Verrà il giorno in cui i visi pallidi mangeranno le banconote (detto dei nativi americani) Le precipitazioni di questo inverno sono scarsissime. La neve non cade. Le temperature sono superiori alla media stagionale. Il ciclo vegetativo delle piante è sconvolto. La vera causa non è l’effetto serra: la vera causa della siccità, che rischia di trasformare in lande semisterili numerose aree d’Italia, è un’altra, ossia l’irrorazione chimica.(1) È evidente che gli avvelenatori non perseguono solo il fine di provocare la siccità, inseminando i corpi nuvolosi con sali di bario in grado di assorbire l’umidità delle nuvole. Tuttavia questo è certamente uno dei fini perseguito con notevole successo.
Da un lato aumentano i valori termici complessivi e quindi l’evaporazione, eppure le piogge, contrariamente all’evoluzione del ciclo dell’acqua, sono fenomeno assai raro, perché sulle precipitazioni influisce il fattore X, quel fattore che, nei bollettini meteorologici, o non viene contemplato sicché le previsioni risultano errate, oppure viene introdotto, ma mascherato dietro una variabile naturale inventata. Si accenna pertanto, per esempio, ad anticloni subtropicali per nascondere l’inconfessabile realtà dello spargimento di sostanze igroscopiche.
Si prospetta un’estate torrida ed arida, con incendi rovinosi, fiumi ridotti a rigagnoli, bacini lacustri quasi prosciugati, seri danni alla produzione di energia idroelettrica ed all’agricoltura: nonostante ciò, le associazioni di agricoltori nicchiano, fingendo di ignorare il problema. Il gioco è il solito: i coltivatori chiederanno si dichiari lo stato di calamità naturale, attingeranno a fondi nazionali ed europei come indennizzi per i danni subiti. I denari saranno spillati ai contribuenti. Gli agricoltori potranno così introitare delle cospicue somme senza produrre. Inoltre le multinazionali agroalimentari sono già pronte per commercializzare sementi di ortaggi e di cereali che resistono alla siccità o che addirittura si possono coltivare senz’acqua. Gli imprenditori agricoli saranno costretti ad acquistare sementi modificate geneticamente, come già avviene in ampie aree degli Stati Uniti. Non dimentichiamo che queste sementi sono sterili: perciò chi vuole continuare a coltivare i terreni, è costretto ogni anno a rifornirsi dalle esecrande aziende agroalimentari. Si crea così una dipendenza totale dalle politiche ricattatorie della Monsanto, come già avviene in molti paesi.
La criminale attività affossa anche la già insignificante produzione di energia ricavata dagli impianti fotovoltaici: la luce è, infatti, bene ormai raro, poiché s’interpone tra il sole e la terra una coltre grigio-biancastra di nubi artificiali, da cui, però, non si riesce a spremere una sola goccia. Anche in questo caso, la diabolica, bieca risoluzione per il fabbisogno energetico è dietro l’angolo: il nucleare, invocato non solo da loschi “uomini politici” e da scemenziati collusi con i potenti, ma anche da sudditi grulli, (si leggano certi stolidi commenti qui e su altri blog e forum) sempre facili da abbindolare con i vaniloqui sulle emissioni di CO2 e sull’esigenza di diversificare le fonti di approvvigionamento. Incombe anche la spada di Damocle di un nuovo iniquo balzello per fingere di finanziare progetti per ridurre le emissioni di gas che surriscalderebbero l’atmosfera.
Insomma, niente luce e niente pioggia, ma gabelle e bugie a iosa: missione compiuta! Congratulazioni!
(1) Si consideri anche il cambiamento della risonanza Schumann, in relazione all'incremento delle temperature.














