stati identificati alcuni possibili meccanismi biologici d'azione dei campi elettromagnetici che potrebbero essere alla base dell'induzione di malattie neurodegenerative, eventualmente in associazione con fattori genetici predisponenti, in particolare quelli di seguito indicati:

1) alterazioni della sintesi dell'ormone epifisario melatonina, sostanza implicata nel controllo di molteplici funzioni neuro-endocrine;

2) induzione di “stress ossidativo” con conseguente aumento dei danni prodotti da radicali liberi sulle macromolecole biologiche;

3) modificazioni della permeabilità della membrana cellulare e conseguente alterazione del flusso di ioni biologicamente importanti, in particolare del Calcio;

4) modificazioni dell'attività elettrica cerebrale e della permeabilità della membrana emato-encefalica con conseguenti danni ai neuroni cerebrali e alterazioni del funzionamento dei neurorecettori e neurotrasmettitori cerebrali;

5) alterazioni del sistema immunitario.

In conclusione, tenuto conto della valenza che viene data agli studi sopra citati, ritengo probabile una correlazione causale tra esposizioni ambientali a campi elettromagnetici a bassissima frequenza (ELF: 50-60 Hz) e malattie neurodegenerative, in particolare per quanto riguarda le varie forme di sclerosi caratterizzate da alterazioni dei motoneuroni.

Padova, 10 Ottobre 2006 Prof. Angelo Gino Levis
ANGELO GINO LEVIS

Nato a Venezia nel 1937, laureato in Scienze Biologiche nel 1961. Dal 1963 al 1971 Prof. Incaricato e Docente di Citologia; dal 1966 Libero Docente in Genetica e Biologia Cellulare; dal 1971 Professore Ordinario e Docente di Citologia e successivamente di Citogenetica e di Mutagenesi Ambientale presso la Facoltà di Scienze mm.ff.nn. dell'Università di Padova. Docente del corso di Teratogenesi da Agenti Chimici presso la Scuola di Specializzazione in Tossicologia Medica (Fac. di Medicina) e, fin dalla sua istituzione, del Dottorato di Ricerca in Biologia Evoluzionistica dell'Università di PD. Nella stessa Università, dal 1978 al 1993, è stato Direttore prima dell’Istituto e poi del Dipartimento di Biologia. Invitato dall'OMS–Organizzazione Mondiale della Sanità presso l’International Agency for Research on Cancer (IARC) di Lione a far parte dei gruppi di lavoro sulla tossicologia genetica dei metalli (I.A.R.C. vol. 23, 1980; vol. 49, 1990). È stato membro permanente, fin dalla fondazione (1977), della Commissione Tossicologica Nazionale del Ministero della Sanità. Socio dell'Associazione Genetica Italiana, co-fondatore nel 1983 dell'Associazione Italiana di Biologia Cellulare e nel 1991 della Società Italiana di Mutagenesi Ambientale. Membro del Comitato Scientifico di vari Centri Interdipartimentali ed Interuniversitari di Ricerca di Tossicologia e di Cancerogenesi Ambientale, e della rivista internazionale “Intern. J. of Environ. and Pollution”, pubblicata nel Regno Unito. E' autore di 375 pubblicazioni scientifiche su problemi di genetica cellulare e di mutagenesi ambientale, oltre a diverse monografie, più di metà delle quali sulle più qualificate riviste internazionali (1).

Dopo aver eseguito, negli anni '80, le prime perizie in Italia sui rischi sanitari correlati all' esposizione residenziale ad elettrodotti, dal pensionamento si dedica allo studio ed alla divulgazione degli effetti biologici e sanitari dei campi elettromagnetici e, nel 2002, ha partecipato alla fondazione dell'International Commission for the Electro-Magnetic Safety (ICEMS). Ha partecipato alla fondazione dell’Associazione di Promozione Sociale A.P.P.L.E. (Associazione Per la Prevenzione e la Lotta all'Elettrosmog), della quale è stato Presidente e, ora, è Vice-Presidente (www.applelettrosmog.it).

(1) Nature; Exptl. Cell. Res; Cancer Res.; Brit.J.Cancer; Radiation Res.; ,Progr.Biochem.Pharmacol.; Biochim. Biophys. Acta; Europ.J.Biochem.; Experientia; Chemico-Biol.Interact.; Mutation Res.; Toxicology; Carcinogenesis; Cancer Letters; Teratog.Carcinog.Mutag.; Environ.Molec.Mutag.; Europ.J.Cancer Prev.; Intern. J. Environ. Pollution; Intern.J.Environ. Health Res.; Environ.Technol.; Intern. J. Occup. Med. Toxicol. ecc.

Riferimenti Bibliografici (nell'ordine di citazione)

1. Istituto Superiore di Sanità (I.S.S.), 1998. S. Lagorio, P. Comba, L. Iavarone, A Zapponi: "Tumori e malattie neurodegenerative in relazione all'esposizione a campi elettrici e magnetici a 50/60 Hz: rassegna degli studi epidemiologici"; 162 pag., 208 voci bibliografiche. Rapporti ISTISAN 98/31, Roma.

2. National Institute of Enviromental Health Sciences/ National Institute of Health (NI.E.H.S./ N.I.H), 1999. Health effects from exposure to power-line frequency electric and magnetic fields; 89 pag. 320 voci bibliografiche. N.I.H publication N° 99-4493; Research Triangle Park, N.C., U.S.A.

3. International Agency for Research on Cancer (I.A.R.C.), 2002. IARC Monographs on the Evaluation of Carcinogenic Risks to Humans, Vol.80: Non - ionizing radiation, Part 1. Static and extremely low frequency (ELF) electric and magnetic fields; 395 pag., 845 voci bibliografiche. W.H.O./I.A.R.C., Lyon, France.

4. Istituto Superiore di Sanità (I.S.S.), 2004. N. Vanacore........, F. Gobba........ e P. Comba: "Approccio metodologico multidisciplinare allo studio degli effetti neurocomportamentali associati all'esposizione al campo magnetico a 50 Hz; 61 pag., 174 voci bibliografiche. Rapporti ISTISAN 04/1, Roma.


r.s. a cura della redazione ECplanet
http://www.ecplanet.com/canale/salute-7/tossicologia-94/1/0/28515/it/ecplanet.rxdf

martedì 9 gennaio 2007

Tramonti chimici

Sempre più spesso mi capita di sentire i commenti di persone che restano incantate al cospetto dei tramonti. Sono tramonti dai colori corruschi, quasi fosforescenti, con “nuvole” sottili che formano trame e ghirlande. Non di rado questi scenari sono immortalati in films, documentari e pubblicità. Spiego sempre che tali spettacoli, di una bellezza funerea, sono dovuti al massiccio e quotidiano spargimento nell’atmosfera di quarzo che rifrange la luce e di alluminio che riflette la radiazione elettromagnetica. Aggiungo anche che, non solo questi tramonti non hanno alcunché di naturale con i loro colori sfavillanti, ma che i vari elementi chimici diffusi nella biosfera sono nocivi per gli uomini, gli animali e le piante.

Se solo, quando si notano albe e vespri dalle tinte rutilanti ed accese, si pensasse al deliberato inquinamento degli ecosistemi, ai danni all’agricoltura, all’aumento delle temperature del pianeta, alla siccità, alle anomalie climatiche, all’estinzione di molte specie, ad atroci patologie come il Parkinson, l’Alzheimer, il Morgellons…, quell’ebete stupore si tramuterebbe in un moto di sacrosanta indignazione e soprattutto nella decisione di agire in ogni modo per fermare i criminali incalliti che distruggono ed uccidono impunemente, approfittando dell’inettitudine o della complicità della stragrande maggioranza delle persone.

Insomma, non è tutto oro quel che riluce, soprattutto perché spesso è alluminio.



Gli amici di ScieSardegna hanno inserito una serie di foto con tramonti chimici qui.

lunedì 8 gennaio 2007

Chiarimenti sulla formazione delle scie di condensa

Le domande di un utente del forum di sciechimiche.org, sono divenute un ottimo spunto per fornire alcune elementari spiegazioni sulla formazione delle scie di condensazione.

Domanda: Cercando di informarmi sempre più sull'argomento "Scie chimiche" e tutto ciò che è correlato a questo argomento, mi sono non difficilmente imbattuto in vari articoli di disinformazione come frequentemente sparsi su md80 e, non essendo molto ferrato in meteorologia, mi sono sorti alcuni dubbi, dunque chiedo a voi informazioni scientifiche attendibili per colmare le mie lacune.

1- Se normali scie di condensa dovrebbero dissolversi dopo alcuni minuti al massimo... perché le normali nuvole permangono comunque, pur essendo anch'esse vapore acqueo?

2- Perché non è possibile che le scie di condensa (secondo quanto afferma un articolo correlato al sito md80) possano formare nuvole?



Risposta: La nube è un insieme di gocce d'acqua e cristalli di ghiaccio, dovuto alla condensazione di vapore saturo. Le nubi sono create da moti convettivi di origine termica oppure meccanica (sollevamento di aria calda), dal rimescolamento di masse d'aria e dall'incontro di queste con catene montuose, dalla variazione dei valori barometrici e dagli effetti della radiazione solare e terrestre. I moti di ascesa propiziano la formazione di nubi, poiché portano l'aria umida verso zone fredde; i moti di discesa, che le portano verso le zone più calde, ne causano il dissolvimento, in quanto fanno cessare lo stato di saturazione del vapore acqueo e favoriscono l'evaporazione delle gocce. Giacché i moti convettivi sono costanti, soprattutto durante una perturbazione atmosferica, avviene un continuo processo di formazione e di disfacimento dei corpi nuvolosi. Non è possibile quindi accomunare la formazione di una nube, la cui genesi si spiega tenendo conto di una molteplicità di fattori fisici in primis la saturazione, alle scie di condensa, sebbene, come si è visto, in particolari condizioni, le nuvole si dissolvano per poi riformarsi.

Ti propongo un esempio esplicativo.

Immagina di respirare in un ambiente freddo. Sei in un frigorifero a 40 gradi sotto zero. Espira l'aria e comincia a camminare all'indietro. Noterai che la scia di vapore che esce dalla tua bocca (calda) si condensa in milioni di cristalli di ghiaccio, ma se cominci a girare per la stanza, non lascerai che pochi decimetri di tracce di vapore che ti seguono per qualche secondo e poi si dissolvono. In definitiva, non vedrai una serie di scie percorrere la cella frigorifera.

Similmente, a 40-41 gradi sotto zero, 72% circa di umidità e quote superiori agli 8.000 metri, le scie di condensazione che fuoriescono dai motori dell'aviogetto persistono pochi secondi o, al massimo, qualche minuto e, comunque, non seguono la rotta dell'aereo per centinaia di chilometri, a differenza di quello che accade, invece, con le scie chimiche le quali, tra l'altro (ma sul sito di MD-80 omettono questo importante dato), non si formano a quote così alte (di solito i tankers chimici non superano i 3.000-3500 metri) e le temperature che essi attraversano non raggiungono quasi mai i 41 gradi sotto zero, anzi spesso i valori termici si aggirano intorno ai 16/20° Celsius sotto zero o anche più, mentre l'umidità risulta di gran lunga inferiore al 70-72 per cento. Ciononostante si notano, dalle satellitari, scie lunghe (ed eguali nella forma e dimensione dall'inizio alla fine) 400 chilometri! Possibile che siano contrails? No. Sì, invece, se esse sono chimiche, come in effetti sono.

Ecco quindi confutate, con un semplice ragionamento e facendo riferimento a dati fisici, le sciocchezze (scritte con evidente malafede) dei fautori della "non esistenza" delle scie chimiche.

Fonti:

Enciclopedia delle scienze, Milano, 2005, sotto le voci "nube" e "saturazione"
Zret, Che cosa sono veramente le scie di condensazione, 2006

Ringraziamenti: sono grato a Zret per l'aiuto fornitomi

sabato 6 gennaio 2007

NWO: New World Order

In considerazione del fatto che la popolazione non reagisce assolutamente al quotidiano scempio cagionato dai velivoli chimici, ora sono arrivati anche alla provocazione di firmarsi.
Penso che un altro avrebbe ignorato un filmato del genere, ma a me piacciono le provocazioni ed allora non ho esitato ad inserirlo. Oggi sono ancora maggiormente convinto di ciò che ho deciso di fare. Ho notato, ovviamente, che gli aerei impegnati nella "firma" erano piccoli aerei con motore a scoppio monoelica (d'altro canto, non sarebbe stato possibile disegnare delle cifre, seppure grandi, se non con dei caccia, magari). Però... ho pensato che seppure non si tratta di una firma, è senza dubbio una strana provocazione firmare con lo stesso metodo usato dagli avvelenatori. Noi sapppiamo bene che oramai non v'è spot, film o cartoon che non sia infarcito di messaggi inerenti alle scie chimiche. Rendiamoci conto che le intenzioni dei pubblicitari coincidono perfettamente con il volere della sinarchia, poiché essi non fanno altro che seguire le direttive degli illuminati. Non v'è dubbio su questo. Non v'è dubbio che vi sia in atto un progetto di ampio respiro che mira ad inculcare nella popolazione l'idea che un cielo bianco e cosparso di scie sia una cosa del tutto normale. Qualsiasi mezzo è quindi lecito.

http://www.youtube.com/watch?v=aqz2dz3h3p8

venerdì 5 gennaio 2007

U.F.O. interferisce con i sistemi avionici di un tanker chimico

Nella tarda mattinata del 2 Gennaio 2007, nell'arco di 5 minuti, sulla medesima rotta e quota (sulla verticale della mia abitazione), sono passati sei tankers chimici. Il terzo aereo ha interrotto il flusso di aerosol, forse a causa dell'interferenza di un oggetto velocissimo che incrocia di trenta gradi la rotta del velivolo militare. L'ordigno mostrato nel filmato era evidentemente più basso dell'aereo, perché non a fuoco. Analizzando attentamente il video originale, alla ricerca di una prova dell'avvenuta avaria momentanea del sistema elettrico subita dall'aereo chimico, ho potuto osservare che le luci di posizione poste sui bordi alari lampeggiano regolarmente prima dell'incrocio con l'UFO, quindi esse si spengono per una trentina di secondi, per poi riprendere. Ciò sembra essere una dimostrazione concreta dell'azione di interferenza elettromagnetica ad opera dell'oggetto non identificato che ha evidentemente provocato un malfunzionamento temporaneo dei sistemi elettrici e di propulsione a bordo del tanker. Non solo! Riesaminato il filmato e riascoltando l'audio originale, ho potuto accertare, con mia grande sorpresa che, tra i rumori di fondo, si ode un forte suono (come quello causato dallo spostamento d'aria) al passaggio dell'U.F.O. Vi propongo per primo il rallenty della sequenza in cui l'U.F.O. incrocia la rotta del tanker chimico, quindi il filmato con i suoni originali...

Risposta ad alcune obiezioni

Absit iniuria verbis

Intendo rispondere alle obiezioni più frequenti di quelle persone che contestano l’atroce realtà delle scie chimiche. In primo luogo costoro affermano che se i governi (io direi il governo occulto mondiale) volessero falcidiare la popolazione, userebbero sistemi più efficaci e diretti. Questa obiezione è parzialmente corretta, ma si deve ricordare che il decremento demografico non è l’unico scopo della sinarchia, scopo che comunque è perseguito con successo in numerose aree del mondo: ci ricorda, infatti, un acuto ed informato lettore che ”Henry Kissinger, attuale consigliere politico del Vaticano, fu il deus ex machina della campagna di vaccinazioni a favore degli Africani circa venti anni or sono. La vaccinazione di massa riguardava un’ipotetica profilassi nei confronti dell'epatite B, ma in realtà le dosi di vaccino allestite all'uopo contenevano il virus dell'AIDS. Da qui l'enorme pandemia da virus HIV che flagella quel continente da più di vent'anni. No, non fu un eccesso di rapporti sessuali - neanche la razza nera fosse composta, compresi i bambini, da satiri... - a causare la diffusione della sindrome, ma furono le dannate iniezioni preparate dalla setta degli Illuminati, che nutre una particolare ripugnanza per tutti coloro che non appartengono alla razza bianca”.

Dicevo che il diabolico esecutivo segreto non mira solo alla depopulation, anche se attua una selezione attraverso virus creati in laboratorio, conflitti, varie forme di inquinamento etc., ma ad asservire l’umanità in modo da disporre di una massa di schiavi privi di qualsiasi diritto e libertà: ciascun superstite, nel futuro, sarà considerato alla stregua di instrumentum vocale, proprio come avveniva presso gli antichi Romani, anzi peggio poiché nessun padrone deciderà mai di liberare un servo. Questa massa servirà come forza-lavoro completamente soggiogata e controllata per mezzo di dispositivi elettronici e bionici. Inoltre i sopravvissuti saranno usati (in realtà già lo sono) come cavie da laboratorio per mostruosi esperimenti pseudo-scientifici. Ecco spiegato quindi per quale motivo gli Oscurati non intendono sterminare l’intera popolazione mondiale, ma “solo” sfoltirla.

Un altro rilievo che muovono alcuni è il seguente: come è possibile tener nascosta l’operazione “scie chimiche”, visto che è pressoché quotidiana e quasi planetaria? Possibile che nessun “politico”, nessun militare, nessun meteorologo, nessun pilota, nessun manutentore… venga allo scoperto per rivelare quello che sta accadendo? Possibile che, essendo coinvolto in questa criminale attività un numero abnorme di persone, nessuno parli? In verità, qualcuno ha parlato e denunciato i misfatti, ma la sua denuncia è rimasta la classica vox clamantis in deserto. Scienziati, uomini politici, persone comuni… hanno svelato l’atroce verità, ma non sono stati e non sono creduti come lo schiavo che, nel mito di Platone, cerca di convincere gli altri che le ombre proiettate sulla parete non sono oggetti reali.(1) Chi ha denunciato il fenomeno anzi, o è stato del tutto ignorato o è stato esposto al pubblico ludibrio. Non si dimentichi poi che i potenti, ideatori del funesto piano, hanno al loro servizio dei lacché che, per un pugno di dollari, fanno qualsiasi cosa, anche avvelenare i propri figli. Spesso inoltre i caudatari del sistema sono ricattati o minacciati: tempo fa un mio amico mi confidò che il segretario di un noto uomo politico romano, al corrente delle scie velenose, lo aveva esortato a non occuparsi del problema, perché significava scherzare col fuoco. Insomma, quasi tutti sanno, ma fingono di non sapere o nicchiano o forviano gli interlocutori, agitando lo spauracchio dell’"effetto serra" o cianciando del protocollo di Kyoto e corbellerie simili, come il mefistofelico Tony Bliar. Gli avvelenatori non sono neppure dei congiurati, non agiscono nell’ombra come i Carbonari, ma alla luce del sole, con incredibile impudenza, sapendo che i capi di bestiame sono affetti dalla sindrome di Stoccolma: non solo accettano tutto dai loro carnefici (le vaccinazioni che causano l’autismo ed altre malattie, gli organismi geneticamente modificati, le scie chimiche, l’uranio impoverito, l’energia nucleare, l’innalzamento dell’età pensionabile, l’aumento della pressione fiscale, i sistemi per il controllo della popolazione, la perversa dominazione del Vaticano…), ma spesso si ergono a difensori dei loro aguzzini. Sono omuncoli passivi, rinunciatari, pavidi, codardi, insulsi, capaci di uscire dal loro stato vegetativo, strabuzzando gli occhi spenti, solo per una partita di calcio, una puntata del “Grande fratello” o per la farsa delle elezioni.

Un altro “argomento” addotto da certuni riguarda il presunto operato delle istituzioni: se esiste un problema colossale come quello delle scie velenose, perché i Carabinieri, il ministero della “salute”, le associazioni ambientaliste etc. non intervengono? A questa osservazione ho già risposto in Istituzioni e nell’editoriale Il vero ruolo delle associazioni ambientaliste cui perciò rimando. Qui aggiungo che, assodata la totale inutilità delle forze dell’ordine in relazione a questa e ad altre questioni, accertato il carattere dannoso e fraudolento dei titolari dei vari ministeri, di carabinieri, agenti di polizia, funzionari ed impiegati dei dicasteri e di tutti gli altri crassi poltroni (dal ministro dell’ambiniente agli scioperati del N.O.E.),(2) dovrebbero in primo luogo vergognarsi di esistere, quindi essere licenziati ipso facto con un bel calcio nel deretano, visto che sono parassiti perniciosi per l’intera società o, in molti casi, dei quaquaraqua nemmeno degni di disprezzo.


(1) Si legga, ad esempio, la lettera di un meccanico sul tema.

(2) Escludo naturalmente le eccezioni.

mercoledì 3 gennaio 2007

Interrupted Chemtrails and U.F.O.

Ieri mattina, 2 gennaio 2007, nell'arco di 5 minuti, sono passati, sulla medesima rotta e quota, sei tankers chimici. Due di essi hanno interrotto varie volte l'erogazione.

Al passaggio del terzo velivolo, abbiamo notato un OVNI incrociare la scia chimica. L'oggetto era evidentemente più basso, poiché risulta non a fuoco. L'ho ripreso diverse volte, in questi ultimi giorni ed è innovativo, rispetto agli altri avvistamenti. Ha la forma di un peso per allenamenti... solo che la parte comunicante tra le due sfere, sembra non esserci.

- Al secondo 15 passa una sfera di luce... o sonda...

- Al secondo 17 l'aereo smette di spruzzare...


E' evidente che non si tratta di scie di condensazione.


Aggiornamento del 3 gennaio 2007

Aggiungo un dettaglio a mio parere molto interessante...

Analizzando attentamente il filmato originale, alla ricerca di una prova dell'avvenuta avaria momentanea del sistema elettrico, ho potutto osservare che le luci di posizione poste sui bordi alari lampeggiano regolarmente prima dell'incrocio con l'UFO, quindi si interrompono per una trentina di secondi, per poi riprendere. Ciò sembra essere una dimostrazione concreta dell'azione di interferenza ad opera dell'oggetto non identificato che ha provocato un malfunzionamento, per una trentina di secondi, dei sistemi elettrici e di propulsione a bordo del tanker.


martedì 2 gennaio 2007

La causa del morbo di Morgellons (articolo del Dottor Edward Spencer)

Qualora la Pravda.ru od altre testate decidessero di pubblicare il seguente articolo (come già accaduto), si prega di citare le fonti ed il traduttore.


Edward Spencer è un neurologo che, da più di trent’anni, opera in California. È membro del Berkeley City Council. Il suo articolo, pur non contenendo elementi nuovi rispetto agli studi che abbiamo già pubblicato sul Morgellons, va segnalato perché conferma purtroppo la diffusione della sindrome; inoltre contiene un curioso riferimento a “polvere intelligente” da considerarsi con ogni probabilità uno strumento nanotecnologico. Sebbene il medico non vi accenni, è quasi certo che il Morgellons è legato alla nefasta operazione “scie chimiche”, con cui sono diffusi i filamenti di polimeri sui quali si sofferma il neurologo. Da rilevare, infine, che i casi della sindrome sono più numerosi nelle aree sottoposte a pesante irrorazione.


Una malattia molto strana è tra noi: è il Morgellons. Negli Stati Uniti i casi registrati sono ormai 20.000, con picchi in California meridionale e nell’area del Golfo del Messico. Esistono ormai numerosi elementi in grado di dimostrare che tale patologia è associata alle nanotecnologie, in particolare alle nanofibre. La National Science Foundation definisce nanofibre quelle di dimensioni pari a 100 nanometri o inferiori.

Come sintomi il Morgellons presenta affaticamento, difficoltà di concentrazione ed altri sintomi neurologici. Questi sintomi sono associati alla presenza di sottilissime fibre che escono dalla pelle e che causano prurito intenso e lesioni cutanee. Tali fibre inoltre si muovono sotto il derma. Non esiste purtroppo alcuna terapia ed i medici, che non hanno nessuna familiarità con questa sindrome, tendono ad ignorarla. I pazienti sono etichettati come persone che soffrono di disturbi psichiatrici, ma i medici non hanno esaminato né la pelle né i filamenti, prima di formulare questa superficiale diagnosi. I filamenti blu che ho esaminato hanno un’estremità color oro e non bruciano neppure se sottoposti ad una temperatura di 1700 gradi Fahreneit. Niente di simile ai capelli che, se bruciati, sprigionano un odore caratteristico. I capelli inoltre hanno una struttura cellulare. Il Dottor Janovy ha stabilito che non sono né cellule né parassiti, ma nanomacchine veicolate, come sostiene anche la Dottoressa Hildegarde Staninger, da insetti: infatti le avvisaglie della malattia sono precedute dalla percezione di una puntura di insetto. Sono punture di insetti che provengono dai sistemi fognari.

Il Dottor Randy Wymore dell’Università dell’Oklahoma ha mandato dei campioni di fibre all’FBI, ma nulla di simile è stato trovato negli archivi forensi. Un contatto nella Naval Intelligence ha suggerito di guardare alla “polvere intelligente”. Il National Register of Enviromental Professionals ha creato un’unità di intervento per indagare sulle possibili cause ambientali della malattia. Ho chiesto al Berkeley City Council di intervenire presso l’Università della California affinché usino le loro risorse tecniche ed intellettuali per studiare questa malattia. Sotto la saggia guida di Wall Street e delle compagnie assicurative, la medicina negli Stati Uniti è precipitata in un sorprendente stato di degenerazione. La reazione del Center for Desease Control è letargica. Un semplice microscopio elettronico consente di vedere la struttura di queste fibre ed uno strumento come questo dovrebbe essere in dotazione di tutti gli ospedali. Ovviamente abbiamo urgente bisogno di terapie.



Traduzione di Zret.


Leggi qui l'articolo in inglese.

lunedì 1 gennaio 2007

Bario e Sclerosi Multipla: conferme

Mark Purdey, il medico britannico impegnato per molti anni negli studi sulla BSE (Encefalite spongiforme bovina), in un documento del 2003, conferma la stretta correlazione tra il bario, rilasciato da velivoli non identificati, e la sclerosi multipla.

Chronic barium intoxication disrupts sulphated proteoglycan synthesis: a hypothesis for the origins of multiple sclerosis.

Mark Purdey november 2003

Clicca QUI per visionare il documento PDF originale, redatto da Purdey.

Alcuni passi dello studio...

(...) The high levels of Ba stemmed from local quarrying for Ba ores and/or use of Barium in paper/foundry/welding/textile/oil and gas well related industries, as well as from the use of Ba as an atmospheric aerosol spray for enhancing/refracting the signalling of radio/radar waves along military jet flight paths, missile test ranges, etc...

(...) whilst, more recently, high incidence MS foci have started to emerge nearer to the equator in countries like Sardinia...

...and this could be correlated to the sudden contamination of the
local atmospheres following detonations of Ba based local atmospheres following detonations of Ba based explosives [1,2] during military conflicts or exercises, or due to other military uses of Ba such as radar ducting aerosols...

(...) A local survey had established that 70% of the MS cases involved people who had been living beneath or near to the incoming/outgoing flight paths of the jet aeroplanes...


Ricerca a cura di
Gurzo

Sono ben 24 mila i giovani in Italia colpiti da sclerosi multipla, malattia del sistema nervoso centrale spesso progressivamente invalidante. Il 48% delle persone che ne soffrono appartiene dunque all’universo giovanile. I sintomi sono noti. Si va dall’affaticamento alla difficoltà a concentrarsi, dai disturbi sessuali a quelli motori e visivi. Non altrettanto note, invece, sono le cause della sclerosi. Le ipotesi sono molte, e le più diffuse sono quelle genetiche e ambientali.

In tema di cause ambientali, è stata ventilata più volte la possibilità che l’avvelenamento da metalli pesanti possa essere uno dei fattori principali nel sorgere della malattia. Ma ad oggi non sono molti i riscontri trovati sull'argomento. Uno studio inglese della Keele University, ripreso dalla BBC on line, ha ipotizzato come la malattia gravemente invalidante possa essere legata alla difficoltà dell’organismo nel “processare” il ferro e l’alluminio. Quest’ultimo, peraltro, era stato citato anche come possibile concausa della demenza di Alzheimer.

I risultati di un più recente studio

Lo studio britannico ha comparato i livelli dei metalli nelle urine dei soggetti affetti da sclerosi multipla e di altri non affetti dalla malattia e livelli ben più alti del previsto sono stati riscontrati in entrambi i gruppi. Osservando più nel dettaglio lo studio e con le dovute cautele, i risultati sono interessanti e in parte inattesi. Lo studio ha preso in esame 10 pazienti con la forma recidivante-remittente della malattia e altri 10 con la forma più grave, quella secondaria progressiva. Nel primo caso la malattia è caratterizzata da aggravamenti imprevedibili, durante i quali il paziente avverte nuovi sintomi o il peggioramento di quelli preesistenti. Il recupero può essere totale o parziale e la malattia può rimanere inattiva per mesi o addirittura anni. Questa forma colpisce circa il 25% dei pazienti affetti da sclerosi multipla.

Il secondo caso, invece, può insorgere nei pazienti che inizialmente presentavano la forma recidivante-remittente, ma che in seguito subiscono un aggravamento progressivo dei sintomi. Rappresenta circa il 40% dei casi. I 20 pazienti presi in esame sono stati messi a confronto con 20 soggetti sani. I ricercatori hanno preso in esame i livelli di ferro, che è stato più volte associato all’accelerazione del danno ossidativo tipico della malattia. E’ stato così possibile riscontrare che i livelli erano particolarmente alti nei soggetti malati, in particolare con la forma secondaria progressiva. I pazienti, invece, con la forma recidivante-remittente hanno evidenziato alti livelli di alluminio, l’altro metallo in questione, fino a 40 volte oltre quello riscontrato nei pazienti senza la malattia. Livelli paragonabili a quelli di soggetti affetti da una condizione nota come intolleranza all’alluminio.

L’osservazione è particolarmente interessante dal momento che, basandosi sugli studi animali, la mielina, la sostanza che riveste i nervi e che viene progressivamente persa con la sclerosi multipla, è uno dei target preferiti dall’alluminio. Man mano che si perde mielina una sostanza nota come proteina basica mielinica viene ritrovata nelle urine e non è da escludere che l’alluminio si presenti insieme. E per il ferro vale un discorso simile. L’ipotesi, cioè, è che i geni che predispongano alla sclerosi possano avere qualcosa a che fare anche con il metabolismo del ferro. Al di là dei risultati, però, rimane vero che la sclerosi multipla è una malattia molto complessa, di origine multifattoriale e ulteriori ricerche si rendono necessarie prima di trarre conclusioni avventate. ( Marco Malagutti - 22/02/06)

Fonte: Bbc on line da www.dica33.it

domenica 31 dicembre 2006

Precipitazione di sostanze sconosciute a ciel sereno


Il giorno 14 dicembre 2006, in seguito al passaggio di due velivoli chimici nel cielo che era sereno, avviene uno strano fenomeno: precipita una sorta di pioggia che si dissolveva completamente, non appena veniva a contatto con un oggetto solido (ringhiere, strada...). Il video che presentiamo mostra dei sottili filamenti dall'apparenza acquea, sulla cui natura, composizione chimica ed origine, tutte le ipotesi sono, per ora, possibili. E' comunque molto probabile che il fenomeno sia collegato al passaggio dei due tankers: infatti l'anomala precipitazione è stata notata, come si diceva, subito dopo aver osservato i velivoli della morte.

venerdì 29 dicembre 2006

Brevetti U.S.A. sul controllo climatico

La cronostoria (parziale ed aggiornata al 2003) dei brevetti U.S.A. riguardanti le tecnologie di modifica del tempo atmosferico:

FONTE:
http://www.seektress.com/PATLIST.HTM

1338343 - April 27, 1920 - Process And Apparatus For The Production of Intense Artificial Clouds, Fogs, or Mists
1619183 - March 1, 1927 - Process of Producing Smoke Clouds From Moving Aircraft
1631753 - June 7, 1927 - Electric Heater - Referenced in 3990987
1665267 - April 10, 1928 - Process of Producing Artificial Fogs
1892132 - December 27, 1932 - Atomizing Attachment For Airplane Engine Exhausts
1928963 - October 3, 1933 - Electrical System And Method
1957075 - May 1, 1934 - Airplane Spray Equipment
2097581 - November 2, 1937 - Electric Stream Generator - Referenced in 3990987
2409201 - October 15, 1946 - Smoke Producing Mixture
2476171 - July 18, 1945 - Smoke Screen Generator
2550324 - April 24, 1951 - Process For Controlling Weather
2510867 - October 9, 1951 - Method of Crystal Formation and Precipitation
2582678 - June 15, 1952 - Material Disseminating Apparatus For Airplanes
2591988 - April 8, 1952 - Production of TiO2 Pigments - Referenced in 3899144
2614083 - October 14, 1952 - Metal Chloride Screening Smoke Mixture
2633455 - March 31, 1953 - Smoke Generator
2688069 - August 31, 1954 - Steam Generator - Referenced in 3990987
2721495 - October 25, 1955 - Method And Apparatus For Detecting Minute Crystal Forming Particles Suspended in a Gaseous Atmosphere
2730402 - January 10, 1956 - Controllable Dispersal Device
2801322 - July 30, 1957 - Decomposition Chamber for Monopropellant Fuel - Referenced in 3990987
2881335 - April 7, 1959 - Generation of Electrical Fields
2908442 - October 13, 1959 - Method For Dispersing Natural Atmospheric Fogs And Clouds
2986360 - May 30, 1962 - Aerial Insecticide Dusting Device
2963975 - December 13, 1960 - Cloud Seeding Carbon Dioxide Bullet
3126155 - March 24, 1964 - Silver Iodide Cloud Seeding Generator - Referenced in 3990987
3127107 - March 31, 1964 - Generation of Ice-Nucleating Crystals
3131131 - April 28, 1964 - Electrostatic Mixing in Microbial Conversions
3174150 - March 16, 1965 - Self-Focusing Antenna System
3234357 - February 8, 1966 - Electrically Heated Smoke Producing Device
3274035 - September 20, 1966 - Metallic Composition For Production of Hydroscopic Smoke
3300721 - January 24, 1967 - Means For Communication Through a Layer of Ionized Gases
3313487 - April 11, 1967 - Cloud Seeding Apparatus
3338476 - August 29, 1967 - Heating Device For Use With Aerosol Containers - Referenced in 3990987
3410489 - November 12, 1968 - Automatically Adjustable Airfoil Spray System With Pump
3429507 - February 25, 1969 - Rainmaker
3432208 - November 7, 1967 - Fluidized Particle Dispenser
3441214 - April 29, 1969 - Method And Apparatus For Seeding Clouds
3445844 - May 20, 1969 - Trapped Electromagnetic Radiation Communications System
3456880 - July 22, 1969 - Method Of Producing Precipitation From The Atmosphere
3518670 June 30, 1970 - Artificial Ion Cloud
3534906 - October 20, 1970 - Control of Atmospheric Particles
3545677 - December 8, 1970 - Method of Cloud Seeding
3564253 - February 16, 1971 - System And Method For Irradiation Of Planet Surface Areas
3587966 - June 28, 1971 - Freezing Nucleation
3601312 - August 24, 1971 - Methods of Increasing The Likelihood oF Precipatation By The Artificial Introduction Of Sea Water Vapor Into The Atmosphere Winward Of An Air Lift Region
3608810 - September 28, 1971 - Methods of Treating Atmospheric Conditions
3608820 - September 20, 1971 - Treatment of Atmospheric Conditions by Intermittent Dispensing of Materials Therein
3613992 - October 19, 1971 - Weather Modification Method
3630950 - December 28, 1971 - Combustible Compositions For Generating Aerosols, Particularly Suitable For Cloud Modification And Weather Control And Aerosolization Process
USRE29142 - This patent is a reissue of patent US3630950 - Combustible compositions for generating aerosols, particularly suitable for cloud modification and weather control and aerosolization process
3659785 - December 8, 1971 - Weather Modification Utilizing Microencapsulated Material
3666176 - March 3, 1972 - Solar Temperature Inversion Device
3677840 - July 18, 1972 - Pyrotechnics Comprising Oxide of Silver For Weather Modification Use
3722183 - March 27, 1973 - Device For Clearing Impurities From The Atmosphere
3769107 - October 30, 1973 - Pyrotechnic Composition For Generating Lead Based Smoke
3784099 - January 8, 1974 - Air Pollution Control Method
3785557 - January 15, 1974 - Cloud Seeding System
3795626 - March 5, 1974 - Weather Modification Process
3808595 - April 30, 1974 - Chaff Dispensing System
3813875 - June 4, 1974 - Rocket Having Barium Release System to Create Ion Clouds In The Upper Atmopsphere
3835059 - September 10, 1974 - Methods of Generating Ice Nuclei Smoke Particles For Weather Modification And Apparatus Therefore
3835293 - September 10, 1974 - Electrical Heating Aparatus For Generating Super Heated Vapors - Referenced in 3990987
3877642 - April 15, 1975 - Freezing Nucleant
3882393 - May 6, 1975 - Communications System Utilizing Modulation of The Characteristic Polarization of The Ionosphere
3896993 - July 29, 1975 - Process For Local Modification of Fog And Clouds For Triggering Their Precipitation And For Hindering The Development of Hail Producing Clouds
3899129 - August 12, 1975 - Apparatus for generating ice nuclei smoke particles for weather modification
3899144 - August 12, 1975 - Powder contrail generation
3940059 - February 24, 1976 - Method For Fog Dispersion
3940060 - February 24, 1976 - Vortex Ring Generator
3990987 - November 9, 1976 - Smoke generator
3992628 - November 16, 1976 - Countermeasure system for laser radiation
3994437 - November 30, 1976 - Broadcast dissemination of trace quantities of biologically active chemicals
4042196 - August 16, 1977 - Method and apparatus for triggering a substantial change in earth characteristics and measuring earth changes
RE29,142 - February 22, 1977 - Reissue of: 03630950 - Combustible compositions for generating aerosols, particularly suitable for cloud modification and weather control and aerosolization process
4035726 - July 12, 1977 - Method of controlling and/or improving high-latitude and other communications or radio wave surveillance systems by partial control of radio wave et al
4096005 - June 20, 1978 - Pyrotechnic Cloud Seeding Composition
4129252 - December 12, 1978 - Method and apparatus for production of seeding materials
4141274 - February 27, 1979 - Weather modification automatic cartridge dispenser
4167008 - September 4, 1979 - Fluid bed chaff dispenser
4347284 - August 31, 1982 - White cover sheet material capable of reflecting ultraviolet rays
4362271 - December 7, 1982 - Procedure for the artificial modification of atmospheric precipitation as well as compounds with a dimethyl sulfoxide base for use in carrying out said procedure
4402480 - September 6, 1983 - Atmosphere modification satellite
4412654 - November 1, 1983 - Laminar microjet atomizer and method of aerial spraying of liquids
4415265 - November 15, 1983 - Method and apparatus for aerosol particle absorption spectroscopy
4470544 - September 11, 1984 - Method of and Means for weather modification
4475927 - October 9, 1984 - Bipolar Fog Abatement System
4600147 - July 15, 1986 - Liquid propane generator for cloud seeding apparatus
4633714 - January 6, 1987 - Aerosol particle charge and size analyzer
4643355 - February 17, 1987 - Method and apparatus for modification of climatic conditions
4653690 - March 31, 1987 - Method of producing cumulus clouds
4684063 - August 4, 1987 - Particulates generation and removal
4686605 - August 11, 1987 - Method and apparatus for altering a region in the earth’s atmosphere, ionosphere, and/or magnetosphere
4704942 - November 10, 1987 - Charged Aerosol
4712155 - December 8, 1987 - Method and apparatus for creating an artificial electron cyclotron heating region of plasma
4744919 - May 17, 1988 - Method of dispersing particulate aerosol tracer
4766725 - August 30, 1988 - Method of suppressing formation of contrails and solution therefor
4829838 - May 16, 1989 - Method and apparatus for the measurement of the size of particles entrained in a gas
4836086 - June 6, 1989 - Apparatus and method for the mixing and diffusion of warm and cold air for dissolving fog
4873928 - October 17, 1989 - Nuclear-sized explosions without radiation
4948257 - August 14, 1990 - Laser optical measuring device and method for stabilizing fringe pattern spacing
4948050 - August 14, 1990 - Liquid atomizing apparatus for aerial spraying
4999637 - March 12, 1991 - Creation of artificial ionization clouds above the earth
5003186 - March 26, 1991 - Stratospheric Welsbach seeding for reduction of global warming
5005355 - April 9, 1991 - Method of suppressing formation of contrails and solution therefor
5038664 - August 13, 1991 - Method for producing a shell of relativistic particles at an altitude above the earths surface
5041760 - August 20, 1991 - Method and apparatus for generating and utilizing a compound plasma configuration
5041834 - August 20, 1991 - Artificial ionospheric mirror composed of a plasma layer which can be tilted
5056357 - October 15, 1991- Acoustic method for measuring properties of a mobile medium
5059909 - October 22, 1991 - Determination of particle size and electrical charge
5104069 - April 14, 1992 - Apparatus and method for ejecting matter from an aircraft
5110502 - May 5, 1992 - Method of suppressing formation of contrails and solution therefor
5156802 - October 20, 1992 - Inspection of fuel particles with acoustics
5174498 - December 29, 1992 - Cloud Seeding
5148173 - September 15, 1992 - Millimeter wave screening cloud and method
5245290 - September 14, 1993 - Device for determining the size and charge of colloidal particles by measuring electroacoustic effect
5286979 - February 15, 1994 - Process for absorbing ultraviolet radiation using dispersed melanin
5296910 - March 22, 1994 - Method and apparatus for particle analysis
5327222 - July 5, 1994 - Displacement information detecting apparatus
5357865 - October 25, 1994 - Method of cloud seeding
5360162 - November 1, 1994 - Method and composition for precipitation of atmospheric water
5383024 - January 17, 1995 - Optical wet steam monitor
5425413 - June 20, 1995 - Method to hinder the formation and to break-up overhead atmospheric inversions, enhance ground level air circulation and improve urban air quality
5434667 - July 18, 1995 - Characterization of particles by modulated dynamic light scattering
5441200 - August 15, 1995 - Tropical cyclone disruption
5486900 - January 23, 1996 - Measuring device for amount of charge of toner and image forming apparatus having the measuring device
5556029 - September 17, 1996 - Method of hydrometeor dissipation (clouds)
5628455 - May 13, 1997 - Method and apparatus for modification of supercooled fog
5631414 - May 20, 1997 - Method and device for remote diagnostics of ocean-atmosphere system state
5639441 - June 17, 1997 - Methods for fine particle formation
5762298 - June 9, 1998 - Use of artificial satellites in earth orbits adaptively to modify the effect that solar radiation would otherwise have on earth’s weather
5912396 - June 15, 1999 - System and method for remediation of selected atmospheric conditions
5922976 - July 13, 1999 - Method of measuring aerosol particles using automated mobility-classified aerosol detector
5949001 - September 7, 1999 - Method for aerodynamic particle size analysis
5984239 - November 16, 1999 - Weather modification by artificial satellite
6025402 - February 15, 2000 - Chemical composition for effectuating a reduction of visibility obscuration, and a detoxifixation of fumes and chemical fogs in spaces of fire origin
6030506 - February 29, 2000 - Preparation of independently generated highly reactive chemical species
6034073 - March 7, 2000 - Solvent detergent emulsions having antiviral activity
6045089 - April 4, 2000 - Solar-powered airplane
6056203 - May 2, 2000 - Method and apparatus for modifying supercooled clouds
6110590 - August 29, 2000 - Synthetically spun silk nanofibers and a process for making the same
6263744 - July 24, 2001 - Automated mobility-classified-aerosol detector
6281972 - August 28, 2001 - Method and apparatus for measuring particle-size distribution
6315213 - November 13, 2001 - Method of modifying weather
6382526 - May 7, 2002 - Process and apparatus for the production of nanofibers
6408704 - June 25, 2002 - Aerodynamic particle size analysis method and apparatus
6412416 - July 2, 2002 - Propellant-based aerosol generation devices and method
6520425 - February 18, 2003 - Process and apparatus for the production of nanofibers
6539812 - April 1, 2003 - System for measuring the flow-rate of a gas by means of ultrasound
6553849 - April 29, 2003 - Electrodynamic particle size analyzer
6569393 - May 27, 2003 - Method and device for cleaning the atmosphere

Un mistero sospeso in cielo: lo strano caso delle scie

Clicca per visualizzare il file PDF del testo originale(L'Unione Sarda) Il convegno oristanese smonta le risposte rassicuranti del ministero dell'Ambiente e avanza l'ipotesi Bario - Fenomeno meteorologico o inquinamento chimico? Crescono gli interrogativi sui "reticoli bianchi"

Il 13 maggio scorso il cielo sopra Oristano era fasciato da decine di scie aeree. Nord, est, est-nord-est. Da qualunque parte si guardasse, un reticolo di bianche e persistenti tracce filiformi incombeva sulle teste. Dopo un po' quelle che tutti chiamano scie chimiche si trasformavano in una patina candida, un velo che copriva completamente l'azzurro. Le foto esplicite che testimoniano l'evento si trovano su Internet con facilità.

Possibile che da un giorno all'altro le rotte su Cabras, il Sinis e dintorni diventino più trafficate di Fiumicino? E poi, diversamente dalle normali scie di condensazione dei motori a reazione, perché quelle oltre i tetti di Oristano si allargano e stazionano nel cielo per ore? Perché gli aerei che rilasciano queste code non sono identificabili? Anche in questo caso fanno testo le immagini digitali: inquietanti cargo completamente bianchi e senza alcuna insegna disseminano l'atmosfera di strascichi nuvolosi.

Questi sono solo alcuni degli interrogativi che Franco Caddeo, oristanese di 46 anni con il bernoccolo per le scie chimiche, …

… pone da anni attraverso il sito Luogocomune.net e da poco anche nel nuovo Sciesardegna.it: «Il primo comitato italiano di sensibilizzazione su questo fenomeno è nato a Nuoro», dice Caddeo intervenendo a un recente dibattito pubblico organizzato a Cagliari dalla Rete del nuovo Municipio con l'associazione Don Chisciotte, il meetup locale di Beppe Grillo e "Gettiamo le Basi".

Non a caso il gruppo antiscie ha sede nella città barbaricina, dove gli avvistamenti di reticoli bianchi si sprecano, come in buona parte dell'isola, e dove qualche giorno fa il dibattito è stato proposto anche dal gruppo "A manca pro s'indipendentzia".

Ma tornando a quel 13 maggio, Caddeo cerca di capire e di spiegare con dati alla mano. Mostra diapositive con la definizione di "scia di condensa", contrail, distinta da chemtrail, scia chimica. La fonte è l'aviazione americana, Federal aviation administration: «È vapore acqueo immesso nell'atmosfera dagli scarichi caldi di un motore che a contatto con l'aria fredda in quota si condensa in cristalli di ghiaccio. Di norma le scie si formano dagli 8mila metri in su con temperature inferiori ai meno 40 gradi e umidità relativa non inferiore al 72 per cento. Quindi si dissipano al massimo dopo qualche minuto», e non dopo diverse ore.

Appurando la temperatura e l'umidità relativa a Oristano in quel fatidico 13 maggio si scopre invece che a 8-9mila metri i gradi non sono mai scesi sotto i meno 36 e l'umidità relativa non ha mai superato il 33 per cento. Caddeo continua il suo scavo e mostra una mappa delle aerovie commerciali. La carta rivela che la città si trova ai margini di una zona aerea sottoposta a vincolo militare, la R54.

Insomma, che cosa succede da circa un anno e mezzo o forse più nei cieli sardi? La parola ad Alfonso Pecoraro Scanio. Il 15 novembre scorso, rispondendo ad una interrogazione del senatore Gianni Nieddu, il ministro dell'Ambiente scrive: «Dall'esame della letteratura scientifica internazionale e del contenuto dei siti web specialistici, non è possibile confermare l'esistenza delle scie chimiche». Si tratterebbe in realtà di «comuni scie di condensazione che sono durate più a lungo ed hanno assunto forma peculiare per effetto delle condizioni meteo». Il ministro esclude poi che esista in proposito un "caso Sardegna".

Decisamente insoddisfatto dalle risposte ufficiali, Caddeo rivela, sempre documenti alla mano, che negli Stati Uniti sono stati brevettati dei metodi per alterare il clima artificialmente «inseminando le nuvole » con sostanze chimiche. Ad Española, una città del Canada, nel 1998, dopo l'avvistamento delle misteriose scie si sarebbe appurata la presenza nella zona di bario, ossido di alluminio, cristalli di quarzo.

«Il bario», aggiunge Caddeo, «è un ottimo conduttore che potrebbe essere diffuso nell'atmosfera sino a creare una sorta di percorso aereo elettromagnetico ». Sembrano ipotesi fantascientifiche ma sempre nel '98 la Relazione sull'ambiente e la sicurezza dell'europarlamento considerava «il sistema militare Usa di manipolazione ionosferica, Haarp, con base in Alaska, un esempio della più grave minaccia militare emergente per l'ambiente e la salute umana, dato che esso cerca di manipolare a scopi militari la sezione della biosfera altamente sensibile ed energetica».

WALTER FALGIO - l'Unione Sarda - 28 dicembre 2006


Il documento PDF del testo originale, può essere visionato da
QUI.

giovedì 28 dicembre 2006

Le nuove frontiere dell'avvelenamento

Intenso ed anomalo traffico a bassa quota...I nemici peggiori sono quelli invisibili

L’osservazione del fenomeno relativo alle “scie chimiche” già l’estate scorsa rivelò che, in alcuni casi, i velivoli rilasciavano scie non persistenti. Infatti, nell’articolo intitolato Le metamorfosi del male, notavo: “Durante le ore diurne, gli aviogetti ricorrono a spruzzi intermittenti ed a sostanze che formano scie non durevoli, ma destinate a disperdersi in una foschia solo all’apparenza naturale. È un’altra subdola tattica di occultamento, di mimetismo”.

Ora, stando ai resoconti quotidiani che pervengono da quasi tutte le regioni d’Italia, si è potuto rilevare che le strisce velenose tendono a dissolversi entro breve tempo, da pochi secondi a qualche minuto, nonostante le più rigide temperature correlate al periodo invernale. Questo deve indurci ad alcune riflessioni: in primo luogo, anche se effimere, le scie sono sempre costituite da sostanze nocive per gli uomini, gli animali e le piante (bario, alluminio, quarzo, torio radioattivo, pesticidi, virus, batteri, retrovirus etc,); inoltre il carattere transeunte delle scie dimostra in modo irrefutabile che sono menzognere le affermazioni di quei “meteorologi” e “chimici” i quali, dopo aver preso qualche lezione dagli scemenziati della N.A.S.A., hanno distinto, sulla base di inconsistenti e fittizi dati pseudo-scientifici, le “contrails” in temporanee ed in persistenti.

Ancora una volta la fisica e la chimica risultano completamente stravolte: immagino già i solerti estensori di Wikipedia, l’enciclopedia “libera” della Rete, arrovellarsi ed astrologare per tentare di chiarire, nei puerili lemmi inerenti al tema, per quali misteriosi motivi le scie di “condensazione” non rimangono più nel cielo né si allargano a formare nubi artificiali.

È evidente che gli emuli di Lucrezia Borgia usano prevalentemente, in questi ultimi tempi, addittivi che impediscono alle scie di perdurare: forse il fine di filtrare la luce del Sole è stato per il momento accantonato, a vantaggio degli altri diabolici scopi dell’irrorazione chimica; forse qualcosa interferisce. È probabile che ai piloti avvelenatori sia stato ordinato di non dare nell’occhio. Comunque sia, non si deve per nulla abbassare la guardia: sebbene non sempre il cielo sia ridotto ad una scacchiera e quantunque non si formi più quella patina uniforme tra il grigio ed il cilestre, l’aerosol è sempre dannoso. In futuro i farabutti potrebbero decidere di impiegare sostanze invisibili: si dovrà comunque proseguire con ogni sistema ad osteggiare le operazioni chimiche. Anche le radiazioni nucleari sono invisibili, eppure sono micidiali.

Aereo chimico privo di contrassegni identificativiNel momento in cui vedremo ad occhio nudo (e faremo notare a chi non conosce il problema), gli aeroplani incrociare sopra le città, le aree rurali e montane, dovremo sempre valutare, anche in modo empirico, la forma e l’aspetto delle scie, le quote di volo, il tipo di velivolo, i corridoi aerei. Questi elementi consentono di discernere senza margine di errore tra contrails e chemtrails.

Sono questi fattori di riconoscimento su cui ci siamo soffermati in numerosi studi, ai quali rimando, mentre qui mi limito a qualche cenno.

Scie di condensazione: lisce, piuttosto sottili, brevi, effimere. Sono composte per lo più da vapore acqueo e da residui del carburante. Si possono considerare innocue o quasi. Non intercettano la luce solare. Le scie si formano in prossimità dei motori.

Scie chimiche: lunghe o lunghissime, in genere persistenti, ma anche passeggere. Sono spesse, talvolta intermittenti, crespe, luminose, sfrangiate, sfilacciate. Contengono sostanze nocive e pure mortali (vedi varie patologie correlate tra cui l’atroce morbo di Morgellons). Filtrano la radiazione elettromagnetica. Queste trails sono di solito emesse da appositi dispositivi erogatori, in numero di due, tre o quattro.

Aerei normali, (esclusi ovviamente gli apparecchi da turismo): incrociano a quote piuttosto alte, dagli 8.000 metri in su.

Aerei chimici: volano tra i 2.000-2.500 e 6.000 metri. Non di rado cambiano di quota, qualche volta con improvvise cabrate e picchiate. Sono aviocisterne (tankers), aviogetti (ad esempio, MD-80), velivoli per il trasporto merci. A volte risultano modificati.

Velivoli normali: presentano livree e marchi identificativi spesso appariscenti.

Scie di condensazione dovute al repentino cambiamento del profilo aereodinamico del velivolo.Velivoli chimici: sono privi di coccarde identificative, hanno la fusoliera e le ali di colore uniforme (sovente sono bianchi, ma anche celesti e grigi), verniciati in modo che siano difficilmente visibili.

Rotte normali: sono per lo più rettilinee e fisse; se descrivono degli archi, sono molto ampi.

Rotte chimiche: sono inconsuete, serpeggianti, curvilinee, ad arco, talora circolari o a zigzag etc. Spesse volte gli aerei volano in formazione da due a sei. Quando le traiettorie sono rettilinee, non combaciano per nulla con i corridoi percorsi dagli aerei civili, tenuti, per una serie di norme nazionali ed internazionali, a seguire precise traiettorie ed a mantenere quote prestabilite, salvo casi di emergenza.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...