mercoledì 30 gennaio 2008

Memoria storica

Per dimostrare che le scie chimiche sono una realtà, un'atroce realtà e non una leggenda metropolitana, è sufficiente riandare con la memoria a quando, non molti lustri or sono, si poteva ammirare il cielo istoriato da cirri e cosparso da cumuli simili a batuffoli di ovatta o a panna montata. Erano formazioni di un bianco scintillante, corpose, così diverse dalle nubi sfibrate e terree che oggi si vedono dappertutto mischiate alle ragnatele velenose.

Ricordo che anni fa, in gelide giornate invernali, con l'aria adamantina, quando al mattino si poteva scorgere in lontananza "la Corsica dorsuta e la Capraia", nel firmamento si notava talvolta, sul mare, una breve e lontanissima, quasi indistinguibile, scia di condensazione che si dissolveva dopo pochi secondi (altro che le scie persistenti, inventate dalla N.A.S.A. e menzionate da chi si fa prendere per il naso!). L'aereo, essendo altissimo, non si intravedeva neppure e, dopo il passaggio del velivolo, il cielo tornava nitido come uno specchio. Ora, è pur vero che il traffico aereo è aumentato in questi ultimi anni, ma questo non spiega né potrà mai spiegare l'intrico di scie fuori rotta che si formano nel cielo a causa dei tankers e neanche la patina opaca, che simile ad un sudario, copre tutto il panorama, checché ne dicano i minus habentes da noi ben noti.

Non ricordo di aver mai osservato scie di condensazione nelle giornate calde ed a quote basse tali che fosse visibile anche la sagoma dell'aeroplano. Questa memoria storica è destinata ad essere, però, cancellata, allorquando subentreranno le nuove generazioni abituate a "vivere" sotto un cielo sfregiato, in un mondo dalla luce cadaverica. Già i soliti manipolatori hanno provveduto a modificare fotografie di bombardieri che, durante la seconda guerra mondiale, sorvolavano le città: le immagini mostrano apparecchi con enormi e lunghissime scie che sospettiamo essere il risultato di maldestre operazioni di fotoritocco. Infatti, dopo aver visto decine di filmati, documentari, pellicole sulla storia dell'aviazione civile e militare, non siamo riusciti ad imbatterci in neppure una contrail, mentre abbiamo talora adocchiato delle scie che, per morfologia, lunghezza, altitudine, colore devono essere chemtrails, per così dire, sperimentali. Si trattava di un uso saltuario e legato evidentemente a scopi circoscritti, laddove nella seconda metà degli anni '90 del XX secolo, si assiste ad un'esplosione di strisce velenose che deturpano in modo inverecondo gli scenari naturali ripresi in molte produzioni cinematografiche, video musicali, istantanee di dépliants, pubblicità televisive etc.

La canzone Strani giorni di Franco Battiato risale al 1996: è lo stesso anno in cui cominciarono i primi avvistamenti non più isolati di chemtrails in Canada. E' una coincidenza o il cantautore siciliano mandò un messaggio cifrato, quando in alcuni versi accennò ad un cielo orrido, demoniaco?

"Ascoltavo ieri sera un cantante uno dei tanti
e avevo gli occhi gonfi di stupore

I've seen many things in this part of the world
nel sentire: "il cielo azzurro appare limpido e regale"

let me tell you something
(il cielo a volte, invece, ha qualche cosa d'infernale)".


Forse fu un presagio o solo una combinazione. E' indubbio che oggi tutto è infernale: non solo il cielo.

martedì 29 gennaio 2008

L'investigazione scientifica sulle scie chimiche: problemi e prospettive (quarta parte)

Fascio di luce laser del LidarComunque l’individuazione del referaggio come imprimatur scientifico non è errata: è illusoria. Ben venga il referaggio, ma attesa la situazione concreta in cui versa il mondo scientifico dominato dal profitto, da dogmi, da logiche di potere, quale scienziato mai convaliderà una ricerca sull’evidenza delle scie chimiche, mettendo a repentaglio la sua reputazione, il posto all’interno dell’università, forse la sua stessa incolumità? E’ una strada quella del referaggio che si può tentare di percorrere, ma senza trascurare le altre, poiché temo che sia una via poco percorribile per i motivi su esposti.

Ritengo quindi che anche degli studi privi del referaggio, ma documentati, precisi e metodologicamente corretti, possano rivestire rilevanza scientifica e dimostrare l’esistenza del problema: il referaggio è un imprimatur accademico certamente auspicabile ma non indispensabile né sufficiente per convincere le istituzioni ad occuparsi seriamente del problema. Le istituzioni o baronie scientifiche , infatti, pur di nascondere il loro coinvolgimento nell’operazione o la loro collusione, potrebbero negare, con mille argomenti pretestuosi la validità del referaggio, accusando i ricercatori di essere stati superficiali ed avventati. Molte volte studi scientifici ufficiali sono stati poi smentiti e le conclusioni sono state confutate o perché effettivamente le teorie, ad un’analisi più approfondita, sono risultate errate o perché le corporazioni scientifiche hanno ritenuto di dover affossare ricerche scomode.

Ancora vorrei esaminare un altro aspetto del problema: è vero che per provare in modo inconfutabile l’esistenza delle scie chimiche è necessario un prelievo in quota delle sostanze rilasciate dagli aerei? Ciò è affermato da alcuni non sappiamo quanto imparziali "esperti" come Montanari e Mercalli: ma questo è un argomento valido o solo un pretesto per scoraggiare i ricercatori e persuadere ignari cittadini che l’evidenza circa le scie chimiche non si otterrà mai? E’ un pretesto. Infatti considererei due fattori. In primis le sostanze chimiche sono rilasciate nel cielo ma ricadono al suolo: esiste un correlazione spaziale tra i due ambiti. Allo stesso modo, se intendo misurare il grado di inquinamento causato da un “termovalorizzatore", sarà sufficiente e logico analizzare il terreno, l’aria e l’acqua della zona circostante l’impianto e non sarà indispensabile eseguire un’analisi del suolo ad un millimetro dall’inceneritore. Inoltre, se gli astronomi ed i cosmologi studiano galassie distanti dalla Terra anni luce, quasar, pulsar, persino buchi neri, formulando ipotesi sulla loro natura, sulla composizione chimica, sulle proprietà fisiche di stelle lontanissime, grazie all’uso di modelli interpretativi, di telescopi, satelliti etc. non è possibile investigare le scie chimiche che sono soltanto a 2-4 kilometri dal suolo? Per comprendere molte manifestazioni del cosmo, gli studiosi si servono di inferenze, calcoli, comparazioni con altri fenomeni noti: non mi risulta che, per conseguire lo status di teorie scientifiche, le più accreditate tra esse, si basino solo su riscontri diretti: forse qualcuno si è recato in lontanissime nebulose per poi tornare sulla Terra e mostrare all’intera comunità scientifica campioni degli elementi chimici prelevati lassù?

Quindi la necessità di eseguire prelievi in quota è una scusa gattopardesca di chi vuole che tutto rimanga com’è, per salvaguardare il suo posto in un ateneo oppure in una fondazione o per mantenere la sua credibilità di “ambientalista”, fingendo di combattere per la tutela degli ecosistemi, ma in realtà acquisendo un’immeritata popolarità e arricchendosi con la vendita di libri, solo all’apparenza di denuncia (si potrebbe definire una denuncia debole). È quindi la solita “opposizione voluta ed autorizzata dal sistema” (G.C. Argan) con cui il potere può mostrare la sua benevola tolleranza per il dissenso e la critica e presentarsi come democratico (in realtà è demoncratico).

In ogni caso, è possibile compiere delle analisi precise attraverso il "LIDAR (acronimo di Light Detection And Ranging), con cui non è necessario un contatto diretto con le sostanze da analizzare. Con il LIDAR il monitoraggio dell’aria e dell’acqua può essere compiuto in modo conveniente e flessibile per mezzo di controlli continui ed estesi degli scenari da esaminare; con questo strumento è infatti possibile acquisire informazioni sia sulle caratteristiche geometriche sia su quelle chimico-fisiche del bersaglio.

Si tratta in buona sostanza di un sistema che ha una forte analogia di principio con il RADAR: mentre questo però opera nel campo delle radiofrequenze, nel caso del Lidar, la radiazione elettromagnetica inviata sul bersaglio è nella regione delle frequenze ottiche. Nella sua forma più schematica, il Lidar è costituito da una sorgente laser, un telescopio ed un sistema per la rilevazione ed acquisizione del segnale retrodiffuso dal bersaglio. La sorgente laser, di solito impulsata, emette un fascio che è inviato sul bersaglio da un sistema ottico ad hoc. Il segnale retrodiffuso, raccolto dal telescopio e trasformato dal rilevatore in un segnale elettrico proporzionale alla potenza ottica ricevuta, può essere risolto sia in tempo sia in frequenza. Nel primo caso si ottiene una definizione spaziale tramite processi di riflessione e di diffusione elastica, che avvengono cioè alla stessa lunghezza d’onda del fascio laser; il processo di diffusione predominante in atmosfera è proprio la retrodiffusione elastica dovuta agli aerosol (diffusione di Mie) o alle molecole (diffusione di Rayleigh). Nel secondo caso, invece, si hanno informazioni sul materiale di cui è composto il bersaglio analizzando spettralmente i processi anelastici (ovvero relativi a lunghezze d’onda diverse da quella del fascio laser) che danno luogo al segnale retrodiffuso. Tali apparati sono presenti sia nei satelliti meteo sia nelle sonde interplanetarie per l’analisi dell’atmosfera dei pianeti e quindi non può esistere un meteorologo che si definisca tale e che non conosca questa tecnologia”.


Etleboro, Scienza e conoscenza contro il genocidio, 2007

Leggi qui la prima parte.
Qui la seconda parte.
Qui la terza parte.

lunedì 28 gennaio 2008

To the Moon and back: H.A.A.R.P. colpisce la Luna

Pubblichiamo un articolo su H.A.A.R.P. Il testo è stato elaborato, unendo alcune informazioni desunte da un corposo studio di Matteo Tenan sulla scienza censurata, e la traduzione di una notizia relativa ad onde radio trasmesse dal gigantesco apparato di antenne con sede in Alaska, onde che hanno colpito e scandagliato il sottosuolo selenico.

Le antenne di H.A.A.R.P. possono trasmettere impulsi radio verso la ionosfera e verso terra, bersagliando anche singoli individui con precisione. Il sistema può mantenere sotto controllo con affidabilità il tempo meteorologico su precise zone del pianeta e può costituire un efficiente sistema di radiocomunicazione anche in caso di esplosioni nucleari che provocano un impulso elettromagnetico che manda in tilt le comunicazioni radio ordinarie.

Dal punto di vista difensivo, potrebbe fare a pezzi un U.F.O. o uno Identified alien craft (veicolo riconosciuto di provenienza extraterrestre) oppure un aereo militare o un aereo civile che si trovi a passare in una certa zona dell’atmosfera terrestre. Naturalmente si potrebbero ottenere simili effetti anche con apparecchiature più piccole, inoltre tali effetti possono essere rivolti sia al bene sia al male.

Gli effetti negativi hanno come limite solo la fantasia delle menti malate, che non sono difficili a trovarsi in certi apparati semiufficiali e nei servizi segreti. Variando le frequenze in gioco ed i tempi di esposizione si possono ottenere i seguenti risultati:

- terremoti e maremoti;
- provocare il cancro in una persona singola, senza danneggiare quelle che gli stanno intorno;
- indurre su una singola persona forme di allucinazioni il cui contenuto può essere determinato nei dettagli;
- generare fulmini diretti su un punto particolare del globo;
- impedire le comunicazioni o il funzionamento di apparecchiature elettriche in qualsiasi parte del globo;
- uccidere a distanza.


H.A.A.R.P. colpisce la luna con onde radio

Gli scienziati rilevano un'eco di onde radar provenienti dalla Luna

Un gruppo di scienziati del Naval research laboratory di Kirtland (New Mexico) e dell'Università del New Mexico hanno rilevato un'eco radar a bassissima frequenza proveniente dalla Luna tramite una speciale strumentazione.

Nell'ambito dell'esperimento, H.A.A.R.P., gestito da aviazione e marina statunitensi, ha diretto onde radio molto potenti verso la Luna. Il segnale riverberato, indebolito a causa della distanza, è stato rilevato dalle antenne nel New Mexico.

Il Dottor Paul Rodriguez (NRL), che ha concepito l'esperimento, spiega: "L'analisi dell'eco fornisce informazioni sulle proprietà del sottosuolo lunare, poiché le onde a bassa frequenza si propagano in profondità sotto la superficie della luna. E' simile ad un sonar, con la differenza che noi usiamo onde elettromagnetiche e non sonore. L'esperimento ci consente pure di studiare l'interazione dell'eco con la ionosfera lungo il suo percorso di ritorno".

Durante l'esperimento, che è stato compiuto il 28 e 29 ottobre del 2007, i segnali sono stati di 7,4075 e di 9,4075 MHZ. Entrambi i segnali sono stati registrati con antenne costruite per il LWA, un radio interferometro installato a Socorro (New Mexico) per lo studio della fisica e dell'astrofisica dello spazio.

Il Dottor Namir Kassim osserva: "Una degli scopi conseguiti con successo è stato dimostrare che LWA può funzionare con impianti come H.A.A.R.P.".

H.A.A.R.P. è stato usato alla massima potenza, circa 3.6 MW. Sono stati trasmessi impulsi per un lasso di tempo di due ore per due giorni. L'eco è giunto con 2,4 secondi di ritardo ed è stato immediatamente riconosciuto, consentendo agli scienziati di distinguere il segnale proveniente dal satellite da quello irradiato da H.A.A.R.P.

domenica 27 gennaio 2008

Elettrosmog, D.N.A. e scie chimiche (articolo di BACAB)

Intervista di Beatrice Bardelli (del quotidiano “L’Unione Sarda”) al Professor Angelo Gino Levis (Ordinario di Mutagenesi ambientale all’Università di Padova - Membro della Commissione tossicologica nazionale dell’Istituto superiore di sanità - Consulente dell’Organizzazione mondiale della sanità presso l’Agenzia internazionale per le ricerche sul cancro di Lione).


«Il prestigioso Karolinska Institutet di Stoccolma che, ogni anno, sceglie il Nobel per la Medicina, nell’ottobre 2004, ha confermato che l’esposizione di almeno 10 anni alle radiazioni emesse dai cellulari quadruplica il rischio di neuroma acustico, tumore benigno del nervo uditivo. Questo tipo di tumore è aumentato in Gran Bretagna del 45 per cento negli ultimi 30 anni ed ogni anno si registrano 400 nuovi casi, mentre sono già 100.000 le persone al mondo che hanno il neuroma acustico. Nel dicembre 2004 sono stati resi noti i risultati del Progetto Reflex, una ricerca scientifica finanziata dalla Commissione Europea e che ha coinvolto, per quattro anni, studiosi di 12 prestigiosi istituti scientifici ed università europee. Esponendo ai campi elettromagnetici cellule umane coltivate in vitro, si sono registrati tra l’altro aberrazioni cromosomiche ed aumenti delle rotture delle catene del Dna».

E l’Umts, il videofonino, per intenderci? Si dice che sia più sicuro perché usa potenze più basse.
«Ma utilizza frequenze più alte, intorno ai 2.250 Megaherz vicine a quelle del forno a microonde. È del 1997 lo studio del dottor Henry Lai, statunitense, che ha dimostrato come queste particolari frequenze siano in grado di rompere i filamenti del Dna. È un dato tutt’altro che tranquillizzante».

Allora la preoccupazione a senso unico sugli effetti cancerogeni è fuorviante?
«Ad oggi non esistono ancora dati certi sugli eventuali effetti cancerogeni dell’uso massivo del cellulare, ma ci sono dati molto allarmanti che riguardano l’alterazione della barriera sangue-cervello, la barriera che i capillari del cervello formano per non fare entrare nell'encefalo sostanze tossiche che circolano nel sangue. I ricercatori dell’Università di Lundt, guidati dal professor Leif Salford, che si occupa da 25 anni del problema, hanno scoperto che, irradiando gruppi di topi di età compresa tra le 12 e le 26 settimane, per due ore consecutive a radiazioni emesse da un cellulare Gsm a valori bassissimi, di 1, 2 volt metro, la barriera emato-encefalica si altera e lascia passare nel cervello sostanze nocive quali la sieroalbumina. E siccome l’età dei ratti corrispondeva a quella degli adolescenti di 12-14 anni, estrapolando il risultato dal ratto all’uomo, Salford ha messo in guardia sul fatto che stiamo allevando una generazione di giovani che andrà incontro a fenomeni di senescenza cerebrale estremamente anticipata».

Esiste già una discreta bibliografia sugli effetti biologici provocati dalle radiofrequenze-microonde a livelli di esposizione non termici, meno di 2 volt metro, in particolare disturbi della memoria e della capacità applicativa, modificazioni dell’elettroencefalogramma, danni al DNA ed ai cromosomi, malformazioni fetali, aumentata permeabilità della barriera ematoencefalica.

Ed anche sulle antenne cominciano ad esserci importanti studi epidemiologici che mettono in evidenza una correlazione statisticamente significativa tra la diversa distanza delle antenne dalle abitazioni e la distribuzione di particolari sintomatologie tipiche della elettrosensibilità come nausea, disturbi cutanei, cefalee, irritabilità, insonnia, difficoltà di memoria e di concentrazione. Ci sono gli studi di Roger Santini ed il fondamentale lavoro di Navarro del 2003 che correla tali sintomatologie a valori di campo molto bassi, tra 0,6 e 0,2 volt metro, valori raccomandati fin dal 2000 da molti scienziati indipendenti di tutto il mondo.

Fonte: http://www.elettrosmog.com/

Vorrei far notare di aver riportato uno degli articoli meno allarmanti tra quelli pubblicati in Rete e che fa riferimento a dati ufficiali, seppur aggiornati ad alcuni anni fa.
I dati non pubblicati dalla scienza "pubblica", frutto di ricerche indipendenti, sono molti e, se fossero riconosciuti come reali, ci sarebbero conseguenze spropositate per molte multinazionali della telefonia mobile e non solo.
Ancora una volta ci troviamo di fronte, come per le scie chimiche o i cibi OGM, ad un offuscamento dell'informazione, seppur in parte, in questo caso, vi sia l'ammissione della pericolosità dell'elettrosmog sull'uomo.
Se queste sono le informazioni a cui è dato libero accesso e, personalmente, le giudico angoscianti, immaginiamo pure i tanti dati relativi all'inquinamento elettromagnetico che molti scienziati conoscono, ma non divulgano.

E' indubbio che i cellulari, i cordless, le numerosissime antenne-pseudo-ripetitori piazzate di proposito nelle vicinanze delle nostre case abbiano effetti funesti sul nostro organismo, proprio come le attività clandestine di rilascio di sostanze chimico-biologiche nei nostri cieli, che giudico strettamente connesse a tale inquinamento per il controllo (soprattutto) delle zone abitate, dove l'uomo vive ed assimila tale invisibile mistura.

Ad esempio, il professor Angelo Gino Levis ci informa che le nostre barriere sangue-cervello sono alterate da determinate frequenze e ciò sta ormai avvenendo da molto tempo.
Quali sostanze tossiche, dagli ultimi 10 anni ad oggi, entrano nel nostro organismo e lentamente si depositano nel cervello a causa di ciò? Come mai proprio le patologie legate a metalli pesanti nell'organismo e nel cervello sono in aumento spropositato?

Siamo diventati ciò che da tempo volevano: delle "antenne di spugna".

Infine, molte radiazioni elettromagnetiche danneggiano il nostro D.N.A.
Ciò avviene anche a causa dei cibi transgenici, sempre più in voga proprio a causa delle chemtrails.

Effetti irreparabili sulla corteccia cerebrale. Danneggiamento dei filamenti del DNA.
Vi sembrano una casualità tali conseguenze ai danni del corpo umano?

I piani per il controllo umano sono chiari e, a dir poco, tremendi.

Il passo successivo a tale esito non potrà che divenire una raccapricciante parte di storia, in un futuro non molto lontano.


Leggi qui l'articolo pubblicato su Vedo, sento, parlo

sabato 26 gennaio 2008

Un "meteorologo" afferma che le scie servono per salvaguardare (sic) la vita sul pianeta



Questo video è molto importante, poiché rivela il folle controllo mentale perpetrato dai media di regime. Nel filmato si vede un anchorman che si occupa di previsioni meteorologiche, mentre è intento ad illustrare il cosiddetto chaff per opera di un aereo militare. Si tratta di un'enorme copertura per le chemtrails. Per quale motivo l'anchorman ci ammannisce queste informazioni su chaff/scie chimiche? Abbiamo bisogno di un'altra prova? L'alluminio usato nello chaff è tossico e non è certo una risoluzione per i problemi collegati all'inquinamento.

Traduzione a cura di Zret.



Link correlato: Chaff rilevato dal radar di Louissville

Su gentile segnalazione di BACAB, Weatherman radar gets jammed by chemtrails-Military testing


venerdì 25 gennaio 2008

Uragani: negli U.S.A. si pensa ai droni per controllarli (articolo dell'A.N.S.A.)

Su segnalazione del gentilissimo Jay, pubblichiamo un breve articolo che, (si legga in proposito anche il testo Scie chimiche: le possibili menzogne future), rivela come il sistema dei media di regime, ogni tanto, lasci filtrare qualche verità, in merito alla manipolazione climatica, presentando come progetto quello che, da decenni, è realtà. Come è noto, infatti, per le irrorazioni chimico-biologiche sono spesso adoperati droni, ossia velivoli radiocomandati. Naturalmente il riferimento all'intenzione di controllare i cicloni, deve essere letto ed interpretato al contrario.

Per tenere sotto controllo gli uragani che, non di rado, devastano le coste atlantiche degli Stati Uniti, i meteorologi statunitensi stanno pensando di sfruttare i cosiddetti droni, i piccoli aerei senza pilota che vengono usati, tra l'altro, per la guerra in Iraq. Lo hanno indicato gli esperti della N.O.A.A., la 'National Oceanic and Atmospheric Administration' ad una riunione di specialisti a New Orleans, in Louisiana, la città che oltre due anni or sono fu devastata dall'uragano Katrina (uragano che fu diretto verso lo stato meridionale della Federazione attraverso sistemi ad hoc, n.d.r.).

Gli specialisti hanno annunciato l'avvio di un programma della durata di tre anni, con una dotazione finanziaria pari a tre milioni di dollari, per studiare la fattibilità del progetto. Attualmente, per tenere sotto controllo gli uragani, (sic) si impiegano aerei con pilota ed equipaggio, una pratica che comporta non pochi rischi.


Leggi qui l'articolo pubblicato sul sito dell'A.N.S.A.

giovedì 24 gennaio 2008

Le rivelazioni di Richard Dolan

Richard DolanRichard M. Dolan è uno storico, giornalista ed ufologo statunitense. Il suo ultimo libro, che non è stato tradotto in italiano, si intitola UFOs and the national security state. Il saggio, con una prefazione di Jacques Vallée, il celebre ricercatore che propugnò l'ipotesi parafisica, contiene scottanti informazioni su oggetti volanti non identificati, strategie governative di copertura ed infiltrazione, esperimenti sulla popolazione ignara, scie chimiche, controllo mentale... Nell'ultimo numero della rivista Area 51, sono riportati stralci del testo scritto da Dolan, all'interno di un articolo a firma di Laura Knight-Jadczyk, Gli Ultraterrestri e l'11 settembre. Questi brani sono molto interessanti, perché sono spesso conferme di ipotesi formulate da vari studiosi in altre nazioni ed in maniera indipendente sulla base di indagini e di osservazioni.

Tra le varie agenzie segrete operanti negli Stati Uniti, la Weather underground si occupò del controllo mentale. "In seguito agli studi del Dr José Delgado furono eseguite stimolazioni elettriche sul cervello. Questo comporta l'impianto di elettrodi nel cervello e nel corpo per controllare la memoria, gli impulsi e le sensazioni del soggetto. Inoltre la stimolazione elettronica del cervello può provocare allucinazioni, paura e piacere... Nel 1968 George Estabrooks, scienziato al servizio dell'Intelligence, si lasciò andare ad alcune indiscrezioni con un giornalista del Providence evening bulletin: "Il segreto per ottenere una vera spia o un vero assassino consiste nella creazione di personalità multiple con l'aiuto dell'ipnosi".

Dolan documenta come le organizzazioni di Intelligence negli Stati Uniti e molto probabilamente di altri paesi che agiscono di concerto con loro, hanno diffuso agenti biologici su città americane, iniettato plutonio ed il batterio della sifilide su esseri umani, perpetrato assassinii politici e golpe, manipolazione mediatica, assoluto e costante inganno sugli U.F.O.

Secondo lo studioso: "Nei primi anni 70 erano già disponibili i mezzi per alterare gli stati d'animo di persone ignare. Un trasmettitore tascabile, che genera energia elettromagnetica ad almeno 100 milliwatts potrebbe farlo. Nel 1972 il Dr Gordon Mc Donald testimoniò davanti alla House subcommitee on oceans and international enviroment in merito alle armi elettromagnetiche usate per il controllo ed il disturbo mentale. Egli afferma: "L'idea fondamentale era di creare, tra la ionosfera elettricamente carica e gli strati conduttori della superficie terrestre, onde elettriche (elettromagnetiche n.d.r) modulate sulle onde cerebrali, di circa dieci cicli al secondo. Si possono produrre cambiamenti nei modelli comportamentali. L'anno seguente il Dr Joseph C. Sharp del Walter Reed hospital, mentre si trovava in una stanza insonorizzata, poté udire delle parole trasmesse tramite audiogramma ad impulsi di microonde. Le parole gli vennero trasmesse senza l'impianto di alcun apparecchio elettronico di traduzione, ma si trattò di una diretta trasmissione al cervello. Considerate la ionosfera carica elettricamente nella parte superiore dell'atmosfera e gli strati superiori della superficie della Terra, in termini di scie chimiche."

L'ultimo periodo è quanto mai eloquente.



Articolo correlato: C. W. Palit, Scie chimiche: il controllo psicotronico della popolazione, 2007

mercoledì 23 gennaio 2008

La buccia di banana

Absit iniuria verbis

Dalla sua ridente residenza in Svizzera, Paolo Attivissimo, evidentemente non ancora pago delle sue ultime terribili performances alle quali siamo ormai abituati, ha voluto ancora dire la sua in merito alla segnalazione di un cittadino del Canton Ticino, che gli ha inviato delle agghiaccianti fotografie riprendenti i classici sfregi nel cielo creati da tankers chimici... Questa volta ad essere deturpato è un panorama elvetico. Per Attivissimo quei cieli sono stupendi ed affascinanti (sic!) e riprendono semplici scie di condensazione. Se lo dice lui....

Così kattivix si cimenta in un'ennesima acrobazia verbale che non fa certo onore all'albo dei giornalisti (né all'umanità) cui purtroppo appartiene. Egli scrive:



[...] Le scie chimiche sono sbarcate in Ticino e le loro venefiche irrorazioni stanno prendendo di mira il Maniero Digitale? Niente affatto: sono semplicemente normali scie di condensazione, del tipo noto appunto nella letteratura tecnica come persistente. Le condizioni meteorologiche della giornata erano favorevoli alla formazioni di scie persistenti, [Sulla base di quali elementi è in grado di fare una simile affermazione? A naso? - NDR] che non sono altro che nuvole artificiali di cristalli di ghiaccio. Nuvole come, appunto, quelle naturali che ornavano il cielo.

Con buona pace degli sciachimisti, le scie persistenti si formano infatti soltanto quando ci sono nubi come quelle mostrate nelle
foto e non si formano quando lo decidono i cattivissimi cospiratori.

Anche la griglia regolare di scie non ha nulla di anomalo: non è altro che la traccia visiva delle rotte seguite dagli aerei di linea. Normalmente non la possiamo notare, perché le scie di condensazione svaniscono in fretta, ma in condizioni meteo come quelle di sabato le scie persistono abbastanza da permetterci di apprezzare le rotte. [...]



Peccato che i valori (per quella data ed alle ore 12:00) delle radiosonde visionabili su meteowebcam.it lo contraddicano in pieno! I valori di umidità relativa alle quote di volo dei velivoli commerciali (ed anche a quote più basse) non sono idonei alla formazione di contrails... tanto meno alla loro persistenza, presunta caratteristica tutta da dimostrare sul piano scientifico. Allora chi mente? Le radiosonde o Attivissimo? E se Kattivix non è in malafede, forse è incompetente? I fatti evidenziano una sfilza di errori commessi dal disinformatico, che non spetta a noi stabilire se dovuti a totale incompetenza oppure ad intenti di disinformazione, ma che rivelano la vulnerabilità di molti cittadini, esposti alle censure ed alle menzogne di certi "guru" che vengono purtroppo seguiti e riveriti da troppi acritici e stolidi discepoli. La verità è la fuori e non viene dalla bocca del "sottuttoio" di turno. Al lettore dunque l'ardua sentenza, per discernere tra l'oro ed il cioccolato svizzero che forse, in questo caso, cioccolato non è.


RADIOSONDE - Valori di umidità relativa non idonei alla formazione delle contrails.

martedì 22 gennaio 2008

L'insetto killer

Scie chimico-biologiche... spesso abbiamo usato questa espressione quanto mai adatta per rendere l'idea di un assalto all'ambiente ed a chi lo abita, per opera di elementi chimici dannosi e di agenti patogeni. L'articolo che pubblichiamo va, però, oltre, sebbene la notizia sia un naturale corollario di quanto finora accertato. Da dove provengono certi insetti nocivi? Perché aggrediscono le colture tradizionali? Forse qualcuno vuole proporre sementi genticamente modificate in grado di resistere ai parassiti, diffusi, guarda caso, col sistema più rapido ed efficace... gli aerei.


Si chiama "Diabrotica Virgifera" l'insetto killer apparso "dal nulla" pochi anni fa. Sta distruggendo senza pietà le coltivazioni di mais Europee. Non è debellabile, ma stranamente l'unica soluzione è quella di acquistare mais geneticamente modificato e brevettato negli Stati Uniti, comparso sul mercato immediatamente dopo l'esplosione del flagello.

Lo scorso anno la Diabrotica è apparsa nei campi del Nord Italia, nelle province di Varese, Como, Sondrio, Lecco, Milano, Bergamo, Cremona. In Italia è stato isolato per la prima volta nei pressi dell'aeroporto di Venezia. L'anno scorso in Piemonte, poi in Friuli e quest'anno anche in Francia. In Europa, la storia dell'insetto è cominciata nel 1992.

L'insetto è stato visto per la prima volta a Belgrado, vicino ad un hangar per aerei militari americani. Da allora l'insetto si e propagato con una velocità impressionante: Ungheria, Croazia, Romania, Bosnia, Bulgaria, Montenegro, Slovacchia, Ucraina, Austria, Svizzera. "Siamo ormai ad uno stadio di infestazione tale per cui l'eradicamento non è più possibile" ha dichiarato Sylvie Derridj, ricercatrice francese. L'insetto è infatti in grado di deporre uova che restano "addormentate" in attesa di risvegliarsi in un campo di mais, ma l'aspetto più inquietante della vicenda è che qualcuno ha depositato il brevetto di un mais geneticamente modificato che resiste all'insetto.

Ovviamente sono due potentissime multinazionali americane.

Insospettisce che una di queste due multinazionali abbia condotto esperimenti in territorio francese prima che l'insetto apparisse. Secondo l'associazione Criigen, la rapidità con cui è stato messo in vendita il mais modificato e brevettato è quantomeno sospetta. Gilles Eric Seralini, professore di biologia all'università di Caen è rimasto colpito dalla strana coincidenza e non esclude che siano stati volutamente introdotti nel territorio europeo gli insetti devastatori. "In Europa una multinazionale americana testava mais transgenici resistenti a questi insetti, quando apparentemente non ve n'era alcun bisogno".

Ed ora un'altra domanda sorge spontanea: "Come mai il morbo della Mucca Pazza si è diffuso solo in Europa?".


altrogiornale.org

lunedì 21 gennaio 2008

Viaggio allucinante (articolo di Alessio Mannucci)

Come è plausibile, con le scie chimiche, sono diffuse nell'ambiente anche nanomacchine, all'origine dell'atroce morbo di Morgellons. Al tema della nanotecnologia, ai rischi spaventosi ad essa connessi ed alle varie applicazioni, ha dedicato moltissimi articoli Alessio Mannucci, redattore di ECplanet.com, il cui curatore, il gentilissimo Edoardo Capuano, volevamo ringraziare per lo spazio che riserva al problema delle chemtrails. E' una questione che, per l'immane gravità e la diffusione planetaria che la caratterizzano, dovrebbe essere la notizia di apertura di ogni quotidiano e notiziario. L'articolo che proponiamo presenta l'argomento della nanotecnologia, argomento approfondito in un corposissismo dossier creato, in questi anni, dal dottor Mannucci.


[...] La nanotecnologia - l'ingegneria su scala atomico-molecolare, nell'ordine dei nanometri - rappresenta l'ultima grande rivoluzione industriale, perché consente di modificare i mattoni fondamentali della materia, gli atomi, allo scopo di creare nanoprodotti con proprietà uniche (ad esempio, rossetti più lucidi e duraturi, creme abbronzanti più potenti, vetri autopulenti, camicie che non debbono essere stirate, palle da golf e da tennis super-resistenti), oppure di modificare le cellule, le molecole di D.N.A., le proteine, gli enzimi (tutti esempi di nanomacchine naturali) per creare dispositivi bio-nanotecnologici (la N.A.S.A., ad esempio, ha in progetto un bio-nanorobot composto da nanotubi al carbonio e biosensori per l'esplorazione di Marte, mentre nel campo della nanomedicina si sperimentano dispositivi molecolari a base di D.N.A., proteine e molecole organiche per la cura del cancro). Sono in via di sperimentazione anche nanocomputers quantistici, basati sulla capacità degli atomi di memorizzare informazioni quantistiche, e nanocomputers biologici, basati sulla capacità delle basi del D.N.A. di codificare informazioni.

Tutto questo, però, comporta anche gravi rischi, perché il mondo subatomico è regolato da relazioni molto complesse, altamente instabili e, in parte, ancora sconosciute. Come nel caso dell'ingegneria genetica, si corre il pericolo di innescare reazioni tossiche e mutazioni incontrollabili. Qualcuno ha perfino prospettato l'avvento di orde di nano-robots intelligenti in grado di auto-replicarsi e di minacciare la sopravvivenza dell'umanità. Eppure, non esiste ancora una regolazione globale del settore, mentre piovono gli investimenti in tutto il mondo.

Siamo ormai arrivati al punto di oltrepassare i confini tra scienza e fantascienza, in un regno postumano di possibilità infinite e di "fantastici" rischi. Di fatto, siamo partiti per un nuovo viaggio allucinante, nel mondo dell'infinitamente piccolo, là dove nessun uomo è mai giunto prima... [...]

Alessio Mannucci, nato a Roma il 25 marzo 1967, laureato in Giornalismo e Critica Musicale all'Università della Musica di Roma, dopo aver collaborato come free-lance per vari giornali (Avvenimenti, Liberazione, Tank Girl, Rockstar, Musica di Repubblica, Olis), dopo una parentesi come produttore musicale (la serie “Aliens In Roma”), si è trasferito stabilmente sulla Rete, collaborando con la Free Lance International Press. Attualmente lavora come redattore per il quotidiano on-line di informazione scientifica ECplanet. “Viaggio Allucinante” consiste di una serie di articoli già pubblicati on-line che attingono alle maggiori fonti scientifiche del WEB e costituiscono un' inedita e sconvolgente “Storia della nanotecnologia”.


Leggi qui l'articolo pubblicato da ECplanet.com e corredato dal dossier.

domenica 20 gennaio 2008

L'investigazione scientifica sulle scie chimiche (terza parte)

Pons e Fleischmann: gli scopritori della fusione freddaTralasciando quei casi in cui una teoria scientifica è accolta perché, in buona misura, incarna lo spirito del tempo, per la sua bellezza (la scienza talora non rifugge da valutazioni estetiche), bisogna considerare tutte quelle situazioni in cui le ricerche sono inquadrabili in meri obiettivi economici ed osteggiate o promosse e finanziate in rapporto agli interessi del sistema. E’ il caso della fusione fredda, i cui studi furono ostacolati con intimidazioni e boicottaggi nei confronti degli scienziati che ne stavano esplorando le possibilità, perché suscettibile di arrecare danno ai petrolieri.

Bojs, nel suo articolo, intitolato Metodo scientifico, si addentra nella scottante tematica, ossia il nesso scienza-potere.

"Se è pur vero che molti ricercatori (anche bravi) in Italia sono "precari" e percepiscono (come tanti altri disgraziati) un misero stipendio di 900-1000 euro al mese, quelli più importanti e conosciuti sono molto distanti dall'essere immacolati ricercatori. Essi sono in genere “stipendiati” o dallo Stato e per la maggior parte da “Enti e Fondazioni private”. Essi, come la maggior parte dei comuni mortali, desiderano fare carriera e guadagnare di più, mantenendo il loro posto di lavoro, ma soprattutto la loro notorietà.

Tutte le ricerche a cui si applicano quelli che compongono questa larga fetta di ricercatori affamati di gloria e onori, vengono “ordinate” e devono necessariamente portare due risultati: arricchire chi li finanzia, arricchire loro, di riflesso.

Se poi le ricerche da loro eseguite siano più o meno veramente utili da praticare per il miglioramento della vita del genere umano, questo è solo un aspetto secondario. Gli scienziati quindi sono a tutti gli effetti dei “sacerdoti” di una dottrina che non opera esclusivamente per il bene dell'umanità, bensì semplici “operai” al servizio di chi li finanzia allo scopo di produrre un bene o un servizio che dia non solo un profitto economico ma anche di potere politico e sociale a chi ha commissionato la ricerca".

Quanto è attendibile chi lavora sottoposto a questi condizionamenti?

Un A-300 in 'cabrata zero gravity' a 25.000 piedi ed in completa assenza di contrailsA proposito degli errori, non credo che alcune imprecisioni possano infirmare una teoria e minarne la scientificità. Certe manchevolezze possono anche restare all’interno di un modello teorico che potrà poi essere corretto. Qui, però, si pone un’altra questione: quella delle scie chimiche è una teoria? Risponderei di no: la teoria è un sistema interpretativo della realtà o di una parte di essa. Qui non si tratta di interpretare alcunché, ma di presentare dei dati correlati ad un fenomeno la cui esistenza ed evidenza è attestata da osservazioni, testimonianze concordanti, analisi, accertamenti che, se non sono prove, sono molto simili ad esse. In un qualsiasi sistema giuridico, una mole così abnorme di elementi sarebbe considerata del tutto adeguata per condannare un imputato, anzi una persona incolpata di un delitto è assai spesso dichiarata rea solo sulla base di qualche indizio pur controverso, di deposizioni contraddittorie ed imprecise.

Ora ai negatori della realtà costituita dalle scie chimiche, resta l’onere della prova: l’onere di confutare almeno i seguenti dati:

• La formazione di scie persistenti ed evanescenti in condizioni fisiche (quota, temperatura, umidità relativa, pressione) non adatte alla generazione di scie né effimere né durevoli.
• La formazione di presunte scie di condensazione anomale nella morfologia (scie spiraliformi, a nastro, interrotte…), nel colore (azzurre, nere, gialle…).
• Il volo di centinaia di aeroplani che non seguono i corridoi aerei assegnati loro.
• La presenza di velivoli che incrociano a bassa quota sopra i centri abitati in palese violazione dei regolamenti E.N.A.C.
• La presenza di aerei privi di contrassegni identificativi.
• La presenza di aeromobili senza finestrini nonché cabina di pilotaggio e riconducibili a modelli spesso non coincidenti con le tipologie civili e militari note catalogate..
• Il fatto che questi aerei non sono rilevati dai radar.
• La correlazione tra la formazione di scie artificiali e modificazioni meteorologiche.
• La connessione tra generazione di scie artificiali e disturbi psicofisici vari nonché patologie.
• La presenza nelle aree irrorate di inquinanti (bario, alluminio etc.) non riferibili ad attività industriali ed all’antropizzazione.
• L’improvvisa ed anomala comparsa di scie nei cieli di quasi tutto il pianeta, quando prima degli anni '90 del XX secolo e seguenti, le scie di condensazione erano, come è naturale, rarissime, confinate all’alta quota (almeno dagli 8.000 metri in su alle nostre latitudini) e rapportate a precisi parametri fisici.
• La presenza di fitti reticoli di scie, lunghe anche centinaia di chilometri, nelle mappe satellitari, laddove, secondo i meteorologi, le contrails non sono visibili dal satellite, essendo formate da vapore acqueo.
• L’incremento esponenziale delle scie, pur in concomitanza con un generale riscaldamento dell’atmosfera: tale aumento della temperatura, infatti, rende ancora più sporadico un fenomeno già di per sé assai raro.
• La diffusa censura ed omertà sul tema sia in ambito scientifico sia istituzionale sia mediatico.
• Il fatto che i più strenui e convinti negatori della realtà delle scie chimiche appartengono a categorie su cui grava il sospetto di scarsa imparzialità: piloti, meteorologi, radaristi. Piloti e meteorologi sono spesso militari. I controllori di volo sono stati recentemente militarizzati.
• La citazione delle “chemtrails” tra le armi esotiche all’interno dello Space preservation act dell'ottobre 2001.



Leggi qui la prima parte e qui la seconda parte.

sabato 19 gennaio 2008

(i)Focus: dalla scienza-spazzatura alla censura

Absit iniuria verbis

In questi ultimi mesi si sono susseguiti diversi avvenimenti nell'ambito della ricerca di verità sulle scie chimiche. A partire dal 23 novembre 2007, data in cui è stata trasmessa la prima delle due puntate di Rebus dedicate alle chemtrails, si è scatenata una bagarre di iniziative, ad opera di media nonché agenti infiltrati, spesso collusi con gli stessi avvelenatori-mandanti-esecutori delle operazioni clandestine di aerosol (OAC), mirante a contrastare la dirompente onda d'urto generata dalle trasmissioni del coraggioso giornalista Maurizio Decollanz di Odeon TV.

Il manipolo dei disinformatori si è organizzato quindi su due fronti:

a) La pubblicazione di ridicoli articoli e trafiletti volti a tranquillizzare la popolazione, nei quali il contesto dell'intera faccenda è ridotto alla stregua di una barzelletta o di una leggenda metropolitana.

b) L'intervento di una decina di ventriloqui del sistema del calibro (si fa per dire) di Paolo Attivissimo, costui sia in veste ufficiale, attraverso il suo blog, sia in incognito, con il nickname di axlman (già famigerato per precedenti iniziative dall'infimo livello morale), su diversi forum, tra i quali spiccano quelli della RAI nonché del mensile (s)Focus.

Sulla scandalosa ultima pubblicazione di (s)Focus sul numero di dicembre 2007, ci siamo già soffermati.

I gazzettieri del mensile della scienza-spazzatura hanno, però, voluto esagerare e nel goffo tentativo di mettere una pietosa pezza che riparasse la magra figura fatta con l'articolo cartaceo, i cui contenuti sono stati anche confutati dall'ingegnere aeronautico Luigi Fenu, hanno inaugurato una nuova sezione sul sito web, denominata (già il titolo è sintomo di faziosità): "Scie. Chimiche?". Infatti, non mi pare che ci sia nulla da comprendere ancora. Le scie chimiche sono un dato di fatto e non una teoria, ma per gli scribacchini di (s)Focus, evidentemente comandati da altri, non è così, per cui l'invito era: "Hai tempo fino alla fine di dicembre per metterle on line le tue foto di scie chimiche: a gennaio la redazione di Focus selezionerà le più significative ed un esperto le commenterà. Ma tu lascia i tuoi commenti nel forum del gruppo e commenta le singole foto!".

Sulle prime, visto e considerato che si sapeva già dove volessero andare a parare, ovverosia che la risposta del cosidetto "esperto" era scontata sin dall'inizio, visti i presupposti, non ho ritenuto opportuno approfittare dell'offerta. Era chiaro che si trattava di un frutto avvelenato. Ma poi, ripensandoci, mi sono detto: "Perché no? Magari inserisco foto e filmati che sicuramente metteranno in difficoltà il venduto di turno". Quindi ho raccolto un po' di materiale ed ho inserito un centinaio tra foto e filmati dall'inequivocabile "significato chimico-biologico". Detto, fatto. In un paio di giornate ho completato l'upload del materiale sul portale di (s)Focus ed ho atteso lo scontato verdetto dell'esperto, del quale peraltro, nessuno sapeva nulla!

Nel frattempo, tra il finire del 2007 ed i primi giorni del 2008, la questione relativa all'uso del Radar Airnav diveniva sempre più interessante, evidenziando dati inquietanti ed inequivocabili che mettevano in seria difficoltà la credibilità (se mai ne avessero avuta) di Attivissimo nonché di coloro che gli ronzano intorno come i maggiordomi fanno con il loro signore e padrone. In effetti... come si può spiegare il fatto che il radar della AirNav Systems rileva gli aerei commerciali anche distanti diverse miglia e non segnala invece (tranne pochi casi di evidente sovrapposizione di dati con velivoli posti in prossimità) i tankers impegnati nelle operazioni di aerosol incrocianti anche sulla verticale? Semplice il lampo di "genio" di axlman: il radar non funziona! Purtroppo per lui, però, è stato contraddetto dagli stessi esperti della Airnav Systems. "Poco male..." avrà pensato quella sera... "Basta non farlo sapere in giro...". Inutile dire che questa gente è sin troppo prevedibile, per cui era inevitabile che trovassi subito il suo post sul forum della AirNav Systems, aspettando che si iscrivesse per porre la questione. Non feci altro quindi che riportare subito, sul forum di (s)Focus, link ed estratti della discussione che confutava totalmente le affermazioni di Attivissimo, alias axlman. Come già precedentemente spiegato, la notte stessa il mio post fu integralmente cancellato e la mia utenza esclusa dal forum in questione. Di lì a poco axlman inseriva un suo intervento nel quale, anima pia e corretta quale è, inseriva il link alla discussione sul forum statunitense, cercando di girare la frittata alla meno peggio a suo vantaggio e facendo notare la sua integrità morale, nel non aver omesso la sua cantonata.

Lo screenshot rimosso dai moderatori di FocusMa qual è il fulcro della questione? Non certo axlman ed i suoi compari, ma il fatto che anche all'interno del forum della rivista della scienza-spazzatura esista una coordinazione simbiotica tra finti utenti che scrivono per sollucchero e finti moderatori che solo in apparenza moderano. Essi (Nella fattispecie... esse: spenottina ed alexwhite) evidenziano attraverso ogni loro intervento un atteggiamento tutto fuorché super partes e, forti della loro intoccabilità, si permettono anche di decidere quale post possa rimanere e quale post debba essere cancellato. Strano che non abbiano mai pensato di rimuovere le reiterate diffamazioni nei nostri confronti ad opera di axlman e compagni di merende!


Successivamente a questi fatti, l'utente egregora ha recentemente avuto l'ardire di segnalare uno screenshot dell'interfaccia AirNav Radar che contraddiceva ancora una volta le illazioni di un altro disinformatore, certo hanmar, al secolo Michele Galloni, geologo - consulente ambientale... (vi ricorda qualcosa? Ricordate le censure di altro geologo di nome Mario Tozzi? Sì, quello di Gaia, il pianeta che vive), che affermava, udite udite, che il radar non rileva i velivoli della compagnia Alitalia, per cui è un chiodo. Nulla di più falso ovviamente (si veda lo screeenshot) e rapidamente confutato con la foto riportata da egregora. Peccato che anche in questo caso la cosa non è stata gradita dagli alti dirigenti che controllano la discussione, come se fosse Guantanamo e quindi... et voila, il post di egregora viene cancellato e ad esso la moderatrice (si fa per dire) Spenottina, sostituisce il seguente testo:

"Se vuoi scrivere qualcosa di tuo ben venga, ma a Straker è stato tolto il diritto di intervenire perchè ha ripetutamente e volontariamente infranto le regole di questa discussione. Non saranno fatte eccezioni per chi gli fa da ambasciatore e i post verranno cancellati.

Spenottina
".

Efficaci ed illuminanti, seppure con tentennante punteggiatura, le parole della collega di spenottina alexwhite, che scrive: "egregora...

straker è indifendibile per via della sua abnorme maleducazione e sfacciataggine. o cancelli la sua immagine e posti con la tua testa o l'immagine la faccio cancellare io. un ban è un ban sotto qualunque aspetto.detesto le persone che non ragionano e si fanno manipolare dagli altri
".

In seguito all'ennesima manipolazione dei contenuti della discussione ed avendo rimosso un'altra prova a confutazione delle ridicole illazioni dei disinformatori al soldo degli avvelenatori, i soliti noti hanno ripreso il filo conduttore dei loro contorti discorsi, eludendo completamente le prove addotte da egregora e quindi mendacemente concludendo che il Radar AirNav non rileva nessun aereo né civile né tantomeno di altro tipo. Sarà un caso, ma circa un'ora dopo questo infame episodio, i servers che gestiscono i Radar AirNaw nel network, sono stati protagonisti di un misterioso black-out che, al momento in cui scrivo, è in fase di risoluzione. Nel caso specifico, il database che fa capo alle informazioni sui velivoli mostrati da tutti i prodotti della Airnav Systems, è andato misteriosamente distrutto.

E' quindi palese lo scopo di coloro che si ostinano a mantenere in qualche modo vivo un nido di vipere come la discussione sulle chemtrails. Lo scopo è delegittimare coloro che fanno ricerca indipendente e distruggere le basi sulle quali si fondano i recenti successi che hanno portato le chemtrails in televisione.

Ma non finisce qui! Dobbiamo tornare alle vicende subito successive alle censure occorse sul forum. Infatti il giorno dopo, la redazione di Focus decide, seppure in ritardo, di pubblicare alcuni commenti del... famoso "esperto" alle foto inviate dagli utenti iscrittisi al portale.

Raymond Zreick - focus.it, caposervizio, inserisce alcune foto commentate dal meteorologo Giulio Betti. Ma chi è questo Betti? In verità di tale illustre "esperto" si trova ben poco, ma appare sospetto un suo probabile collegamento alla sfera dei personaggi che bazzicano negli ambienti di Paolo Attivissimo (axlman): i fans di Star Trek.

Betti fa parte dell'organigramma degli affossatori della verità?

Giulio Betti fu lo stesso che giorni fa, osservando una foto delle nubi stratificate a bassa quota, sotto le quali passano i tankers chimici, qui commentate e giudicate "rari cirri spissati", le definì "nubi basse stratocumuli". Forse perché non c'era l'aereo che sciava inferiormente nella parte della foto a suo tempo mostratagli?

Ora, invece, Giulio Betti scrive...

La foto relativa a Sanremo mostra un'estesa copertura di nubi alte, tra queste si nota la presenza di cirrostrati, cirrocumuli e rari cirri spissati. All'interno dello strato nuvoloso risulta evidente la presenza di almeno una scia di condensazione che lo taglia quasi trasversalmente. Il fatto che essa tenda a fondersi con i cirrostrati limitrofi risulta del tutto credibile considerando la pari altitudine alla quale volano gli aerei e alla quale si formano i cristalli di ghiaccio dei cirri. La notevole copertura è quasi certamente il segnale di un peggioramento imminente. Commenti a cura di 3bmeteo.com, redatti dal dottor Giulio Betti. La fotogallery completa delle immagini selezionate da 3bmeteo.com è su www.focus.it ("Scie nel cielo. Sono "chemtrails"? Scie chimiche? Risponde il meteorologo...").

Vorrei far notare che il cosidetto "esperto" si è ben guardato dal commentare le foto scomode, come ad esempio quelle che immortalano aerei spruzzare scie blu o nere, limitandosi ad esprimere le sue capziose argomentazioni solo su una risicata manciata di soggetti.

Inutile ricordare che dopo le mie inevitabili proteste per l'ennesima farsa di quelli di (s)Focus, mi sono assicurato il banning anche dal gruppo "Scie chimiche" all'interno del portale che... in ogni caso faccio notare, appartiene al gruppo Mondadori e che in bella mostra, sopra la lettera "i" del logo iFocus esibisce l'occhio che tutto vede, l'occhio della massoneria!

venerdì 18 gennaio 2008

Good bye, BLUE sky... (articolo di R.D.)

Pubblichiamo il contributo di un gentilissimo ed acuto lettore che evidenzia, in modo incisivo, il fenomeno dell'oscuramento del cielo (global dimming) causato dalle scie chimiche. Fonti e testimonianze (vedi, ad esempio, planetaesclavo) riferiscono di una massiccia e deleteria attività di irrorazione chimico-biologica in tutta la penisola iberica. Quindi riteniamo che il lettore si sia recato a Barcellona in un periodo particolarmente propizio; ciò non toglie validità probatoria ed efficacia a questi appunti di viaggio.

Per le ultime feste di Capodanno mi sono recato con la mia famiglia in Spagna a Barcellona: in quella città il fenomeno, durante i quattro giorni della mia peramanenza, era totalmente assente. Mio figlio, di tredici anni, ha detto una cosa che mi ha fatto molto riflettere:" Papà come mai qui il cielo e così blu e da noi è sempre velato?"

Infatti il cielo di Barcellona ha un colore turchino come una volta era anche il nostro, fino a una decina - quindicina di anni fa. Ora sempre, anche quando è sereno, è caratterizzato da una sorta di opacità e non può trattarsi solo di smog visto che anche Barcellona è una grande città con un gran numero di autovetture.

Seconda cosa strana: al rientro a Roma, dai finestrini dell’aereo, ho potuto notare una totale assenza del fenomeno chemtrails per tutto il tragitto dal decollo da Barcellona e per tutta la traversata, ma ahimè, non appena ho intravisto a distanza la costa italiana, il colore del cielo, in lontananza, cambiava improvvisamente da un bel blu ad una gradazione sempre più tendente al grigio (ho pensato allo smog, ma poi ho visto le scie chimiche). Non si trattava di formazioni nuvolose, ma proprio del colore del cielo. Arrivati a pochi chilometri dalla costa, poi ho, con grande orrore, visto apparire le famose chemtrails disposte nel senso longitudinale alla costa che, per giorni, non erano state mai riscontrate altrove. Le ho viste allargarsi e ho capito che erano la ragione per la colorazione sbiadita del cielo sopra la regione: infatti, laddove non erano presenti, il colore del cielo era quello che dovrebbe essere, ovvero BLU.

Mentre l’aereo atterrava, ho visto in decollo un aereo militare (non poteva essere un velivolo di linea, poiché aveva un'inclinazione di salita troppo rapida e veloce) che, parallelamente alla costa laziale, cabrava, lasciando due lunghe e persistenti scie dietro di sé.

In conclusione, ho la certezza che oggi il nostro paese è soggetto in maniera particolarmente viziosa al fenomeno scie chimiche, qualunque sia la ragione per cui vengono generate. Posso solo concludere che non possono essere a questo punto positive, visti gli effetti che stanno avendo sulla qualità dell’aria del nostro paese.

giovedì 17 gennaio 2008

L'investigazione scientifica sulle scie chimiche: problemi e prospettive (seconda parte)

HegelIl ragionamento enuclea due elementi: l'importanza del referaggio e la relazione tra comunità scientifica ed istituzioni. Il discorso sopra riportato, pur coerente all'apparenza, presenta dei lati deboli. In primo luogo, si basa sul presupposto generoso ma utopico che esista una scienza pura non condizionata da ipoteche ideologiche. Le teorie scientifiche sono sovente generalizzazioni propugnate per affermare una visione del mondo e non esatti rispecchiamenti del fenomeno: è palese la declinazione ideologica di molte teorie da cui sono scaturite scuole di pensiero, nuove discipline, modelli sociali... Si pensi al Darwinismo, una teoria errata che, però, continua ad avere il placet della scienza accademica. Si pensi alla teoria del Big bang, quasi certamente sbagliata, ma che gode ancora del sostegno acritico di molti cosmologi. Si pensi alla teoria della relatività che, pur avendo trovato alcune conferme, è minata da incongruenze concettuali e da non-sensi, come quello dello spazio vuoto che si curva. Dunque le teorie non sono descrizioni oggettive dei fenomeni, ma modelli interpretativi adottati non solo per la loro capacità di dar conto di una sezione del reale, ma perché aderenti allo Zeitgeist. Si consideri il Darwinismo che, con la sua insistenza sull'idea di evoluzione e di selezione, si incardinava nella società ottocentesca incentrata sui miti del progresso e della competizione.

In tale contesto, il referaggio non è più il logico, naturale, fatale coronamento di uno studio che possiede tutti i caratteri della scientificità, previa dimostrazione che il fenomeno esiste. Il referaggio è, per lo più, il frutto di un atteggiamento ideologico, ossia un'equipe di scienziati “indipendenti” dà il suo consenso alla ricerca, non se essa è accurata, metodologicamente corretta, ma se tale indagine non è giudicata lesiva di interessi di casta, se non mette in discussione consolidate (anche se erronee teorie), se non è dirompente per il sistema. La scienza, come entità astratta, non esiste: esistono scienziati. Alcuni sono liberi, altri, la maggior parte, sono collusi col sistema ed organici alle lobbies farmaceutiche e militari. Altri infine sono ricercatori onesti ma dalla mente programmata, incapace di ragionare in termini innovativi, sicché si limitano a compiere ricerche settoriali di cui non conoscono i veri fini, conosciuti, invece, da persone che non sono scienziati, come generali e politici. Gli scienziati liberi sono quasi sempre ignorati, vituperati, perseguitati. Le loro acquisizioni ed i loro risultati subiscono spesso l’ostracismo degli scienziati ortodossi.


E' poi ovvio che le istituzioni, in realtà comitati d'affari, non accetteranno mai delle ricerche che possano indebolirle o incrinarne la credibilità di fronte all’opinione pubblica. Inoltre è un'ingenuità considerare le istituzioni come destinatarie dei messaggi degli scienziati e come subalterne alla comunità dei ricercatori da cui attendono la verità. Le istituzioni pubbliche e private, infatti, finanziano le università, i centri di ricerca, assumono o licenziano gli scienziati, dirigono i settori di ricerca, orientano le sperimentazioni verso obiettivi non meramente teorici ma concretizzabili in ritrovati tecnologici ed in applicazioni commerciali.

Mi pare quindi che Cieliazzurri, pur in perfetta buona fede, sbagli direzione: non è la scienza che indirizza le istituzioni, ma sono le istituzioni che guidano la scienza, con condizionamenti più o meno pesanti, spesso di tipo ideologico: si pensi al caso estremo della scienza nazista cui fu affidato il compito di dimostrare l'evidenza scientifica che la razza ariana era superiore geneticamente alle altre o alla scienza sovietica che, adottando la dialettica hegeliana ed engelsiana, si atrofizzò in vani e ridicoli tentativi di applicare la logica del filosofo tedesco (tesi, antitesi, sintesi) ad ogni fenomeno naturale e sociale, finché gli accademici russi furono costretti ad abbandonare le linee hegeliane.

Il costante riferimento ad articoli referati mi pare poi quasi una reviviscenza dell'aristotelismo: una teoria scientifica è vera, un fenomeno è evidente, non se è stato osservato, sottoposto al vaglio della sperimentazione, esaminato in tutti i suoi aspetti, ma se una pubblicazione scientifica le conferisce ufficialità, nell'ambito di un atteggiamento di autoreferenzialità. E' pressappoco un ritorno all'Ipse dixit. La teoria è corretta, perché così è scritto nella rivista ed è riportata nella rivista perché è corretta. Chi ne ha stabilito la correttezza? Uno scienziato la cui indipendenza ed autonomia di giudizio è una condizione non verificabile, che bisogna accettare come un mistero della fede. Chi garantisce che quello scienziato è indipendente? Una commissione di scienziati indipendenti? Chi ci assicura che la commissione è indipendente? Un comitato indipendente? Chi ci ci garantisce che il comitato è indipendente? E così all'infinito...


Leggi qui la prima parte.

mercoledì 16 gennaio 2008

Intervista televisiva sul Morgellons

Morgellons -CDC Telebriefing Jan 16, 2008, 2:00 p.m. Eastern, 11:00 a.m. Pacific
CDC to Launch Study on Unexplained Illness

Note: Cynthia McFadden did a blip on Nightline and said tomorrow night (WED) they were doing an update on the disease and an updated announcement would be aired from the CDC on it.
Morgellons -CDC Telebriefing Jan 16, 2008, 2:00 p.m. Eastern, 11:00 a.m. Pacific
CDC to Launch Study on Unexplained Illness
Press Release
January 15, 2008 2:16 PM EST

WHO: Dr. Michele Pearson, Principal Investigator,
Centers for Disease Control and Prevention
Dr. Joe Selby, Director, Division of Research, Kaiser
Permanente Northern California

WHY: The telebriefing will outline CDC's study to learn more
about an unexplained skin condition referred to as Morgellons.

WHEN: Wednesday, January 16, 2008 2:00 p.m. Eastern, 11:00 a.m. Pacific DIAL-IN: 1-888-795-0855 International Dial-in: 212-287-1766 Listen Only: 1-800-475-4938 Passcode: CDC Media
Important Instructions: If you would like to ask a question during the call, press *1 on your touchtone phone. To withdraw your question, press *2. You may queue up at any time. You will hear a tone to indicate your question is pending.

LISTEN-ONLY AUDIO WEBCAST
This briefing will also be audio webcast. To listen LIVE online, please visit http://www.cdc.gov/od/oc/media

LISTEN HERE

TRANSCRIPT
A transcript of this teleconference will be available following the briefing at the CDC web site at http://www.cdc.gov/od/oc/media

CONTACT: CDC Division of Media Relations, +1-404-639 3286
/PRNewswire-USNewswire - Jan. 15/
SOURCE Centers for Disease Control and Prevention

Search Results: CDC Morgellons
http://www.cdc.gov/search.do?sort=date%3AD%3AL%3Ad1&ie=cp1252&q=morgellons&ud=1&oe=utf8&filter=0

Morgellons - Home
http://morgellonsgroup.proboards23.com/index.cgi

martedì 15 gennaio 2008

L'investigazione scientifica sulle scie chimiche: problemi e prospettive (prima parte)

David HumeRiprendo in considerazione il tema relativo all'indagine scientifica sulle scie chimiche, per mettere in luce alcuni lati del problema che sono stati, negli studi precedenti, solo sfiorati. Non mi soffermerò sugli aspetti epistemologici cui ho dedicato alcuni studi cui rinvio, di cui riprenderò alcuni punti.

Vorrei qui soprattutto prendere in esame, richiamandomi anche agli studi di cui sopra, tre coordinate che non sono state sufficientemente analizzate e sulle quali molti scienziati sorvolano, a causa della loro formazione. Le coordinate sono le seguenti:

• la possibilità teorica dell'indagine scientifica;
• il valore ideologico della scienza;
• i risvolti economici nell'ambito della ricerca scientifica.

Sono argomenti molto complessi e vastissimi che cercherò di trattare in modo accessibile, senza la pretesa di essere esaustivo, ma solo delineando i tratti salienti della questione.

In ordine al primo punto, bisogna considerare la scienza come un'attività di esplorazione del reale la cui legittimità si deve porre a mo' di postulato, non essendo essa più possibile, da quando il pensatore scozzese David Hume ne distrusse i fondamenti, basati sulla fede nel nesso causale e nei suoi corollari. Come osservò correttamente Kant, dopo Hume resta soltanto lo scetticismo, non essendo attuabile alcuna indagine empirica che pretenda di acquisire i crismi dell'oggettività assoluta.

Tuttavia è necessario operare un'epoché, se non vogliamo andare a sbattere contro gli alberi, come faceva il filosofo greco Pirrone, il quale asseriva di non possedere alcun criterio di verità con cui essere certo che di fronte a lui si trovasse un albero. Operare un'epoché significa sospendere, per ragioni di utilità pratica, la nostra totale incredulità ed accettare nel loro complesso i principi del metodo scientifico, fondato sull'osservazione del fenomeno, sulla raccolta di dati, sulla formulazione di un'ipotesi da verificare o da falsificare attraverso esperimenti ripetibili. Questo, per sommi capi, è il protocollo scientifico applicabile a quei fenomeni che cadono sotto i cinque sensi. E' vero che la scienza così intesa è valida solo in un ambito molto limitato del reale ed è indubbio che la fisica quantistica ha messo in discussione sia la distinzione tra osservatore ed osservato, il collegamento tra causa ed effetto etc. sino ad addivenire ad una totale revisione del concetto di “realtà”. Nondimeno, però, se intendiamo approcciare il problema delle scie chimiche, come qualsiasi altra manifestazione della realtà quadridimensionale in cui viviamo, non è necessario adottare i canoni della fisica quantistica. E'possibile trascurarli senza temere che le conclusioni siano inficiate. L'eventuale influsso sui risultati delle dinamiche conoscitive peculiari della meccanica quantistica è, infatti, infinitesimale. Allo stesso modo per attraversare la strada sulle strisce pedonali, non occorre che il pedone conosca a menadito la trigonometria, le leggi dell'ottica, della propagazione del rumore etc. La può attraversare anche solo usando i suoi organi percettivi.

Ciò chiarito passiamo al secondo punto. Chi crede che un accurato studio scientifico possa stabilire l'esistenza delle chemtrails, convincendo la comunità dei ricercatori e l'opinione pubblica che le scie sono un problema tangibile, ragiona nei termini seguenti.

"La ricerca sulle scie chimiche in Italia, a mio avviso, se pur condotta con impegno, spesso non è eseguita nel modo appropriato, dove per appropriato intendo un modo che porti alla verifica dell'esistenza delle scie chimiche su basi scientifiche.
Se venisse appurato in maniera scientifica che degli aerei hanno rilasciato scie diverse dalle normali scie di condensazione sul nostro territorio, le Istituzioni sarebbero tenute a verificare chi ha rilasciato nei cieli scie chimiche, cosa è stato rilasciato e perché.
Dimostrazioni dell'esistenza delle scie chimiche non basate su evidenze scientifiche difficilmente porterebbero a questo risultato, poiché difficilmente verrebbero prese in considerazione a livello istituzionale.

Cosa vuol dire fare ricerca sulle scie chimiche in Italia? Vuol dire essenzialmente verificarne l’esistenza.
Come ben sappiamo, secondo il Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio non esistono evidenze scientifiche dell’esistenza delle scie chimiche. Il Ministro ricorda, infatti, che non è stato possibile trovare alcuna ricerca sulle scie chimiche pubblicata su riviste scientifiche; manca completamente cioè del materiale pubblicato che sia stato oggetto di una revisione indipendente ed anonima da parte di altri ricercatori. Il ministro ricorda inoltre che i siti specialistici degli osservatori di scie chimiche sono carenti dal punto di vista scientifico.
Questo vuol dire che, in ambito governativo, al momento si ritiene che le scie chimiche non esistono e che le scie chimiche verranno prese in considerazione quando verranno pubblicate le prove della loro esistenza, dopo revisione per opera di altri ricercatori.

Le riviste scientifiche dove viene compiuto questo controllo dei risultati vengono chiamate riviste peer reviewed o referate.
Nelle riviste referate, esperti della materia giudicano, solitamente in maniera anonima, la bontà e la coerenza dei risultati presentati e delle tecniche sperimentali usate, indicano se sono necessari ulteriori prove o conferme e decidono infine se il lavoro è idoneo o meno per la pubblicazione.
Una volta pubblicato su una rivista peer reviewed un risultato scientifico acquista credibilità ed ufficialità.

Quali sono dunque i vantaggi di pubblicare i propri risultati su riviste referate?
A parte l’importantissimo vantaggio che tali risultati verrebbero presi in considerazione dal governo, un articolo referato diventa potenzialmente immune da errori. Il processo di verifica serve infatti a evitare o quanto meno a diminuire enormemente la probabilità che vengano affermate cose sbagliate.
Errori e mancanze, causati ad esempio da fretta, distrazione, leggerezza, inesperienza sono sempre dietro l’angolo e anche con tutta la buona volontà non sempre si riescono ad evitare.
Chi pubblica risultati di una ricerca senza verifica ha quindi una probabilità molto maggiore di pubblicare risultati errati rispetto a chi pubblica dopo verifica.
Inoltre, la verifica della presenza di eventuali errori in pubblicazione non referate avviene solo se qualcuno dei lettori, o l'autore stesso, decide di farlo. Si viene così a creare un rischio da tenere ben presente: se nei dati pubblicati è presente un errore, ma nessuno dopo la pubblicazione si prende la briga di verificare i dati, informazioni errate verranno trasferite in continuo alle persone che consultano la pubblicazione". (1)


(1) Cieliazzurri, La ricerca sulle scie chimiche in Italia, 2008

Leggi qui la seconda parte.

Per un inquadramento dello statuto e dei limiti inerenti al pensiero scientifico, vedi i seguenti articoli:

Bojs, Metodo scientifico, 2007
F. Lamendola, Il pensiero mitico è diverso, non certo inferiore a quello scientifico, 2008
Zret, Il rasoio ha perso il filo, 2007
Id., Paradigmi, 2007

lunedì 14 gennaio 2008

Ermeneutica delle previsioni meteorologiche

In questi ultimi anni, in concomitanza con l'esecranda operazione scie chimiche, un po' alla volta, non solo i fenomeni meteorologici sono stati contraddistinti da sempre più frequenti anomalie, ma anche il linguaggio delle previsioni ha subìto una mutazione. Ciò rivela, senza ombra di dubbio, la malafede di quegli "esperti" che, succubi dei militari, padroni del clima, hanno dovuto adeguare concetti e termini alla nuova situazione. Il primo neologismo partorito dalle menti balzane di codesti falsari della parola è stato il comico cirrus aviaticus, letteralmente "cirro della nonna", ma, tale sintagma, nell'infinita ignoranza di coloro, dovrebbe denotare nuvole filiformi, simili ai cirri, generate dalle scie di condensazione, in realtà scie velenose che tendono ad espandersi, dopo essere state rilasciate dai tankers. E' stata poi la volta di un coacervo di espressioni ipocritamente eufemistiche usate per indicare i vari fenomeni correlati alle perniciose irrorazioni: innocue velature in quota (quale quota non si sa); nuvole senza fenomeni; nebbie diffuse; anomalous brown cloud.

Le "innocue" velature coincidono con la patina che offusca la luce solare e che è creata dai vari passaggi a bassa quota degli aerei, una volta che le varie scie si amalgamano a formare un uniforme strato lattiginoso. Le nuvole senza fenomeni sono orride nubi chimiche da cui naturalmente non cade la pioggia. L'anomalous brown cloud è una densa bruma di colore giallastro contenente veleni di ogni tipo (dal biossido di zolfo che le conferisce il colore livido, all'alluminio, dal bario al piombo etc.). Il tutto è mischiato alle polveri sottili, agli scarichi industriali, alle emissioni dei mostruosi "termovalorizzatori" e degli impianti di riscaldamento. Ne risulta una poltiglia chimica micidiale che era ignota anche negli anni dell'industrializzazione e dell'urbanizzazione più spinte: oggi, invece, nonostante la crisi del secondario con la chiusura di moltissimi stabilimenti in varie regioni di Italia e con la diffusione di veicoli con filtro antiparticolato (Euro 4 ed Euro 5) e di centrali per la produzione di energia in genere meno inquinanti, in modo paradossale, la pianura padana, ma anche altre aree del paese dove la nebbia era un fenomeno rarissimo, sono quasi perennemente coperte da foschie basse ed ammorbanti.

Ormai la casta dei meteorologi impiega dunque un linguaggio cifrato per preannunciare le attività di irrorazione chimico-biologico: anche la dicitura "cielo sereno con passaggio di nubi in quota" allude a voli ininterrotti di velivoli in un cielo ancora terso all'alba, ma poi lordato dagli escrementi delle Arpie.

Come sempre avviene, la prima vittima della menzogna è la lingua, piegata e snaturata sicché si adoperano certi vocaboli il cui significato è esattamente il contrario di quello che, invece, dovrebbero denotare. Nel mondo odierno come "pace" è il sinonimo camuffato di "guerra", così "bel tempo" è l'equivalente di tempo di Bel...ial, il tempo del demone dell'impurità.